Si ma non possiamo far cadere il Governo sui Dico !!!!
I Dico sono una cosa da accantonare, se poi nel 2011 si vincerà con una buona maggioranza ci si penserà. Adesso assolutamente no


Si ma non possiamo far cadere il Governo sui Dico !!!!
I Dico sono una cosa da accantonare, se poi nel 2011 si vincerà con una buona maggioranza ci si penserà. Adesso assolutamente no




Si, ma comunque è sempre rischioso, non credo che si possa contare molto sui senatori del cdx, visto che Berlusconi cercherebbe in tutti i modi di non far passare i DICO.
Se non passano ci sarebbero gravi ripercussioni sul governo che già adesso non è molto stabile.








Roma, 10: 42
MASTELLA: PD VUOLE MASSACRARCI, IO APRO CRISI A GENNAIO
"E' in gioco la nostra sopravvivenza. Il Pd e Walter Veltroni vogliono massacrarci. Veltroni prova ad accreditare il suo disegno perverso in nome della governabilita', ma l'obiettivo vero e' un altro: vogliono mangiarsi tutto, sono partiti Crono. Possiamo evitare ancora il terremoto ma ecco le condizioni. Punto primo: si tratta tra coalizioni e non tra aprtiti. Punto secondo: basta giochetti, a noi la bozza Chiti andava bene, ma qui ogni volta ne cambiano una. Non vogliono sentire? Io a gennaio apro la crisi. Vedrete sara' cosi': stacchero' la spina e spieghero' al Paese che Veltroni ed i suoi amici pensavano solo ai propri interessi". Lo afferma il leader dell'Udeur Clemente Mastella in una intervista all'Avvenire. Mastella aggiunge: "Mica possiamo essere gli ascari che vengono usati per battere Berlusconi e poi vengono massacrati. Mica possiamo attendere che il referendum ci cancelli. Giovedi' ho convocato l'ufficio politico dell'Udeur. A tutti ho ripetuto lo stesso messaggio: stiamo all'erta, vedo una brutta aria, prepariamoci allo scontro".


Dini: addio Prodi, ci vuole un Governo Marini
«Vuole sapere cosa faremo ai prossimi passaggi? Aspettiamo di vedere quale Finanziaria tornerà al Senato, che mi auguro ripristini il taglio alle sedi del Tesoro cancellato da un emendamento di FI passato anche per il mio mancato voto, non per filibustering ma per la grande confusione che c'era in quel momento in Aula. E soprattutto, vediamo cosa ne sarà del protocollo su welfare e pensioni: se il testo finale sarà quello dell'accordo tra governo e parti sociali, bene, ma se ci saranno concessioni all'estrema sinistra, se non arriveranno risposte convincenti sul punto dei lavori usuranti, noi voteremo contro»
Dini lascia intendere, non dice, ma su un punto è chiarissimo: chi si aspetta che possa venir sedotto da un posto di prestigio in un Prodi bis, sbaglia: «Lo rifiuterei, perché intendo portare avanti il progetto politico a cui abbiamo dato vita e dal governo non potrei farlo. E perché un Prodi rimaneggiato che comportasse solo il cambio di alcuni ministri rimanendo invariata la maggioranza, non sarebbe un governo in grado di affrontare i problemi del Paese». È quindi un cambio di maggioranza che si chiede? «Beh, un governo fotocopia o una fotocopia di questa maggioranza, non sono davvero la soluzione per le emergenze del Paese». Già, ma come si arriva alla nuova stagione? L'ex premier vede una strada stretta: «È una prospettiva di breve termine quella a cui si può rivolgere lo stesso governo, così come i suoi interlocutori e sostenitori ».
Insomma, per Prodi non c'è futuro, ma secondo Dini la strada migliore per uscire dall'impasse non è il voto nel 2008: «Per affrontare i gravi problemi del Paese c'è bisogno veramente di un grande scatto di orgoglio da parte di tutte le forze più responsabili della nazione. Lo sfilacciamento, lo sfaldamento del nostro tessuto sociale, richiederebbe la formazione di un governo di vasto consenso tra le forze politiche, un'unione forte che lanci un appello al Paese: queste sono le emergenze, tutti insieme dobbiamo agire per superarle, e poi ognuno prenderà la sua strada». Concetto sul quale secondo Dini anche D'Alema potrebbe essere d'accordo: «Ha appena detto che è stato un errore non aver gestito insieme la legislatura...».
E chi potrebbe guidare l'impresa? «Essendo un governo istituzionale, il presidente del Senato Marini potrebbe essere la prima persona a cui rivolgersi».
http://www.corriere.it/politica/07_n...gioranza.shtml
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In sostanza Dini dice No ad un Prodibis, vuole la fine del governo per mandare a casa la Sinistra Radicale ed aprire un dialogo per un Governissimo (Presieduto da Marini) che ci sistemi per bene....
A questo punto Berlusconi rischia di essere il migliore alleato di Prodi, perche un Governissimo segnerebbe anche la sua fine ..oltre che quella del professore.
Per questo il leader di FI non vuole dialogare. Cosa che invece chiede Veltroni.... il dialogo del PD di queste ultime settimane non sarà mica propedeutico alla eutanasia del Governo a gennaio?
Sapere che D'Alema è d'accordo con Dini mi mette i brividi..... e Marini premier? 1998 parte II°?




Veltroni sta (molto efficacemente, tra l'altro) mettendo nell'angolo Berlusconi. Offre a UDC, Lega e AN un tavolo per le riforme (e a UDEUR e altri la certezza che non si voterà a breve con questa legge elettorale e che non ci sarà il referendum) per mettere in discussione i rapporti interni alla CDL.
Mastella non farà mai cadere Prodi, l'unica sua preoccupazione è il referendum e il tavolo riforme sarebbe l'unico modo per evitarlo (oltre alle elezioni anticipate, ma Mastella sta bene così com'è, ministro della Giustizia e determinante al Senato).
Oltretutto trovo le proposte di Dini alquanto strumentali, prima dice che bisogna tagliare la spesa pubblica, poi vota due emendamenti che aumentano la spesa pubblica, poi dice che il governo non ha consenso (ne avrebbe di più se si tagliasse come vorrebbe lui?) e infine propone Marini (proprio un mostro di popolarità e comunicazione) come premier.