





Io dico che ci deve essere una risposta ancora più a sinistra... Non un partito unico ma un blocco con obiettivi a breve termine comuni, organizzazione e direzione delle lotte contro i governi dell'alternanza borghese ed eventualmente, perché no, un blocco elettorale unico










Gli argomenti li abbiamo, se parliamo chiaro e concreto i compagni ci daranno ascolto.
La politca e' l'arte del possibile, quindi diamoci da fare per riportare il comunismo italiano in mani comuniste e non per fare un nuovo soggetto riformista.


8 dicembre.
Mò mi fanno ste cose con le feste religiose?![]()


io sinceramente non so come facciate politica voi e quale sia il clima politico che si respira dalle vostre parti, ma qui (scrivo da Torino) l'Unità a sinistra la si sta facendo praticamente (ovvero in senso pratico) dal basso: unendo i vari gruppi consiliari negli enti locali, facendo continuamente riunioni congiunte tra i vari partiti della sinistra (non con i verdi però, che qua a torino hanno visto una scissione della loro ala sinistra) per delineare una linea politica comune...
insomma quello che stanno facendo a livello nazionale è lo specchio di ciò che sta accadendo nei territori.
Poi a marzo noi del PRC avremo un congresso per decidere se questo percorso ci piace o no, in questi mesi lo valutiamo concretamente, vediamo come è e poi lo votiamo, dopo una sana esperienza pratica.
Gli elettori sono poi un punto cardine di tutto questo discorso: se c'è una componente politica che più spinge verso l'unità della sinistra questa è proprio l'elettorato, e ho in mente le scene viste alla festa nazionale di liberazione quando sono venuti Giordano e Mussi a parlare di sinistra unita, se c'è qualcuno che invece rema contro questa è proprio una parte della base militante che pone sentimenti ideologico-identitari alla base del proprio agire politico e una parte dei funzionari che tutelano il proprio stipendio, messo a rischio da una unità tra partiti politici.
Per tutte queste ragioni io non posso affatto lamentarmi di come sta procedendo il percorso verso l'unità della sinistra, è un percorso rivoluzionario nel nostro ambiente e come tutti i percorsi rivoluzionari porta le componenti conservatrici ad affilare i coltelli.
Ma io credo che questo percorso sia ormai irreversibile, il PD ha lasciato un immenso vuoto politico in questa fase storica della repubblica italiana: la rappresentanza del mondo del lavoro, che, ci piaccia o no, non ne vuol sapere da 17 anni a questa parte di esser rappresentato dai comunisti, forse, anzi molto probabilmente, perchè le risposte che diamo ai problemi dei lavoratori, non sono affatto esaustive!
E' per questo che ci vuole una ridefinizione dell'impianto strategico del nostro agire politico, riinterrogarci sulla nostra natura, trasformare la strategia politica sia endogenamente che esogenamente, in modo che vada a combaciare con l'interesse generale di coloro i quali in Italia vivono del proprio lavoro, per smetterla una volta per tutte di essere un partito ideologico, autoreferenziale e identitario, per diventare un nuovo partito organico al mondo del lavoro, possibilmente di massa; soggetto politico che l'Italia del 2K neccessita urgentemente.
E ricordiamoci bene che se non saremo noi a colmare questo vuoto politico, lo farà qualcun altro, percui smettiamola di sbattere la testa contro lo stesso muro contro cui la sbattiamo da 17 anni, è l'ora di diventare adulti!