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Discussione: Le identità

  1. #1
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    Predefinito Le identità

    Il nostro ambiente si distingue dagli altri ambienti politici sopratutto per il continuo riferimento all'identità. L'identità è il fondamento di un vero ideale di Destra, è ciò che caratterizza la battaglia rivoluzionaria di oggi contro il potere mondialista, massificatore e contro l'omologazione culturale.

    Innanzitutto penso sia importante capire di quale identità si parla...l'identità non è una, sono molteplici...vi è l'identità locale, l'identità nazionale e l'identità europea. La destra ha commette da sempre l'errore di contrapporre le diverse identità con il risultato di non avere una visione d'insieme condivisa su un punto fondamentale come questo. Riprendo qui, a tal proposito, un pensiero lucidissimo di Adolfo Morganti..il quale sostiene che le identità non esistono per contrastarsi l'una con l'altra, ma anzi si rafforzano a vicende...se se cade o viene messa in pericolo una di queste identità cadono tutte. E' fondamentale per una azione politica identitaria innanzitutto agire sul piano europeo...tutti sappiamo che oggi l'europa è importantissima perchè le scelte che vengono prese a livello nazionale o locale vengono successivamente passate al vaglio dell'UE. Il parlamento europeo non è più come in passato l'ospizio per politici decotti ma è diventato un organo fondamentale di rappresentanza politica ed è grave che la Destra Italiana si occupi poco o quasi per niente di quella prospettiva politica e che la base militante della destra italiana conosca poco le dinamiche di quello scenario politico, il risultato di questa noncuranza è che a livello europeo le due organizzazione politiche che hanno un coordinamento e una struttura realmente funzionanti sono il PPE e i socialisti...gli altri tirano a campare grazie al lavoro di poche persone in gamba ma che non possono fare miracoli se gli ambienti di riferimento a livello di stati membri non danno il giusto peso all'azione politica in seno all'UE. Sempre Morganti all'ultimo dibattito che ho seguito (sabato all'assemblea lombarda dei circoli nuova italia) ha compiuto un'analisi lucidissima sul vento di destra che arriva dai paesi appena entrati nell'ue e quindi nel parlamento europeo, paesi ex comunisti che dovendo vivere per anni e anni sotto la cappa marxista e materialista hanno sviluppato una forte tendenza ad aderire ad una visione spirituale della vita. Quindi in soldoni..se è vero che in Europa esistono esempi destre sottosviluppate (l'esempio lampante è quello della Mussolini che se ne esce insultando gli esponenti del partito rumeno e causa lo scioglimento del gruppo ITS) o di destra appiattite sulla vulgata liberal (l'esempio doveroso da fare è quello di An e della sua foga di entrare nel PPE piuttosto che cercare di creare una rete delle destre europee) è altrettanto vero che dai nuovi paesi che sono entrati ci arrivano esempi di destre realmente "di rottura".
    Personalmente ritengo più che veritiera questa analisi, io stesso conosco troppo poco la realtà delle destre europee e noto che manca alla destra italiana la coscienza europeista (quante volte ci dobbiamo sorbire del razzismo ignorante nei confronti di popoli dell'est che invece sono a tutti gli effetti europei e quindi nostri fratelli??). Se esistesse questa sensibilità e si riuscisse ad unire tutte le forze di destra a livello europeo con una struttura e un coordinamento serio le istanze identitarie e solidariste avrebbero un peso non da poco in una sede importantissima come l'europa. Per fare ciò però è necessario far nascere questa sensibilità nei confronti dell'identità europea e far si che la politica dei partiti di destra nazionali sia orientata alla finalità di cambiare l'europa e sopratutto respingere le derive che vogliono i contrasti tra i diversi livelli delle identità.

    Solo cosi si potrebbe creare quel blocco politico in Europa capace di portare avanti istanze di cambiamento a livello continentale dove vengono prese le decisioni fondamentali e a muovere le acque nella direzione di un'Europa indipendente, forte e pacificatrice.

  2. #2
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    Il partito ITS aveva al suo interno gente come Romagnoli che voleva un'Europa identiria, e gente come la Floriani che faceva del populismo spicciolo. Per questo secondo me si è sciolto. Non c'era unità di intenti al loro interno e l'unione si basava sul fatto che tutti i partiti reppresentavano le estreme destre nei loro paesi. Credo che invece un gruppo europeo formato da partiti realmente identitari ed europeisti possa avere molto più spazio e contare molto di più. Non è un caso se il partito del popolo danese, considerato neonazista, è da sempre nell'UEN. L'identità dei popoli europei deve essere alla base della Europa Unita.

  3. #3
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    ma tu cosa intendi per coscienza europeista? e per destra di rottura? attenzione perchè molti movimenti di rottura come dici tu nell'europa dell'est sono miscugli di idealismi destrorsi con nazionalismi bolscevichi, soprattutto quelli fautori del panslavismo.

  4. #4
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    quello ke tu affermi nn è del tutto errato.............purtroppo e lo dico sinceramente.........coloro ke oggi compongono la classe dirigente, senza voler necessariamente entrare in polemica di nessun tipo,hanno imboccato un'altra strada,si sono massificati ed adeguati ai soviet finanziari,ignorano quasi totalmente la base salvo qualke concessione ( vedi la bella realtà del foro 753) e ragionano solo in termini di potere senza nessun altro obiettivo ke quello di comandare.........nn ci sono spinte ideali o culturali ke vengano dai vertici ma solo da poke comunità militanti sempre più in imbarazzo rispetto a certe scelte ..............

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da trionfo Visualizza Messaggio
    ma tu cosa intendi per coscienza europeista? e per destra di rottura? attenzione perchè molti movimenti di rottura come dici tu nell'europa dell'est sono miscugli di idealismi destrorsi con nazionalismi bolscevichi, soprattutto quelli fautori del panslavismo.
    Ti riferisci al caso della Bielorussia? Penso che invece in questo caso si tratti di partiti rumeni come la Nuova Dreapta fortemente europeisti invece. Mentre suona strano come gli eredi delle croci frecciate ungheresi siano nel PPE.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da benelos Visualizza Messaggio
    Il partito ITS aveva al suo interno gente come Romagnoli che voleva un'Europa identiria, e gente come la Floriani che faceva del populismo spicciolo. Per questo secondo me si è sciolto. Non c'era unità di intenti al loro interno e l'unione si basava sul fatto che tutti i partiti reppresentavano le estreme destre nei loro paesi. Credo che invece un gruppo europeo formato da partiti realmente identitari ed europeisti possa avere molto più spazio e contare molto di più. Non è un caso se il partito del popolo danese, considerato neonazista, è da sempre nell'UEN. L'identità dei popoli europei deve essere alla base della Europa Unita.

    concordo pienamente. e non a caso a seguito della fine del gruppo ITS, la Fiamma Tricolore ha aderito all'UEN.



    rispondo anche a trionfo:

    Il panslavismo rientra nella problematica dello scontro tra identità europee, è proprio li che va fatto il lavoro culturale di formazione di un'identità europea comune che abbia le su radici proprio nelle identità nazionali e la sua ricchezza nelle differenze tra i popoli d'europa.
    A livello italiano penso sia fondamentale respingere l'identità nazionale di stampo giacobino dovuta alla formazione politica liberale di chi ha fatto l'unità d'italia (insieme ad una rivisitazione obiettiva del risorgimento italiano) e va ricostruita una identità nazionale che nasce dal senso di appartenenza che non può prescindere dalle identità locali. Solo cosi si può uscire dall'ottica dell'europa superstato e viceversa dall'ottica che vede l'identità nazionale contro quella europea o l'identità locale contrapposta a quella nazionale.
    Quale cemento per unire l'europa: sicuramente l'appartenenza grosso modo allo stesso ceppo etnico e in secondo luogo la presenza di una cultura cristiana e cattolica (non parlo di religione ma di cultura) che unifica tutto il vecchio continente.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da benelos Visualizza Messaggio
    Ti riferisci al caso della Bielorussia? Penso che invece in questo caso si tratti di partiti rumeni come la Nuova Dreapta fortemente europeisti invece. Mentre suona strano come gli eredi delle croci frecciate ungheresi siano nel PPE.
    no non solo alla bielorussia mi riferisco a tutto il panorama dell'est europeo germania, russia, ucraina etc... dove i nazionalbolscevichi sono tantissimi.. inoltre queste formazioni sono tutte fortemente nazionaliste ma non europeiste o almeno non per questa europa, e con questo concordo con loro.
    Il nazionalbolscevismo è un fenomeno che va avanti da anni, vedi il vecchio Pamjat russo, ma che negli ultimi anni sta dilagando. un intreccio di ideologie simili alal nostra sinistra nazionale. Quindi che tipo di identità può esserci in queste formazioni? La mia è una domanda

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Plissken85 Visualizza Messaggio
    concordo pienamente. e non a caso a seguito della fine del gruppo ITS, la Fiamma Tricolore ha aderito all'UEN.


    Il panslavismo rientra nella problematica dello scontro tra identità europee, è proprio li che va fatto il lavoro culturale di formazione di un'identità europea comune che abbia le su radici proprio nelle identità nazionali e la sua ricchezza nelle differenze tra i popoli d'europa.
    A livello italiano penso sia fondamentale respingere l'identità nazionale di stampo giacobino dovuta alla formazione politica liberale di chi ha fatto l'unità d'italia (insieme ad una rivisitazione obiettiva del risorgimento italiano) e va ricostruita una identità nazionale che nasce dal senso di appartenenza che non può prescindere dalle identità locali. Solo cosi si può uscire dall'ottica dell'europa superstato e viceversa dall'ottica che vede l'identità nazionale contro quella europea o l'identità locale contrapposta a quella nazionale.
    Quale cemento per unire l'europa: sicuramente l'appartenenza grosso modo allo stesso ceppo etnico e in secondo luogo la presenza di una cultura cristiana e cattolica (non parlo di religione ma di cultura) che unifica tutto il vecchio continente.
    cultura cristiana e non cattolica perchè il cattolicesimo spazia tra italia, francia (dove sono presenti gallicanesimo e lefreviani), spagna, irlanda, austria e croazia. per il resto tutto il nord europa e gran bretagna compresa sono protestati (luterani, calvinisti, battisti etc..) quindi meglio parlare di cultura cristiana. Poi credo che si debba riprendere il concetto di piccole patrie all'interno di un concetto più "imperiale", pasatemi il termine nel 2007, di Europa

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da benelos Visualizza Messaggio
    Ti riferisci al caso della Bielorussia? Penso che invece in questo caso si tratti di partiti rumeni come la Nuova Dreapta fortemente europeisti invece. Mentre suona strano come gli eredi delle croci frecciate ungheresi siano nel PPE.

    questo caos è proprio dovuto alla mancanza di un coordinamento che altre aree politiche invece hanno a livello europeo.
    An va verso il PPE e tutti si stupiscono e lanciano anatemi (io stesso non ne ero entusiasta) ma come si può notare anche partiti non tacciabili di essere di centro, o democristiani sono li dentro.
    La destra ha bisogno di un riassetto a livello europeo, questo è evidente. E una cosa del genere secondo me risolverebbe molti problemi e disunità anche a livello nazionale.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da trionfo Visualizza Messaggio
    cultura cristiana e non cattolica perchè il cattolicesimo spazia tra italia, francia (dove sono presenti gallicanesimo e lefreviani), spagna, irlanda, austria e croazia. per il resto tutto il nord europa e gran bretagna compresa sono protestati (luterani, calvinisti, battisti etc..) quindi meglio parlare di cultura cristiana. Poi credo che si debba riprendere il concetto di piccole patrie all'interno di un concetto più "imperiale", pasatemi il termine nel 2007, di Europa


    si effettivamente ho scritto una boiata. cristiana, non cattolica.
    concordo sul concetto di piccole patrie e del rifarsi ad un'idea "imperiale" rivisitata sul piano moderno.

 

 
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