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  1. #1
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    Predefinito Come si vive in Sicilia

    ho voglia di sfogarmi stasera e mi voglio sfogare parlando di come la politica dell'impunità e dell'illegalità abbia causato dei danni enormi. l'illegalità e l'impunità ormai sono talmente radicate nel luogo in cui vivo, dafarmi pensare che il danno sia irreparabile.

    il luogo in cui vivo, la mia famiglia, le persone che ho frequentato, i fatti che mi sono stati raccontati da tv e giornali, hanno influenzato e influenzano il mio modo di vedere la politica.

    ho 25 anni, sono siciliano, abito a catania. mio nonno era un esponente della DC siciliana, non era un politicante era un ideologo democristiano, amico di paolo VI, aveva una immensa cultura umanistica e un odio viscerale nei confronti del comunismo. i miei genitori sono entrambi molto cattolici, io da piccolo facevo il chierichetto, passavo più tempo in chiesa che a casa.

    ed è frequentando la chiesa che ho iniziato a conoscere i primi delinquenti. un mio caro amico d'infanzia ha per padre un delinquente, un estortore e usuraio, più volte finito in carcere e che ha messo nei guai anche sua moglie... andavo spesso a casa di questo mio amichetto, i miei genitori erano tranquilli, in fondo stavo andando a casa di una signora che faceva catechismo in chiesa, non sapevano che andando in quella casa, andavo anche a casa di un estortore e usuraio legato a una famiglia mafiosa, no, non è un bel posto dove mandare un ragazzino, anche perchè avevo le idee confuse, com'era possibile che una famiglia con una moglie casalinga e un padre che vendeva borse a 3.000 lire alla fiera, avesse una casa così lussuosa, bmw e fuoristrada...

    alle scuole medie il mio compagno di banco era il figlio di un mafioso, suo zio era mafioso, suo padre era mafioso, crescendo credo che anche lui sia diventato mafioso. a differenza dei genitori dell'altro mio amico, era risaputo che la famiglia di questo ragazzino fosse mafiosa, e quando lui organizzava le sue belle feste di compleanno nella sua bella villa con piscina, molti genitori non mandavano i loro figli a casa di questi mafiosi, ovviamente anche i miei genitori mi vietavano di andare. quando lui mi chiedeva il perchè non fossi venuto, io inventavo scuse, ma lui, che scemo non era, un giorno mi disse: "io lo so che non venite perchè mio padre e mio zio sono mafiosi, ma a me la mafia fa schifo! che colpa ho io se loro sono mafiosi?".

    una volta alle superiori ovviamente lo persi di vista, non avendolo mai frequentato fuori dalla scuola, ma mi capitava di vederlo spesso coinvolto in risse assieme ad altri figli di noti mafiosi ergastolani catanesi, un sabato sera in una delle piazze più frequentate di catania, lo vidi anche portare via dalla polizia. poi buio assoluto, non lo vidi più, ma un giorno accendo la tv e lo trovo sullo schermo...

    le scuole superiori sono una giungla, c'è di tutto. ho conosciuto gente di ogni tipo. la mia scuola riceveva spesso visite dalle forze dell'ordine, per via di risse finite con feriti da trasportare in ospedale, furti di motorini e soffiate che segnalavano la presenza di spacciatori all'interno della scuola. devo dire che della scuola, nonostante l'ambiente che ho appena descritto non sia dei più edificanti, ho ricordi bellissimi, ma voglio focalizzare le mie attenzioni sul fenomeno mafioso o comunque sul fenomeno della realtà di illegalità diffusa in cui sono cresciuto io e in cui sono cresciuti e stanno crescendo altri miei concittadini.

    avevo un buon professore di filosofia, era l'unico prof che rompeva una sorta di tabù: non si limitava a parlare di mafia, ma ci faceva parlare di mafia, voleva sentire cosa avevamo da dire noi sulla mafia. ora, penserete voi, in un liceo scientifico dei ragazzi 18enni siciliani parleranno di mafia come di un fenomeno da debbellare. beh, vi sbagliate di grosso.

    arrestano un noto imprenditore catanese legato alla mafia, ne parliamo in classe e saltano fuori alcune persone, i cui genitori erano lavoratori dipendenti di questo tizio, che dicono: "è un benefattore, dava lavoro a tanta gente, se questa è la mafia, la mafia mi va bene". un mio compagno di classe, figlio di un mafioso, un giorno si è rotto le palle dei discorsi antimafiosi del mio prof e ha detto che non era giusto parlare solo male della mafia, in fondo la mafia fa tante cose buone per la sicilia, incredibilmente un altro mio compagno di classe, figlio di un carabiniere, gli dava ragione su tutta la linea (oggi, dopo aver cercato di seguire la carriera del padre, è stato buttato fuori dall'arma per non so quale motivo ed è andato a lavorare proprio per il suo vecchio amico che spesso vedo in giro con la sua porsche, ah, lui e suo padre lavorano alla fiera).

    arrestano per concorso esterno alla mafia il padre di una mia compagna di classe, lo rilasciano poco dopo, assessore comunale in un paesino etneo, imprenditore molto ricco, ne parlo con un mio amico e salta fuori che considera quell'uomo un esempio da seguire, perchè "si è fatto i soldi, è normale che la mafia lo abbia aiutato", anche lui sogna di "farsi i soldi" ed è disposto a "farsi aiutare dalla mafia" pur di farli, quell'uomo per lui è un mito. oggi quel ragazzo è fidanzato con la figlia del suo mito, il suo mito lo ha preso in simpatia e gli lascia guidare i suoi macchinoni.

    alla cugina di una mia ex ragazza hanno ucciso il padre quando era piccola, era un mafioso che aveva rotto il cazzo ad altri mafiosi. al fidanzato di una mia ex compagna di classe gli hanno dato non so quanti anni, forse l'ergastolo, per associazione mafiosa, rapina, omicidio.

    io credo sia quasi un miracolo che io sia cresciuto con certi ideali che mi portano a urlare che la mafia fa schifo.

    ma lo stato dov'è? che fa? cos'è? da che parte sta?

  2. #2
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    Da siciliano hai tutto il mio sostegno.
    Purtroppo da qualche anno anch'io inizio a pensare che non c'è nulla da fare oltre che far valigie: la mafia resta "lo stato" vero del sud e siciliano. Purtroppo con i politici che ci ritroviamo oggi, chi per colpa (il csx) chi per collusione (basti guardare i personaggi anche di primo piano di Forza Italia), sono a patti con la mafia... Ma non ti credere: la mafia ha tantissima economia anche e soprattutto nel ricco nord, dove va a fare soldi!!! Poco tempo fa sentivo un "esperto di mafia" ad annozero che mi ha fatto venire per l'ennessima volta voglia di cambiare paese, e fatto riflettere su quanti legami e "appoggi" ha al nord. Ci vorrebbe una rivoluzione... che non accadrà mai se non toccheremo il fondo fino a raschiarlo... perché con i compromessi il marcio ormai è a tutti i livelli! E non è con le mezze misure che si può debellare un cancro così esteso e profondo.

    E intanto i finti politicanti di destra, Fini ad es ieri a Ballarò, parlavano di risolvere il problema della produttività del paese aumentando gli incentivi allo straordinario!!!
    La gente si ammazza (letteralmente) 12 ore al giorno pur di pagare le tasse, mandare a scuola i figli e mandare avanti le famiglie... e lui parla di spemere ancora le pietre come limoni!!! Perché invece non se la prende con la corruzzione e l'illegalità che da sola risolverebbe il 70% dei problemi del nostro paese?! Perché non propone 20 anni di carcere a chi questo paese lo ROVINA!? No... loro sono la destra che PUNISCE SEVERAMENTE E DURAMENTE il ragazzo che si fuma lo spinello, mentre va a patti con i mafiosi di forza italia&co che si fumano il paese!!!

  3. #3
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    ora, siccome non ho sonno e non ho un cazzo da fare vi racconto di come si svolgono le campagne elettorali in sicilia, i dietro le quinte...

    inizierei con un vecchio ricordo: alle scuole medie avevo un prof di religione che aveva deciso di candidarsi alle elezioni comunali per il nuovo partito fondato da berlusconi, il partito che prometteva il miracolo italiano. io ero un bambino, come tutti i bambini di politica ne capivo molto poco, ne capivo ancora meno perchè erano gli anni a cavallo tra la fine della prima e l'inizio della seconda repubblica, scomparivano vecchi partiti e ne nascevano di nuovi. questo geniale prof per vincere le elezioni decide di usare le sue ore di religione per farsi propaganda. quindi un giorno ebbe la brillante idea di dire: "ragazzi, prendete carta e penna, che devo scrivere ai vostri genitori", ci dettò una bella lettera in cui diceva che "scendava in campo" e chiedeva il voto di mamma e babbo... successe un casino, perchè dettò quella lettera in tutte le classi, molti genitori candidati in altri partiti non la presero benissimo... chissà perchè. il preside lo strigliò per bene, ma alla fine la sua strategia pagò: fu eletto.

    passo a fatti più recenti: le elezioni all'università. sono state sconvolgenti, capirne il meccanismo mette i brividi. uno squallore assurdo.
    un mio caro amico decide di fare politica attiva all'università, spinto da un suo amico, entra in forza italia. ora, c'è da dire che i gruppi di forza italia all'interno dell'università di catania, sono parecchi, i grossi esponenti di forza italia catanese, cercano (chi più chi meno) di curare la politica fin dal livello universitario e fondano uno o più gruppi che fanno riferimento a loro.
    il mio amico entrò nel gruppo del figlio dell'onorevole latteri (oggi alla margherita, ma a quel tempo senatore di forza italia e rettore dell'università).
    le varie elezioni a livello universitario erano serratissime, si combettavano accanitamente e si decidevano... in discoteca!
    in pratica tutte le serate nelle discoteche catanesi che sono frequentate da universitari, sono gestite da gruppi politici. gestire una serata vuol dire far entrare gratis chi vuoi, far bere gratis chi vuoi, farti per amico chi vuoi tu.
    i voti si comprano con le consumazioni e gli ingressi gratis... fai divertire i tuoi colleghi di università la sera, non fargli uscire soldi e sarà impossibile che non ti votino alle elezioni se chiedi il loro voto.

    una volta eletto, se giochi bene le tue carte, puoi far riempire il tuo libretto universitario in poco tempo.
    molti prof dell'università di catania sono politicamente molto attivi, se tu stai dalla parte giusta durante certe votazioni nei consigli di facoltà, o meglio ancora, se sei stato eletto con molti voti e hai attirato le attenzione dell'onorevole a capo della tua segreteria politica, durante le sessioni d'esami, in certe materie, anche se non hai aperto libro un bel 18 non te lo toglie nessuno...
    oltre agli ovvi vantaggi che si possono ottenere in ambito accademico, ci sono i vantaggi politici. fin da giovanissimo puoi ottenere candidature nel partito e hai l'appoggio del tuo gruppo politico universitario. i gruppi più grossi potenzialmente possono spostare migliaia di voti.

    elezioni comunali. riguardo le elezioni comunali, distinguerei tra le elezioni nella città di catania e le elezioni nei piccoli comuni etnei, confinanti con catania, che ormai sono un tutt'uno con la città.

    delle ultime elezioni a catania ne abbiamo parlato tantissimo, i media ne hanno parlato e in questo forum ci sono parecchie discussione, ormai datate, a riguardo. irregolarità vere o presunte, voci che parlano di voti comprati con lavastoviglie e cellulari, indagini per voto di scambio che riguardano sindaco e assessori...

    ma più che di queste cose, io vorrei parlare dei "movimenti e degli accordi politici in vista delle elezioni".
    per capire quanto faccia schifo la politica siciliana (lasciando perdere anche le infiltrazioni mafiose), basta pensare a cos'è successo a catania in questi ultimi anni.
    latteri, uno dei pezzi grossi di forza italia, inizia a pensare a cosa può fare una volta scaduto il suo mandato come rettore, decide che gli piacerebbe fare l'eurodeputato. ma l'onorevole firrarello, che in forza italia conta molto più di latteri, decide che latteri non andrà a fare l'eurodeputato, ma forza italia avrà come candidato unico il genero di firrarello, castiglione.
    latteri s'incazza e va via da forza italia, tutti lo vogliono, sembra vicinissimo all'udc (ma per le europee sarebbe chiuso da cuffaro e lombardo, nessuno sa se cuffaro vuole rinunciare o meno al posto da eurodeputato che gli garantirebbe l'immunità), ma c'è enzo bianco che aspira a tornare sindaco e i voti di latteri gli farebbero comodo, gli dice che un posto nel listone dell'ulivo per lui c'è, ma deve stare attento alla concorrenza. latteri si sente forte, invincibile, effettivamente ha un bordello di voti, pensano tutti che sarà lui a spuntarla nel listone dell'ulivo... invece viene trombato, una valanga di voti buttati.

    nel frattempo c'è raffaele lombardo, che nell'udc fa quello che cazzo gli pare, decide chi devono essere i candidati da portare avanti e quali quelli da trombare, decide a chi devono andare le poltrone a disposizione... un po' di gente inizia a incazzarsi. i vertici dell'udc decidono di tenere sott'occhio lombardo, fargli capire che non può fare il cazzo che gli pare. lui li manda a fanculo e fonda l'mpa. ora non deve rendere conto a nessuno di quello che fa, può allearsi con chi vuole o andare da solo, si offre al miglior offerente e vince le elezioni a catania, soffia assessorati a forza italia e an, facendo incazzare con i rispettivi partiti parecchia gente che pretende una poltrona. offre agli scontenti di entrare nel suo partito e l'mpa nella sicilia orientale oggi è un colosso.

  4. #4
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    Da tuo compaesano ti capisco perfettamente e lo scoramento è alto per tutti ma bisogna resistere resistere resistere, andandocene accettiamo la sconfitta, qualcuno una volta ha detto "boia chi molla", cordialmente.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    ho voglia di sfogarmi stasera e mi voglio sfogare parlando di come la politica dell'impunità e dell'illegalità abbia causato dei danni enormi. l'illegalità e l'impunità ormai sono talmente radicate nel luogo in cui vivo, dafarmi pensare che il danno sia irreparabile.

    il luogo in cui vivo, la mia famiglia, le persone che ho frequentato, i fatti che mi sono stati raccontati da tv e giornali, hanno influenzato e influenzano il mio modo di vedere la politica.

    ho 25 anni, sono siciliano, abito a catania. mio nonno era un esponente della DC siciliana, non era un politicante era un ideologo democristiano, amico di paolo VI, aveva una immensa cultura umanistica e un odio viscerale nei confronti del comunismo. i miei genitori sono entrambi molto cattolici, io da piccolo facevo il chierichetto, passavo più tempo in chiesa che a casa.

    ed è frequentando la chiesa che ho iniziato a conoscere i primi delinquenti. un mio caro amico d'infanzia ha per padre un delinquente, un estortore e usuraio, più volte finito in carcere e che ha messo nei guai anche sua moglie... andavo spesso a casa di questo mio amichetto, i miei genitori erano tranquilli, in fondo stavo andando a casa di una signora che faceva catechismo in chiesa, non sapevano che andando in quella casa, andavo anche a casa di un estortore e usuraio legato a una famiglia mafiosa, no, non è un bel posto dove mandare un ragazzino, anche perchè avevo le idee confuse, com'era possibile che una famiglia con una moglie casalinga e un padre che vendeva borse a 3.000 lire alla fiera, avesse una casa così lussuosa, bmw e fuoristrada...

    alle scuole medie il mio compagno di banco era il figlio di un mafioso, suo zio era mafioso, suo padre era mafioso, crescendo credo che anche lui sia diventato mafioso. a differenza dei genitori dell'altro mio amico, era risaputo che la famiglia di questo ragazzino fosse mafiosa, e quando lui organizzava le sue belle feste di compleanno nella sua bella villa con piscina, molti genitori non mandavano i loro figli a casa di questi mafiosi, ovviamente anche i miei genitori mi vietavano di andare. quando lui mi chiedeva il perchè non fossi venuto, io inventavo scuse, ma lui, che scemo non era, un giorno mi disse: "io lo so che non venite perchè mio padre e mio zio sono mafiosi, ma a me la mafia fa schifo! che colpa ho io se loro sono mafiosi?".

    una volta alle superiori ovviamente lo persi di vista, non avendolo mai frequentato fuori dalla scuola, ma mi capitava di vederlo spesso coinvolto in risse assieme ad altri figli di noti mafiosi ergastolani catanesi, un sabato sera in una delle piazze più frequentate di catania, lo vidi anche portare via dalla polizia. poi buio assoluto, non lo vidi più, ma un giorno accendo la tv e lo trovo sullo schermo...

    le scuole superiori sono una giungla, c'è di tutto. ho conosciuto gente di ogni tipo. la mia scuola riceveva spesso visite dalle forze dell'ordine, per via di risse finite con feriti da trasportare in ospedale, furti di motorini e soffiate che segnalavano la presenza di spacciatori all'interno della scuola. devo dire che della scuola, nonostante l'ambiente che ho appena descritto non sia dei più edificanti, ho ricordi bellissimi, ma voglio focalizzare le mie attenzioni sul fenomeno mafioso o comunque sul fenomeno della realtà di illegalità diffusa in cui sono cresciuto io e in cui sono cresciuti e stanno crescendo altri miei concittadini.

    avevo un buon professore di filosofia, era l'unico prof che rompeva una sorta di tabù: non si limitava a parlare di mafia, ma ci faceva parlare di mafia, voleva sentire cosa avevamo da dire noi sulla mafia. ora, penserete voi, in un liceo scientifico dei ragazzi 18enni siciliani parleranno di mafia come di un fenomeno da debbellare. beh, vi sbagliate di grosso.

    arrestano un noto imprenditore catanese legato alla mafia, ne parliamo in classe e saltano fuori alcune persone, i cui genitori erano lavoratori dipendenti di questo tizio, che dicono: "è un benefattore, dava lavoro a tanta gente, se questa è la mafia, la mafia mi va bene". un mio compagno di classe, figlio di un mafioso, un giorno si è rotto le palle dei discorsi antimafiosi del mio prof e ha detto che non era giusto parlare solo male della mafia, in fondo la mafia fa tante cose buone per la sicilia, incredibilmente un altro mio compagno di classe, figlio di un carabiniere, gli dava ragione su tutta la linea (oggi, dopo aver cercato di seguire la carriera del padre, è stato buttato fuori dall'arma per non so quale motivo ed è andato a lavorare proprio per il suo vecchio amico che spesso vedo in giro con la sua porsche, ah, lui e suo padre lavorano alla fiera).

    arrestano per concorso esterno alla mafia il padre di una mia compagna di classe, lo rilasciano poco dopo, assessore comunale in un paesino etneo, imprenditore molto ricco, ne parlo con un mio amico e salta fuori che considera quell'uomo un esempio da seguire, perchè "si è fatto i soldi, è normale che la mafia lo abbia aiutato", anche lui sogna di "farsi i soldi" ed è disposto a "farsi aiutare dalla mafia" pur di farli, quell'uomo per lui è un mito. oggi quel ragazzo è fidanzato con la figlia del suo mito, il suo mito lo ha preso in simpatia e gli lascia guidare i suoi macchinoni.

    alla cugina di una mia ex ragazza hanno ucciso il padre quando era piccola, era un mafioso che aveva rotto il cazzo ad altri mafiosi. al fidanzato di una mia ex compagna di classe gli hanno dato non so quanti anni, forse l'ergastolo, per associazione mafiosa, rapina, omicidio.

    io credo sia quasi un miracolo che io sia cresciuto con certi ideali che mi portano a urlare che la mafia fa schifo.

    ma lo stato dov'è? che fa? cos'è? da che parte sta?
    lo stato fa l'indulto, lo stato abolisce l'ergastolo, lo stato è mastella alla giustizia..... è chiaro, no?

  6. #6
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    ho voglia di sfogarmi stasera e mi voglio sfogare parlando di come la politica dell'impunità e dell'illegalità abbia causato dei danni enormi. l'illegalità e l'impunità ormai sono talmente radicate nel luogo in cui vivo, dafarmi pensare che il danno sia irreparabile.

    il luogo in cui vivo, la mia famiglia, le persone che ho frequentato, i fatti che mi sono stati raccontati da tv e giornali, hanno influenzato e influenzano il mio modo di vedere la politica.

    ho 25 anni, sono siciliano, abito a catania. mio nonno era un esponente della DC siciliana, non era un politicante era un ideologo democristiano, amico di paolo VI, aveva una immensa cultura umanistica e un odio viscerale nei confronti del comunismo. i miei genitori sono entrambi molto cattolici, io da piccolo facevo il chierichetto, passavo più tempo in chiesa che a casa.

    ed è frequentando la chiesa che ho iniziato a conoscere i primi delinquenti. un mio caro amico d'infanzia ha per padre un delinquente, un estortore e usuraio, più volte finito in carcere e che ha messo nei guai anche sua moglie... andavo spesso a casa di questo mio amichetto, i miei genitori erano tranquilli, in fondo stavo andando a casa di una signora che faceva catechismo in chiesa, non sapevano che andando in quella casa, andavo anche a casa di un estortore e usuraio legato a una famiglia mafiosa, no, non è un bel posto dove mandare un ragazzino, anche perchè avevo le idee confuse, com'era possibile che una famiglia con una moglie casalinga e un padre che vendeva borse a 3.000 lire alla fiera, avesse una casa così lussuosa, bmw e fuoristrada...

    alle scuole medie il mio compagno di banco era il figlio di un mafioso, suo zio era mafioso, suo padre era mafioso, crescendo credo che anche lui sia diventato mafioso. a differenza dei genitori dell'altro mio amico, era risaputo che la famiglia di questo ragazzino fosse mafiosa, e quando lui organizzava le sue belle feste di compleanno nella sua bella villa con piscina, molti genitori non mandavano i loro figli a casa di questi mafiosi, ovviamente anche i miei genitori mi vietavano di andare. quando lui mi chiedeva il perchè non fossi venuto, io inventavo scuse, ma lui, che scemo non era, un giorno mi disse: "io lo so che non venite perchè mio padre e mio zio sono mafiosi, ma a me la mafia fa schifo! che colpa ho io se loro sono mafiosi?".

    una volta alle superiori ovviamente lo persi di vista, non avendolo mai frequentato fuori dalla scuola, ma mi capitava di vederlo spesso coinvolto in risse assieme ad altri figli di noti mafiosi ergastolani catanesi, un sabato sera in una delle piazze più frequentate di catania, lo vidi anche portare via dalla polizia. poi buio assoluto, non lo vidi più, ma un giorno accendo la tv e lo trovo sullo schermo...

    le scuole superiori sono una giungla, c'è di tutto. ho conosciuto gente di ogni tipo. la mia scuola riceveva spesso visite dalle forze dell'ordine, per via di risse finite con feriti da trasportare in ospedale, furti di motorini e soffiate che segnalavano la presenza di spacciatori all'interno della scuola. devo dire che della scuola, nonostante l'ambiente che ho appena descritto non sia dei più edificanti, ho ricordi bellissimi, ma voglio focalizzare le mie attenzioni sul fenomeno mafioso o comunque sul fenomeno della realtà di illegalità diffusa in cui sono cresciuto io e in cui sono cresciuti e stanno crescendo altri miei concittadini.

    avevo un buon professore di filosofia, era l'unico prof che rompeva una sorta di tabù: non si limitava a parlare di mafia, ma ci faceva parlare di mafia, voleva sentire cosa avevamo da dire noi sulla mafia. ora, penserete voi, in un liceo scientifico dei ragazzi 18enni siciliani parleranno di mafia come di un fenomeno da debbellare. beh, vi sbagliate di grosso.

    arrestano un noto imprenditore catanese legato alla mafia, ne parliamo in classe e saltano fuori alcune persone, i cui genitori erano lavoratori dipendenti di questo tizio, che dicono: "è un benefattore, dava lavoro a tanta gente, se questa è la mafia, la mafia mi va bene". un mio compagno di classe, figlio di un mafioso, un giorno si è rotto le palle dei discorsi antimafiosi del mio prof e ha detto che non era giusto parlare solo male della mafia, in fondo la mafia fa tante cose buone per la sicilia, incredibilmente un altro mio compagno di classe, figlio di un carabiniere, gli dava ragione su tutta la linea (oggi, dopo aver cercato di seguire la carriera del padre, è stato buttato fuori dall'arma per non so quale motivo ed è andato a lavorare proprio per il suo vecchio amico che spesso vedo in giro con la sua porsche, ah, lui e suo padre lavorano alla fiera).

    arrestano per concorso esterno alla mafia il padre di una mia compagna di classe, lo rilasciano poco dopo, assessore comunale in un paesino etneo, imprenditore molto ricco, ne parlo con un mio amico e salta fuori che considera quell'uomo un esempio da seguire, perchè "si è fatto i soldi, è normale che la mafia lo abbia aiutato", anche lui sogna di "farsi i soldi" ed è disposto a "farsi aiutare dalla mafia" pur di farli, quell'uomo per lui è un mito. oggi quel ragazzo è fidanzato con la figlia del suo mito, il suo mito lo ha preso in simpatia e gli lascia guidare i suoi macchinoni.

    alla cugina di una mia ex ragazza hanno ucciso il padre quando era piccola, era un mafioso che aveva rotto il cazzo ad altri mafiosi. al fidanzato di una mia ex compagna di classe gli hanno dato non so quanti anni, forse l'ergastolo, per associazione mafiosa, rapina, omicidio.

    io credo sia quasi un miracolo che io sia cresciuto con certi ideali che mi portano a urlare che la mafia fa schifo.

    ma lo stato dov'è? che fa? cos'è? da che parte sta?
    Voi quindi pensate che al nord si stia meglio? Forse in Trentino o in Val D'Aosta ma vi assicuro che se dovessi scegliere tra Milano o la Sicilia, sceglierei la Sicilia senza pensarci un microsecondo (con tutti i suoi problemi, che ovviamente non nego).
    Ibrahim

  7. #7
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    quoto il tuo secondo intervento sulle elezioni universitarie...a palermo è la stessa identita cosa

    non il primo, fortunatamente non ho mai avuto alcun tipo di rapporti , anche indiretti con la mafia

  8. #8
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    Il Tuo primo intervento è molto bello e sincero...
    Nonostante ho idee completamente diverse dalle tue politicamente, da Catanese non posso che stringerti la mano,sei un ragazzo sano e con sani principi.
    Onore a te e alla tua famiglia che cosi' bene ti ha educato.
    Inoltre penso che tu sia mia coetaneo quindi non posso che confermare tutto il tuo secondo intervento,molto riasuntivo qualche volta a senso unico ma che somiglia molto alla questione "Catanese"

  9. #9
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    Curiosità...Ma che scuole hai fatto?
    Medie? Superiori?

  10. #10
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    Predefinito Hai mai tentato una diagnosi?

    Osservare e constatare è normale. Alcuni ambienti, troppi ambienti siciliani sono degradati o corrotti. L'Italia non sta meglio ma i problemi sono altri. Però forse non è bene limitarsi ad essere scandalizzati, o - peggio - a fuggire. Dopo che sarai fuggito ti renderai conto di avere sbagliato, anzi capirai fino in fondo che cosa vuol dire essere siciliano o come si sarebbe potuto o dovuto essere Siciliano in Sicilia. Quando sarai fuggito sarai un uomo senza patria e senza radici, anche in Italia, anzi proprio in Italia, dove tutti ti riconosceranno come italiano, ma tu sentirai dentro di te un'identità diversa. E che compatrioti potrebbero essere quelli che non capiscono che cosa hai lasciato? Che non capiscono le tue battute e il tuo vissuto più profondo? Che cosa hai lasciato se non UN ALTRO paese, un paese negato, di cui si nega persino l'esistenza pur di farlo morire a poco a poco.
    Ma andiamo avanti. Anzi andiamo indietro, con la memoria, tua e dei tuoi, fino alla memoria storica. Che cosa ha fatto diventare così Catania, e la Sicilia più o meno tutta? Te lo sei mai chiesto?
    Io ti do la mia risposta, quella che ho maturato in tanti anni di studio e di amore per la mia terra, che considero una delle più belle al mondo. E ti invito a studiarla anche tu. La mia risposta è che questa è la Catania italiana, non c'è altro posto ed altro ruolo per Catania nell'Italia, se non quella di città deviata. Dovresti fischiare la nazionale quando gioca e la Ferrari. E lì che nascono le nostre miserie. Ma i tuoi concittadini non lo sanno. La colonizzazione ha portato al degrado morale e culturale, all'ignoranza di essere Siculi e Sicelioti e non italiani e quindi anche all'abiezione morale di considerare giusto ogni mezzo per la sopravvivenza, anche quello delinquenziale.
    L'impegno antimafia del tuo prof genera impermeabilità finché viene visto come qualcosa "contro" la Sicilia, come se la Sicilia dovesse vergognarsi di essere mafiosa e redimersi.
    Ma se il prof avesse spiegato che l'Italia ha messo i delinquenti al potere nel 1860, e che i loro successori sono ancora là col beneplacito dei potentati romani e milanesi, se il prof avesse spiegato che i mafiosi sono i cani da guardia della dominazione italiana della Sicilia, la mafia di colpo avrebbe perso quel perverso fascino che esercita sui soggetti più deboli della società siciliana e sarebbe di colpo vista per ciò che è: un pugno di traditori della patria siciliana. Traditori = Uomini senza un briciolo d'onore.

 

 
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