



ALLARME NEL TREVIGIANO
Terza vittima della meningite
Task force sanitaria in Veneto
E' una donna di 30 anni, italiana, la terza vittima dell'epidemia avvenuta in seguito a una festa in una birreria del trevigiano. nei giorni scorsi erano morti un 15enne di origine greca e del senegalese di 33 anni le cause della cui morte sono state stabilite ieri dopo che era stato trovato cadavere in casa
TREVISO, 18 DICEMBRE 2007 - Sale a tre il bilancio delle vittime della meningite killer. E' deceduta questa mattina all'Ospedale di Montebelluna (Treviso) una 30enne ricoverata la scorsa settimana e le cui condizioni erano già apparse molto critiche. La donna ricoverata in rianimazione è spirata questa mattina.
Anche per lei meningite conclamata. Il meningococco di tipo C aveva stroncato altre due persone: notizia di ieri la morte di un senegalese di 33 anni, Ibrahim Thial, morto lo stesso giorno in cui è deceduto il 15enne di origine greca Theodoros Kosmatos, il 14 dicembre.
Dalla ricostruzione fatta dai sanitari le vittime avevano trascorso una serata alla birreria Kaltemberg di Pederobba nel trevigiano, chi al locale di salsa 'Rumba', di Conegliano.
Le condizioni degli altri ricoverati, a quanto si apprende, sarebbero in fase di miglioramento. Il domenicano di 18 anni, amico del 15enne scomparso, l'impiegato di 24 anni, l'autista di 30 anni, ricoverati all'ospedale di Treviso Ca' Foncello, e la columbiana di 21 anni sono sotto controllo. Mentre una 17enne colombiana rimane ancora in rianimazione.
Una task force sanitaria sta monitorando in Veneto mentre negli ultimi giorni oltre 700 persone si sono sottoposte alla profilassi antibiotica. Secondo gli esperti questo ceppo di meningite nel trevigiano rappresenta l'epidemia più estesa degli ultimi anni.
http://qn.quotidiano.net/2007/12/18/...eningite.shtml


http://www.corriere.it/cronache/07_d...ba99c53b.shtml
HANNO GIA' perso la vita nel trevigiano un ragazzo di 15 anni e un senegalese
Torna la paura meningite: terzo morto
Deceduta all'ospedale di Montebelluna una 30enne ricoverate per il focolaio d'infezione. Un caso grave a Roma
TREVISO - È morta oggi, all'ospedale di Montebelluna (Treviso), Franca Rizzardo la donna italiana di 30 anni ricoverata a causa del focolaio di meningite sorto nel Trevigiano. La notizia è stata resa nota dal direttore generale dell'Usl 7 Lino Del Favero. Si tratta del terzo decesso dopo quello del ragazzo di 15 anni di origine greca e del senegalese di 33 anni le cause della cui morte sono state stabilite lunedì dopo che era stato trovato cadavere in casa alcuni giorni fa.
EPIDEMIA - L'epidemia di meningite si è scatenata a seguito di una festa a cui avevano partecipato alcuni sudamericani di cui almeno un portatore sano di meningite, avvenuta in una birreria di Pederobba, la Kaltenberg frequentata da sudamericani.
La donna era rimasta infettata, assieme ad altre persone la notte tra l'8 e il 9 dicembre, a causa di uno scambio di bicchieri con la persona portatrice di meningococco. Franca Rizzardo era stata ricoverata la notte fra il 13 e 14 dicembre all'ospedale di Montebelluna e, data la gravità delle sue condizioni testimoniata da una emorragia cutanea diffusa, trasferita subito in rianimazione. Le condizioni degli altri ricoverati, a seguito del contagio sarebbero in fase di miglioramento. Il dominicano di 18 anni, amico del 15enne scomparso, l’impiegato di 24 anni, l’autista di 30 anni, ricoverati all’ospedale di Treviso Ca’ Foncello, e la colombiana di 21 anni sono infatti sotto controllo. Mentre una 17enne colombiana rimane ancora in rianimazione. Una task force sanitaria sta monitorando in Veneto mentre negli ultimi giorni oltre 700 persone si sono sottoposte alla profilassi antibiotica. Secondo gli esperti questo ceppo di meningite nel trevigiano rappresenta l’epidemia più estesa degli ultimi anni.
Lunedì il ministro della Salute, Livia Turco riferendosi al focolaio epidemico di meningite in Veneto aveva dichiarato che la situazione è «sotto controllo» e non c'era alcun motivo per un allarme diffuso. Nella Regione Veneto, aveva sottolineato il ministro, «non si sono più registrati nuovi casi da parecchi giorni, e la Regione ha attivato tutte le misure necessarie in modo appropriato».
ALTRO CASO A ROMA - Altri casi di meningite si sono verificati a Roma dove uno studente di 17anni è stato ricoverato nei giorni scorsi al Policlinico Umberto I ed è in coma. Il ragazzo frequenta il quarto anno di grafica all’Istituto professionale Teresa Confalonieri. Il Policlinico romano ha divulgato alle 10.30 il bollettino sulle condizioni del giovane studente nel quale si legge che «le condizioni del paziente, ricoverato presso la Rianimazione del Policlinico Umberto I di Roma, sono stabili con un lieve miglioramento».


come al solito giri i fatti come ti piace a te, la meningite non è una malattia da terzo mondo importata da immigrati. Non ti vanno bene nemmeno i ragazzi ispanici nati qua in Italia che vanno a divertirsi in discoteca come ragazzi qualunque, purtroppo per loro sono più soggetti a prendere il virus. Parlare di razzismo in questo caso è a dir poco vergognoso, ma da te oramai ci si aspetta di tutto.






ASL 20 - Regione VenetoProtocollo informativo - meningite meningococcicaLa meningite meningococcica è una malattia acuta ad esordio improvviso, caratterizzata da febbre,
cefalea intensa, rigidità nucale, nausea, vomito e spesso anche esantema, che all’inizio può essere
orticarioide e poi maculopapulare o petecchiale.
Nei casi fulminanti possono verificarsi porpora e coagulazione intravascolare disseminata, shock,
coma e morte.
Non sempre i segni di meningite da meningococco sono distinguibili da quelli della meningite acuta
causata da altri microrganismi: Hib, Streptococcus pneumoniae, o altri batteri patogeni.
L’agente eziologico è la Neisseria meningitidis, diplococco Gram negativo, di cui sono stati
identificati diversi sierogruppi: A, B, C, X, Y, Z, W-135, L.
La trasmissione avviene per contatto diretto da persona a persona attraverso le goccioline
respiratorie. L’infezione di solito causa soltanto una rino-faringite acuta oppure una infezione subclinica
della mucosa rino-faringea. Una piccola percentuale di soggetti sviluppa la meningite o la
sepsi. Il periodo di incubazione varia da 1 a 10 giorni, solitamente è inferiore a 4 giorni.
La contagiosità del malato cessa 24 ore dopo l’inizio di un adeguato trattamento antimicrobico.EPIDEMIOLOGIALe infezioni meningococciche sono diffuse in tutto il mondo. L’incidenza maggiore si ha durantecasi sporadici di malattia.
l’inverno e la primavera.
La malattia meningococcica, pur essendo prevalentemente una malattia che colpisce la prima
infanzia, si manifesta spesso in bambini e giovani adulti, e in particolare tra giovani adulti che
vivono in condizioni di sovraffollamento, come caserme e comunità chiuse.
L’incidenza della meningite da meningococco in Italia é bassa rispetto al resto dell’Europa (3-6
casi/1.000.000 abitanti, rispetto alla media europea di 14,5 casi ogni 1.000.000 di abitanti), con circa
180 casi segnalati ogni anno.
Una quota sempre crescente di meningococchi identificati in Italia negli ultimi anni (69%) è risultata
appartenere al sierogruppo B mentre il sierogruppo C è stato identificato nel 24% dei pazienti ed la
restante proporzione è divisa tra gruppo A e W135, che sono più rari.
In genere, nella popolazione generale, esiste una consistente proporzione di soggetti che sono
colonizzati dal batterio nel rino-faringe, i cosiddetti portatori sani.
La prevalenza di portatori sani è assai variabile in rapporto a fattori diversi, quali le aree geografiche,
le condizioni socio-economiche e di densità di popolazione, l’età dei soggetti. Essa può oscillare
entro limiti ampi, dall’1-2% fino al 15-20% della popolazione sana, salvo raggiungere livelli assai
elevati (60-70%) in comunità chiuse e circostanze particolari, quali ad esempio quelle che si
realizzano con le reclute militari.
In Italia la frequenza dei portatori sani sull’intero territorio nazionale è in media del 10-20%, con
profonde differenze in rapporto alle diverse zone e ai gruppi di popolazione esaminati. In confronto
ai portatori sani, tuttavia, il numero di casi di malattia è molto piccolo; non sono ancora
completamente noti i fattori che scatenano la malattia. Data la frequenza con cui possono essere
identificati dei portatori sani, la loro ricerca non è consigliata per chiarire l’origine del contagio di
http://www.epicentro.iss.it/1/proble...l20-mening.pdf
Io inizierei a parlare di cose che conosco, tanto per cominciare




africani


Beh ma dai terroni del nord cosa possiamo aspettarci?