Steven Nadler
Vita di Spinoza
Einaudi - Collana: Biblioteca di cultura storica
n. 235 - Pagine XV-410 - Formato 15,5x21,5 - Anno 2002
Note di Copertina La ricostruzione della vicenda intellettuale, politica e umana di uno dei filosofi piú radicali del pensiero occidentale.
Baruch de Spinoza (1632-77), figlio di un importante mercante della comunità ebraico-portoghese di Amsterdam, era uno degli allievi piú dotati della sua scuola. Ma qualcosa accadde quando aveva ventitre anni - non sappiamo se in modo repentino o graduale -, qualcosa che comunque portò alla piu severa scomunica mai pronunciata dai capi della comunità sefardita di Amsterdam. Spinoza prese le distanze dalla comunità - e alla fine dal giudaismo nel suo insieme - diventando uno dei piú importanti e celebri filosofi di tutti i tempi, e di sicuro uno dei personaggi piú radicali e controversi della propria epoca.
La trasformazione (se di questo si trattò) del comune ragazzo ebreo - che vive, perlomeno in apparenza, nella piú assoluta ortodossia e si fa notare forse solo per la propria intelligenza - in filosofo iconoclasta è una trasformazione della quale purtroppo non sappiamo, e con ogni probabilità mai sapremo, nulla. Disponiamo solo del documento di cherem, pieno di ingiurie e di maledizioni, che fu stilato per l'occasione dai reggenti della comunità.
Filosofo morale e metafisico, pensatore politico e religioso, esegeta della Bibbia, critico della società, intagliatore di lenti, commerciante fallito, intellettuale olandese, ebreo eretico. Se la vita di Spinoza è tanto interessante, ciò è dovuto anche ai diversi contesti, a volte contrastanti, in cui si trovò a operare: la comunità di immigrati portoghesi e spagnoli, parecchi dei quali un tempo « marrani», rifugiati in seguito nella nuova repubblica olandese, ricca di opportunità economiche; la politica turbolenta e la lussureggiante cultura di questa giovane nazione, che alla metà del XVII secolo conobbe la sua età dell'oro; e, non ultimo, la storia stessa della filosofia.
Basato su rigorose ricerche d'archivio, Baruch Spinoza di Steven Nadler - piú che un semplice resoconto della vita del filosofo olandese - introduce il lettore nel cuore dell'Amsterdam ebraica del XVII secolo e nel tumultuoso mondo politico, sociale, intellettuale e religioso della giovane repubblica olandese.
L'interrogativo che sta al fondo dell'indagine dello studioso americano è il seguente: in che modo i diversi aspetti della vita di Spinoza - il suo sfondo etnico e sociale, il suo esilio e la sua posizione intermedia tra due culture totalmente differenti, quella della comunità ebraico-portoghese di Amsterdam e quella della società olandese, il suo sviluppo intellettuale, le sue relazioni politiche e sociali - contribuirono a disegnare il profilo di uno dei pensatori piú radicali della storia? E, accanto a questo, un altro interrogativo, di carattere piú generale: che cosa significava essere un filosofo e un ebreo durante l'età dell'oro della repubblica olandese?
Dall'anticipazione
Pochi fìlosofi hanno suscitato tanti dibattiti come Baruch Spinoza. Le scarse informazioni sulla sua vita e gli incessanti interrogativi nati intorno al suo pensiero filosofico hanno da sempre impedito una ricostruzione biografica accurata. A questa mancanza vuole supplire Steven Nadier che, vagliando con attenzione i dati e soppesando meticolosamente ogni nuova linea critica, inserisce Spinoza in una giusta prospettiva storica.
Baruch Spinoza (1632-77) nacque da una famiglia di mercanti ebrei di origine portoghese stabilitisi ad Amsterdam. Ancora giovane fu allontanato dalla comunità sefardita cui apparteneva per le sue idee considerate eretiche. Colpito da scomunica e bandito dalla sinagoga, non potè dedicarsi alle attività commerciali di famiglia. Scelse allora una dignitosa povertà, esercitando il mestiere di pulitore di lenti per microscopi e cannocchiali, e spese il resto della sua esistenza in cerca della Verità, della Libertà e del Bene. Il libro di Steven Nadier si propone non solo di ricostruire con cura ciascun elemento biografico, ma anche di restituirci l'atmosfera dell'Amsterdam secentesca, fra rivolgimenti politici (la repubblica danese fu istituita in quegli anni), sociali e religiosi. Un testo, dunque, che pur essendo rivolto a studiosi di filosofia, di storia e di pensiero giudaico, non mancherà d'interessare ogni lettore appassionato di questi argomenti.
Indice - Sommario
Prefazione
Una nota sulle fonti
Ringraziamenti
BARUCH SPINOZA E L'OLANDA DEL SEICENTO
I. Insediamento
ll. Abraham e Michael
III. Bento/Baruc
IV. Talmud Torah
V. Un mercante di Amsterdam
VI. Cherem
Vll. Benedictus
VIII. Un filosofo a Rijnsburg
IX. "L'ebreo di Voorburg"
X. Homo politicus
XI. Quiete e trambusto all'Aia
Xll. "L'uomo libero non pensa a niente meno che alla morte"
Bibliografia
Indice analiti




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