Si distacca la componente di Sinistra critica
Scissione a sinistra della sinistra radicale
Cannavò: «Riformismo fatto di governabilità e di ancillarità al Pd. E scarsa voglia di combattere»
ROMA - La Sinistra critica si distacca dalla Sinistra-L'arcobaleno, la federazione che riunirà Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica.
Ufficializzando uno strappo politico che si era consumato già da tempo, l’area di minoranza di Rifondazione, Sinistra critica, annuncia l’uscita definitiva dal partito e propone ai movimenti e alle aree più radicali del sindacalismo confederale ed extraconfederale una «costituente anticapitalista». Il portavoce Salvatore Cannavò (deputato di Rifondazione) ha annunciato la scisscione dalla Sinistra-L'Arcobaleno in quanto è improntata «a un riformismo nemmeno tanto forte, fatto di governabilità e di ancillarità al Pd e scarsa voglia di combattere. Noi invece pensiamo che si debba continuare a costruire
una sinistra di classe, anticapitalista, indisponibile al governo». La nuova formazione si chiamerà Movimento per la sinistra anticapitalista: «Non intendiamo buttare via il simbolo della falce e martello, ma anzi lo terremo come pegno per il futuro».
EREDITÀ - «Non chiamatela scissione, perché è la constatazione amara di un ciclo politico finito e di strade che divergono. Noi vogliamo raccogliere l’eredità dei comunisti e delle comuniste che nel 1956 si schierarono dalla parte della rivoluzione ungherese e nel 1968 dalla parte della Primavera di Praga, non contro il socialismo ma per il socialismo», ha affermato Cannavò nella sua relazione all’assemblea nazionale a Roma. Tra i presenti il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, e il sindacalista della Fiom (Federazione dei metalmeccanici, che fa parte della Cgil) Giorgio Cremaschi. Quest’ultimo per ora non lascerà Rifondazione comunista, ma ha dichiarato di sentirsi «totalmente estraneo alla fondazione della Cosa rossa».
fonte: corriere della sera on line
http://www.corriere.it/politica/07_d...ba99c53b.shtml