Il nostro ambiente si distingue dagli altri ambienti politici sopratutto per il continuo riferimento all'identità. L'identità è il fondamento di un vero ideale di Destra, è ciò che caratterizza la battaglia rivoluzionaria di oggi contro il potere mondialista, massificatore e contro l'omologazione culturale.
Innanzitutto penso sia importante capire di quale identità si parla...l'identità non è una, sono molteplici...vi è l'identità locale, l'identità nazionale e l'identità europea. La destra ha commette da sempre l'errore di contrapporre le diverse identità con il risultato di non avere una visione d'insieme condivisa su un punto fondamentale come questo. Riprendo qui, a tal proposito, un pensiero lucidissimo di Adolfo Morganti..il quale sostiene che le identità non esistono per contrastarsi l'una con l'altra, ma anzi si rafforzano a vicende...se se cade o viene messa in pericolo una di queste identità cadono tutte. E' fondamentale per una azione politica identitaria innanzitutto agire sul piano europeo...tutti sappiamo che oggi l'europa è importantissima perchè le scelte che vengono prese a livello nazionale o locale vengono successivamente passate al vaglio dell'UE. Il parlamento europeo non è più come in passato l'ospizio per politici decotti ma è diventato un organo fondamentale di rappresentanza politica ed è grave che la Destra Italiana si occupi poco o quasi per niente di quella prospettiva politica e che la base militante della destra italiana conosca poco le dinamiche di quello scenario politico, il risultato di questa noncuranza è che a livello europeo le due organizzazione politiche che hanno un coordinamento e una struttura realmente funzionanti sono il PPE e i socialisti...gli altri tirano a campare grazie al lavoro di poche persone in gamba ma che non possono fare miracoli se gli ambienti di riferimento a livello di stati membri non danno il giusto peso all'azione politica in seno all'UE. Sempre Morganti all'ultimo dibattito che ho seguito (sabato all'assemblea lombarda dei circoli nuova italia) ha compiuto un'analisi lucidissima sul vento di destra che arriva dai paesi appena entrati nell'ue e quindi nel parlamento europeo, paesi ex comunisti che dovendo vivere per anni e anni sotto la cappa marxista e materialista hanno sviluppato una forte tendenza ad aderire ad una visione spirituale della vita. Quindi in soldoni..se è vero che in Europa esistono esempi destre sottosviluppate (l'esempio lampante è quello della Mussolini che se ne esce insultando gli esponenti del partito rumeno e causa lo scioglimento del gruppo ITS) o di destra appiattite sulla vulgata liberal (l'esempio doveroso da fare è quello di An e della sua foga di entrare nel PPE piuttosto che cercare di creare una rete delle destre europee) è altrettanto vero che dai nuovi paesi che sono entrati ci arrivano esempi di destre realmente "di rottura".
Personalmente ritengo più che veritiera questa analisi, io stesso conosco troppo poco la realtà delle destre europee e noto che manca alla destra italiana la coscienza europeista (quante volte ci dobbiamo sorbire del razzismo ignorante nei confronti di popoli dell'est che invece sono a tutti gli effetti europei e quindi nostri fratelli??). Se esistesse questa sensibilità e si riuscisse ad unire tutte le forze di destra a livello europeo con una struttura e un coordinamento serio le istanze identitarie e solidariste avrebbero un peso non da poco in una sede importantissima come l'europa. Per fare ciò però è necessario far nascere questa sensibilità nei confronti dell'identità europea e far si che la politica dei partiti di destra nazionali sia orientata alla finalità di cambiare l'europa e sopratutto respingere le derive che vogliono i contrasti tra i diversi livelli delle identità.
Solo cosi si potrebbe creare quel blocco politico in Europa capace di portare avanti istanze di cambiamento a livello continentale dove vengono prese le decisioni fondamentali e a muovere le acque nella direzione di un'Europa indipendente, forte e pacificatrice.




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