
Originariamente Scritto da
lucaBI
Biella, rapina da dieci milioni




Colpo alla Mondialpol con false divise
BIELLA
Un colpo milionario, da film. Con divise false e armi vere, fughe precipitose sull’autostrada e indagini che cominciano dai particolari. È una rapina fuori dal normale quella avvenuta nella sede dell’istituto di vigilanza Mondialpol di Vigliano Biellese. I malviventi avrebbero portato via una cifra vicina, o forse anche superiore, ai dieci milioni di euro.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri due uomini con divise false militari dell’Arma si sono fatti aprire dai vigilantes presenti. Subito sono stati seguiti da altre quattro persone, che con tute blu e caschi da motociclista in testa, armate, hanno minacciato gli impiegati intenti a contare i soldi prelevati la sera prima nel giro dei supermercati della provincia di Biella.
In breve i malviventi hanno riempito alcuni sacchi e poi sono scappati a bordo di alcuni mezzi. Un furgone è stato lasciato sull’autostrada Torino-Milano nei pressi di Balocco (Vercelli) mentre una Fiat Punto blu è stata ritrovata, poco distante, sulla statale. Chi ha agito era sicuramente un professionista, che sapeva come muoversi. Appena hanno fatto ingresso nei locali blindati hanno spostato le telecamere a circuito chiuso per evitare di essere ripresi.
Vincenzo Del Vicario, segretario nazionale del Savip, il maggior sindacato delle guardie giurate, però non crede che si sia di fronte ad un «gruppo di fantomas». «La nuova rapina conferma l’inadeguetezza del sistema della vigilanza privata in Italia. Ci sembra indicativo che l’istituto di vigilanza mantenesse due sole guardie giurate armate per difendere valori superiore ai 10 milioni di euro».
«È evidente che non solo le difese passive di quel deposito valori fossero del tutto insufficienti, ma che anche gli stessi sistemi d’allarme fossero non in grado di prevenire episodi come quello che si è verificato. Delle due l’una: o l’autorità di pubblica sicurezza di Biella ha rilasciato una licenza che consentiva tali evidenti carenze o esse sono il frutto d’una inaccettabile politica imprenditoriale, fondata sull’omissione di accorgimenti e servizi destinati alla sicurezza».