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  1. #31
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    Una questione spinosa è, come asserisce Kingzorc, quella del Muro, che sconfina di qualche centinaio di metri, a volte di Km, in territorio palestinese.
    C'è poco da dire, Israele vuol mettere la comunità di fronte al fatto compiuto... La comunità internazionale, che ricordo prevede la presenza anche dell'UE, Italia inclusa (Dai baffino, facci sognare), dovrebbe garantire almeno il tentativo di fare le cose giuste. C'è da dire che per la Palestina non è più possibile ragionare nella logica "tutto o niente" e per gli israeliani non è possibile accampare solo diritti ignorando le proprie responsabilità.
    La presenza al tavolo delle trattative di Siria e Saudi Arabia è importantissima, può servire a dar peso alle parole di Abu Mazen e questo è l'unico modo per risolvere la questione, attorno ad un tavolo, approfittando di ogni occasione per riprendere il processo di pace sempre interrotto dai kamikaze, dai razzi, dalle bombe.

    Hamas non è stato invitato? Vi sembra irragionelvole? Piccoal rinfrescatina per far comprendere ai giovani e agli smemorati perché siamo a fare una conferenza ad Annapolis dopo Oslo.

    Da wikipedia, per non dover usare il mio scanner, vi posto una descrizione abbastanza corretta dei termini degli accordi
    In essenza, gli accordi chiedevano un ritiro delle forze israeliane da parti della Striscia di Gaza e della Cisgiordania, e affermavano il diritto palestinese all'autogoverno in tali aree, attraverso la creazione dell'Autorità palesitnese. Il governo palestinese ad interim sarebbe durato per un periodo di cinque anni, durante i quali sarebbe stato negoziato un accordo permanente (a partire al più tardi dal maggio 1996). Questioni annose come Gerusalemme, rifugiati, insediamenti israeliani nell'area, sicurezza e confini, vennero deliberatamente esclusi dagli accordi e lasciati in sospeso. L'autogoverno ad interim sarebbe stato garantito per fasi.
    Fino allo stabilimento di un accordo sullo status finale, Cisgiordania e Gaza sarebbero state divise in tre zone:
    • Zona A - pieno controllo dell'Autorità palestinese.
    • Zona B - controllo civile palestinese e controllo israeliano per la sicurezza.
    • Zona C - pieno controllo israeliano, eccetto che sui civili palestinesi. Questa zona comprendeva gli insediamenti israeliani e le zone di sicurezza senza una significativa popolazione palestinese.
    Assieme ai principi, le due parti firmarono lettere di mutuo riconoscimento - Il governo israeliano riconobbe l'OLP come legittimo rappresentante del popolo palestinese, mentre l'OLP riconosceva il diritto a esistere dello stato di Israele e rinunciava al terrorismo, alla violenza e al desiderio della distruzione di Israele.
    L'obiettivo dei negoziati israelo-palestinesi era di stabilire un'autorità palestinese di autogoverno ad interim, un consiglio eletto per il popolo palestinese della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, per un periodo transitorio di non più di cinque anni, che portasse a un insediamento permanente basato sulle risoluzioni 242 e 338 dell'ONU, parte integrale dell'intero processo di pace.
    Per far si che i palestinesi potessero governarsi in base a principi democratici, elezioni politiche generali e libere si sarebbero dovute svolgere per eleggere il consiglio.
    La giurisdizione del Consiglio palestinese avrebbe coperto la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, eccetto per questioni che sarebbero state negoziate nei colloqui per lo status permanente. Le due parti consideravano Cisgiordania e Striscia di Gaza come una singola unità territoriale.
    Il periodo transitorio di cinque anni sarebbe iniziato con il ritiro dalla Striscia di Gaza e dalla zona di Gerico. I negoziati per lo status permanente sarebbero cominciati non appena possibile tra israeliani e palestinesi. I negoziati avrebbero dovuto coprire le questioni rimanenti, comprese: Gerusalemme, rifugiati, insediamenti, accordi per la sicurezza, confini, relazioni e cooperazione con gli altri vicini, e altre questioni di interesse comune.
    Ci sarebbe stato un trasferimento di autorità tra le forze di difesa israeliane e i palestinesi autorizzati, riguardanti educazione e cultura, salute, assistenza sociale, tassazione diretta e turismo.
    Il Consiglio avrebbe costituito una robusta forza di polizia, mentre Israele avrebbe continuato ad avere la responsabilità per la difesa da minacce esterne.
    Un Comitato di Cooperazione Economica israelo-palestinese sarebbe stato istituito allo scopo di sviluppare e implementare in maniera cooperativa i programmi identificati nei protocolli.
    Si sarebbe attuato un ridispiegamento delle forze militari israeliane in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.
    La Dichiarazione di Principi sarebbe entrata in vigore un mese dopo la sua firma. Tutti i protocolli annessi alla Dichiarazione di Principi e i verbali concordati che la riguardavano, sarebbero stati considerati come parte di essa.

    Allegati degli accordi


    Allegato 1: Condizioni delle elezioni

    Accordi elettorali, sistema di votazione, regole e regolamenti riguardanti la campagna elettorale, compresi i preparativi concordati per l'organizzazione dei mass media, e la possibilità di autorizzare una stazione televisiva. (Fonte: Reference.com)

    Allegato 2: Ritiro delle forze israeliane

    Un accordo sul ritiro delle forze militari israeliane dalla Striscia di Gaza e dalla zona di Gerico. Questo accordo avrebbe compreso preparativi approfonditi da applicare in tali aree successivamente al ritiro israeliano.
    L'accordo di cui sopra avrebbe incluso, tra le altre cose:
    • Accordi per un facile e pacifico trasferimento di autorità dal governo militare israeliano e dalla sua amministrazione civile, ai rappresentanti palestinesi.
    • Strutture, poteri e responsabilità dell'autorità palestinese in queste aree, eccetto: sicurezza esterna, insediamenti, cittadini israeliani, relazioni estere e altre questioni mutuamente concordate.
    • Accordi per l'assunzione della sicurezza interna e l'ordine pubblico da parte di una forza di polizia palestinese consistente di agenti reclutati localmente o all'estero (ma in questo caso dotati di passaporto giordano e documenti palestinesi emessi dall'Egitto). I candidati partecipanti alla forza di polizia palestinese provenienti dall'estero avrebbero dovuto seguire un addestramento come agenti di polizia.
    • Una presenza temporanea internazionale o estera, come da accordi.
    • Istituzione di un Comitato congiunto israelo-palestinese per il coordinamento e la cooperazione, per fini di mutua sicurezza.
    • Accordi per un passaggio sicuro per persone e mezzi di trasporto tra la Striscia di Gaza e la zona di Gerico.
    • Accordi per il coordinamento tra entrambe le parti circa i passaggi: Gaza-Egitto e Gerico-Giordania.
    Allegato 3: Cooperazione economica

    Le due parti concordarono di istituire un comitato israelo-palestinese per la cooperazione economica, concentrato, tra le altre cose, sui seguenti punti:
    • Cooperazione nel campo dell'acqua.
    • Cooperazione nel campo dell'elettricità.
    • Cooperazione nel campo dell'energia.
    • Cooperazione nel campo della finanza.
    • Cooperazione nel campo dei trasporti e delle comunicazioni.
    • Cooperazione nel campo del commercio.
    • Cooperazione nel campo dell'industria.
    • Cooperazione nel campo delle relazioni lavorative e loro regolamentazione.
    • Cooperazione nelle questioni legate all'assistenza sociale.
    • Un piano di protezione ambientale.
    • Cooperazione nel campo delle telecomunicazioni e dei media.
    Allegato 4: Sviluppo regionale

    Le due parti avrebbero cooperato nel contesto degli sforzi di pace multilaterali nel promuovere un programma di sviluppo per la regione, compresa Cisgiordania e Striscia di Gaza, da essere avviato dal G-7.

    Verbali concordati degli accordi


    Verbale A: Intese generali

    Qualsiasi potere e responsabilità trasferito ai palestinesi tramite la Dichiarazione di Principi, precedentemente all'inaugurazione del Consiglio sarà soggetto agli stessi principi applicabili all'Articolo IV, come delineato nei verbali concordati di seguito.

    Verbale B: Intese specifiche

    Article IV: Giurisdizione del Consiglio

    Si è concordato che: la Giurisdizione del Consiglio coprirà i territori della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, ad eccezione di questioni che verranno trattate nei negoziati per lo status permanente.

    Article VI (2): Trasferimento di autorità

    Si è concordato che il trasferimento di autorità avverrà come segue: I palestinesi informeranno gli israeliani dei nomi dei palestinesi autorizzati che assumeranno i poteri, autorità e responsabilità che verranno trasferite ai palestinesi secondo la Dichiarazione di Principi nei seguenti settori: educazione e cultura, salute, assistenza sociale, tassazione diretta, turismo, e qualsiasi altra autorità concordata.

    Article VII (2): Cooperazione

    L'accordo ad interim comprenderà anche predisposizioni per il coordinamento e la cooperazione.

    Article VII (5): Poteri di Israele

    Il ritiro del governo militare non impedirà ad Israele di esercitare i poteri e le responsabilità non trasferite al Consiglio.

    Article VIII: Polizia

    Si è concordato che l'accordo ad interim comprenderà predisposizioni per la cooperazione e il coordinamento. Si è anche concordato che il trasferimento di poteri e responsabilità alla polizia palestinese verrà conseguito per fasi successive.

    Article X: Funzionari designati

    Si è concordato che le delegazioni israeliana e palestinese si scambieranno i nomi degli individui designati da esse come membri del Comitato Congiunto per le relazioni israeliano-palestinesi, che giungerà a decisioni per accordo.

    Allegato II: Responsabilità continuate di Israele

    Si è concordato che, successivamente al ritiro israeliano, Israele continuerà ad essere responsabile per la sicurezza esterna, e per la sicurezza interna e l'ordine pubblico degli insediamenti e degli israeliani. Alle forze militari e civili di Israele sarà permesso di continuare a usare liberamente le strade della Striscia di Gaza e della zona di Gerico.

    Accettazione degli accordi da parte dei due popoli [

    Gli accordi sollevarono nei due popoli, israeliano e palestinese, un'ondata di speranza per la fine delle violenze, ma non tutti presero parte a questa speranza.
    In Israele, ebbe luogo un forte dibattito sugli accordi; la sinistra li sosteneva, mentre la destra si opponeva ad essi. Dopo una discussione di due giorni alla Knesset sul proclama del governo circa la questione dell'accordo e lo scambio di lettere, il 23 settembre 1993 si tenne un voto di fiducia nel quale 61 parlamentari della Knesset votarono a favore della decisione, 50 votarono contro e 8 scelsero l'astensione.
    Nemmeno le reazioni palestinesi agli accordi furono omogenee. Fatah accettò gli accordi, ma Hamas, la Jihad Islamica palestinese e il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, che erano note come "organizzazioni del rifiuto", obiettarono agli accordi dato che rifiutavano completamente il diritto di Israele a esistere.
    Da ambo le parti c'erano paure circa le intenzioni dell'altra. Gli israeliani sospettavano che i palestinesi non fossero sinceri nel loro desiderio di raggiungere la pace e la coesistenza con Israele, ma si rapportavano a questo come al "Programma in dieci punti" (che in Israele viene chiamato Tokhnit HaSHlavim o Torat HaSHlavim). Come prova portavano dichiarazioni rese da Arafat davanti ad auditori palestinesi, nei quali paragonava l'accordo all'Accordo di Khodeyba che il profeta Maometto firmò con i figli della tribù di Quraish. Queste dichiarazioni possono essere interpretate anche come un tentativo di giustificare la firma degli accordi in base a precedenti storico-religiosi. Dopo la firma degli accordi l'espansione degli insediamenti israeliani accelerò di cinque volte rispetto al tasso originale, portando frustrazione tra molti palestinesi e una generale sfiducia sugli accordi e sulle intenzioni israeliane. La fiducia israeliana negli accordi venne minata dal fatto che dopo la firma gli attacchi terroristici contro Israele non cessò, ed anzi si intensificò, il che può essere spiegato come un tentativo delle organizzazioni terroristiche di compromettere il processo di pace. Altri credevano che l'Autorità palestinese non avesse interesse a far cessare questi attacchi e che invece li avallasse. Centinaia di civili israeliani morirono in attacchi compiuti da attantatori suicidi e da organizzazioni palestinesi durante il periodo degli accordi di Oslo. Parti importanti dell'opinione pubblica israeliana si opposero al processo; in particolare, i coloni ebraici temevano che avrebbe portato alla perdita delle loro abitazioni. Questo processo alla fine risultò nell'assassinio del primo ministro israeliano Yitzhak Rabin da parte dell'attivista di estrema destra Yigal Amir.
    I sospetti di Israele vennero confermati da Ziyād Abū ˁAyn, di al-Fath, durante un'intervista su Alam TV , il 4 luglio 2006: "Gli Accordi di Oslo non furono ciò che il popolo palestinese sognava. Il sogno del popolo palestinese è il ritorno, l'autodeterminazione, la fondazione di uno stato palestinese indipendente, e la liberazione della sua terra. Comunque, non ci sarebbe stata resistenza in Palestina se non fosse stato per Oslo. Fu Oslo che incoraggiò fortemente alla resistenza palestinese. Tutti i territori occupati - e io fui uno degli attivisti della prima e della seconda intifada, e venni arrestato dagli israeliani diverse volte... Se non fosse stato per Oslo, non ci sarebbe stata resistenza. Per tutti i territori occupati, non potevamo spostare una singola pistola da un posto all'altro. Se non fosse stato per Oslo, le armi che ottenemmo tramite Oslo, e se non fosse stato per le zone "A" dell'Autorità palestinese, se non fosse stato per l'addestramento, i campi, la protezione fornita da Oslo, e se non fosse stato per il rilascio di migliaia di prigionieri palestinesi grazie ad Oslo - questa resistenza palestinese non avrebbe potuto portare avanti questa grande intifada palestinese, con cui abbiamo fronteggiato l'occupazione israeliana." [1]
    Il massacro della Grotta dei Patriarchi viene spesso incolpato per aver destabilizzato la fiducia dei palestinesi nel processo di pace. Inoltre. l'espansione degli insediamenti israeliani e i blocchi che causarono il deterioramento delle condizioni economiche, causarono frustrazione e un corrispondente crollo nel sostegno per gli accordi e per coloro che stavano dietro alla loro ratifica.

    Negoziati successivi

    Oltre ai primi accordi, precisamente la Dichiarazione di Principi sull'autogoverno ad interim, altri accordi più specifici sono spesso conosciuti informalmente come "Accordi di Oslo":

    Oslo 2
    Accordi aggiuntivi

    Ulteriori documenti israelo-palestinesi correlati agli Accordi di Oslo sono: Perdita di credibilità

    Fin dall'inizio dell'intifada di al-Aqsa, gli Accordi di Oslo vennero visti con sempre maggiore sfavore dall'opinione pubblica israeliana e palestinese. Nel maggio del 2000, sette anni dopo gli accordi di Oslo e cinque mesi prima dell'inizio dell'intifada di al-Aqsa, un sondaggio del Centro Ricerche Tami Steinmetz per la Pace dell'Università di Tel Aviv trovò che: il 39% di tutti gli israeliani sosteneva gli accordi e il 32% credeva che questi avrebbero prodotto la pace nel giro di pochi anni. [2]. Per contro, il sondaggio del maggio 2004 trovò che il 26% di tutti gli israeliani sosteneva gli accordi e il 18% credeva che questi avrebbero prodotto la pace nel giro di pochi anni. Molti palestinesi credevano che gli Accordi di Oslo avessero trasformato la leadership dell'OLP in uno strumento dello stato israeliano per sopprimere il suo stesso popolo. Mentre questi beneficiavano una piccola élite, le condizioni di molti palestinesi peggiorarono. Questa fu vista come una delle cause dell'intifada di al-Aqsa.

    Diplomazia e accordi di pace arabo-israeliani
    Persone coinvolte
    Voci correlate
    Note bibliografiche
    1. ^ MemriTV Trascrizione: http://www.memritv.org/Transcript.asp?P1=1205
    2. ^ Statistiche sul sostegno israeliano agli Accordi di Oslo del Centro Ricerche Tami Steinmetz per la Pace
    • Bregman, Ahron Elusive Peace: How the Holy Land Defeated America.
    • Clinton, Bill (2005). My Life. Vintage. ISBN 1-4000-3003-X.
    • Oded, Eran. "Arab-Israel Peacemaking." The Continuum Political Encyclopedia of the Middle East. Ed. Avraham Sela. New York: Continuum, 2002.

  2. #32
    Ridendo castigo mores
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    io non capisco perche' discutere " dottamente" della solita fuffa propagandistica U$raeliana ...Che cosa c'e ' nella sostanza dei fatti ? U$raele e i suoi " clientes" arabi ( + la siria e vedrmo il perche' ..) hanno fatto una grossa sceneggiata solo per accordarsi sul fatto che dovranno trovarsi daccordo (..)
    .. prima della fine 2008, data che ci indica solo che prima di quella data U$raele prevede di sconvolgere di nuovo la regione rendendo DI NUOVO inutile ogni accordo ..

    E il fatto che a questa sceneggiata sia stata "invitata" la sira e' molto indicativo di quale " fatto " si trattera' ...Si trattera' della guerra all' iran a cui ANCHE gli arabi sunniti " clientes" di U$raele dovrebbero essere interessati perche' se U$raele perde la faccia con l' iran per i corrotti " moderati " regimi arabi non ci sara' scampo ...La siria e' stata portata al tavolo come " parente povero" proprio dietro qualche minaccia/lusinga dei sui " fratelli arabi" e alla fine sara' solo la posizione della siria ad essere l' unica cartina tornasole di questa sceneggiata ...Avra' o no ceduto la siria ai nuovi piani di guerra U$raeliani ? ...
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
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  3. #33
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    Poi a me fa incavolare che si citi sempre e solo Hamas quando si parla di "coloro che non vogliono accordarsi"(e viste le proposte altrui,non gli si può dare nemmeno tutti i torti),ma il Likud ve ne siete accorti che da decenni fa di tutto per minare alla base ogni soluzione al conflitto?


    La bocciatura di Hamas e Likud

    Negativo il giudizio sull’esito della conferenza di Annapolis sia da parte di Hamas che del Likud.
    Secondo il movimento islamico che governa la striscia di Gaza, il summit non è stato altro che una "festa d’addio" per tre leader privi di consenso, che si sono limitati a " parlare di pace senza compiere alcun passo per raggiungerla".

    L'errore più grande del presidente palestinese – ha dichiarato Ahmed Yousef, consigliere dell’ex primo ministro Ismail Haniyeh – è stato quello di non cercare preventivamente un accordo con Hamas, vincitrice delle elezioni del gennaio 2006. "Se non raggiungi una pace con Hamas – ha detto – non ci sono possibilità di pace (con Israele)".
    (Non che si debba essere "geni" per capirlo)

    Altrettanto negativo, anche se lontano nel contenuto, è il giudizio sulla conferenza da parte del Likud, il partito della destra israeliana attualmente all’opposizione, che ha accusato Olmert di aver “svenduto” gli interessi di Israele senza ottenere nulla in cambio.

    Il commento più duro è quello del leader della formazione ebraica, Benjamin Netanyahu: "Firmare un accordo di status permanente con il debole Abu Mazen equivale a costruire un edificio di diversi piani senza fondamenta. Presto o tardi, questo edificio ci crollerà addosso".

    Migliaia di sostenitori di Hamas e della Jihad islamica hanno manifestato ieri nella striscia di Gaza e in alcune città della Cisgiordania per protestare contro l’iniziativa di Abu Mazen. Un uomo è stato ucciso a Hebron dalle forze di sicurezza palestinesi, mentre una trentina di persone sono state arrestate a Ramallah.


    Il capo del Likud all’opposizione, Benjamin Netanyahu, si è affrettato a chiedere ai partiti conservatori che appoggiano la coalizione di governo israeliana di uscirne al più presto, e ha accusato ancora Olmert di svendere il Paese
    http://www.lastampa.it/redazione/cms...7980girata.asp

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    io non capisco perche' discutere " dottamente" della solita fuffa propagandistica U$raeliana ...Che cosa c'e ' nella sostanza dei fatti ? U$raele e i suoi " clientes" arabi ( + la siria e vedrmo il perche' ..) hanno fatto una grossa sceneggiata solo per accordarsi sul fatto che dovranno trovarsi daccordo (..)
    .. prima della fine 2008, data che ci indica solo che prima di quella data U$raele prevede di sconvolgere di nuovo la regione rendendo DI NUOVO inutile ogni accordo ..

    E il fatto che a questa sceneggiata sia stata "invitata" la sira e' molto indicativo di quale " fatto " si trattera' ...Si trattera' della guerra all' iran a cui ANCHE gli arabi sunniti " clientes" di U$raele dovrebbero essere interessati perche' se U$raele perde la faccia con l' iran per i corrotti " moderati " regimi arabi non ci sara' scampo ...La siria e' stata portata al tavolo come " parente povero" proprio dietro qualche minaccia/lusinga dei sui " fratelli arabi" e alla fine sara' solo la posizione della siria ad essere l' unica cartina tornasole di questa sceneggiata ...Avra' o no ceduto la siria ai nuovi piani di guerra U$raeliani ? ...
    La leadership siriana non è sunnita e nemmeno è filosunnita. La questione di cui si parlerà ad Annapolis verterà sullea lture del Golan e su come spartirle tenendo bene a mente che quelle alture sono state occupate previa guerra vinta da Israele dopo essere stata attaccato nel 1973.

  5. #35
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da SANGRIA Visualizza Messaggio
    Una questione spinosa è, come asserisce Kingzorc, quella del Muro, che sconfina di qualche centinaio di metri, a volte di Km, in territorio palestinese. .[/LIST]
    Voglio dire: il muro ci può anche stare come idea,gli attentati sono dimuniti del 90%(pare),ma l'averlo costruito non sul confine ma dentro la CisGiordania e cingendo completamente intere città rendendole prigioni a cielo aperto,espropriando pozzi,terreni coltivati,buttando giù case e rendendo INVIVIBILE la situazione per coloro che si trovano tutt'ora fra il muro e la Linea Verde,altri non è che l'ennesimo passo INDIETRO per arrivare ad un accordo,nonchè l'ennesima dimostrazione di quanto gli interessi dei "falchi" Sionsiti siano tutt'altri che la nascita di uno Stato Palestinese Indipendente:la continua colonizzazione del West Bank e il FURTO dell'acqua Palestinese in favore di Israele e dei coloni,ne erano già una prova incontrovertibile.

  6. #36
    ordineteutonico
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    SE LO DOVEVANO FARE SUL LORO CONFINE.Hai visto come hanno ridotta Qalqiylia quei PEZZI DI MERDA?




    Che era terra Israeliana anche quella?


    Certo che i palestinesi davvero assomigliano ai Galli di Asterix e Obelix, per il momento manca a loro la pozione magica però-

  7. #37
    Ridendo castigo mores
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    Citazione Originariamente Scritto da SANGRIA Visualizza Messaggio
    La leadership siriana non è sunnita e nemmeno è filosunnita. La questione di cui si parlerà ad Annapolis verterà sullea lture del Golan e su come spartirle tenendo bene a mente che quelle alture sono state occupate previa guerra vinta da Israele dopo essere stata attaccato nel 1973.
    ma smettila di giocare con le parole sperando nella ignoranza di chi ti legge

    1) la siria e' "sunnita" in quanto la popolazione e' a maggioranza islamica di rito sunnita, e "araba " sebbene la maggior parte della popolazione sia geneticamente non araba ma arabizzata . l' unica differenza con i suoi " fratelli" arabi sunniti " moderati" e che il governo siriano e' LAICO (..in quanto SOCIALISTA )

    2) israele occupa le alture del golan dopo aver attaccato di sorpresa la siria nel 1967..Nel diritto internazionale ( per quello che vale ..) Il successivo fallito controattacco siriano del 1973 NON GIUSTIFICA in alcun modo l' occupazione del golan.
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  8. #38
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    ma smettila di giocare con le parole sperando nella ignoranza di chi ti legge

    1) la siria e' "sunnita" in quanto la popolazione e' a maggioranza islamica di rito sunnita, e "araba " sebbene la maggior parte della popolazione sia geneticamente non araba ma arabizzata . l' unica differenza con i suoi " fratelli" arabi sunniti " moderati" e che il governo siriano e' LAICO (..in quanto SOCIALISTA )

    2) israele occupa le alture del golan dopo aver attaccato di sorpresa la siria nel 1967..Nel diritto internazionale ( per quello che vale ..) Il successivo fallito controattacco siriano del 1973 NON GIUSTIFICA in alcun modo l' occupazione del golan.

    Il Golan siriano fornisce 770 milioni di m3 d'acqua all'anno a Israele, ovvero un terzo del suo consumo annuo. L'acqua delle alture si riversa nel lago di Tiberiade, che costituisce la più grande riserva idrica per Israele.

    Vediamo se si capisce perchè Israele ha attaccato il Golan.


  9. #39
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    king, guarda che tu che incolpi gli altri di propaganda, sei una propaganda unica....
    il muro ci può anche stare come idea,gli attentati sono dimuniti del 90%(pare),ma l'averlo costruito non sul confine ma dentro la CisGiordania
    ma di quale confine parli? ma pensa te....ma lo capisci o no che non esiste nessun confine stabilito ufficialmente e che una barriera difensiva si mette dove esiste tatticamente il maggior pericolo? E poi scusa...quando i confini ci saranno, sempre che ci saranno, un qualcosa per controllare le frontiere sará fatta lo stesso e quindi è meglio abituarsi. Ognuno a casa sua.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da arba2 Visualizza Messaggio
    king, guarda che tu che incolpi gli altri di propaganda, sei una propaganda unica....

    ma di quale confine parli? ma pensa te....ma lo capisci o no che non esiste nessun confine stabilito ufficialmente
    Beh, veramente i confini dovrebbero essere quelli del 1967

 

 
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