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Discussione: La scienza spettacolo

  1. #1
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    Predefinito La scienza spettacolo

    Il tema dell'educazione dovrebbe stare particolarmente a cuore a noi cattolici, vediamo qualche considerazione sul tema da parte del professor Israel


    Dal blog di Giorgio Israel

    martedì 20 novembre 2007

    La scienza spettacolo
    Non dirò che al Festival della Scienza di Genova non vi siano state iniziative interessanti. Mi darei la zappa sui piedi visto che vi ho partecipato tenendo un dibattito intenso e costruttivo con Giulio Giorello. Tante erano le iniziative che sarebbe pedante prendersela con le più strampalate, come quella dedicata a spiegare perché Einstein smise di portare i calzini. Quel che preoccupa è l’atteggiamento di certa stampa. Perché non è serio definire «simpatiche provocazioni» le solite zingarate antireligiose, e poi montare uno scandalo perché in una mostra serissima sulla Via Lattea compariva una frase di don Giussani, come ha fatto La Repubblica, che vi ha dedicato una pagina intera della cronaca locale. Qualcosa non va, se una barriera si alza o si abbassa secondo le simpatie ideologiche, indipendentemente dalla serietà scientifica; se è lecito spernacchiare le religioni e scandaloso citare la frase di un sacerdote. Sono stonature che inducono a riflettere sui messaggi trasmessi da queste dilaganti kermesse scientifiche, in cui – come nel Festival della matematica di Roma – anche Dario Fo e Serena Dandini vengono promossi matematici.
    Dicono che si tratta di iniziative fondamentali per svegliare l’interesse stagnante per la scienza. Ho sotto gli occhi un sondaggio effettuato tra gli immatricolati al primo anno del corso di laurea in matematica presso la mia università: un campione di duecento persone, ristretto ma significativo trattandosi di tutti gli iscritti. Alla domanda «il tuo interesse per la matematica è aumentato grazie a», ben 142 hanno risposto «il tuo insegnante»; 64 «grazie alla partecipazione a giochi o gare matematiche» (che sono cosa ben diversa dai festival); e soltanto 8 «grazie al festival della matematica di Roma»… Se si aggiunge che 24 hanno dichiarato che il loro interesse era cresciuto per «la lettura di libri sulla matematica», se ne ricavano alcune conclusioni. In primo luogo, che il festival della matematica non ha avuto alcun effetto, ammesso che non abbia indotto qualcuno a iscriversi ad altre facoltà… In secondo luogo, che le attività che coinvolgono sforzo, concentrazione, conoscenze e competizione (come le gare) sono largamente preferite. In terzo luogo, che i “noiosi” libri sono ancora uno mezzo fondamentale di diffusione della cultura. Infine – ed è la cosa più importante – che la figura di gran lunga più influente è il tanto disprezzato insegnante. Si aggiunga che il numero di coloro che ha dichiarato di essersi iscritto a matematica per la speranza di trovare lavoro era identico a quello di coloro che hanno detto di averlo fatto per «coltivare interessi culturali».
    Quindi, i ragazzi non sono così bruti come si vuol far credere, sono disposti a leggere libri, a concentrarsi nello studio purché la proposta sia interessante, né abbisognano di essere imboniti con la contraffazione della scienza come divertimento. D’altra parte, i loro insegnanti – anche se non pochi di loro dovrebbero aggiornarsi – restano coloro che lo studente più ascolta e che gli trasmettono entusiasmo e interesse. (Quanti stipendi annui si pagano con un festival?). Tutto ciò in barba a chi crede (o vuol far credere) che l’unico modo di interessare alla scienza sia di farne spettacolo, e a chi crede che per salvare il sistema dell’istruzione occorra oggettivizzarlo al massimo, riducendo al minimo il ruolo dell’insegnante e il rapporto personale tra insegnante e studente, riassorbiti dalle tecniche pedagogiche e di valutazione o dall’e-learning. Sono costoro che dovrebbero essere riqualificati, perché sono affetti da un brutto male: la sfiducia nelle persone.
    (Tempi, 15 novembre 2007)

  2. #2
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    Grazie Mappo Tappo.

    Il professor Israel centra perfettamente i dubbi che ho avuto quest'anno nei confronti del festival della scienza della mia città. Insomma non ho partecipato.

    Mi dispiace di essermi persa anche il suo dibattito con Giorello, ma quest'anno non ho voluto pagare il biglietto, proprio perchè sapevo che una quota parte del prezzo pagato sarebbe finito per pagare gli improperi politici e non scientifici di "oddifreddi".

    Gli atei insistono con ogni mezzo per voler far passare l'equazione falsa e bugiarda "scienziato = ateo". Sono vecchie forme ideologiche che risalgono al positivismo, ma che oggi potrebbero tranquillamente essere abbandonate.

  3. #3
    ooooWAGLIONEoooo
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    Beh, Xenia, sarà anche un'equazione sbagliata ma un motivo deve pur esserci se la maggioranza delle persone che compiono studi scientifici alla fine si ritrova a mettere in dubbio la propria religione almeno nei termini in cui viene (im)posta.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Beh, Xenia, sarà anche un'equazione sbagliata ma un motivo deve pur esserci se la maggioranza delle persone che compiono studi scientifici alla fine si ritrova a mettere in dubbio la propria religione almeno nei termini in cui viene (im)posta.
    Questa è una illazione, di più, è semplicemente falso.
    Tra i medici il numero dei cattolici è superiore alla media.
    Against all odds

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    vero: e' risibile e palesemente anti-razionale certo ostinato "negazionismo" nei confronti di fenomeni quali le stigmate , che taluni tentano di declassare a non meglio precisato evento "psicosomatico", senza assumersi l'onere di spiegarne i meccanismi.
    In effetti indagini più accurate ci vorrebbero. Facile dare del pazzo così, così come gridare subito la miracolo.
    Against all odds

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Beh, Xenia, sarà anche un'equazione sbagliata ma un motivo deve pur esserci se la maggioranza delle persone che compiono studi scientifici alla fine si ritrova a mettere in dubbio la propria religione almeno nei termini in cui viene (im)posta.
    Intanto ben tornato, era un pò che non ti si vedeva da queste parti.
    Riguardo alla questione degli scienziati, mettere in dubbio nel corso della vita la propria fede non è una prerogativa degli scienziati, ma di tutti gli esseri umani, del resto è pacifico che mettere in dubbio è una cosa, fare alla "Odifreddi" o alla Hack" tutt'altro paio di maniche.
    Ma sei poi proprio sicuro che al termine di questo cammino di domanda, (perchè il dubbio è in un certo modo anch'esso domanda) l'esito sia sempre quello di allontanarsi dalla fede ricevuta o semmai quello di trovare nuove ragioni per la propria fede? Penso che tutto consista nel come vedi la scienza, se la vedi come un moloch in senso positivista non fai altro che sostituire alla tua religione un'altra religione ben più dogmatica e senza pietà, se invece la utilizzi per rendere il tuo sguardo più acuto e libero allora tutto può accadere, anche accorgersi di poter aprire il cuore alle domande ultime che il tuo io pone e a cui la scienza non può e non dovrebbe dar risposta

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da xenia45 Visualizza Messaggio
    Gli atei insistono con ogni mezzo per voler far passare l'equazione falsa e bugiarda "scienziato = ateo". Sono vecchie forme ideologiche che risalgono al positivismo, ma che oggi potrebbero tranquillamente essere abbandonate.
    Chi fa un'affermazione del genere (evidenziata in rosso) è solamente un ignorante.
    Tanto quanto quelli che affermano che i religiosi sono per forza razionali e/o arrivano al loro credo per vie razionali. "Religioso = razionale" è un'altra uguaglianza molto abusata.

    Citazione Originariamente Scritto da Mappo Tappo Visualizza Messaggio
    accorgersi di poter aprire il cuore alle domande ultime che il tuo io pone e a cui la scienza non può e non dovrebbe dar risposta
    Molte sono le domande a cui la scienza non dovrebbe (e non dà risposte).
    Nessuno scienziato (degno di questo nome, si intende) ha mai dato risposte scientifiche sul campo del trascendente o simili. Questo perchè il campo è puramente interiore ed emotivo. Nessuno può dare risposte sul trascendente con un rigore scientifico.

  8. #8
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    Predefinito piani diversi

    Bisogna in primo luogo affermare che i due piani, quello della scienza e quello della fede sono due piani diversi.

    E lo insegnavano anche alle scuole medie : piano dei fenomeni naturali, piano dei fenomeni preternaturali, piano del soprannaturale.

    Quello che non veniva insegnato è che il piano del soprannaturale non è in contrasto con i due piani precedenti, ed in particolare con il piano naturale.
    Il piano del soprannaturale è semplicemente "al di sopra" del piano naturale.

    Volevo anche affermare che è un luogo comune dovuto alla politica l'equazione scienziato = ateo.

    Ovvero, poichè baffone (alias Josif Vissarionovic Jugasvili, non credo di averlo scritto in modo corretto), forse meglio conosciuto col nomignolo di Stalin, ordinò ai suoi adepti di tenere sotto controllo la scienza fisica italiana ( non contento di avere importato in Russia uno dei ragazzi di via Panisperna, ovvero Bruno Pontecorvo) [e questo nel non lontano 1948] ci siamo trovati di fronte ad una lotta di classe combattuta con ogni mezzo negli atenei italiani per il controllo del territorio e della ricerca scientifica. Quelli che sbraitano le freddure alla odifreddi sono semplicemente i vincitori di questa lotta che ha avuto i suoi anni più caldi proprio negli anni 70.

    Se noi facciao un passo indietro nei secoli non possiamo certo affermare che Galileo o Newton fossero atei. Non possiamo nemmeno affermarlo per Gregorio Ricci Curbastro, ovvero il matematico italiano che salvò la teoria della relatività generale.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da antonio Visualizza Messaggio
    beh, che colpa hanno i ragazzi di via Panisperna?
    e poi, che c'entra la "lotta di classe" con le teorie della fisica?

    quanta confusione di piani, xenia..
    Ma pechè ti attacchi a una citazione di xenia? Il suo post è chiarissimo, dice una cosa che certamente condividerai visto che sei medico cattolico. ovvero che tra essere crdenti e scienziati non c'è nessuna contraddizione, anzi.
    E che questa voluta contraddizione è nata molto di recente, per motivi ideologici. I primi scienziati, i pionieri della ricerca scientifica non erano affatto atei.

    Tutto qui.
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  10. #10
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    la confusione è solo nella povera mente di Antonio per cui si deve avere solo pietà.

    Introdurre, come è stato fatto, la lotta di classe nelle Università, lotta di classe che dura ancora oggi, è semplicemtne un atto criminale, un attentato alla libertà scientifica, insomma un'atentato alla sovrana libertà dei figli di Dio...

 

 
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