Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
..no non è solo, assolutamente. Soltanto deve sapere che non ci sono mondi "altri" cui aspirare, che non ci sono "ricompense individuali", nè "salvezza". L' uomo ha come unico orizzonte possibile di felicità il lavoro di costruzione del "comune". Comunque Spinoza svolge la sua filosofia su di un piano di assoluta immanenza, cioè ricompone i livelli ontologici separati da Platone (essenza ed esistenza che fanno parte di ordini separati) e supera la causa immanente dell' emanatismo plotiniano (una causa che non si separa dai suoi effetti, ma emanazione a senso unico, per cui gli enti hanno si la stessa sostanza dell' Uno, ma non la stessa capacità agente, e ne sono solamente gli effetti, meri prodotti, una sorta di declinazione inferiore). La sostanza spinoziana non è 'altro' dai suoi termini. Indubbiamente e non sono certo io a dirlo apre la strada a Nietzsche
Ma infatti. Il concetto di "salvezza" è un concetto ambiguo. Da chi o da cosa l'uomo dovrebbe salvarsi ? La Chiesa dice che solo Gesù salva l'uomo dal peccato, ossia dalla trasgressione di norme morali. Ma, poi, aggiunge che l'uomo è nato libero, con il libero arbitrio. In altre parole, la Chiesa nega che l'uomo possa salvarsi da solo, usando in maniera appropriata il proprio libero arbitrio ma ha sempre bisogno di Gesù per salvarsi, ossia non peccare.
Tutto ciò esprime in un linguaggio simbolico la consapevolezza della debolezza della condizione umana che ci rende molto inclini a non rispettare certe norme. Tuttavia, poi, con una mossa geniale la Chiesa attribuisce a se stessa il potere di salvare o dannare riservandosi un enorme potere sulle coscienze, ossia chi muore in peccato mortale va all'Inferno (che è poi il motivo per cui si sono rifiutati i funerali religiosi a Giorgio Welby...tu ti sei messo fuori della Chiesa, io ti nego i conforti religiosi...insomma un giudizio dato prima del Giudizio Finale).
Il pensiero laico di uno Spinoza vede nella virtù un premio a se stessa. Riconosce la difficoltà di essere virtuosi, ma non consegna a nessun altro essere umano il compito (che è poi è un potere di controllo sulle coscienze) di giudicare e condannare.