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Discussione: Noi

  1. #61
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    Vero, ci sono alcune idiologie diffuse nel cristianesimo che vanno assolutamente cancellate dalla faccia della terra, ma se poi, in un ipotetico futuro gentile, i cristiani (lontani da ogni fanatismo) vorranno continuare i loro riti come setta misterica, per me va benissimo.
    A secondo te i cristiani in un ipotetico futuro potrebbero essere lontani da "ogni fanatismo" sai sei veramente uno spasso caro fiorillo magno! aspettiamo ancora qualche anno qua in italia che i "pagani crescano di numero poi vedremo se i tuoi amichetti cristiani sono lontani da ogni fanatismo come tu affermi!meglio prepararsi adeguatamente all'evento....

  2. #62
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    Romæ Urbis ResPublica - Descendit ex Patribus Romanorum - Roma non avrebbe potuto assurgere a tanta potenza se non avesse avuto, in qualche modo, origine divina, tale da offrire agli occhi degli uomini, qualcosa di grande e di inesplicabile.
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    Citazione Originariamente Scritto da ulfenor Visualizza Messaggio
    A secondo te i cristiani in un ipotetico futuro potrebbero essere lontani da "ogni fanatismo" sai sei veramente uno spasso caro fiorillo magno! aspettiamo ancora qualche anno qua in italia che i "pagani crescano di numero poi vedremo se i tuoi amichetti cristiani sono lontani da ogni fanatismo come tu affermi!meglio prepararsi adeguatamente all'evento....
    Prudenza, prudenza ci vuole! Con una buona politica di propaganda diplomatica ci avvicineremo quei cristiani incerti, qualla massa enorme che non si riconosce più in quei dogmi. Ma questo avvicinamento non deve essere una cosa violenta e immediata, accadrà lentamente, e faremo del tutto affinché le loro ideologia non siano del tutto cancellate. Nessuno vuole rinunciare a ciò che ha da sempre creduto, per una questione di abitudine, o di pigrizia.
    Mentre quei cristiani che ci saranno ostili verranno combatutti in quanto "a-sociali", nemici della quiete pubblica, eliminati per causa del loro comportamento sovversivo, non perché cristiani.

    Il cristianesimo è formato da tanti paganesimi, prima che vengano tutti smembrati e tornino all'origine ci vorrà tempo. Per ora una linea diplomatica è l'unica cosa strategicamente sensata da mandare avanti.

    Valete.

  3. #63
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    Credevo di essere stato chiaro quando ho scritto che esistono mille sfumature della stessa Gentilitas, tante quanto è lunga la sua storia. Ma sembra che quando qualcuno canti fuori dal coro ciò non vi sta bene. Mi domando come pensiate di "aprirvi" al resto della popolazione. Voi avete aperto un libro di storia e ponendo il dito su un età a caso avete detto: "io voglio vivere qui!" Liberissimi di farlo, liberissimi di scegliersi un determinato periodo storico e riviverlo; come io sono liberissimo di seguire la storia e la realtà.

    Io sono cristiano, voi siate cristiani, i nostri genitori, i nostri cari e amici sono cristiani. Il cristianesimo vive in noi e noi siamo cresciuti in una società cristiana. Il cristianesimo non è il mio nemico, i cristiani non sono miei nemici, e se duemila anni fa i cristiani hanno perseguitato uomini che seguivano religioni da cui noi non discediamo (per via continuativa) questo non deve farmi apparire i cristiani come un nemico da eliminare. Io non posso essere contro un popolo per la sua fede, attribuendogli come unica colpa quella di credere a ciò che i loro antenati credevano: io sono contro il suo clero; e la cosa è molto diversa.

    Il cristianesimo quindi vive attorno a noi, e ci siamo cresciuti dentro. Ma da come vi esprimete voi, con questa sfacciata purezza, sembra che viviate fuori dal tempo, come se siate scresciuti in un'altra dimensione, fuori dalla realtà, o che veniate da qualche isola deserta dove non esiste cristianesimo e gli Dei si venerano come millenni fa.
    Io, che seguo il fiume della Storia, non posso che trovare tutto ciò surreale e curioso.

    L'unico che ha espresso un pensiero ottimo è stato Sideros: è vero, è nostro dovere tornare a quella purezza arcaica, tornare alle origini e recuperare ciò che da tempo abbiamo perso.
    Gli altri invece ribadiscono concetti letti da qualche parte, facendosi scudo con parole vuote sfuggono alla realtà della questione: la Storia è una percorso inarrestabile, è impossibile negare ciò ch'è avvenuto. Possiamo tornare a quell'originarietà arcaica e continuare il viaggio, ma non possiamo vivere nel passato e nagare ciò ch'è stato.
    Ripeto: potete fare rivivere un determinato periodo della storia, neo-paganesimo, ma non parlatemi di purezza, non fate con me quei bei discorsi, perché stiamo tutti sullo stesso piano.
    A meno che uno di voi non è spuntato direttamente dal II secolo d.C., allora capisco che mi parli di purezza e ignori il cristianesimo e la storia


    A qualcuno sembra non essere piaciuta la mia idea di "scendere a patti". Come ho gia detto, il cristianesimo non è il nemico, a meno che non siate pronti a dar cortellate alla vostra stessa madre!
    La maggioranza della popolazione è cristiana, e se vogliamo aprirci a loro non possiamo farlo di certo al grido "cristiani tutti appesi!" al massimo grideremo "cloro al clero!"... e qui si vede tutta la mia Universalità, accettare sotto un unico vessillo religioni e culture diverse, e tollerarle per ciò che sono; a differenza del vostro Cosmopolitismo, il nuovo minestrono neo-gentile (da oggi sarebbe meglio parlare di neo-gentilità finquando non mi poratate le prove che discendete ininterrotamente dall'Antichità).
    Questi cattivoni dei cristiani non hanno per nulla distrutto le nostre tradizioni, siamo noi che vogliamo riappropiarci di esse.

    La mia pragmaticità mi fa vedere le cose come sono, e le scelte che faccio tendono a un fine realista e razionale. Anche a me sarebbe piaciuto vivere ai tempi di Romolo, ma sono nato in quest'era, ahimè! e non posso negare tutto ciò ch'è avvenuto prima di me e che ha tanto da insegnarci. Questa è la Storia, è la realtà, non possiamo raggirarla.


    Comunque, vi piaccia o no, questo è il mio pensiero, e fatela finita con tutti quei bei discorsi, che tanto non riuscirete mica a portarmi nella realtà parallela che vi siate creati!
    Adesso sarei curioso di sentire la vostra "visione", su cosa si basa la vostra neo-gentilità, da dove proviene tutto questo "noi siamo duri e puri!" Ora illuminatemi voi!


    Valete Optime in Pax Deorum!


    Fondamentalmente a nessuno interessa portarti da nessuna parte, semplicemente si fa notare che i tuoi discorsi si basano su una visione del tutto superficiale e su una conoscenza approssimativa di quello che è la gentilitas.
    Come ho già detto tra visione del mondo monoteista e gentile vi è una totale antitesi, per cui non vi può essere compromesso. Non c'è da sceglieredi vivere in nessuna epoca diversa da questa, semplicemente bisogna prendere atto di questa antitesi e trarne le conseguenze.
    Non si tratta di essere nemici di alcunchè, a me del cristianesimo, dei dogmi, del clero non interessa minimamente, mentre il tuo discorso "non sono contro il cristianesimo, am contro il clero", sembra uno di quei di scorsi da bar, del tipo "hai visto quel prete che predica una cosa e poi ne fa un'altra".
    Inoltre se è vero che, almeno personalmente, sono stato influenzato dal cristianesimo per diversi anni, è pur vero, che, essendo dotato di intelletto, sono potuto uscire dalla caverna e vedere la luce.
    Come l'ho fatto io lo potrebbe fare chiunque, ma penso anche che nessuno qui sia interessato a fare proselitismo (a differenza di te) e a voler creare nuovi culti di massa (ci pensano già tanti santoni New Age) puntanto sull'incertezza, l'insofferenza o la delusione di qualche cristiano.
    Piuttosto oggi come oggi, l'approdo ad una visione del mondo differente da quella dominante è per forza un percorso personale di ricerca.

    Inotre ti ricorderei che nel mondo ci sono miliardi di persone che vivono benissimo praticando religioni non monoteiste e non sentono certo la mancanza di Cristo

  4. #64
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    Citazione Originariamente Scritto da Fiorillus Magno Visualizza Messaggio
    Prudenza, prudenza ci vuole! Con una buona politica di propaganda diplomatica ci avvicineremo quei cristiani incerti, qualla massa enorme che non si riconosce più in quei dogmi. Ma questo avvicinamento non deve essere una cosa violenta e immediata, accadrà lentamente, e faremo del tutto affinché le loro ideologia non siano del tutto cancellate. Nessuno vuole rinunciare a ciò che ha da sempre creduto, per una questione di abitudine, o di pigrizia.
    Mentre quei cristiani che ci saranno ostili verranno combatutti in quanto "a-sociali", nemici della quiete pubblica, eliminati per causa del loro comportamento sovversivo, non perché cristiani.

    Il cristianesimo è formato da tanti paganesimi, prima che vengano tutti smembrati e tornino all'origine ci vorrà tempo. Per ora una linea diplomatica è l'unica cosa strategicamente sensata da mandare avanti.

    Valete.
    Quest'intervento mi ricorda tanto il libro "Possibilità di un'isola" di Houellebecq, già citato altrove da Chaos.

  5. #65
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    Pur non essendo un esperto di gentilitas, se posso dire la mia, mi sembra veramente da fuori di testa voler fare una sorta di "rivoluzione gentile" come quella che sembra stia auspicando Florillus, dato che a un gentile non dovrebbe fregare niente di fare proseliti...
    Credo che Florillus con questo discorso stia spostando la questione su un piano "sociale" più che spirituale.

    Valete

  6. #66
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    Fiorillo: paganesimo (gentilità) non vuol dire militanza politica per un irrale/utopico rivolgimento della società. Paganesimo è spiritualità: è tentativo di migliorare come persone, di scoprire il divino in ogni cosa, di avvicinarsi al Grande Mistero che si cela dietro ogni cosa... Il paganesimo è prima di tutto ricerca interiore, pratica religiosa e apertura intellettuale. Vivera da pagani significa prima di tutto testimoniare una Via con le proprie azioni nella piccola quotidianità, in famiglia, tra gli amici etc. (e in questo senso il buon Frumentarius può fungere davvero da esempio, secondo me!).

    Prima di lanciarsi in improbabili quanto imbarazzanti proclami forse sarebbe forse il caso di affrontare certi argomenti con umiltà. Prima di voler convertire gli altri alla tua visione della Romanità forse dovresti chiederti se possiedi l'autorità spirituale per farlo. La tua giovane età spiega ma non giustifica il tuo comportamento su questo forum. Il tuo atteggiamento mi suona chiesastico, quasi dogmatico... Eppure non capisco come fai ad essere così sicuro delle tue idee, al punto di volerle propagandare (!).

    Le lezioni più importanti non vengono dai nebulosi castelli di sabbia che chiamiamo 'ideologie', e che forgiamo magari sulla base di 4 letture, ma vengono da quel silenzio che ci avvicina agli Dei. Imbocca sinceramente un cammino spirituale, impara ad amare e onorare il divino, e lascia perdere la propaganda. I "missionari pagani" hanno fatto già troppi danni...

    Vale optime in pace Deorum!

  7. #67
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    Davvero magnifico!!! Vogliamo parlare anche di politica?! Bene- in effetti non esiste aspetto dell'esistenza che non rientri nella visione (non utopia e neppure semplice ideologia spiccia, attenzione!); ci siamo forse dimenticati che gli Dei, in tutti i luoghi della Terra, hanno lasciato modelli ben precisi? modelli nei quali rientra a pieno titolo anche la sfera più propriamente politica?!
    qui si tratta tutt'altro che di utopie, qui si tratta del modello eterno! e ancora devo chiedere comprensione perché quello che dico può risultare anche scomodo, ma necessario senza alcun dubbio: l'approvazione delle masse non è mai stata cosa ricercata dai nostri antenati, anzi a ben vedere questo è uno dei classici connotati di tutte quelle follie che fin dall'antichità stessa infestano il cuore degli uomini...il cristianesimo ha cercato questo ed è anche comprensibile, come diceva infatti quel detto greco "nella massa è il massimo di presunzione e di ignoranza..."
    I re vengono da Zeus; la moderazione e l'assennatezza sono appannaggio di una certa classe speciale di uomini, ( come non ricordarsi delle religiosissime eterie?!?) i quali dell'approvazione della stragrande maggioranza del popolo sapete cosa se ne facevano e se ne fanno? d'altra parte se il popolo si è schierato già nell'antichità con i peggiori, cosa possiamo pretendere in questi tempi?!? perciò con un' equazione che io stessa riconosco essere molto pericolosa, giungo ad identificare religione e politica (come già fece Platone ai suoi tempi...) e con l'autorità che promana non certo dalle mie convinzioni personali bensì dalle parole di saggi e sacerdoti di ogni tempo e luogo, giungo a dire che chi si volge con devozione ad un certo modello deve avere il coraggio di seguirlo fin nelle sue più estreme conseguenze, siano esse individuali, famigliari, politiche o quant'altro...

    La frase su Nemesi e la prossima fine del Kali Yuga era bellissima quanto veritiera- ringrazio di cuore chi l' ha scritta e chi l' ha sostenuta perché davvero certe cose giungono insperate in tali tempi e l'altro motivo per cui esultavo nel presente messaggio era appunto questo: l'aver trovato un'ampia indulgenza e soprattutto una ben fondata consapevolezza dello stato attuale e perenne della nostra condizione- quello che mi preme ora è la fatidica domanda: che fare? ovvero come dare la spallata definitiva auspicata ormai da più parti? ovvero, come riappropriarci una volta per tutte di ciò che legittimamente ci appartiene?
    poiché in definitiva la devozione degli atti e dei pensieri è un'importante forma di venerazione del divino e la contesa per la distruzione dell'hybrys umana e la protezione dei giusti è compito specifico di una certa classe di esseri...

  8. #68
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da the lover Visualizza Messaggio
    Davvero magnifico!!! Vogliamo parlare anche di politica?! Bene- in effetti non esiste aspetto dell'esistenza che non rientri nella visione (non utopia e neppure semplice ideologia spiccia, attenzione!); ci siamo forse dimenticati che gli Dei, in tutti i luoghi della Terra, hanno lasciato modelli ben precisi? modelli nei quali rientra a pieno titolo anche la sfera più propriamente politica?!
    qui si tratta tutt'altro che di utopie, qui si tratta del modello eterno! e ancora devo chiedere comprensione perché quello che dico può risultare anche scomodo, ma necessario senza alcun dubbio: l'approvazione delle masse non è mai stata cosa ricercata dai nostri antenati, anzi a ben vedere questo è uno dei classici connotati di tutte quelle follie che fin dall'antichità stessa infestano il cuore degli uomini...il cristianesimo ha cercato questo ed è anche comprensibile, come diceva infatti quel detto greco "nella massa è il massimo di presunzione e di ignoranza..."
    I re vengono da Zeus; la moderazione e l'assennatezza sono appannaggio di una certa classe speciale di uomini, ( come non ricordarsi delle religiosissime eterie?!?) i quali dell'approvazione della stragrande maggioranza del popolo sapete cosa se ne facevano e se ne fanno? d'altra parte se il popolo si è schierato già nell'antichità con i peggiori, cosa possiamo pretendere in questi tempi?!? perciò con un' equazione che io stessa riconosco essere molto pericolosa, giungo ad identificare religione e politica (come già fece Platone ai suoi tempi...) e con l'autorità che promana non certo dalle mie convinzioni personali bensì dalle parole di saggi e sacerdoti di ogni tempo e luogo, giungo a dire che chi si volge con devozione ad un certo modello deve avere il coraggio di seguirlo fin nelle sue più estreme conseguenze, siano esse individuali, famigliari, politiche o quant'altro...

    La frase su Nemesi e la prossima fine del Kali Yuga era bellissima quanto veritiera- ringrazio di cuore chi l' ha scritta e chi l' ha sostenuta perché davvero certe cose giungono insperate in tali tempi e l'altro motivo per cui esultavo nel presente messaggio era appunto questo: l'aver trovato un'ampia indulgenza e soprattutto una ben fondata consapevolezza dello stato attuale e perenne della nostra condizione- quello che mi preme ora è la fatidica domanda: che fare? ovvero come dare la spallata definitiva auspicata ormai da più parti? ovvero, come riappropriarci una volta per tutte di ciò che legittimamente ci appartiene?
    poiché in definitiva la devozione degli atti e dei pensieri è un'importante forma di venerazione del divino e la contesa per la distruzione dell'hybrys umana e la protezione dei giusti è compito specifico di una certa classe di esseri...
    .

  9. #69
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    Citazione Originariamente Scritto da Ksatriya Visualizza Messaggio
    Pur non essendo un esperto di gentilitas, se posso dire la mia, mi sembra veramente da fuori di testa voler fare una sorta di "rivoluzione gentile" come quella che sembra stia auspicando Florillus, dato che a un gentile non dovrebbe fregare niente di fare proseliti...
    Credo che Florillus con questo discorso stia spostando la questione su un piano "sociale" più che spirituale.

    Valete
    Io credo che prima di postare qualcosa bisogna leggere attentamente, e non lasciarsi andare all'impulsività. Ciò riferito a tutti.
    Io ho cominciato questo 3d con la seguante frase: "Mi piacerebbe sapere anche come vedreste un Movimento, quali "caratteristiche" dovrebbe avere e quali battaglie affrontare", quindi dall'inizio ho voluto parlare della questione politica e sociale della Gentilità. E io, in tutte le mie risposte ho unicamente affrontato tali temi, senza mai scendere sul piano spirituale.
    E' per questo che tutte quelle frasi mi sono risultate vuote, completamente inadatte.

    Io sono un uomo d'azione, prediliggo questioni sociali a discorsi filosofici. Secondo me ognuno è libero di trovare la "Via" individualmente, seguendo quella spiritualità che più si concilia con il suo animo, sia essa stoica, epicurea o neoplatonica. Ma la battaglia politica è altra cosa, una guerra da condurre tutti insieme.
    Non avendo alle spalle gli anni di esperianza e di studi che hanno alcuni di voi, non mi permetterei mai di sconfinare dove non posso, riconosco i miei limiti e mi ci tengo dentro. Lascio ad altri i simposi filosofici.

    Comunque, come ha fatto notare The Lover, politica e religione sono sempre state legate, sopratutto a Roma, dove si fondevano ovunque nella vita del cittadino. Ma li credo che più di spiritualità si tratti di Etica.

    Credo di essere stato chiaro, e continuando a parlare di politica, lasciaremo a un altro giorno l'Etica e la spiritualità.


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  10. #70
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    Citazione Originariamente Scritto da the lover Visualizza Messaggio
    Davvero magnifico!!! Vogliamo parlare anche di politica?! Bene- in effetti non esiste aspetto dell'esistenza che non rientri nella visione (non utopia e neppure semplice ideologia spiccia, attenzione!); ci siamo forse dimenticati che gli Dei, in tutti i luoghi della Terra, hanno lasciato modelli ben precisi? modelli nei quali rientra a pieno titolo anche la sfera più propriamente politica?!
    qui si tratta tutt'altro che di utopie, qui si tratta del modello eterno! e ancora devo chiedere comprensione perché quello che dico può risultare anche scomodo, ma necessario senza alcun dubbio: l'approvazione delle masse non è mai stata cosa ricercata dai nostri antenati, anzi a ben vedere questo è uno dei classici connotati di tutte quelle follie che fin dall'antichità stessa infestano il cuore degli uomini...il cristianesimo ha cercato questo ed è anche comprensibile, come diceva infatti quel detto greco "nella massa è il massimo di presunzione e di ignoranza..."
    I re vengono da Zeus; la moderazione e l'assennatezza sono appannaggio di una certa classe speciale di uomini, ( come non ricordarsi delle religiosissime eterie?!?) i quali dell'approvazione della stragrande maggioranza del popolo sapete cosa se ne facevano e se ne fanno? d'altra parte se il popolo si è schierato già nell'antichità con i peggiori, cosa possiamo pretendere in questi tempi?!? perciò con un' equazione che io stessa riconosco essere molto pericolosa, giungo ad identificare religione e politica (come già fece Platone ai suoi tempi...) e con l'autorità che promana non certo dalle mie convinzioni personali bensì dalle parole di saggi e sacerdoti di ogni tempo e luogo, giungo a dire che chi si volge con devozione ad un certo modello deve avere il coraggio di seguirlo fin nelle sue più estreme conseguenze, siano esse individuali, famigliari, politiche o quant'altro...

    La frase su Nemesi e la prossima fine del Kali Yuga era bellissima quanto veritiera- ringrazio di cuore chi l' ha scritta e chi l' ha sostenuta perché davvero certe cose giungono insperate in tali tempi e l'altro motivo per cui esultavo nel presente messaggio era appunto questo: l'aver trovato un'ampia indulgenza e soprattutto una ben fondata consapevolezza dello stato attuale e perenne della nostra condizione- quello che mi preme ora è la fatidica domanda: che fare? ovvero come dare la spallata definitiva auspicata ormai da più parti? ovvero, come riappropriarci una volta per tutte di ciò che legittimamente ci appartiene?
    poiché in definitiva la devozione degli atti e dei pensieri è un'importante forma di venerazione del divino e la contesa per la distruzione dell'hybrys umana e la protezione dei giusti è compito specifico di una certa classe di esseri...
    Quoto.
    Anche se io non credo che la storia umana sia frutto di predestinazione e sia univocamente indirizzata (in senso ascendente o discendente). Ogni momento sotrico è aperto su tutte le direzioni ed il successivo è solo il risultato della scelta effettualta nel precedente: fatum, kharma, ecc... non sono modelli predefiniti a cui la storia umana si adegua, ma la constatazione del principio di causa ed effetto: ogni scelta causa delle conseguenze e delle reazioni; ogni perturbazione dell'Ordine vuole una riequilibratura.

    Come scrisse un giurista tedesco cattolico, l'essenza della politica sta nella distinzione tra amico e nemico, questa dicotomia essenzaile è la fonte di ogni valore politico.
    Al giorno d'oggi ritengo che chi ha una visione del mondo gentile di amici ne ha veramente pochi, al limite nessuno, mentre ha molti nemici.
    Il primo fra tutti è appunto l'"omnità" egualitaria distruttrice dell'ordine gerarchico e delle società organiche, ovvero il dilagare di un modello omogeneizzante che si articola fondamentalmente in 3 aspetti: quello morale-religioso attraverso il proselitismo dei monoteismi (in testa quello cristiano), quello morale-politico attraverso la democrazia e la "religione" laica dei diritti umani, infine quello socio-economico attraverso la mondializzazione e la globalizzazione economica.

    Il paradosso odierno, tuttavia, sta nel fatto che ogni movimento politico, di per sè non può che essere democratico, ovvero non può che accettare il modello democratico, per cui, nel momento stesso in cui viene costituito nega i proprii obiettivi!

 

 
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