

Secondo me invece si.
La questione cromatica implica una discendenza indoeuropea comune, con valori condivisibili, con radici storiche comuni, con una "morfologia" psicologica comune.
Nonostante i grandi odi e le grandi differenze tra nazioni europee abbiamo tutti un retroterra materiale e spirituale che è ampiamente assimilabile come tutta la storia europea-in particolare quella occidentale ma non solo-dimostra.
"Identità" mi è sempre parsa una parola molto fumosa.
A sentirla, come prime cose mi vengono in mente i documenti e la matematica.




Anche a me è sempre sembrato un concetto 'incerto', più che altro perché se ne parla molto ma in pochi hanno capito cos'è. Per esempio in AN si parla molto di 'identità', ma in termini che con l'identità non hanno nulla a che fare, quali 'identità culturale', 'identità cristiana' e palle simili. L'unica vera identità è quella del sangue e della Weltanschauung che da questo deriva.


In sintesi:
A me pare che storicamente si inizi ad usare in modo massiccio la parola "identità" a partire dagli anni '50 nelle scienze sociali. Sostanzialmente in un momento in cui le "identità" iniziavano a crollare, a farsi meno rigide, meno vincolanti. E' uno dei motivi per cui la parola, sul piano politico, non mi piace.
Preferisco parlare di principi, o di visione del mondo, che sono cose completamente diverse. "Identità" mi sa, per l'appunto, di persone in crisi di identità.
D'altronde, nel pensiero politico, le posizione "identitarie" le ho sempre trovate molto astratte, e al tempo stesso portatrici di una visione statica e ideologica della storia, che non mi è congeniale.
Vedi, in parte tu dici bene.
Le cose cambiano, si modificano, si mescolano, si scindono, si evolvono.
Difendere "un particolare momento", specie quando è morente, è un po' una battaglia contro i mulini a vento, per quanto la stabilità di una buona situazione sia auspicabile.
Il problema non è mischiare. Il problema sono gli ingredienti. La storia è piena di esempi di mescolanze che si sono rivelate benefiche, e di altre che si sono rivelate nefaste.




se tutto si basasse sulla bio-identità morfologica, sarebbe veramente una questione materialista.
credo di quotare quasi in toto Beppe Tritoni.
si è iniziato a PARLARE di identità quando si è smesso di ESSERE identità.
l'identità come la si conosceva fino alla seconda guerra mondiale in italia è sicuramente morta e nel resto del mondo è agonizzante.