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    Predefinito Paolo VI e il postconcilio

    Da: sì sì no no – Anno XXXIII – n° 8, 30 Aprile 2007

    Paolo VI e il postconcilio
    -1962 - RIVOLUZIONE NELLA CHIESA
    BREVE CRONACA DELL’OCCUPAZIONE
    NEOMODERNISTA DELLA CHIESA CATTOLICA


    […]

    * 20 marzo 1965: Paolo VI riceve i dirigenti del Rotary Club, un’organizzazione “la cui derivazione massonica è ben nota”, come conferma il già citato filomassone p. Rosario Esposito SSP(3). Nel corso dell'udienza, Paolo VI assicurava invece che “la formula associativa” di quel Club paramassonico “era buona [...] e buono il metodo [...] buoni pertanto anche gli scopi”(4).

    Un'intesa intellettuale che la dice lunga sull'origine delle idee del Vaticano II promosse da papa Montini.

    * 15 settembre 1965: Paolo VI col Motu proprio Apostolica sollicitudo(5) istituisce il Sinodo dei Vescovi per la Chiesa universale; un organismo mai esistito nella Chiesa, generato dal “pasticcio” dottrinale di Lumen gentium, e che, pur avendo – per ora – facoltà di voto puramente consultivo, costituisce nelle intenzioni dei nuovi modernisti un primo abbozzo del futuro parlamento ecclesiale, nel quale l'odiato Primato di giurisdizione del Papa sarà finalmente abolito per lasciare il posto ad un mero ed inutile primato d'onore, in una confederazione di Chiese praticamente autonome.

    * 4 ottobre 1965: Paolo VI, ospite al Palazzo di Vetro dell'O.N.U. a New York afferma: “Signori, voi avete compiuto un'opera grande: voi insegnate agli uomini la pace. L'O.N.U. è la grande scuola dove si riceve questa educazione… Voi sapete che la pace non si costruisce soltanto con la politica e con l'equilibrio delle forze e degli interessi. Essa si costruisce con lo spirito, con le idee, con le opere della pace. Voi lavorate a questa grande opera”(6). Eppure è un fatto notorio che l'ONU, erede della Società delle Nazioni, è un'istituzione prettamente massonica, insieme alle sue branche e ad altre Associazioni ad esso collegate, come riconosce espressamente il suddetto padre Esposito SSP, che altrove ci fornisce un breve elenco delle principali società di origine massonica che lavorano a «realizzare la pace», e cioè: «la Croce Rossa, l’Arbitrato internazionale, le Conferenze e gli istituti dell’Aja, l’ONU (che prima si chiamava Società delle Nazioni), l’UNESCO, l’Organizzazione mondiale per la Sanità, la FAO, l’UNICEF»(7).

    A questo punto, chiunque può misurare la gravità delle parole di papa Montini: l'ONU, ovvero l'umanitarismo massonico, porterà la pace al mondo...

    * 7 agosto 1965: Paolo VI ed il Patriarca scismatico di Costantinopoli, Athenagoras I, firmano una dichiarazione comune(8) in cui si tolgono reciprocamente le scomuniche emanate nell'anno 1054 da papa San Leone IX (pienamente valida) e, in ritorsione, dallo scismatico Michele Cerulario, Patriarca di Costantinopoli (totalmente invalida).

    Tralasciando ogni altra considerazione, notiamo come veniva così aperta, indirettamente, la strada alla falsa dottrina delle “Chiese sorelle” (la Cattolica e le “Ortodosse”): quasi che N.S. Gesù Cristo non abbia fondato una sola Chiesa Cattolica sulla roccia di Pietro, o quasi che l'unica Chiesa Cattolica possa essersi divisa in parti e sia venuta meno (teoria, come abbiamo visto, già condannata come “stoltezza” contraria alla Fede da Pio XI nell'enciclica Mortalium animos).

    * 23 marzo 1966: Paolo VI nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura fa benedire i presenti – tra i quali Cardinali e Vescovi – dall'eretico e scismatico “arcivescovo” anglicano di Canterbury, dottor Ramsey (in realtà un semplice laico: le ordinazioni anglicane furono dichiarate invalide da papa Leone XIII con la Bolla Apostolicae curae del 13\9\1896(9)). Infine, con gesto chiaramente simbolico, gli mette al dito il proprio anello papale, simbolo dell'autorità dei Successori di Pietro...(10).

    * 14 giugno 1966: Paolo VI con la Notificazione dell'ex Sant'Uffizio Post Litteras apostolicas(11) abolisce l'Indice dei libri proibiti, col pretesto dell'ormai “matura coscienza dei fedeli” che li avrebbe, secondo lui, d' allora in poi autonomamente tenuti lontano da letture pericolose per la fede e la morale. Con i risultati che si potevano immaginare.

    * 18 giugno 1967: Paolo VI nel Motu Proprio Sacrum diaconatus ordinem'12) , col pretesto di restaurare il Diaconato in forma permanente e non più solo in previsione del Sacerdozio, stabilisce che “possono essere chiamati al diaconato uomini di età più matura, sia celibi che congiunti in matrimonio”(13). Era la prima tappa necessaria per preparare gradualmente i fedeli ad accettare la futura Ordinazione sacerdotale di uomini sposati, chiodo fisso ecumenico di quasi tutti i neomodernisti; a cominciare naturalmente da Karl Rahner, per il quale il diaconato di uomini sposati costituiva un grimaldello ideale per iniziare a scardinare il celibato sacerdotale. Di lui scriveva infatti il suo più fedele discepolo, Herbert Vorglirmer: “Da questa riforma [del diaconato: n.d.r.] all'interno della Chiesa egli si riprometteva di ottenere un'immagine meno rigida del clero, maggiormente variata.… Il clero… eviterebbe in tal modo di ostentare una sacralità lontana dal mondo; potrebbe sposarsi oppure no” (14).

    Un clero laicizzato, amante delle comodità, privo di spirito di sacrificio, infine sposato... A guardarsi intorno, ci siamo quasi.

    * 3 aprile 1969: Paolo VI, con la Costituzione Apostolica Missale Romanum(15) e poi con la promulgazione del Novus Ordo Missae(16), tenta di sostituire l'antico Rito Romano della S. Messa con una “nuova Messa” – quella odierna – elaborata appositamente per fini ecumenici, con la soppressione o l'attenuazione di espressioni o gesti esprimenti i dogmi rifiutati dai protestanti (sei “esperti” protestanti furono chiamati per dare suggerimenti in proposito durante i lavori della Commissione Liturgica). Ma di questo tentativo inaudito si parlerà più ampiamente in seguito, vista la particolare gravità della cosa.

    * 30 aprile 1969: Paolo VI approva l'Istruzione Fidei custos(17) della S. Congregazione per i Sacramenti.

    Nella suddetta Istruzione papa Montini, contro la precedente e costante proibizione della Chiesa fin dai tempi apostolici, autorizza i laici a distribuire la S. Comunione col solito specioso pretesto di intervenute “particolari circostanze o nuove necessità”(18). Quasi che “circostanze” e “necessità” particolari o nuove non vi fossero state anche in passato, senza, però, che per questo i Papi osassero autorizzare simili provvedimenti. In realtà,un altro gesto ecumenico (in vista, cioè, di un futuro livellamento tra sacerdozio e laicato, come propugnato da Lutero) e demo-conciliare: i laici, uomini e donne, entrano nel Santo dei Santi e svolgono, in questo, lo stesso compito riservato da Cristo agli Apostoli e al Clero.

    Un passo dopo l'altro, i due sacerdozi (quello gerarchico derivante dal Sacramento dell'Ordine e quello comune dei semplici battezzati), teoricamente ancora dichiarati distinti per essenza, vengono gradualmente equiparati ed assimilati nella pratica ossia nella liturgia e nella pastorale, campo d’azione da sempre prediletto, per ovvie ragioni, dai modernisti d’ogni tempo.

    * 29 maggio 1969: Paolo VI approva l'Istruzione Memoriale Domini(19) della S. Congregazione per il Culto divino, nella quale, con patente incoerenza ed illogicità, dopo aver ribadito l'opposizione della Chiesa alla distribuzione della SS. Eucaristia sulla mano, opposizione motivata specialmente dal “pericolo di profanare le specie eucaristiche” anche involontariamente(20), oltre che dalla necessità di conservare “il riverente rispetto dei fedeli verso l'Eucaristia”(21), se ne esce, poche righe dopo, con un'autorizzazione (per le Conferenze episcopali delle nazioni dove la Comunione sulla mano era stata già abusivamente ed illegalmente introdotta) a deliberare con voto segreto sulla sua ammissibilità ... Di fatto, era un chiaro segno ai modernisti della base avanguardista perché proseguissero pure nella demolizione della fede. A chi nutrisse ancora dei dubbi non resta che guardarsi intorno, per constatare come oggi quello che era stato esplicitamente chiamato un gravissimo abuso e un gesto potenzialmente sacrilego sia divenuto, ovviamente ad opera degli ineffabili “Vescovi conciliari”, usanza generale in tutto il mondo cattolico.

    * 15 agosto 1969: Paolo VI approva il nuovo Rito delle Esequie(22) col quale, rompendo anche qui con la Tradizione apostolica, concede il rito delle esequie anche “a coloro che avessero scelto la cremazione del loro cadavere” con la sola condizione che “la loro scelta non risulti dettata da motivazione contraria alla dottrina cristiana”(23).

    La materia era regolata, nel vecchio Codice, dal can.1203 §§ 1 e 2, che privava delle esequie e della sepoltura ecclesiastica – in quanto pubblici peccatori – coloro che avessero deliberatamente scelto la cremazione del loro corpo(24) e condannava i cooperatori alla pena della scomunica e dell'interdetto(25). Fin dai tempi apostolici, infatti, la Chiesa aveva ordinato ai fedeli la pratica dell’ inumazione o sepoltura (tranne casi di necessità come epidemie, guerre, ecc.) come manifestazione della fede cattolica nella risurrezione dei corpi. E proprio per questo motivo la propaganda per la pratica crematoria era stata uno dei cavalli da battaglia usato dalle logge massoniche tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900, nella speranza di corrodere gradualmente la fede del popolo cristiano. Oggi questa propaganda ritorna, sempre più insidiosa e sorretta da argomenti pretestuosi già confutati (esigenze di spazio, di igiene, ecc.), ma questa volta – ed è qui la triste novità – con l'appoggio indiretto della “Gerarchia conciliare”. La spiegazione di questo ennesimo cambiamento ce la fornisce la rivista dei religiosi paolini Vita Pastorale, uno dei tanti periodici pseudocattolici (come, per un pubblico più vasto, Famiglia Cristiana, Jesus ed altri ancora) destinati al riciclaggio conciliare del clero e dei Religiosi: “La Chiesa continua a preferire l'inumazione, ma cancella le sanzioni canoniche avverse. In tal modo il cammino della riconciliazione con la massoneria viene facilitato”(26).

    * 31 marzo 1970: Paolo VI col Motu Proprio Matrimonia mixta(27) non richiede più al coniuge non cattolico la solenne promessa di lasciar battezzare ed educare la prole nella Chiesa Cattolica (come invece sempre previsto: cfr. Codex Iuris Canonici del 1917, can. l061). Il coniuge non cattolico dovrà ora essere semplicemente “informato” degli impegni assunti dalla parte cattolica, senza più alcun impegno da parte propria(28).

    Questa normativa assurda e micidiale passerà poi nel nuovo Codice del 1983 (can.1125).E così oggi, grazie alla «longanime carità ecumenica e pastorale» di Paolo VI e del “clero conciliare”, resta solo da fare il conto di quante anime non hanno potuto ricevere il Battesimo, la vera Fede e la salvezza. Ma resta anche il problema di quanti di questi matrimoni siano effettivamente validi, poiché qui si tratta – non dimentichiamolo – di matrimoni di per sé proibiti per diritto divino a causa del pericolo di perversione spirituale del coniuge cattolico e dei figli. La loro validità è dunque condizionata alla rimozione del pericolo in questione (si deve trattare di un pericolo prossimo, ovviamente), per cui neppure il Vescovo può validamente concedere una dispensa in assenza di questa garanzia. Garanzia che però, come abbiamo visto, le nuove norme ecumenicamente in gran parte non prevedono più.

    * 21 novembre 1970: Paolo VI col Motu Proprio Ingravescentem aetatem(29) interdice ai cardinali ultraottantenni la partecipazione al Conclave per l'elezione del Sommo Pontefice.

    Un provvedimento assolutamente inaudito nella Chiesa, come anche la pressante esortazione alle dimissioni per i Vescovi dopo il 75° anno di età, tramite il Motu proprio Ecclesiae sanctae del 6\8\1966(30). In tal modo, però, Paolo VI poteva eliminare dalle Diocesi, dalla Curia e soprattutto dal futuro Conclave buona parte degli elementi ancora troppo “tradizionali”, che avrebbero ostacolato l'instaurazione della nuova “Chiesa conciliare” nata dal Vaticano II. Nel contempo lo stesso Paolo VI provvedeva a rimpiazzare adeguatamente i posti resisi vacanti con candidati selezionati secondo il nuovo criterio dei Papi “conciliari”: l'adesione o almeno l'acquiescenza all’apertura al mondo e alle novità conciliari. A tale riguardo il cardinale Ratzinger è stato chiarissimo: Nei primi anni dopo il Vaticano II [e in sostanza tuttora -n.d.r.] il candidato all'episcopato sembrava essere un sacerdote che fosse innanzitutto “aperto al mondo”: in ogni caso, questo requisito veniva messo al primo posto» (31).

    Ecco in quali mani era caduto il povero, raggirato “popolo di Dio”.

    […]

    A.M.
    (continua)



    Note
    […]
    4) Oss.Rom. 22\23 marzo 1965.
    5) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 444 – 457.
    6) Ench. Vat., vol. 1°, n.386*.
    7) Il Cooperatore paolino, gennaio 1987.
    8) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 494 – 500.
    9) Denz. 3315-3319.
    10) Oss.Rom. 25 marzo 1966.
    11) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 705-706.
    12) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 1368-1406.
    13) Ench. Vat., vol. 2°, n. 1381.
    14)H.Vorglirmer,KarlRahnerverstehen,Herder,Friburg o1985, p.188.
    15)Ench.Vat.,vol.3°,nn.996–1008.
    16) Ench. Vat., vol. 3°, n.1009 e n.2014.
    17) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 1055 – 1065.
    18) Ivi, n.1055.
    19) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 1273 – 1291.
    20) Ivi, n.1278.
    21) Ivi, n.1277.
    22) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 1421- 1447.
    23) Ench. Vat., vol. 3°, n.1437.
    24) Can. 1240, § 1, n.5.
    25) Can. 2339.
    26) Vita Pastorale n.3, 1999, p. 90 ss.
    27) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 2415- 2447.
    28) Ivi, n. 2435.
    29) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 2843-2853.
    30) Ench. Vat., vol. 2°, n.771.
    31) J. Ratzinger, Rapporto sulla Fede, a cura di Vittorio Messori, ed. Paoline, p.65 ss.
    32) Cfr. la sua allocuzione del 24 maggio 1976 in Oss. Rom. 24-25 maggio 1976.

  2. #2
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    Se ti interessa il tema libertà religiosa in rapporto al Sillabo e alla "Digniatis Humanae" c'è un bel libro di mons. Luigi Negri che mi sono comprato per questo Natale:

    Luigi Negri, "Pio IX Attualità e profezia", Edizioni Ares, 16 euro.

    CIAO

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    Citazione Originariamente Scritto da Eugenius Visualizza Messaggio
    Se ti interessa il tema libertà religiosa in rapporto al Sillabo e alla "Digniatis Humanae" c'è un bel libro di mons. Luigi Negri che mi sono comprato per questo Natale:

    Luigi Negri, "Pio IX Attualità e profezia", Edizioni Ares, 16 euro.

    CIAO
    Grazie per la segnalazione.

  5. #5
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    Il libro di Mons. Negri rappresenta un tentativo (infelice) di conciliare due opposti: il liberalismo e Pio IX. E ciò compie storicizzando le condanne del Sillabo e lo stesso liberalismo (Pio IX, secondo l'autore, non avrebbe condannato il liberalismo in se, ma certo liberalismo, anticattolico ed illiberale). L'autore dimentica che Pio IX combatté tutta la vita non solo il liberalismo, ma i cattolici liberali, quanti cioè volevano conciliare – come fa Mons. Negri – cattolicesimo e liberalismo (v. Pio IX, Lettera al vescovo di Quimper, 1873). Senza contare che mentre Pio IX stigmatizzava, nel Sillabo, coloro che attribuivano colpe alla Chiesa, per il nostro autore parlare di colpe della Chiesa sarebbe giusto e ormai necessario. Mons. Negri sostiene poi che i “laici” non sarebbero tenuti a chiedere perdono mentre la Chiesa sì, proprio perché in essa, e non nei laici, vi è una “vera e propria continuità storica tra i responsabili delle colpe e i soggetti di oggi”: in altre parole è proprio la Chiesa ad aver peccato. L'inevitabile conclusione è che non è divina, né santa, né infallibile, una Chiesa che sbaglia e pecca! Così facendo si perviene alla negazione della regalità di Cristo, affermando che la cristianità sia esistita sì, ma non sia stata l'incarnazione, sulla terra, del Suo regno. Peraltro, S. Pio X condannerà quest'opinione (sostenuta dal Negri), rivolgendosi a dei cattolici progressisti che vedevano in quest’epoca grandiosa, invece, un regresso della civiltà, con la Lett. Ap. Notre charge apostolique agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi sulla concezione secolarizzata della democrazia, del 25 agosto 1910.
    Insomma, a mio modo di vedere, quei soldi per il tuo regalo di Natale, potevano essere spesi in maniera più utile e per qualcosa per cui valeva la pena spendere, piuttosto che per simile chincaglieria.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Timoteo Visualizza Messaggio
    Da: sì sì no no – Anno XXXIII – n° 8, 30 Aprile 2007

    Paolo VI e il postconcilio
    -1962 - RIVOLUZIONE NELLA CHIESA
    BREVE CRONACA DELL’OCCUPAZIONE
    NEOMODERNISTA DELLA CHIESA CATTOLICA


    […]

    * 20 marzo 1965: Paolo VI riceve i dirigenti del Rotary Club, un’organizzazione “la cui derivazione massonica è ben nota”, come conferma il già citato filomassone p. Rosario Esposito SSP(3). Nel corso dell'udienza, Paolo VI assicurava invece che “la formula associativa” di quel Club paramassonico “era buona [...] e buono il metodo [...] buoni pertanto anche gli scopi”(4).

    Un'intesa intellettuale che la dice lunga sull'origine delle idee del Vaticano II promosse da papa Montini.

    * 15 settembre 1965: Paolo VI col Motu proprio Apostolica sollicitudo(5) istituisce il Sinodo dei Vescovi per la Chiesa universale; un organismo mai esistito nella Chiesa, generato dal “pasticcio” dottrinale di Lumen gentium, e che, pur avendo – per ora – facoltà di voto puramente consultivo, costituisce nelle intenzioni dei nuovi modernisti un primo abbozzo del futuro parlamento ecclesiale, nel quale l'odiato Primato di giurisdizione del Papa sarà finalmente abolito per lasciare il posto ad un mero ed inutile primato d'onore, in una confederazione di Chiese praticamente autonome.

    * 4 ottobre 1965: Paolo VI, ospite al Palazzo di Vetro dell'O.N.U. a New York afferma: “Signori, voi avete compiuto un'opera grande: voi insegnate agli uomini la pace. L'O.N.U. è la grande scuola dove si riceve questa educazione… Voi sapete che la pace non si costruisce soltanto con la politica e con l'equilibrio delle forze e degli interessi. Essa si costruisce con lo spirito, con le idee, con le opere della pace. Voi lavorate a questa grande opera”(6). Eppure è un fatto notorio che l'ONU, erede della Società delle Nazioni, è un'istituzione prettamente massonica, insieme alle sue branche e ad altre Associazioni ad esso collegate, come riconosce espressamente il suddetto padre Esposito SSP, che altrove ci fornisce un breve elenco delle principali società di origine massonica che lavorano a «realizzare la pace», e cioè: «la Croce Rossa, l’Arbitrato internazionale, le Conferenze e gli istituti dell’Aja, l’ONU (che prima si chiamava Società delle Nazioni), l’UNESCO, l’Organizzazione mondiale per la Sanità, la FAO, l’UNICEF»(7).

    A questo punto, chiunque può misurare la gravità delle parole di papa Montini: l'ONU, ovvero l'umanitarismo massonico, porterà la pace al mondo...

    * 7 agosto 1965: Paolo VI ed il Patriarca scismatico di Costantinopoli, Athenagoras I, firmano una dichiarazione comune(8) in cui si tolgono reciprocamente le scomuniche emanate nell'anno 1054 da papa San Leone IX (pienamente valida) e, in ritorsione, dallo scismatico Michele Cerulario, Patriarca di Costantinopoli (totalmente invalida).

    Tralasciando ogni altra considerazione, notiamo come veniva così aperta, indirettamente, la strada alla falsa dottrina delle “Chiese sorelle” (la Cattolica e le “Ortodosse”): quasi che N.S. Gesù Cristo non abbia fondato una sola Chiesa Cattolica sulla roccia di Pietro, o quasi che l'unica Chiesa Cattolica possa essersi divisa in parti e sia venuta meno (teoria, come abbiamo visto, già condannata come “stoltezza” contraria alla Fede da Pio XI nell'enciclica Mortalium animos).

    * 23 marzo 1966: Paolo VI nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura fa benedire i presenti – tra i quali Cardinali e Vescovi – dall'eretico e scismatico “arcivescovo” anglicano di Canterbury, dottor Ramsey (in realtà un semplice laico: le ordinazioni anglicane furono dichiarate invalide da papa Leone XIII con la Bolla Apostolicae curae del 13\9\1896(9)). Infine, con gesto chiaramente simbolico, gli mette al dito il proprio anello papale, simbolo dell'autorità dei Successori di Pietro...(10).

    * 14 giugno 1966: Paolo VI con la Notificazione dell'ex Sant'Uffizio Post Litteras apostolicas(11) abolisce l'Indice dei libri proibiti, col pretesto dell'ormai “matura coscienza dei fedeli” che li avrebbe, secondo lui, d' allora in poi autonomamente tenuti lontano da letture pericolose per la fede e la morale. Con i risultati che si potevano immaginare.

    * 18 giugno 1967: Paolo VI nel Motu Proprio Sacrum diaconatus ordinem'12) , col pretesto di restaurare il Diaconato in forma permanente e non più solo in previsione del Sacerdozio, stabilisce che “possono essere chiamati al diaconato uomini di età più matura, sia celibi che congiunti in matrimonio”(13). Era la prima tappa necessaria per preparare gradualmente i fedeli ad accettare la futura Ordinazione sacerdotale di uomini sposati, chiodo fisso ecumenico di quasi tutti i neomodernisti; a cominciare naturalmente da Karl Rahner, per il quale il diaconato di uomini sposati costituiva un grimaldello ideale per iniziare a scardinare il celibato sacerdotale. Di lui scriveva infatti il suo più fedele discepolo, Herbert Vorglirmer: “Da questa riforma [del diaconato: n.d.r.] all'interno della Chiesa egli si riprometteva di ottenere un'immagine meno rigida del clero, maggiormente variata.… Il clero… eviterebbe in tal modo di ostentare una sacralità lontana dal mondo; potrebbe sposarsi oppure no” (14).

    Un clero laicizzato, amante delle comodità, privo di spirito di sacrificio, infine sposato... A guardarsi intorno, ci siamo quasi.

    * 3 aprile 1969: Paolo VI, con la Costituzione Apostolica Missale Romanum(15) e poi con la promulgazione del Novus Ordo Missae(16), tenta di sostituire l'antico Rito Romano della S. Messa con una “nuova Messa” – quella odierna – elaborata appositamente per fini ecumenici, con la soppressione o l'attenuazione di espressioni o gesti esprimenti i dogmi rifiutati dai protestanti (sei “esperti” protestanti furono chiamati per dare suggerimenti in proposito durante i lavori della Commissione Liturgica). Ma di questo tentativo inaudito si parlerà più ampiamente in seguito, vista la particolare gravità della cosa.

    * 30 aprile 1969: Paolo VI approva l'Istruzione Fidei custos(17) della S. Congregazione per i Sacramenti.

    Nella suddetta Istruzione papa Montini, contro la precedente e costante proibizione della Chiesa fin dai tempi apostolici, autorizza i laici a distribuire la S. Comunione col solito specioso pretesto di intervenute “particolari circostanze o nuove necessità”(18). Quasi che “circostanze” e “necessità” particolari o nuove non vi fossero state anche in passato, senza, però, che per questo i Papi osassero autorizzare simili provvedimenti. In realtà,un altro gesto ecumenico (in vista, cioè, di un futuro livellamento tra sacerdozio e laicato, come propugnato da Lutero) e demo-conciliare: i laici, uomini e donne, entrano nel Santo dei Santi e svolgono, in questo, lo stesso compito riservato da Cristo agli Apostoli e al Clero.

    Un passo dopo l'altro, i due sacerdozi (quello gerarchico derivante dal Sacramento dell'Ordine e quello comune dei semplici battezzati), teoricamente ancora dichiarati distinti per essenza, vengono gradualmente equiparati ed assimilati nella pratica ossia nella liturgia e nella pastorale, campo d’azione da sempre prediletto, per ovvie ragioni, dai modernisti d’ogni tempo.

    * 29 maggio 1969: Paolo VI approva l'Istruzione Memoriale Domini(19) della S. Congregazione per il Culto divino, nella quale, con patente incoerenza ed illogicità, dopo aver ribadito l'opposizione della Chiesa alla distribuzione della SS. Eucaristia sulla mano, opposizione motivata specialmente dal “pericolo di profanare le specie eucaristiche” anche involontariamente(20), oltre che dalla necessità di conservare “il riverente rispetto dei fedeli verso l'Eucaristia”(21), se ne esce, poche righe dopo, con un'autorizzazione (per le Conferenze episcopali delle nazioni dove la Comunione sulla mano era stata già abusivamente ed illegalmente introdotta) a deliberare con voto segreto sulla sua ammissibilità ... Di fatto, era un chiaro segno ai modernisti della base avanguardista perché proseguissero pure nella demolizione della fede. A chi nutrisse ancora dei dubbi non resta che guardarsi intorno, per constatare come oggi quello che era stato esplicitamente chiamato un gravissimo abuso e un gesto potenzialmente sacrilego sia divenuto, ovviamente ad opera degli ineffabili “Vescovi conciliari”, usanza generale in tutto il mondo cattolico.

    * 15 agosto 1969: Paolo VI approva il nuovo Rito delle Esequie(22) col quale, rompendo anche qui con la Tradizione apostolica, concede il rito delle esequie anche “a coloro che avessero scelto la cremazione del loro cadavere” con la sola condizione che “la loro scelta non risulti dettata da motivazione contraria alla dottrina cristiana”(23).

    La materia era regolata, nel vecchio Codice, dal can.1203 §§ 1 e 2, che privava delle esequie e della sepoltura ecclesiastica – in quanto pubblici peccatori – coloro che avessero deliberatamente scelto la cremazione del loro corpo(24) e condannava i cooperatori alla pena della scomunica e dell'interdetto(25). Fin dai tempi apostolici, infatti, la Chiesa aveva ordinato ai fedeli la pratica dell’ inumazione o sepoltura (tranne casi di necessità come epidemie, guerre, ecc.) come manifestazione della fede cattolica nella risurrezione dei corpi. E proprio per questo motivo la propaganda per la pratica crematoria era stata uno dei cavalli da battaglia usato dalle logge massoniche tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900, nella speranza di corrodere gradualmente la fede del popolo cristiano. Oggi questa propaganda ritorna, sempre più insidiosa e sorretta da argomenti pretestuosi già confutati (esigenze di spazio, di igiene, ecc.), ma questa volta – ed è qui la triste novità – con l'appoggio indiretto della “Gerarchia conciliare”. La spiegazione di questo ennesimo cambiamento ce la fornisce la rivista dei religiosi paolini Vita Pastorale, uno dei tanti periodici pseudocattolici (come, per un pubblico più vasto, Famiglia Cristiana, Jesus ed altri ancora) destinati al riciclaggio conciliare del clero e dei Religiosi: “La Chiesa continua a preferire l'inumazione, ma cancella le sanzioni canoniche avverse. In tal modo il cammino della riconciliazione con la massoneria viene facilitato”(26).

    * 31 marzo 1970: Paolo VI col Motu Proprio Matrimonia mixta(27) non richiede più al coniuge non cattolico la solenne promessa di lasciar battezzare ed educare la prole nella Chiesa Cattolica (come invece sempre previsto: cfr. Codex Iuris Canonici del 1917, can. l061). Il coniuge non cattolico dovrà ora essere semplicemente “informato” degli impegni assunti dalla parte cattolica, senza più alcun impegno da parte propria(28).

    Questa normativa assurda e micidiale passerà poi nel nuovo Codice del 1983 (can.1125).E così oggi, grazie alla «longanime carità ecumenica e pastorale» di Paolo VI e del “clero conciliare”, resta solo da fare il conto di quante anime non hanno potuto ricevere il Battesimo, la vera Fede e la salvezza. Ma resta anche il problema di quanti di questi matrimoni siano effettivamente validi, poiché qui si tratta – non dimentichiamolo – di matrimoni di per sé proibiti per diritto divino a causa del pericolo di perversione spirituale del coniuge cattolico e dei figli. La loro validità è dunque condizionata alla rimozione del pericolo in questione (si deve trattare di un pericolo prossimo, ovviamente), per cui neppure il Vescovo può validamente concedere una dispensa in assenza di questa garanzia. Garanzia che però, come abbiamo visto, le nuove norme ecumenicamente in gran parte non prevedono più.

    * 21 novembre 1970: Paolo VI col Motu Proprio Ingravescentem aetatem(29) interdice ai cardinali ultraottantenni la partecipazione al Conclave per l'elezione del Sommo Pontefice.

    Un provvedimento assolutamente inaudito nella Chiesa, come anche la pressante esortazione alle dimissioni per i Vescovi dopo il 75° anno di età, tramite il Motu proprio Ecclesiae sanctae del 6\8\1966(30). In tal modo, però, Paolo VI poteva eliminare dalle Diocesi, dalla Curia e soprattutto dal futuro Conclave buona parte degli elementi ancora troppo “tradizionali”, che avrebbero ostacolato l'instaurazione della nuova “Chiesa conciliare” nata dal Vaticano II. Nel contempo lo stesso Paolo VI provvedeva a rimpiazzare adeguatamente i posti resisi vacanti con candidati selezionati secondo il nuovo criterio dei Papi “conciliari”: l'adesione o almeno l'acquiescenza all’apertura al mondo e alle novità conciliari. A tale riguardo il cardinale Ratzinger è stato chiarissimo: Nei primi anni dopo il Vaticano II [e in sostanza tuttora -n.d.r.] il candidato all'episcopato sembrava essere un sacerdote che fosse innanzitutto “aperto al mondo”: in ogni caso, questo requisito veniva messo al primo posto» (31).

    Ecco in quali mani era caduto il povero, raggirato “popolo di Dio”.

    […]

    A.M.
    (continua)



    Note
    […]
    4) Oss.Rom. 22\23 marzo 1965.
    5) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 444 – 457.
    6) Ench. Vat., vol. 1°, n.386*.
    7) Il Cooperatore paolino, gennaio 1987.
    8) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 494 – 500.
    9) Denz. 3315-3319.
    10) Oss.Rom. 25 marzo 1966.
    11) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 705-706.
    12) Ench. Vat., vol. 2°, nn. 1368-1406.
    13) Ench. Vat., vol. 2°, n. 1381.
    14)H.Vorglirmer,KarlRahnerverstehen,Herder,Friburg o1985, p.188.
    15)Ench.Vat.,vol.3°,nn.996–1008.
    16) Ench. Vat., vol. 3°, n.1009 e n.2014.
    17) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 1055 – 1065.
    18) Ivi, n.1055.
    19) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 1273 – 1291.
    20) Ivi, n.1278.
    21) Ivi, n.1277.
    22) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 1421- 1447.
    23) Ench. Vat., vol. 3°, n.1437.
    24) Can. 1240, § 1, n.5.
    25) Can. 2339.
    26) Vita Pastorale n.3, 1999, p. 90 ss.
    27) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 2415- 2447.
    28) Ivi, n. 2435.
    29) Ench. Vat., vol. 3°, nn. 2843-2853.
    30) Ench. Vat., vol. 2°, n.771.
    31) J. Ratzinger, Rapporto sulla Fede, a cura di Vittorio Messori, ed. Paoline, p.65 ss.
    32) Cfr. la sua allocuzione del 24 maggio 1976 in Oss. Rom. 24-25 maggio 1976.
    Ma chi è questo A.M?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Ma chi è questo A.M?
    "Non voler sapere chi l'ha detto ma poni mente a ciò che è detto". Questa è la massima, tratta dall'Imitazione di Cristo, che compare all'inizio di ogni numero di sì sì no no, il foglio antimodernista da cui ho riportato la "cronaca" in questione.
    La tua domanda è del tutto naturale, pfjodor, ma davvero non so risponderti. Non so chi sia A.M. Non è un segreto di Stato, è solo, per così dire, lo stile del quindicinale.

  8. #8
    Amore vince la morte
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    Guarda che pongo eccome la mente su ciò che è detto (grazie del saggio consiglio comunque).

    A maggior ragione credo che l'autore dovrebbe anche firmarsi in maniera coraggiosa e limpida piuttosto che chiudersi in un A.M.
    Ne va della sua autorevolezza.


    Saluti

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Il libro di Mons. Negri rappresenta un tentativo (infelice) di conciliare due opposti: il liberalismo e Pio IX. E ciò compie storicizzando le condanne del Sillabo e lo stesso liberalismo
    Grazie delle informazioni. Avevo già un forte sospetto che si trattasse dell'ennesimo tentativo di conciliare l'inconciliabile. Speriamo che i lettori non si facciano ingannare dalla "storicizzazione"...

  10. #10
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    Prego Timoteo
    Insomma, a mio modo di vedere, quei soldi per il tuo regalo di Natale, potevano essere spesi in maniera più utile e per qualcosa per cui valeva la pena spendere, piuttosto che per simile chincaglieria.
    No per Natale ho altre idee un po' più care

    CIAO

 

 
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