Pocanzi ho visto alcune interviste fatte a delle ragazze disperate, costrette alla prostituzione, salvate da questo grande uomo di chiesa.
« Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia. Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all’infinito di Dio. »
Don Oreste Benzi (San Clemente, 7 settembre 1925 – Rimini, 2 novembre 2007) è stato un presbitero italiano, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII.
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1 Biografia
2 Il suo pensiero
2.1 Sulla famiglia
3 Il telegramma di papa Benedetto XVI
4 Note
5 Voci correlate
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni
Biografia [modifica]
Nasce in un paesino nell'entroterra collinare romagnolo a 20 km da Rimini, da una povera famiglia di operai, settimo di 9 figli. All'età di 12 anni (nel 1937) entra in seminario a Rimini e viene ordinato sacerdote il 29 giugno 1949. Il 5 luglio dello stesso anno viene nominato cappellano della parrocchia di San Nicolò a Rimini.
Nell'ottobre 1950 viene chiamato in seminario a Rimini quale insegnante e insieme nominato vice-assistente della Gioventù Cattolica di Rimini (ne sarà poi assistente nel 1952). È in questo periodo che matura in lui la convinzione dell'importanza di essere presenti ai giovani adolescenti (la fascia dei cosiddetti teen-agers) nei quali si formano i metri di misura definitivi dei valori di vita. Riteneva fondamentale, infatti, realizzare una serie di attività che favorissero un «incontro simpatico con Cristo» per coinvolgere la maggior parte degli adolescenti che venivano ad avere incontri decisivi con Cristo. In questo progetto rientra anche la costruzione di una casa alpina ad Alba di Canazei (TN) per soggiorni di adolescenti, realizzata dal 1958 al 1961. Migliaia di adolescenti hanno potuto fare e fanno tuttora un'esperienza "liberante" per scegliere i valori cristiani facendoli rientrare nel proprio ciclo vitale.
Mantenendo l'impegno fra gli adolescenti, nel 1953 divenne direttore spirituale nel seminario di Rimini per i giovani nella fascia di età dai 12 ai 17 anni. Attraverso tale compito (protrattosi fino al 1969) ha potuto approfondire più intensamente la conoscenza dell'animo giovanile. Nel frattempo, dal 1953, oltre al seminario, insegnò religione alla scuola agraria San Giovanni Bosco di Rimini, frequentata dagli adolescenti nei primi tre anni dopo le elementari. Questo ruolo costituì per lui un ulteriore punto di osservazione e campo di azione nel mondo degli adolescenti.
Nel 1959, continuando l'ufficio di padre spirituale in seminario e la presenza fra gli adolescenti in Diocesi, viene trasferito al Liceo Ginnasio Statale "Giulio Cesare" di Rimini, poi nel 1963 al Liceo Scientifico "Alessandro Serpieri" di Rimini, ed infine nel 1969 al Liceo Scientifico "Alessandro Volta" di Riccione. Proprio in questi anni iniziò a lavorare con alcuni giovani che decisero di impegnare le proprie vacanze nell'animazione dei soggiorni montani per adolescenti in difficoltà. Nel 1968, con questo gruppo di giovani e con alcuni altri sacerdoti dà vita all'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, che ottenne poi il riconoscimento della personalità giuridica con DPR 5/7/72.
Grazie alla disponibilità a tempo pieno di alcuni giovani, Oreste Benzi guida l'apertura della prima Casa-famiglia dell'Associazione a Coriano (Rimini) il 3 luglio 1972.
Don Oreste Benzi è morto il il 2 novembre 2007 alle 2.22 in seguito a un attacco cardiaco nella sua casa di Rimini, all'età di 82 anni.[1]
Per volere della Comunità Papa Giovanni XXIII i funerali, officiati da monsignor Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, si sono svolti al Palacongressi di Rimini per consentire la partecipazione di quegli "ultimi" che Don Oreste Benzi amava. Vi hanno partecipato più di diecimila persone.
Il suo pensiero
Come sacerdote si è sempre distinto per l'attenzione prestata ai più emarginati, a quelli che chiamava "gli ultimi" definendoli "coloro ai quali nessuno pensa. E se ci pensa, pensa male." Un altro tratto caratteristico della sua azione è stata la costante ricerca di soluzioni concrete per le persone alle quali rivolge le sue attenzioni. In questo non si è mai limitato ai bisogni immediati, ma ha sempre esteso la sua opera alla rimozione delle cause che provocano l'emarginazione, facendosi anche promotore di iniziative di riforma delle leggi.
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