
Originariamente Scritto da
JohnPollock
Referendum Venezuela, vince il no
Sconfitto il presidente Hugo Chavez
I cittadini venezuelani hanno bocciato il progetto di riforma costituzionale voluto dal presidente Hugo Chavez. Stando alla presidente del Consiglio nazionale elettorale, che ha comunicato ufficialmente gli esiti del referendum, al punto A il 50,70% degli elettori ha votato no e il 49,29% sì. Vittoria del no anche al punto B della scheda, con il 51,05% dei voti. Chavez ha definito il risultato del referendum "un esercizio della democrazia".
"La democrazia venezuelana sta maturando - ha osservato il presidente - ed ogni processo elettorale permette il consolidamento di questa maturazione". Grande l'amarezza e la delusione di Chavez, che, subito dopo la diffusione dei dati, ha però preso atto dell'esito delle urne.
"Accetto la sconfitta, ma io una vittoria di Pirro come questa non l'avrei voluta", ha precisato, osservando che i risultati diffusi si riferiscono però al 90% dei voti. "Il restante 10% sono relativi a seggi in cui si è votato manualmente, e i risultati arriveranno con grande ritardo". "La presidente del Cne ha spiegato che la tendenza è irreversibile e io la rispetto. - ha aggiunto - Da questo pomeriggio sono stato torturato da un dilemma: quello di aspettare comunque il conteggio di tutti i seggi, o di accettare il giudizio del Cne. Alla fine mi sono detto che non potevo sottoporre il paese ad ulteriori ore o giorni di tensione. Quindi, va bene così".
COSA PREVEDEVA LA RIFORMA
Dalla concentrazione dei poteri nelle mani del presidente all'accelerazione della svolta "socialista" in materia economica. I cambiamenti che voleva introdurre la riforma di Chavez riguardavano 69 dei 350 articoli della Costituzione in vigore dal 1999. Ecco, in sintesi, i punti principali della riforma:
POLITICA:
- eliminazione del limite di due mandati alla carica di presidente, che potrà ripresentarsi alle elezioni senza alcun limite
- estensione del mandato presidenziale da sei a sette anni
- creazione di consigli regionali decentrati
- abbassamento dell'eta' di voto dai 18 ai 16 anni
- concessione del potere di censura dei media al governo in caso di emergenza
ECONOMIA:
- incoraggiare l'"economia socialista"
- permettere al governo di controllare la Banca centrale: il presidente potrà prendere decisioni in materia di politica monetaria
- dichiarare che le imprese statali non possono essere privatizzate
- dare all'esecutivo il potere di espropriare la proprietà privata per assicurare il fabbisogno alimentare della popolazione e vietare i grandi assembramenti proprietari in campo agricolo
LAVORO:
- riduzione dell'orario della giornata lavorativa da otto a sei ore
- introduzione dell'assistenza sociale ai lavoratori che regolarizzaranno la loro posizione (il lavoro in nero è una realtà che riguarda la meta' della popolazione attiva nel Paese)
- istituzionalizzazione di programmi di assistenza sociali con fondi provenienti dalla vendita del greggio