



Io intanto distinguerei il concetto di "intelligenza" dal semplice apprendimento di nozioni accademiche, per quanto complesse.
Poi concordo quasi completamente con quanto ha detto socialistaprussiano
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


Nessuno ha mai occaniamente pensato che oggi come ieri, studiare costi in termini di mera spesa di danaro e quindi chi in percentuale possiede maggiori risorse economiche rispetto al resto della popolazione, proporzionalmente spiccherà rispetto ad essa?
Fermo restando che nell'ambito scientifico , ove si formano le teorie "predominanti" si nasconda anche un non insignificante sistema lobbistico/clientelare ove le comunità chiuse ed omogenee riescono meglio a far gruppo tra loro?


Si mi riferivo ad Einstein, e si ho usato quel termini perchè solo un ebreo avrebbe potuto relativizzare persino la materia (non dico scinderla nel molteplice, ma renderla del tutto inutile).
E che l'ebreo Paolo abbia giudaizzato l'Europa attraverso una casta sacerdotale assai simile a quella farisea, bhò, non lo dico io, c'è una letteratura sterminata, a partire da Giuliano Imperatore.
Sull'usura, che mestiere faceva Shylock?Poi se non si prendono in considerazione gli ideal-tipi...
L'Ebreo è capace di astrarre e universalizzare i concetti. Badate, anche in positivo. Fu Georg Simmel il più grande critico della modernità.
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell




Ma giusto per sapere, hai mai studiato Fisica o stai cianciando dei ricordi delle scuole medie?
Relativizzare la materia si fa dai tempi di Lavoisier, la teoria della relatività è un "filino" più complicata...
Infausta secta ! ! ! l'ha detto anche Giuliano La Prostata!E che l'ebreo Paolo abbia giudaizzato l'Europa attraverso una casta sacerdotale assai simile a quella farisea, bhò, non lo dico io, c'è una letteratura sterminata, a partire da Giuliano Imperatore.
Vds al minuto 1.03
Fermo restando che il fatto che lo dica la letteratura pagana di parte , rende l'idea di analisi quantomeno "di parte".
Oh, ti dovrebbe forse forse far venire in mente il lieve dettaglio che l'ebraismo post-templio non ha nemmeno l'abc della struttura Gerarchica della Chiesa.
Il non lieve dettaglio dell'universalità del messaggio rispetto al biocentrismo giudaico, ecc. ecc.
Ma vedo che mettere tutto in un calderone è molto più semplice che sforzarsi di ragionare.
Ah siamo passati dall'invenzione all'archetipo, va bene.Sull'usura, che mestiere faceva Shylock?Poi se non si prendono in considerazione gli ideal-tipi...
Ma che gli ebbri abbiano inventato l'usura è cosa che hai messo per dar forza al tuo ragionamento (?)
Astrarre e universalizzare lo facevano anche Aristotele e Platone.L'Ebreo è capace di astrarre e universalizzare i concetti. Badate, anche in positivo. Fu Georg Simmel il più grande critico della modernità.
Ebbri anche loro?


E' il cocetto di astrazione che è fondamentale. Il saper vedere (intelligenza) ebraico non è l'eidon platonico o aristotelico. La sapienza "pagana" come la chiama Ras, inseriva i concetti nelle cose del mondo (il 3,14 pitagorico come schema architettonico ad esempio). Per questo la cultura della teknè classica era incatenata alle leggi del cosmo (Prometeo incatenato). L'astrazione ebraica è invece "eletta", non c'è cosmo, ma un Dio del tutto astratto. L'universalismo ebraico non è imperiale, ma telogico. Quando l'esistenzialismo imputa al cristianesimo di aver "liberato" la tecnica (homo faber come frutto dell'individualismo universale) implicitamente condanna la radice giudaica che Paolo importa a roma. Un saluto.
"L'ordine economico va organizzato in modo che l'uomo sincero prosperi più di qualunque altro". Silvio Gesell


No , sono gli Arii , sia di Grecia che d'India , ad estraniersi dal mondo sensibile perchè fallace e soggettivo e dedurne regole oggettive ed universali cioè scientifiche , a scovare dai dettagli e dall'osservazione tramite logiche consequenziali ed analogie formule appunto universali.
L'ebreo non riesce a distaccarsi dalla materia e dalla soggettività , anche etnica , se non in casi eccezionali e quando ha assorbito la cultura occidentale.
Infatti il genio non appartiene al mondo ebraico , solo la furbizia , cioè la declinazione individuale e materialistica dell'intelligenza , e l'originalità della perversione.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


A parte mettere a casaccio un po' di parole fintocolte, non hai spiegato nulla.
Mischi pitagora (che è debitore della sapienza egizia, perciò orientale ) con Aristotele e Platone.
Il "cosmo" nelle categorie dell'essere è altrettanto astratto rispetto al tetagramma, in quanto non percepibile coi sensi , ma "frutto" di lascito tradizionale/sapienzale.
L'universalismo ebraico è viceversa la quintessenza dell'imperialismo (non dell'imperialità) in quanto mette tutto nell'ottico del rapporto di forza tra ebrei e non ebrei in virtù della promessa divina. Ma la promessa divina è una promessa di forza, un elezione al dominio, di Teologico, come lo intendi tu, c'è poco)
Spiegaci cosa intendi per aver liberato la tecnica.Quando l'esistenzialismo imputa al cristianesimo di aver "liberato" la tecnica (homo faber come frutto dell'individualismo universale) implicitamente condanna la radice giudaica che Paolo importa a roma. Un saluto
Fermo restando che l'esistenzialismo , nella quintessenza autospeculativa della propria analisi di Heidegger è la derivazione/corollario naturale del pensiero di Lutero. Ma guarda un po'.