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Discussione: Le identità

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da trionfo Visualizza Messaggio
    no non solo alla bielorussia mi riferisco a tutto il panorama dell'est europeo germania, russia, ucraina etc... dove i nazionalbolscevichi sono tantissimi.. inoltre queste formazioni sono tutte fortemente nazionaliste ma non europeiste o almeno non per questa europa, e con questo concordo con loro.
    Il nazionalbolscevismo è un fenomeno che va avanti da anni, vedi il vecchio Pamjat russo, ma che negli ultimi anni sta dilagando. un intreccio di ideologie simili alal nostra sinistra nazionale. Quindi che tipo di identità può esserci in queste formazioni? La mia è una domanda

    il panorama è sicuramente frastagliato. va sicuramente fatta un'opera di selezione sulla base dei contenuti più che delle etichette. Ad esempio io non ritenevo Milosevic un nemico dell'europa, pur essendo lui palesemente rappresentante di una forza politica nazionalista che si rifaceva alla tradizione comunista.
    Secondo me, ma potrei sbagliarmi di grosso perchè sono cose che ancora non ho studiato ma che farò per mio interesse personale, va fatta una distinzione tra quei movimenti che si rifanno al comunismo quale tradizione e identità ma che poi mostrano contenuti ispirati chiaramente ad un nazionalismo e a una visione spirituale della vita, cioè inteso come orgoglio per la vecchia potenza sovietica e coloro che si rifanno al comunismo in termini di contenuti cioè di riproposizione di tematiche internazionaliste, materialiste e classiste.
    Io con i primi il dialogo lo imposterei.
    Vedi Putin (anche se il caso della Russia non c'entra ma è quello più evidente), in Russia fanno ancora le parate con la falce e martello ma definire Putin comunista è quanto meno segno di un'analisi superficiale.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Plissken85 Visualizza Messaggio
    questo caos è proprio dovuto alla mancanza di un coordinamento che altre aree politiche invece hanno a livello europeo.
    An va verso il PPE e tutti si stupiscono e lanciano anatemi (io stesso non ne ero entusiasta) ma come si può notare anche partiti non tacciabili di essere di centro, o democristiani sono li dentro.
    La destra ha bisogno di un riassetto a livello europeo, questo è evidente. E una cosa del genere secondo me risolverebbe molti problemi e disunità anche a livello nazionale.
    certo è però anche vero che la destra italiana è diversa da tutte le altre destre perchè siamo stati noi a creare un fulcro politico-economico-culturale-spirtuale dal quale tutti gli altri hanno attinto. E' ovvio che poi ognuno ha dattato il modello al proprio paese e alla propria società. Sta di fatto che la destra italiana, La Destra, An, Fn, Fiamma che siano pur diverse tra loro hanno un comune denominatore che gli altri non hanno. Per questo diventa difficile coordinasi a livello europeo. COsa hanno in comune i gollisti francesi, cona ldestr aitaliana? e la destra danese con quella ungherese o Polacca o spagnola? Ben poco. Certo uno potrebbe stare nella Uen per comodità e convenienza politica. Il che in una strategia politica ci stà tutto, in fondo il Duce e Hitler hanno utilizzato il sistema democratico per pendere il potere e non una rivoluzione violenta (la marcia su Roam non fu certo una rivoluzione nel senso classico della parola).

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da trionfo Visualizza Messaggio
    certo è però anche vero che la destra italiana è diversa da tutte le altre destre perchè siamo stati noi a creare un fulcro politico-economico-culturale-spirtuale dal quale tutti gli altri hanno attinto. E' ovvio che poi ognuno ha dattato il modello al proprio paese e alla propria società. Sta di fatto che la destra italiana, La Destra, An, Fn, Fiamma che siano pur diverse tra loro hanno un comune denominatore che gli altri non hanno. Per questo diventa difficile coordinasi a livello europeo. COsa hanno in comune i gollisti francesi, cona ldestr aitaliana? e la destra danese con quella ungherese o Polacca o spagnola? Ben poco. Certo uno potrebbe stare nella Uen per comodità e convenienza politica. Il che in una strategia politica ci stà tutto, in fondo il Duce e Hitler hanno utilizzato il sistema democratico per pendere il potere e non una rivoluzione violenta (la marcia su Roam non fu certo una rivoluzione nel senso classico della parola).

    ad oggi niente. infatti ho affermato proprio che è problematico il fatto che non esista quanto meno una strategia comune che sarebbe gia tanto della destra a livello di europa, e ancora più importante sarebbe lavorare sull'elaborazione di una piattaforma nuova di destra europea che possa essere condivisa da tutte le destre nazionali. Quindi hai ragione, ad oggi ogni destra vive chiusa nel suo stato nazionale con le sue peculiarità.

    Attenzione: io non sto parlando di creare una estrema destra europea, io rifiuto categoricamente il concetto di destra estrema con nostalgismi, xenofobie reazionarie di stampo borghese e nazionalismi di stampo ottocentesco annessi e connessi. non lo dico a te ma per far capire cosa intendo quando parlo di destra europea.
    Parlo di una destra solidarista, sociale, identitaria ma non di una destra urlata...parlo di una destra capace di cambiare l'europa con pragmatismo ed elaborazione culturale e programmatica. E' un'utopia? probabilmente si. Però l'europa esiste e cosi comè fa schifo e nonostante ciò influisce molto e spesso negativamente sui panorami nazionali senza che noi si possa fare niente.
    E' vero che è difficile coordinarsi a livello europeo anche perchè non si è mai provato a fare. Altri partiti come il PPE e i socialisti hanno una struttura della madonna e un coordinamento serio che l'UEN si sogna.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Plissken85 Visualizza Messaggio
    ad oggi niente. infatti ho affermato proprio che è problematico il fatto che non esista quanto meno una strategia comune che sarebbe gia tanto della destra a livello di europa, e ancora più importante sarebbe lavorare sull'elaborazione di una piattaforma nuova di destra europea che possa essere condivisa da tutte le destre nazionali. Quindi hai ragione, ad oggi ogni destra vive chiusa nel suo stato nazionale con le sue peculiarità.

    Attenzione: io non sto parlando di creare una estrema destra europea, io rifiuto categoricamente il concetto di destra estrema con nostalgismi, xenofobie reazionarie di stampo borghese e nazionalismi di stampo ottocentesco annessi e connessi. non lo dico a te ma per far capire cosa intendo quando parlo di destra europea.
    Parlo di una destra solidarista, sociale, identitaria ma non di una destra urlata...parlo di una destra capace di cambiare l'europa con pragmatismo ed elaborazione culturale e programmatica. E' un'utopia? probabilmente si. Però l'europa esiste e cosi comè fa schifo e nonostante ciò influisce molto e spesso negativamente sui panorami nazionali senza che noi si possa fare niente.
    E' vero che è difficile coordinarsi a livello europeo anche perchè non si è mai provato a fare. Altri partiti come il PPE e i socialisti hanno una struttura della madonna e un coordinamento serio che l'UEN si sogna.
    no nemmeno io parlo di estrema destra, però ti posso assicurare che era più compatta e coesa l'eurodestra ai tempi di almirante, blas Pignar, Le Pen etc... che questa. La destra, per sua natura deve comunque essere strillata, anche se esiste modo e modo per strillare. La destra è pugnace e sanguigna per natura, ma cnhe un po cogliona nel senso che si agita tanto ma poi alal fine non becca niente. Concordo che serve più pragmatismo. Una cosa che dobbiamo imparare dai compagni. Il Duce, che di sinistra lo era davvero, il pragmatismo ce l'aveva nel sangue altrimenti non avrebbe governato e fatto l'Italia per 23 anni

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da trionfo Visualizza Messaggio
    no non solo alla bielorussia mi riferisco a tutto il panorama dell'est europeo germania, russia, ucraina etc... dove i nazionalbolscevichi sono tantissimi.. inoltre queste formazioni sono tutte fortemente nazionaliste ma non europeiste o almeno non per questa europa, e con questo concordo con loro.
    Il nazionalbolscevismo è un fenomeno che va avanti da anni, vedi il vecchio Pamjat russo, ma che negli ultimi anni sta dilagando. un intreccio di ideologie simili alal nostra sinistra nazionale. Quindi che tipo di identità può esserci in queste formazioni? La mia è una domanda
    In Germania ci sono partiti come l'NPD fortemente europeisti. Alcune zone dell'est europeo risentono invece dell'influenza russa, soprattutto a livello energetico. L'Ucraina è spaccata in due, ma ancora non fa parte dell'UE. Penso che ora L'UE non debba allargarsi a quei paesi divisi dal punto di vista politico e poco identitari. Diverso è il caso dei paesi balcanici che vedono ancora l'Europa come un vantaggio soltanto economico, e le destre estreme sono troppo nazionaliste e poco europeiste. Lo stesso dicasi per alcuni paesi baltici e questo è dimostrato dal fatto che nell'UEN ci sono se non sbaglio i liberali lituani che sono convinti europeisti.

  6. #16
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    Quanto scrivi Eugenio lo condivido in pieno.
    Io credo che i partiti europei di Destra radicale debbano fare fronte comune contro questo monstrum che è l'attuale Unione Europa, che rappresenta semplicemente una struttura retta da burocrati e tecnocrati della peggior specie asserviti agli interessi dell'alta finanza e delle banche.
    Per non parlare poi dell'influenza che hanno su di essa determinate lobbies, come quella omosessuale (vi ricordate le "scomuniche" lanciate dai professionisti del politicamente corretto contro Buttiglione?) o quella ebraica (l'Europa è un continente i cui stati hanno adottato in grandissima parte leggi che limitano la libertà d'espressione sulla ricerca storica sull'Olocausto).

    La Destra, una vera Destra, radicale, sociale, tradizionale e identitaria di fronte alla crisi inevitabile degli Stati nazionali dovrebbe guardare con maggiore interesse all'Europa e all'unità politica del continente.
    Al Nazionalismo particolarista, populista e demagogico di matrice giacobina e liberaleggiante, la Destra deve contrappore un Nazionalismo identitario e una concezione superiore e articolata della Nazione e delle identità.
    La nostra Destra dovrebbe promuovere un Nazionalismo italiano che vada in un'ottica più ampia di Nazionalismo europeo.
    Per quanto riguarda le identità locali io ritengo che nessuna identità nazionale può temere anche solo minimamente di essere scalfita da esse.
    La Destra deve recuperare quindi una visione organica e gerarchica delle cose.
    Tradotto in termini pratici? Vedere un'identità in correlazione all'altra.
    Non vi può essere un'identità continentale senza un'identità nazionale, così come non vi può essere un'identità nazionale senza delle identità locali.
    Le Edizioni Controcorrenti, per la Fondazione Julius Evola, tempo fa pubblicarono un opuscolo intitolato "Federalismo Imperiale", contenente degli scritti del Barone sull'idea di Impero.
    Io ho letto quel libro e credo che Evola abbia centrato ai suoi tempi la questione: se un'identità pretende di prevalere sulle altre in modo prepotente e di svincolarsi da qualsiasi struttura sovra-regionale e sovra-nazionale essa non potrà altro che essere piena espressione di un atto sovversivo, non potrà altro che essere espressione di una proiezione dell'individualismo.
    Se invece un'identità mantiene dei legami con le altre in base ad un qualcosa che si ha in comune, essa non potrà che trovarsi a suo agio nell'ampio quadro di un'Europa "imperiale".
    Ciò non vuol dire che tutte le identità sono uguali o rifarsi a principi astratti di matrice liberale come quello dell'autodeterminazione dei popoli.
    Ad ogni popolo, ad ogni nazione, ad ogni identità, il suo posto e il suo ruolo secondo la propria natura e la propria vocazione.
    Nè sottomissione tramite soprusi nè astrazioni egualitaristiche, quindi.

    Senza andare troppo in là con la fantasia in politica, io credo che queste debbano essere le premesse ideali di una Destra che oggi voglia fare politica secondo un'ottica europea identitaria, senza rinunciare all'amore per la propria nazione o per la propria comunità locale.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Quanto scrivi Eugenio lo condivido in pieno.
    Io credo che i partiti europei di Destra radicale debbano fare fronte comune contro questo monstrum che è l'attuale Unione Europa, che rappresenta semplicemente una struttura retta da burocrati e tecnocrati della peggior specie asserviti agli interessi dell'alta finanza e delle banche.
    Per non parlare poi dell'influenza che hanno su di essa determinate lobbies, come quella omosessuale (vi ricordate le "scomuniche" lanciate dai professionisti del politicamente corretto contro Buttiglione?) o quella ebraica (l'Europa è un continente i cui stati hanno adottato in grandissima parte leggi che limitano la libertà d'espressione sulla ricerca storica sull'Olocausto).

    La Destra, una vera Destra, radicale, sociale, tradizionale e identitaria di fronte alla crisi inevitabile degli Stati nazionali dovrebbe guardare con maggiore interesse all'Europa e all'unità politica del continente.
    Al Nazionalismo particolarista, populista e demagogico di matrice giacobina e liberaleggiante, la Destra deve contrappore un Nazionalismo identitario e una concezione superiore e articolata della Nazione e delle identità.
    La nostra Destra dovrebbe promuovere un Nazionalismo italiano che vada in un'ottica più ampia di Nazionalismo europeo.
    Per quanto riguarda le identità locali io ritengo che nessuna identità nazionale può temere anche solo minimamente di essere scalfita da esse.
    La Destra deve recuperare quindi una visione organica e gerarchica delle cose.
    Tradotto in termini pratici? Vedere un'identità in correlazione all'altra.
    Non vi può essere un'identità continentale senza un'identità nazionale, così come non vi può essere un'identità nazionale senza delle identità locali.
    Le Edizioni Controcorrenti, per la Fondazione Julius Evola, tempo fa pubblicarono un opuscolo intitolato "Federalismo Imperiale", contenente degli scritti del Barone sull'idea di Impero.
    Io ho letto quel libro e credo che Evola abbia centrato ai suoi tempi la questione: se un'identità pretende di prevalere sulle altre in modo prepotente e di svincolarsi da qualsiasi struttura sovra-regionale e sovra-nazionale essa non potrà altro che essere piena espressione di un atto sovversivo, non potrà altro che essere espressione di una proiezione dell'individualismo.
    Se invece un'identità mantiene dei legami con le altre in base ad un qualcosa che si ha in comune, essa non potrà che trovarsi a suo agio nell'ampio quadro di un'Europa "imperiale".
    Ciò non vuol dire che tutte le identità sono uguali o rifarsi a principi astratti di matrice liberale come quello dell'autodeterminazione dei popoli.
    Ad ogni popolo, ad ogni nazione, ad ogni identità, il suo posto e il suo ruolo secondo la propria natura e la propria vocazione.
    Nè sottomissione tramite soprusi nè astrazioni egualitaristiche, quindi.

    Senza andare troppo in là con la fantasia in politica, io credo che queste debbano essere le premesse ideali di una Destra che oggi voglia fare politica secondo un'ottica europea identitaria, senza rinunciare all'amore per la propria nazione o per la propria comunità locale.

    condivido pienamente il senso di questo tuo intervento dalla prima all'ultima riga. Voglio solo aggiungere una cosa: non penso che per fare ciò si debba ragionare in termini di chiusura, non è il momento di trincerarsi dietro a barriere ideologiche...o meglio non è il momento propizio per fare dell'ideologia un aspetto da valorizzare nel fare politica verso l'esterno....è piuttosto il momento di lavorare per smontare le costruzioni ideologiche degli altri e le loro falsità.
    Per questo credo che sia opportuno non ragionare in termini di estrema destra ma cercare piuttosto di raccogliere tutte quelle sensibilità identitarie e antimondialiste che vivono in tutta l'area della destra.
    In fondo, anche se mi fa schifo dirlo, nel contesto attuale siamo più liberali noi dei liberali e dei post comunisti e comunisti perchè noi vogliamo vedere la realtà per quello che è e la storia per quello che è..con obiettività mentre loro dividono il mondo in buoni e cattivi e rappresentano una mistificazione continua della realtà con le loro astrattezze multiculturaliste e umanitarie.

  8. #18
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    Ha ragione Giò quando parla di monstrum, ma è anche vero che L'Europa è stata creata da politici democristiani o conservatori come De Gasperi, Adenauer e De Gaulle. Nessun riferimento identitario ma soltanto un'alleanza economica dell'allora CEE, comunità economica appunto. Ora noi che siamo la forze più europeiste vorremmo tutto e subito, cioè un'Europa identiria e indipendente nel più breve tempo possibile. Invece questo sarà un processo lungo, e sino a quando ci saranno al vertice i potentati economici e i burocrati alla Prodi e Padoa Schiappa anche difficile da realizzare.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da benelos Visualizza Messaggio
    Ha ragione Giò quando parla di monstrum, ma è anche vero che L'Europa è stata creata da politici democristiani o conservatori come De Gasperi, Adenauer e De Gaulle. Nessun riferimento identitario ma soltanto un'alleanza economica dell'allora CEE, comunità economica appunto. Ora noi che siamo la forze più europeiste vorremmo tutto e subito, cioè un'Europa identiria e indipendente nel più breve tempo possibile. Invece questo sarà un processo lungo, e sino a quando ci saranno al vertice i potentati economici e i burocrati alla Prodi e Padoa Schiappa anche difficile da realizzare.

    verissimo. è un percorso lungo e secondo me non ancora iniziato seriamente.
    e la difficoltà sta tutta nel fatto che questa europa è nata male, su presupposti sbagliati.

 

 
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