questione molto complessa.
Crediamo tutti di conoscere i nostri figli ... ma rischiamo ogni giorno di venire a sapere che l'angioletto che dorme nella stanza a fianco, di giorno è un carnefice x un compagno di scuola, che è lui il bullo, il teppista ecc ecc.
Colpa dei genitori? della scuola? della comunità?
boh!
Io parto da piccoli comandamenti:
- nn sono né il padrone-tiranno né un amico di mio figlio/a;
- siccome dubito del mio giudizio, ogni tanto è bene confrontarmi con gli altri, x capire se ciò che penso di mio figlio/a corrisponde alla realtà;
- x farlo, cerco di mantere un contatto attivo con l'ambiente con lo circonda, parlando con insegnanti, amici e genitori degli altri bambini.
Non risolve il problema, ma intanto aiuta.
Fatto questo, resta che se anche tu ne stai crescendo uno sano (con i suoi alti ed i suoi bassi), in giro ad aspettarlo c'è sempre qualche mela marcia.
Ed allora, visto che stiamo su questo forum, dovremmo forse parlare di alcuni valori della nostra comunità oramai perduti.
Ad esempio il ruolo ed il rispetto dei piccoli verso gli adulti, verso gli insegnanti, verso le autorità.
Chi ha rasato le sopracciglia al bambino non solo ha una voragine dentro a livello di sensibilità ed umanità .... ma certamente non si è posto nessun problema verso quello che avrebbero potuto pensare di loro i genitori, l'insegnante, il vicino di casa, il parroco o chi x loro.
Ai miei tempi (nn molti anni fa) era una vera tragedia portare una nota sul diario a casa.
Oggi le cose sono cambiate ... molti miei amici padri e madri, sono pronti a giurare che quella nota é la prova della malignità dell'insegnante verso i loro figli.
Vi saluto con Platone:
"L'anarchia penetra anche nelle case private e alla fine sorge persino tra gli animali .... ad esempio un padre si abitua a diventare simile al figlio e a temere i propri figli, il figlio diventa simile al padre e pur di essere libero non ha né rispetto né timore dei genitori ... ed accadono altri piccoli inconvenienti dello stesso tipo: in una tale situazione un maestro ha paura degli allievi e li lusinga, gli allievi dal canto loro fanno poco conto sia dei maestri sia dei pedagoghi; insomma, i giovani si mettono alla pari dei più anziani e li contestano a parole e a fatti, mentre i vecchi, abbassandosi al livello dei giovani, si riempiono di facezie e smancerie, imitando i giovani per non sembrare spiacevoli e dispotici".





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l ruolo degli adulti nei confronti dei giovani.
