



Ecco gli interventi del cavolo che speravo di poter evitare.
Non è una vittima dell'economia di mercato (che tende alla piena occupazione) e non è tout court una "vittima". Non le è stato fatto del male, semplicemente si è smesso di offrirle uno stipendio, come se un tuo amico smettesse di offrirti il caffè. Mica è dovuto che si offrano soldi, lei d'altronde non è più costretta ad offrire prestazioni in cambio di essi. Il rapporto di lavoro è bilaterale, non è un bene nè un male. Che magari rimanga disoccupata è una condizione indesiderabile ma non è quella di una "vittima".
I trenta milioni morti di fame per la nazionalizzazione della terra nei paesi ad economia non di mercato, quelli sono vittime. Ma non ci fai troppo caso, vero Frank?![]()
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale






no, ronnie, mi dispiace ma è ingiusto da parte tua accusarmi di indifferenza per la sorte di milioni di persone che hanno sofferto per le economie basate su teorie di socialismo reale insinuando che io sostenga tali sistemi e dottrine economiche, non è così.
Volevo semplicemente intendere che la signora è vittima incolpevole di un sistema economico che la estromessa dal mondo del lavoro per esigenze di mercato e non per una sua colpa, in questo senso è una vittima, è stata insomma "stritolata" dalle fredde logiche e meccaniche del mercato, che non faranno una piega dal punto di vista teorico, ma nella realtà hanno recato un danno economico oltre che psicologico e sociale ad una povera famiglia.


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Delirante discorso da sacerdote dell'economia di mercato, che prende i discorsi 'matematici' applicati a dei fatti umani come una verità religiosa cui mai opporsi e la chiama 'economia'.
Comunque la conclusione del discorso a parte i banali incoraggiamenti di circostanza è che è bello e giusto che la moglie di Alex magari muoia di fame, perché veder morire di fame un debole al lato della strada vuol dire che il mercato è nella sua selezione naturale ferreo, perfettamente funzionante e uccide i deboli. Quindi crea un'economia sempre più forte e vincente.
Finché poi la forza più grande sul mercato non finirà per schiacciare tutte le altre e si troverà a sua volta priva di basi. Allora si chiamerà 'recessione' i poveri perderanno casa e lavoro e gli si dirà 'che volete farci, sono i cicli normali dell'economia, è bene che voi moriate di fame, vuol dire che presto la curva risalirà'.
Comunque posso rigirarti anche il discorso economico:
mettiamoci nei panni del figlio della signora lincenziata, che ha assistito al funzionamento del mercato e che in futuro dovrà collocare sul mercato il suo capitale (capitale finanziario o capitale umano che sia non importa, chiamiamolo K). Come andrà ad investire il suo K?
Beh... dato che il rischio è alto e che gli ammortizzatori sociali non esistono lo investirà nel modo più sicuro esistente. Come l'economia ci insegna quella di scegliere un'azienda con i bilanci sani è una cazzata da illuso: sappiamo come la flessibilità economica lasci spazio alle manipolazioni sul bilancio e gli avveduti dipendenti Enron e Parmalat possono spiegarci qualcosa in merito.
Quindi la nuova generazione come sceglierà di investire K?
Beh... se ha un K = capitale umano alto sceglierà la professione più sicura anche se meno remunerativa. Quindi diciamo che avremo un ingegnere super-professionalizzato con il massimo dei voti che avvedutamente deciderà di fare il vigile urbano pur di avere un intoccabile contratto pubblico (sai, dopo aver visto mamma e papà troncati sotto natale e senza soldi col cavolo che abbocco alla piccola società rampante che mi promette scintille ma non si sa dove va a parare...).
E se K = denaro? Beh, lo investirò in BOT e nel mattone.
Solo un idiota metterebbe i suoi soldi a rischio in un'impresa sapendo che se fallisci finiresti, da dipendente nelle mani di squali che ti licenziano sotto natale e da disoccupato alla stazione tra i barboni. Quindi se uno ha 2 milioni di euro la prospettiva di guadagnarne probabilmente 20 non gli farà rischiare una fine simile...
Quindi l'incertezza determina le scelte.
E spiegami tu: come va a finire l'economia di un paese che per 10 anni ha applicato l'ultra-liberismo, e poi si è chiusa su investimenti di rendita senza alimentare né i mercati finanziari né l'investimento industriale, e dove il capitale umano si va a collocare in settori pubblici a produttività bassissima/nulla e parassitari??
NOTA:
I miei studi di Storia Economica mi spingono a suggerirti le tesi di J. Mokyr - Leggere la rivoluzione industriale. Si spiega bene come le ultime teorie economiche e storiografiche sostengono che uno dei fattori principi per il boom produttivo dell'umanità nel XVIII secolo non è tanto il presunto 'liberismo' inglese, bensì l'eccellente stato di un welfare capillare che attraverso le parrocchie anglicane organizzate dallo Stato dava sostentamento anche alle famiglie indigenti ed ai disoccupati. Per l'Inghilterra, patria del commercio internazionale, significò spingere tutta la Middle Class verso l'investimento, poiché l'alternativa non sarebbe stata la miseria.
Invece in Italia mi sembra che si va verso la miseria da una parte. Verso l'investimento nella 'rendita' dall'altra e verso l'impresa considerata come 'sfrutto, prendo i soldi, scappo' dall'altro. E questo grazie ai profeti del liberismo che dagli anni '90 ad oggi hanno solo peggiorato le nostre condizioni di vita.


Gli auguri si fanno sul fondoscala, questo 3d è su politica nazionale. Secondo me era finalizzato a un dibattimento, altrimenti è stato postato nella sezione sbagliata.Originariamente Scritto da Ted
Prendo atto e ne sono contento, devo aver frainteso.Ah ecco.. Ora è più chiaro, io eviterei l'uso "emotivo" del termine "vittima", perchè tecnicamente essa non lo è, piuttosto rilevo come sia sensato ciò che affermi, è l'esigenza della Società (ossia del totale dei rapporti di mercato, quelli che la rendono esistente) ad aver determinato la necessità di elidere il posto di lavoro della signora.Volevo semplicemente intendere che la signora è vittima incolpevole di un sistema economico che la estromessa dal mondo del lavoro per esigenze di mercato e non per una sua colpa, in questo senso è una vittima, è stata insomma "stritolata" dalle fredde logiche e meccaniche del mercato, che non faranno una piega dal punto di vista teorico, ma nella realtà hanno recato un danno economico oltre che psicologico e sociale ad una povera famiglia.
Tengo a precisare che una "regola", ente impersonale, non può essere nè consapevole nè effettivamente causa di alcun danno psicologico o sociale. Piuttosto è la voglia di tutti gli altri operatori sul mercato di mangiare, agire come sempre e non venire licenziati che è "mandante" di questo "atto di salute economica pubblica" -il licenziamento necessario- perpetrato da un agente che è inconsapevole rappresentante di un intero mondo di rapporti economici. Nel fatto che non sia necessario sapere tutti tutto per fare qualcosa è la grandezza della divisione del lavoro, che è l'altro nome (in ottica sociale ed utilitarista) di quello che in ottica individuale chiamiamo "scambio".
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


A me è successo nel 2002, il 24 Dicembre, a causa di assenza per un incidente stradale, che mi ha fatto dormire su di una sedia per 2 mesi circa, più 7 mesi per "imparare" di nuovo come muovere il collo.
Sò cosa state passando, anzi no, perchè io perlomeno non ho figli....i miei migliori auguri per un 2008 più fortunato a voi.
Al pezzo di merda che ha licenziato, invece speriamo vada tutto male.


ma cosa vi ha fatto di male il sistema di libero scambio, cosa??? Perche storpiate sempre le cause con gli effetti. Ad esempio c'è precarietà nel mondo di lavoro e la colpa si da alla legge biagi e non ai cambiamenti epocali e dinamici dell'economia!
Quindi adesso si da la colpa a Ronnie, o ai liberisti inglesi del licenziamento della moglie di alex. Assurdo!