



Ti consiglio di chiedere un appuntamento con l'addetto culturale o con il II. segretario di ambasciata. Telefonicamente non concluderai molto.
Magari prova a metterti anche in contatto con Italia-Cuba.




Non è che poi non ti fanno tornare più a casa e ti dicharano proprietà dello stato cubano ?
Io Cuba la vedo molto lontana... e dal poco che so non è che li stiano proprio bene bene eh...
Già il fatto che non possono usufruire liberamente di internet... e chissà che rapporto hanno con i cellulari.
Qulacuno ha voglia di parlarmene?


il fatto di internet è semplice... se sei uno studente accedi a scuola.. (le scuole son tutte collegate alla rete), altrimenti ci sono gli internet point. Ovviamente visti gli oggettivi problemi creati dagli USA per l'accesso alla rete Cuba non ha reti in grado di sopportare un pc in ogni famiglia collegato al web.. ricordiamoci che parliamo di un Paese del Terzo mondo sotto blocco economico da 50 anni
per i cellulari non vedo che problema ci sia... il cellulare è un telefono, e i cubani usano i telefoni pubblici o quelli in casa presenti in modo massiccio e molto più convenienti. Del resto il cellulare è una necessità sono nei sistemi capitalisti (almeno è questo è quel che credo)


Che io sappia i telefoni sono pubblici e c'è coda per telefonare (racconti di una donna cubana insegnante e rifugiata politica qui in italia).
Internet ha la censura...
E senza cellulare non riuscirei a beccare i miei amici per uscire a giocare di ruolo la sera visto che non si è spesso a casa...


Beh spesso trovi gente ai telefoni pubblici... si tratta di un attesa di 5-10 minuti massimo, visto che comunque sono molto diffusi. 5-10 minuti magari per lo stile di vita stressante che abbiamo quì nel nostro sistema possono esser tanti, ma i ritmi di vita a Cuba sono parecchio più lenti che in Italia.. almeno questo è quel che mi è capitato all'Avana e altre città dell'est, visto che pure io utilizzavo i telefoni pubblici per non spendere capitali ad utilizzare i cellulari...
per quanto riguarda internet non mi risulta ci sia nessuna censura... a google si accede tranquillamente e le ricerche funzionano...
per quanto riguarda il cellulare di pongo una domanda: ma se avessi vissuto solo che 15 anni fa' che avresti fatto??
Cuba non è l'Italia paese del G8, Cuba è una nazione con un reddito centinaia di volte inferiore del Terzo Mondo e colota da blocco commerciale
il cellulare non mi sembra una necessità...


Leggendo quell'articolo del Corriere, c'è qualcosa che non quadra! Parla di questi ragazzi che clandestinamente navigano in Internet e scrivono i loro blog al fine di comunicare al mondo la situzione di Cuba; sfindano la feroce repressione e corrono il rischio concreto di finire in galera, se scoperti. I blog della Generazione y che ha segnalato il Corriere, per esempio http://www.desdecuba.com/generaciony/ non sono anonimi! C'e il nome e cognome della titolare del blog, la sua età, il suo titolo di studio, la città di residenza, il link al giornale dove lavora "Consenso" e perfino la sua foto! Che razza di regime c'è a Cuba? Il regime di Pulcinella? Sta dittatura c'è o non c'è? Vorrei capirci qualcosa per cui chiedo ad Alexandra Farkas, l'autrice dell'articolo, che scrive da New York e che immagino sia stata a Cuba centinaia di volte e la conosce meglio delle sue tasche (forse solo Angela Nocioni conosce Cuba meglio di lei) di farmi capire. Questi ragazzi sfuggono alla feroce censura, fanno tutti questi giri, travestimenti per entrare in Hotel per stranieri, lavorano due settimane per pagarsi una ora di Internet per andare a farsi un blog su un Server all'estero e poi nel blog lasciano nome, cognome, indirizzo, lavoro e foto come se niente fosse. Ma come? Sto regime cosi feroce che è stato capace di vendere a Hugo Chávez lampadine superspaziali con all'interno una telecamera che spiava tutte le case dei venezuelani ed ora sti ragazzi della Generazione Y firmano tranquillamente i loro blog antiregime, lasciano le loro foto, e non hanno paura della feroce repressione, della galera?


già, non si accorgono quelli del Corriere che se qualcuno usasse un minimo il proprio cervello capirebbe che le cose che raccontano non si reggono in piedi...
ma il problema è usare il cervello.... purtroppo la nostra scuola non da le basi per una seria critica ai nostri mass-media e spesso la gente è abituata a pensare col cervello del giornalista invece che con il proprio

