Salve, io sono uno studente di diciotto anni che sta per conseguire la maturità classica a Roma, sono nato e cresciuto a Catania da genitori catanesi ma ad undici anni mi sono dovuto trasferire nella capitale, visto che, in seguito al divorzio dei miei genitori, mia madre era stata scelta per un ruolo dirigenziale al ministero dell’agricoltura. La separazione dai miei amici e dai miei compagni ai salesiani (dove sono stato un po’ l’anima della classe sia durante le elementari che durante il primo anno di scuola media), dalla mia villa dagli intensi profumi, dalla casa di mia nonna paterna che mi raccontava i miti greci e di mia nonna materna che mi raccontava le fiabe siciliane, fù terribile. I primi anni a Roma venivo spesso canzonato per il mio accento dai nuovi compagni che sembravano assai più gradi di me non per altezza ma per atteggiamenti sboccati e vestiti più come liceali che ragazzini delle medie, sicuramente più adulti di chi fino a quel momento era stato a giocare a pallone ai salesiani a fare gare di disegno con i compagni e guerre con i bastoni in campagna. Dopo qualche anno e un cambio di scuola finalmente riuscì ad ambientarmi e a rafforzarmi e grazie al carattere estroverso ad ottenere diversi amici e a trovarmi bene al liceo con una classe straordinaria con cui mi avvio a concludere questi magnifici cinque anni. In questo periodo ho viaggiato molto e studiato lingue e sono stato più volte in Irlanda, terra di straordinaria bellezza alla quale mi ero affezionato all’età di tre anni e alla quale avevo ricominciato ad affezionarmi a 12 anni, quando staccato dalle mie radici( che erano un tabù a causa del cattivo rapporto tra mamma e papà ) cercavo una patria che fosse mia. Sono stato ogni estate in Irlanda, ho creato con molti diverse amicizie, ho studiato i suoi miti, la sua storia e la sua cultura così consonanti al mio spirito, fin quando spinto dall’amore per la cultura classica e romantica non riscopri la storia, cultura e le tradizioni della mia Sicilia. Io sono un poeta scrivo da quando sono bambino ed ho vinto diversi concorsi, in Yeats che trasferitosi da piccolo a Londra (quando ancora gran Bretagna ed Irlanda erano unite)e che nonostante tutto era tornato nella sua travagliata e all’epoca povera terra, ho sempre visto un modello da seguire ed imitare e per quando adesso io abbia l’opportunità di studiare ad Oxford e al Trinity College mi sento spinto a tornare nella mia Sicilia.
La questione è ardua e ancora non ho deciso, essendo anche io di religione pagana, per me sarebbe una scelta difficile visto che comprometterebbe anche un legarsi più ad alcune divinità che ad altre.
Spero che leggendovi, e scrivendo su questo forum mi si chiariscano le idee. Sempre per la Sicilia Libera da questa ennesima colonizzazione, vi lascio una mia poesia che ho scritto con tutto il mio cuore, un Lai amoroso dedicato ad una donna che ho molto amato, ed alla mia Patria.
Aspetto impaziente vostre risposte
Riso tuo di Ninfa
Calò per primo il tuo riso ninfale
annunciatore di confidenza nostra,
calò per secondo morso passionale
annunciatore di dolor che si prostra
e poi scesero i baci suggello di core,
da Cipride amati segno certo d’amore.
Invidiosa di tale gioia Colpa guardò
e colma d’ira terribile e di sferzante gelo
questi nostri cari amici cruda ammazzò
schiacciò i frutti di melegrano e melo,
lei dannata si spinse ad orecchio di mortale
aprendo della fine il mormoreo ed antico portale.
Ma gli Dei beati di ghirlande coronati per cui mai
smetterò di tessere sonetti e ballate e struggenti lai
riportarono la pace momentanea a cuori destinati
a lor fide restaurare e accanto star,nulla soli e grandi amati.
Nulla l’assolato balcone di gigli ed edera ravvolto,
nulla i letti di lini e sete senza che su d’esse il volto
tuo vi trovi riposo e luogo di vocazione prima grande;
i miei boschi d’ulivi, arance e pini come desertiche lande.
Senza di te non son nulla io che vengo dalla nera città della cenere.





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