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Risultati da 1 a 10 di 26
  1. #1
    lupo della sila
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    Predefinito Stuprano una bimba: assolti

    Australia Il premier Rudd: «Sono orripilato da casi come questo»

    Stuprano una bimba: assolti
    «Sono aborigeni, vanno capiti»


    Per la giudice, la vittima di 10 anni «era d’accordo»


    Sarah Bradley è una giudice australiana che crede nel rispetto della diversità culturale. Di quelle che hanno lavorato per anni per tenere fuori dalle prigioni i criminali aborigeni. Deve essere per questo che, qualche settimana fa, ha lasciato liberi tre uomini e sei ragazzi, rei confessi dello stupro di una bambina di dieci anni: «Dovete capire—ha detto loro bonariamente— che non potete fare sesso con una minorenne. In questo caso ammetto che la ragazza coinvolta probabilmente era consenziente». Dopotutto, è l’assunto della giudice, la violenza sessuale è talmente diffusa nelle aree indigene, dove i neonati contraggono malattie veneree e i bambini mimano l’atto sessuale già all’asilo, che i giovani potrebbero non percepirla come un reato e quindi vanno educati, non puniti.
    Peccato per la vittima, una ragazzina magra con la faccia triste, nata con un lieve ritardo mentale a causa del troppo alcool bevuto da sua madre durante la gravidanza. A lei la vita non ha fatto nessuno sconto. Aveva sette anni quando subì la prima violenza. Per questo era stata allontanata dalla comunità di Aurukun, nel Queensland settentrionale, e data in affidamento a una famiglia non indigena. Poi il ritorno a casa e lo stupro di gruppo: «È sbagliato — aveva decretato il Dipartimento per la sicurezza del bambino — farla allevare da gente bianca, così le rubiamo la sua identità». La triste storia della piccola Kylie (il nome è di fantasia), oggi dodicenne, ha sconvolto l’Australia. Il neo premier laburista Kevin Rudd, eletto qualche settimana fa, ha invocato la tolleranza zero: «Sono orripilato da casi come questo — ha detto —, di violenza sessuale contro donne e bambini».
    Il procuratore generale del Queensland, Kerry Shine, ha promesso un appello immediato contro «una sentenza patetica che non riflette le aspettative di questa comunità ». E la prima ministra dello Stato, Anna Bligh, ha ordinato che siano rivisti tutti i casi di stupro degli ultimi due anni: «Voglio essere sicura—ha detto — che non ci sia un diverso standard di giustizia per le comunità indigene». Il sospetto, piuttosto forte, è che altre violenze sessuali non siano state segnalate dagli assistenti sociali. Nel caso di Kylie un funzionario del Dipartimento per la sicurezza del bambino è stato licenziato per aver nascosto alla polizia che la piccola aveva contratto la gonorrea. Lui si è difeso dicendo che non sapeva che fosse una malattia a trasmissione sessuale. Sei mesi fa un rapporto, commissionato dal Territorio del Nord, aveva evidenziato quanto l’alcolismo e la violenza fossero diffusi in tutte le comunità indigene dello Stato. Ad Alice Spring, per esempio, la prima causa di morte tra le donne è l’omicidio. «È una disgrazia nazionale — aveva sentenziato allora il ministro federale per gli Affari indigeni Mal Brough —. Qualcosa deve cambiare nel Paese». Ma finora è successo poco.

    Certo non è stata più tollerata l’applicazione della tradizione tribale che consentiva all’anziano del villaggio di punire, a modo suo, i crimini commessi all’interno della comunità. Ma le autorità locali non sembrano in grado di gestire la disperazione degli aborigeni, che rappresentano il 2,4% della popolazione australiana. La politica dell’autonomia ha fallito. Quella dell’assimilazione pure. «Una cosa è sicura—dice Boni Robertson, professore di politiche indigene alla Griffith University —. La cultura non può essere usata per dire che nove uomini possono stuprare una bambina di 10 anni. Che tipo di messaggio stiamo dando ai pedofili?». In questi giorni a guidare l’Australia al posto di Rudd, in missione a Bali, c’è per la prima volta una vicepremier: «Nella nostra società —ha detto ieri Julia Gillard — le donne possono fare qualsiasi cosa». Di certo non le aborigene.
    Monica Ricci Sargentini
    11 dicembre 2007

  2. #2
    Fiamma dell'Occidente
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    I soliti imbecilli per cui i diritti umani sono relativi. Niente di nuovo sotto al sole, solamente l'ennesimo ridicolo caso di idiozia giuridica.

    Diritti relativi il cazzo, sono assoluti ovunque e nessuno può uccidere o stuprare "perchè è la sua cultura". Non si può fare e basta e chi può intervenire ha il dovere di farlo, a fucilate, a badilate, con sentenze, con bombe e con pugnali. L'unica forza legittima è quella per difendere se stessi od altri aggrediti nei propri diritti.

    Il cannibale assassino aborigeno o isolano della polinesia va preso dai bianchi cattivi, segregato e punito così che i suoi simili sappiano cosa si può fare e cosa no, e se qualcuno ha qualcosa da ridire la risposta è una sola "noi siamo umani, vi riconosciamo di esserlo, quindi andate PUNITI per cose inumane" punto.
    _
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    Presidente di Progetto Liberale

  3. #3
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    Pari diritti, pari doveri, pari responsabilità, pari punizioni.

    Voglio vedere se i finti benpensanti, i veri razzisti che credono che siamo tutti uguali, sono ora in grado di sostenere questa tesi.

  4. #4
    Blut und Boden
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    Citazione Originariamente Scritto da lupo della sila Visualizza Messaggio
    Australia Il premier Rudd: «Sono orripilato da casi come questo»

    Stuprano una bimba: assolti
    «Sono aborigeni, vanno capiti»


    Per la giudice, la vittima di 10 anni «era d’accordo»


    Sarah Bradley è una giudice australiana che crede nel rispetto della diversità culturale. Di quelle che hanno lavorato per anni per tenere fuori dalle prigioni i criminali aborigeni. Deve essere per questo che, qualche settimana fa, ha lasciato liberi tre uomini e sei ragazzi, rei confessi dello stupro di una bambina di dieci anni: «Dovete capire—ha detto loro bonariamente— che non potete fare sesso con una minorenne. In questo caso ammetto che la ragazza coinvolta probabilmente era consenziente». Dopotutto, è l’assunto della giudice, la violenza sessuale è talmente diffusa nelle aree indigene, dove i neonati contraggono malattie veneree e i bambini mimano l’atto sessuale già all’asilo, che i giovani potrebbero non percepirla come un reato e quindi vanno educati, non puniti.
    Peccato per la vittima, una ragazzina magra con la faccia triste, nata con un lieve ritardo mentale a causa del troppo alcool bevuto da sua madre durante la gravidanza. A lei la vita non ha fatto nessuno sconto. Aveva sette anni quando subì la prima violenza. Per questo era stata allontanata dalla comunità di Aurukun, nel Queensland settentrionale, e data in affidamento a una famiglia non indigena. Poi il ritorno a casa e lo stupro di gruppo: «È sbagliato — aveva decretato il Dipartimento per la sicurezza del bambino — farla allevare da gente bianca, così le rubiamo la sua identità». La triste storia della piccola Kylie (il nome è di fantasia), oggi dodicenne, ha sconvolto l’Australia. Il neo premier laburista Kevin Rudd, eletto qualche settimana fa, ha invocato la tolleranza zero: «Sono orripilato da casi come questo — ha detto —, di violenza sessuale contro donne e bambini».
    Il procuratore generale del Queensland, Kerry Shine, ha promesso un appello immediato contro «una sentenza patetica che non riflette le aspettative di questa comunità ». E la prima ministra dello Stato, Anna Bligh, ha ordinato che siano rivisti tutti i casi di stupro degli ultimi due anni: «Voglio essere sicura—ha detto — che non ci sia un diverso standard di giustizia per le comunità indigene». Il sospetto, piuttosto forte, è che altre violenze sessuali non siano state segnalate dagli assistenti sociali. Nel caso di Kylie un funzionario del Dipartimento per la sicurezza del bambino è stato licenziato per aver nascosto alla polizia che la piccola aveva contratto la gonorrea. Lui si è difeso dicendo che non sapeva che fosse una malattia a trasmissione sessuale. Sei mesi fa un rapporto, commissionato dal Territorio del Nord, aveva evidenziato quanto l’alcolismo e la violenza fossero diffusi in tutte le comunità indigene dello Stato. Ad Alice Spring, per esempio, la prima causa di morte tra le donne è l’omicidio. «È una disgrazia nazionale — aveva sentenziato allora il ministro federale per gli Affari indigeni Mal Brough —. Qualcosa deve cambiare nel Paese». Ma finora è successo poco.

    Certo non è stata più tollerata l’applicazione della tradizione tribale che consentiva all’anziano del villaggio di punire, a modo suo, i crimini commessi all’interno della comunità. Ma le autorità locali non sembrano in grado di gestire la disperazione degli aborigeni, che rappresentano il 2,4% della popolazione australiana. La politica dell’autonomia ha fallito. Quella dell’assimilazione pure. «Una cosa è sicura—dice Boni Robertson, professore di politiche indigene alla Griffith University —. La cultura non può essere usata per dire che nove uomini possono stuprare una bambina di 10 anni. Che tipo di messaggio stiamo dando ai pedofili?». In questi giorni a guidare l’Australia al posto di Rudd, in missione a Bali, c’è per la prima volta una vicepremier: «Nella nostra società —ha detto ieri Julia Gillard — le donne possono fare qualsiasi cosa». Di certo non le aborigene.
    Monica Ricci Sargentini
    11 dicembre 2007
    Se avessero stuprato un magistrato, li avrebbero condannati.

  5. #5
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    è assolutamente scandaloso. Se iniziamo a fare delle discriminazioni sul rispetto della legge basate sulla cultura di provenienza tutti potremmo essere giustificati a fare di tutto.
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

  6. #6
    Amico di Oniria..wooff...
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    che stuprino il giudice....così fanno pari e patta!

    poi non venga a lamentarsi.

  7. #7
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    il rispetto per gli altri parte soprattutto dal rispetto dell'altrui cultura e tradizione ed e' veramente presuntuoso pensare di giudicare la nostra cultura ed il nostro modo di vivere come l'unico giusto e possibile

    nessuno ha stabilito che l'occidente sia depositario della verita'....un giudice veramente intelligente e' strano per il nostro paese questo e' vero rispetto dei diritti umani...la vostra e' solo miopia

    se davvero non vi piace e volete far qualcosa, adoperatevi per far lentamente cambiare le mentalita' differenti, questo lavoro arricchira' ed evolvera' anche voi stessi, invece che, sempre e solo, voler imporre agli altri quello che e' giusto per voi.......per poi magari scrivere dei post critici sul comportamento della chiesa

  8. #8
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    pazzesco, speriamo che giudici italiani non prendano come esempio queste cose, non per stranieri ma sopratutto nella famiglia

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da rostro Visualizza Messaggio
    il rispetto per gli altri parte soprattutto dal rispetto dell'altrui cultura e tradizione ed e' veramente presuntuoso pensare di giudicare la nostra cultura ed il nostro modo di vivere come l'unico giusto e possibile

    nessuno ha stabilito che l'occidente sia depositario della verita'....un giudice veramente intelligente e' strano per il nostro paese questo e' vero rispetto dei diritti umani...la vostra e' solo miopia

    se davvero non vi piace e volete far qualcosa, adoperatevi per far lentamente cambiare le mentalita' differenti, questo lavoro arricchira' ed evolvera' anche voi stessi, invece che, sempre e solo, voler imporre agli altri quello che e' giusto per voi.......per poi magari scrivere dei post critici sul comportamento della chiesa
    Quindi è stata giusta l'assoluzione??

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da rostro Visualizza Messaggio
    il rispetto per gli altri parte soprattutto dal rispetto dell'altrui cultura e tradizione ed e' veramente presuntuoso pensare di giudicare la nostra cultura ed il nostro modo di vivere come l'unico giusto e possibile

    nessuno ha stabilito che l'occidente sia depositario della verita'....un giudice veramente intelligente e' strano per il nostro paese questo e' vero rispetto dei diritti umani...la vostra e' solo miopia

    se davvero non vi piace e volete far qualcosa, adoperatevi per far lentamente cambiare le mentalita' differenti, questo lavoro arricchira' ed evolvera' anche voi stessi, invece che, sempre e solo, voler imporre agli altri quello che e' giusto per voi.......per poi magari scrivere dei post critici sul comportamento della chiesa
    Va bene , allora io dichiaro di appartenere alla cultura Nazista Suprematista Hitleriana , quindi tradizione Europea , d'ora in avanti andrò in giro a impiccare i nergi e gli zingari e nessuno , nemmeno la legge , si deve permettere di fermarmi perchè questa è la mia cultura.
    siamo tutti d'accordo?

    ---

 

 
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