



AN/ CHIUSO INCIDENTE CON DIVELLA, ASSENTE IN SENATO PER UN MALORE
Ricoverato in ospedale, Fini ne aveva chiesto le dimissioni
postato 48 min fa da APCOM
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Roma, 7 dic. (APCom) - Il senatore Francesco Divella ha espresso agli elettori, ai colleghi senatori e al presidente del partito, Gianfranco Fini, il suo vivo rincrescimento per l'impossibilità di partecipare al voto di fiducia in ragione di un improvviso malore che lo ha colpito e che ne ha determinato il ricovero ospedaliero. Il presidente del partito, d'intesa con il capogruppo al Senato, Altero Matteoli, ha preso atto dell'oggettiva imprevedibile circostanza e ha rivolto al senatore Divella sinceri auguri di pronta guarigione. Lo rende noto un comunicato di via della Scrofa.
http://notizie.alice.it/notizie/poli...,13592808.html
beh in questo caso....
...cercatemi , se volete e potete , come RoccoFerraro
non mi sembra uno che passerà dall'altra parte.
certo che a prodi va tutto di culo.
ricordo solo che la class action è passata grazie a un errore di antonione (FI) altrimenti prodi & company sarebbero già a casa.
pensate se ieri follini fosse stato ancora dalla nostra parte...


Francesco Divella è fratello di Vincenzo Divella, presidente ulivista della provincia di Bari.![]()




[QUOTE=careca;6805069]COSSIGA (Misto). Signor Presidente, prima di entrare nel merito, le chiedo di poter allegare il testo integrale del mio intervento.
Signor Presidente, considero questo decreto-legge, di cui si vota la conversione in legge, non una misura di qualche importanza. Da Ministro dell'interno non l'avrei mai presentato, perché questo non avrà (mi dispiace per l'amico e collega Giuliano Amato) alcuna incisività e più che misura lo chiamerei "misurina" o forse, anzi, "misurino". Quindi, soffermarsi sul contenuto del decreto-legge per uno che è stato Ministro dell'interno mi sembrerebbe, sinceramente, una sciocchezza, quando l'uomo che ha dato una svolta a sinistra al laburismo ha fatto approvare, in questi giorni, dalla Camera dei Comuni un provvedimento per cui sospende l'habeas corpus per novanta giorni. Gordon Brown, l'uomo della svolta a sinistra, decide che si può stare novanta giorni nelle mani della polizia senza poter parlare né con l'avvocato, né con i familiari, né con il giudice. Quindi, immaginatevi: si tratta della liberale Inghilterra!
Inoltre, il fatto che il Governo continui ad accedere alla richiesta di istituire una Commissione d'inchiesta, per me che ho raccolto tanti carabinieri e poliziotti sulla strada, mi dovrebbe indurre a votare contro.
Si tratta, ripeto, di un provvedimento di nessuna importanza, che da Ministro dell'interno mi sarei vergognato di presentare e che non serve a nulla. (Applausi dei senatori Baccini, Menardi e Tomassini).
Io, invece, non voterò contro, voterò a favore. Non soltanto per amicizia nei confronti del ministro Giuliano Amato, che con questo provvedimento non c'entra assolutamente nulla, né come giurista né come Ministro dell'interno (potrei riferire ciò che mi ha detto in privato sul provvedimento stesso, ma non lo farò), ma perché sento il dovere di ex Capo dello Stato di difendere, nel Governo presieduto dall'onorevole Prodi, Governo dalla cui politica in molte cose dissento (anche se dissento meno, molto meno, del Presidente della Camera dei deputati, però dissento lo stesso), l'ordinamento costituzionale della Repubblica e la fondamentale etichetta istituzionale del nostro regime parlamentare dalle non meditate ed estemporanee incursioni verbali, vere e proprie scorrettezze istituzionali (tempi diversi quelli in cui presidenti della Camera erano Ingrao e la signora Iotti), da parte di chi, per l'alta carica che riveste, avrebbe il dovere di un rigoroso "self-restraint".
Voto a favore della fiducia al Governo non certo per approvare questa legge inutile. Se poi l'amico Russo Spena, che ha ingoiato l'ampliamento della base di Ederle e che sta per ingoiare il Protocollo del welfare, si accontenta di una norma che è la ripetizione del Trattato di Amsterdam, facciamolo contento almeno per una giornata! Tra qualche ora potrà essere chiamato a votare il bombardamento di Belgrado o di Prijstina, e lo voterà, sono certo che lo voterà. (Applausi dei senatori Battaglia Antonio e Libè).
Voto a favore perché non voglio che si apra una crisi di Governo, che porterebbe alle elezioni in un clima nel quale il centro-destra fa a gara per confusione con il centro-sinistra e vincono entrambi. Centro-destra e centro-sinistra fanno a gara in confusione e ciò che non avviene mai nelle gare, qui nel Parlamento italiano, nella vita politica italiana accade: vincono entrambi.
Voto a favore della fiducia affinché il Governo non cada, e perché quindi non si apra una crisi proprio alla vigilia di eventi che pare tutti, qui, si siano scordati.
Con la scadenza del 10 dicembre - sempre che il caro amico ministro degli esteri Massimo D'Alema, non riesca a prorogare il termine - il Kosovo dichiarerà unilateralmente la sua indipendenza; gli Stati Uniti seguiranno e la Germania che, dopo i turchi, ha come massima minoranza i kosovari di etnia albanese, starà a guardare; e noi lì non siamo a girare la testa dall'altra parte, come in Libano, e non siamo neanche a distribuire scatolette; lì noi abbiamo la giurisdizione su un terzo del Paese e abbiamo l'obbligo, conferitoci dalle Nazioni Unite, di sparare contro chi turbi la tranquillità. Non preoccupatevi, amici della maggioranza, la sinistra radicale voterà anche a favore dei militari che sparano per la pace! (Applausi dai Gruppi FI, UDC, AN e LNP). Il Governo non cadrà neanche sul Kosovo!
Comunque, mi sembrerebbe sinceramente irresponsabile far cadere il Governo in questo momento, in questa situazione di totale confusione, quando due persone assennate, cosa che non avremmo mai detto, il leader eletto plebiscitariamente del Partito Democratico e il leader del nuovo partito, hanno aperto trattative per la nuova legge elettorale e ai due bisognerà, credo, far presto delle lezioni di diritto costituzionale perché credo che nessuno dei due sappia che cos'è né il sistema tedesco né il sistema spagnolo.
Per questo motivo, io voto a favore di tutto, di tutto, certo che, se dichiarerò in pubblico che sono fedele al catechismo, che insegna - io sono più moderato del catechismo - che tra i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio c'è il peccato contro natura, non ci sarà nessun giudice che avrà il coraggio di condannarmi. (Applausi dei senatori Tomassini, Baccini, Menardi, Scalera, Follini e Boccia Antonio).
Devo ammettere che Cossiga,benchè maturo e avanti negli anni, dà ancora dei punti ai politici rampanti dei partiti della maggioranza sia per lo stile sia per le lucide analisi che sa sempre acutamente esporre ma soprattutto li sa mettere nel ridicolo con estrema eleganza pur malmenandoli senza tanti riguardi. E devono anche dirgli Grazie che ci hai salvati.


AN: SENATORE DIVELLA MALATO? DALL'INTERVISTA NON SEMBRA...
(ANSA) - ROMA, 7 DIC - Un comunicato ufficiale di An oggi
tenta di mettere le cose a posto: il senatore Francesco Divella
ieri non ha preso parte alle votazioni in Senato sul decreto
Sicurezza per colpa di "un improvviso malore che lo ha colpito
e ne ha determinato il ricovero ospedaliero".
Quindi, l'irritazione di ieri del suo capogruppo Altero
Matteoli, che chiedeva a gran voce un intervento di Fini contro
il parlamentare 'assenteista', non ha più motivo di esistere. E
deve rientrare. Matteoli infatti gli porge anche i "migliori
auguri di pronta guarigione".
Eppure, almeno a leggere l'intervista che lo stesso Divella
ha dato ieri sera alla "Gazzetta del Mezzogiorno", le
condizioni di salute del parlamentare non sembrano destare
particolare allarme.
"Non potevo fare a meno oggi (ieri ndr) di trovarmi a Zurigo
- si giustifica il senatore nell'intervista pubblicata oggi sul
quotidiano pugliese - ho lasciato l'Aula intorno alle 13. Sono
stato prima in Svizzera e poi a Zagabria. Sono appena rientrato
a casa. Ero da martedì al Senato e ho discusso 50 emendamenti.
Oggi è arrivato Chiti chiedendo la fiducia. Ma non potevo fare
a meno di partire".
E l'irritazione di Fini e di Matteoli? "Ho un grande affetto
per il presidente - spiega - chiarirò con lui già domani".
"Mi riservo di commentare anche le dichiarazioni di Matteoli -
aggiunge - ma anche per lui provo un grande affetto".
"Ora - chiede, facendo intuire una certa stanchezza - posso
andare a dormire?". (ANSA).
"La guerra è la vicenda in cui innumerevoli persone, che non si conoscono affatto, si massacrano per la gloria e per il profitto di alcune persone che si conoscono e non si massacrano affatto." (Paul Valèry, poeta francese).




Perplessità...
In ogni caso preferisco la polenta.