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Discussione: Moratoria sull'aborto?

  1. #221
    Ut unum sint!
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    un embrione comunque NON è un individuo in potenza ma un individuo IN ATTO, della specie homo sapiens se è un embrione umano. Casomai esso è un feto in potenza ed il feto è un infante in potenza e l'infante è un uomo adulto in potenza ma nessun dubbio che adulto, infante, feto, embrione siano stadi evolutivi del medesimo individuo già in ATTO dal concepimento.
    Lo spermatozoo non c'entra nulla con l'individuo umano della specie homo sapiens che posso chiamare Mario Rossi. Caso mai se incontras un ovulo ha la potenza di concepire un individuo ma fino al concepimento questo individuo non esiste al mondo.
    UT UNUM SINT!

  2. #222
    ooooWAGLIONEoooo
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    Tralaltro hai scritto in tre post che dico boiate. Mi sarebbe anche piaciuto sapere quali. O era un incipit emotivo?

    Boiate biologicamente parlando mi pare di non averne dette, la teologia in questi ultimi scambi l'abbiamo tenuta fuori... dunque?

  3. #223
    ooooWAGLIONEoooo
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    Tralaltro non ho mai detto che spermatozoo e ovulo fecondato siano per i cattolici la stessa cosa. Le parole hanno un valore e io ho parlato soltanto di appartenenza alla stessa sfera etica. La masturbazione forse ma soprattutto il divieto di usare anticoncezionali, se non erro, vengono controindicate tralaltro proprio nel senso di non impedire che ciò che porta alla vita sia artificialmente arrestato (o vada inutilmente sprecato) per volontà e piacere dell'uomo. L'atto sessuale come parte della procreazione a due, finalizzata a una nuova vita non al piacere dei sensi..etcetc

  4. #224
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    Citazione Originariamente Scritto da catholikos Visualizza Messaggio
    un embrione comunque NON è un individuo in potenza ma un individuo IN ATTO, della specie homo sapiens se è un embrione umano.
    Dimostrazione di questa stupidaggine?

    Casomai esso è un feto in potenza ed il feto è un infante in potenza e l'infante è un uomo adulto in potenza ma nessun dubbio che adulto, infante, feto, embrione siano stadi evolutivi del medesimo individuo già in ATTO dal concepimento.
    Certo, è anche un vecchio in potenza e anche un morente. Quindi potremmo dire che è un individuo morente no?
    I tuoi ragionamenti non fanno una grinza

  5. #225
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    Cool Facciamo un po' di ordine...e lasciamo che i giullari continuino i loro giochi

    Dati su aborti in calo: un po’ di ordine

    Elaborazione di documentazione.info da varie fonti, 24 aprile 2008

    I dati del rapporto del Ministero della salute non bastano per comprendere il fenomeno

    Il Ministro della Salute, Livia Turco ha presentato il 22 aprile i dati definitivi riguardo all’aborto in Italia nel 2006 insieme ai dati preliminari del 2007.

    I più significativi sono:
    - nel 2007 ci sono stati un totale di 127.000 aborti rispetto ai 131.018 del 2006 con un decremento del 3%
    - il numero di aborti per ogni 1000 nati vivi è stato nel 2007 di 224,8 per 1000 mentre nel 2006 era di 235,5 per 1000
    - la pratica dell’aborto è incrementata presso le donne straniere. Nel 2006 è stata pari al 31,5% del totale (nel 2005 era il 29,5%)
    - cresce l’obiezione di coscienza, scelta dal 69,2% dei ginecologi (nel 2005 era del 58,7%)
    - cresce l’utilizzo della pillola ru486: nel 2006 l’hanno usta 1151 donne contro le 132 del 2005

    Si nota inoltre che la relazione del Ministro sul funzionamento di una legge del 1978 usa come riferimento numerico i dati del 1982, quando cioè si è verificato il picco di aborti (come evidenziato dalla figura 1), sottolineando il grande calo rispetto a quel picco. A ben vedere nel corso dei 30 anni di applicazione della legge, a parte la parentesi degli anni 80-87, il calo degli aborti non è poi stato così vertiginoso.



    Vai al testo integrale del rapporto

    Lacune nel Rapporto

    Nel rapporto sembra mancare l’analisi delle motivazioni che spingono ad abortire. Lo ha messo in evidenza Il Foglio in un articolo del 23 aprile: “Il primo compito di politiche pubbliche umane e razionali, capaci di assicurare la tutela della maternità e di difendere la vita sin dal suo inizio (due espressioni contenute nella legge 194 del 1978), sarebbe quello di accertare perché si abortisce”.

    Il contributo dei Centri di aiuto alla vita

    Non è facile trovare dati sulle motivazioni che spingono le donne a compiere questa drammatica scelta. Gli unici dati su cui ci si può fare un’idea, provengono dal lavoro dei Centri di Aiuto alla Vita promossi dal Movimento per la Vita. Nel rapporto 2007 sull’attività dei centri, pubblicato il 31 marzo 2008, si dice che sono state assistite circa 10.292 gestanti. L’identikit della gestante che si rivolge al CAV è: straniera (79%), coniugata (53%), un’età compresa tra i 25 e i 34 (54%), casalinga (37%) o disoccupata (32%). Le maggiori difficoltà che hanno spinto la donna a chiedere aiuto sono economiche (44%). Seguono motivazioni quali: salute del feto, salute fisica o psichica della donna, salute del padre o dei familiari, numero dei figli, disoccupazione, alloggio insufficiente o mancante.
    Il 7% di queste donne si è presentato al CAV avendo già il certificato per abortire. Dopo aver ricevuto assistenza l’80% ha proseguito la gravidanza. Per quanto riguarda le donne che si sono rivolte al CAV incerte e/o intenzionate ad abortire, il 78% di queste ha poi deciso di dare alla luce il bambino.

    Quasi mille bambini nati grazie ai Cav nel 2006


    È significativo che nel 2006 i Centri di aiuto alla vita hanno aiutato 965 donne a non abortire. Nello stesso anno il calo degli aborti registrato dal Ministero è stato di 1.772.

    Questi dati non bastano, ma almeno confermano l’idea che è soprattutto la solitudine di fronte alle difficoltà (specialmente economiche) che spinge ad abortire. Queste difficoltà, una volta rimosse grazie anche a Centri specializzati, possono portare ad una sensibile riduzione del fenomeno aborto.

    Migliore attuazione della 194

    L’enfasi data dal Rapporto e dai media al calo degli aborti fa dedurre che il non abortire venga considerato un valore da perseguire. C’è quindi da augurarsi che siano messe in atto politiche adeguate per rimuoverne le cause. Così come è auspicato dall’articolo 5 della legge 194 stessa: “Il consultorio e la struttura socio-sanitaria (…) hanno il compito in ogni caso, e specialmente quando la richiesta di interruzione della gravidanza sia motivata dall'incidenza delle condizioni economiche, o sociali, o familiari sulla salute della gestante (…) di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto”.

    194 tutt'altro che immodificabile


    Tutt'altro che intoccabile la legge 194 può essere ancora migliorata. Fu lo stesso Giovanni Berlinguer, trent'anni fa, nel suo intervento conclusivo alla Camera alla vigilia dell’approvazione della 194, ad auspicare l'impegno «di tutti i gruppi promotori a riesaminare, dopo un congruo periodo di applicazione, le esperienza positive e negative di questa legge. Dovremmo riesaminare le esperienze pratiche, le acquisizioni scientifiche e giuridiche...Rivedere le posizioni ciascuno alla luce delle esperienze, idee e concetti che sembrano ora acquisiti e quasi cristallizzati».


    http://www.documentazione.info/artic...d=630&idsez=36


    Per approfondire la tematica e avere ulteriori dati, vedere il dossier Aborto

  6. #226
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    «necessario promuovere ogni iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie»

    Il Papa attacca la legge sull'aborto: «Ha aperto una ferita nella società italiana»

    Per il Pontefice la 194 ha generato «una mentalità di progressivo svilimento del valore della vita»


    ROMA - Un duro attacco alla 194 da parte del Papa. In trent’anni la legge sull’aborto ha creato «una mentalità di progressivo svilimento del valore della vita e un minor rispetto per la stessa persona umana» ha detto il Santo Padre.
    Papa Benedetto XVI (Ansa) «UNA NUOVA FERITA» - In occasione dell’udienza, nell’aula delle benedizioni, ai membri del Movimento per la vita, Benedetto XVI condanna così la legge 194: «L’aver permesso di ricorrere all’interruzione della gravidanza - ha detto il Pontefice - non solo non ha risolto i problemi che affliggono molte donne e non pochi nuclei familiari, ma ha aperto una ulteriore ferita nelle nostre società, già purtroppo gravate da profonde sofferenze. La vostra visita - ha sottolineato Ratzinger rivolgendosi ai membri del Movimento per la Vita - cade a trent’anni da quando in Italia venne legalizzato l’aborto ed è vostra intenzione suggerire una riflessione approfondita sugli effetti umani e sociali che la legge ha prodotto nella comunità civile e cristiana durante questo periodo. Guardando ai passati tre decenni e considerando l’attuale situazione - ammonisce Benedetto XVI - non si può non riconoscere che difendere la vita umana è diventato oggi praticamente più difficile, perché si è creata una mentalità di progressivo svilimento del suo valore, affidato al giudizio del singolo. Come conseguenza - conclude - ne è derivato un minor rispetto per la stessa persona umana, valore questo che sta alla base di ogni civile convivenza, al di là della fede che si professa».
    AIUTO ALLA FAMIGLIA - «Certamente - ha detto il Papa - molte e complesse sono le cause che conducono a decisioni dolorose come l’aborto. Se da una parte la Chiesa, fedele al comando del suo Signore, non si stanca di ribadire che il valore sacro dell’esistenza di ogni uomo affonda le sue radici nel disegno del Creatore, dall’altra stimola a promuovere ogni iniziativa a sostegno delle donne e delle famiglie per creare condizioni favorevoli all’accoglienza della vita, e alla tutela dell’istituto della famiglia fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna. Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia - ha proseguito - per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno. Non possiamo però nasconderci che diversi problemi continuano ad attanagliare la società odierna, impedendo di dare spazio al desiderio di tanti giovani di sposarsi e formare una famiglia per le condizioni sfavorevoli in cui vivono. La mancanza di lavoro sicuro, legislazioni spesso carenti in materia di tutela della maternità, l’impossibilità di assicurare un sostentamento adeguato ai figli - ha osservato il Papa - sono alcuni degli impedimenti che sembrano soffocare l’esigenza dell’amore fecondo, mentre aprono le porte a un crescente senso di sfiducia nel futuro. E’ necessario per questo unire gli sforzi perché le diverse Istituzioni pongano di nuovo al centro della loro azione la difesa della vita umana e l’attenzione prioritaria alla famiglia, nel cui alveo la vita nasce e si sviluppa. Occorre aiutare con ogni strumento legislativo la famiglia - ha concluso Benedetto XVI - per facilitare la sua formazione e la sua opera educativa, nel non facile contesto sociale odierno».

    CARFAGNA - «Il problema non è discutere la 194, ma applicare la cultura della vita che in questi trent'anni, come dice giustamente il Papa, è stata svilita. Serve una normativa a favore della famiglia che incentivi le nascite e a favore delle donne affinchè rinuncino ad abortire». Lo afferma Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità.
    MUSSOLINI - Ma c'è chi all'interno del Pdl non la pensa così. «Quando si parla di famiglia e di maternità anche l'attuale legge 194 deve poter essere messa in discussione» sostiene Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale e deputata del Pdl. Replicando al ministro delle Pari opportunità la Mussolini spiega che «difatti, non si aiuta di certo il percorso a sostegno della vita eliminando argomenti scomodi o eludendo uno dei contenuti essenziali del dibattito». Il tema della maternità, incalza Mussolini, «è assai complesso perchè impatta sul concetto di democrazia paritaria, sul mondo del lavoro, sugli incentivi fiscali ed economici, sui servizi sociali e altro ancora. Escludere dal confronto uno solo di questi argomenti, tra cui l'attuale legge sull'aborto sarebbe un grave errore.»

    12 maggio 2008


    http://www.corriere.it/cronache/08_m...4f486ba6.shtml

  7. #227
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    Ma perchè Ratzinger prende idee di 100 anni fa ed invece di rielaborarle le ripropone identiche?

  8. #228
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    Ma la Mussolini non era la stessa che voleva proporre con la Turco, nel 2003, un ddl sulle coppie di fatto (ddl poi avanzato anni dopo da Bindi e Pollastrini)?
    Se ha cambiato idea mi fa piacere...

  9. #229
    ooooWAGLIONEoooo
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    Citazione Originariamente Scritto da Lotari Visualizza Messaggio
    Ma la Mussolini non era la stessa che voleva proporre con la Turco, nel 2003, un ddl sulle coppie di fatto (ddl poi avanzato anni dopo da Bindi e Pollastrini)?
    Se ha cambiato idea mi fa piacere...

    La Mussolini come pure la Bindi in questi anni hanno cambiato idea almeno una volta a testa. La Mussolini sicuro due volte: è passata dal no assoluto (periodo aureo, quando l'adoravo), al <<si lo meritano>> poi è tornata al <<meglio fascisti che fro**>> di porta a porta.

    La Bindi è stata sempre per il no ed in maniera, diciamocelo, più intellettualmente strutturata rispetto alla Mussola, poi si vede che per amore di partito ( e di Governo) ha dovuto manifestare una diversa opinione e fare quell'integrazione cattoprogressista che non avete apprezzato molto.

  10. #230
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    Citazione Originariamente Scritto da Magius Visualizza Messaggio
    Ma perchè Ratzinger prende idee di 100 anni fa ed invece di rielaborarle le ripropone identiche?

    L'essere retrogradi pare che sia un onore ultimamente...
    Spronare la politica affinché prenda provvedimenti seri ed efficaci per le famiglie e le giovani coppie ti sembra un'idea di 100 anni fa? Non mi sembra che nel 1908 si stesse tanto a guardare questi problemi.

    Poi: dire che la legge sul'aborto ha prodotto una ferita nella società italiana è un'idea di 100 anni fa? la legge è del 1978, quindi 100 anni fa manco esisteva...mi sa che quello che è rimasto indietro, e anche tanto, sei proprio tu

 

 
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