Lo scientismo esiste e non ha a che fare con la scienza, su questo ultimo punto sono d'accordo, anche se molti scienziati (veri, seri) pensano in maniera scientistica e si sentono a ciò autorizzati dal fatto di essere appunto degli scienziati.
Come ha detto un premio nobel per la fisica a suo tempo: "l'opinione sull'esistenza o meno di Dio di un fisico nucleare, quella di un biologo e quella di un macellaio hanno la stessa probabilità di essere vere o false". Infatti l'indagare sull'esistenza di Dio e anche sul suo ruolo nella creazione non ha alcun rilievo per la scienza. Uno scienziato in quanto tale non sa quindi nulla in (di) più su Dio di un macellaio. Può saperne molto di più come uomo, ma non in quanto scienziato. E non perchè il problema di Dio (come tanti altri problemi fondamentali dell'umano sapere, che non appartengono al campo delle scienze naturali, ossia alla sua competenza) non esistano o non possano essere affrontati.
Taluni scienziati però, ad esempio, pensano che la scienza naturale moderna abbia reso impossibile o quantomeno altamente improbabile ritenere che l'affermazione "Dio esiste" non solo sia vera, ma abbia senso porsi il problema stesso. Addirittura si dichiara inamissibile l'affermazione più forte; "Dio esiste e ha a che fare con noi". Questa deformazione ideologica (in senso marxiano = leggi mistificazione o se preferisci sofisma) che prende a pretesto la scienza e assolutizza la conoscenza scientifica come unica conoscenza e sapere con un qualche valore (dimenticando a volte anche i limiti della conoscenza umana anche su questo fronte, che pur l'epistemologia ben conosce), è un fenomeno che esiste e che ha a che fare con determinate correnti di pensiero, o no? Cosi come quello del pensare che la scienza sia di fatto tendenzialmente onnipotente, e che attraverso scienza e tecnologia l'uomo sia diventato uguale ad un Dio, essendosi nutrito dell'albero della conoscenza del bene e del male......eccetera, eccetera.
Shalom




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