



ecco le prove:
Libano: Unhcr e Unmas bonificano dagli ordigni inesplosi
United Nations High Commissioner for Refugees venerdì, 01 settembre, 2006
Bomba israeliana tipo cluster bombs - da L'Unità L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) ha firmato un accordo formale di partenariato con la United Nations Mine Action Service (Unmas) per la bonifica dalle munizioni inesplose sparse sul territorio del Libano meridionale. Le munizioni inesplose costituiscono uno dei maggiori ostacoli per un ritorno ad una vita normale nell’area. Mentre una gran parte del milione di libanesi, che avevano lasciato le zone interessate dal conflitto tra Israle e i militanti di Hezbollah, hanno fatto ritorno nelle proprie aree di appartenenza, in molti casi, invece, l’accesso alle abitazioni o alla terra è impossible a causa degli ordigni inesplosi, specialmente quelli derivanti dalle bombe a grappolo.
Proprio ieri il segretario dell’Onu Kofi Annan ha denunciato l'uso di bombe a grappolo da parte di Israele durante la guerra contro Hezbollah in Libano e ha chiesto al governo israeliano di fornire mappe e indicazioni sulle località dove le bombe a frammentazione sono state usate in modo che si possa localizzarle al fine di proteggere i civili.
“Alla fine di ogni conflitto, la sicurezza degli sfollati e il loro dignitoso ritorno a casa, rimangono sempre una nostra priorità” - ha affermato Stephane Jaquemet, rappresentante dell’Unhcr in Libano. “Nel contesto libanese, è subito emerso che un ritorno a casa sicuro potrebbe avvenire solo se viene meno la minaccia degli ordigni inesplosi o di altri esplosivi. Per il nostro lavoro e’ cruciale che strade, aree civili e case siano sicure e l’Unmas in questo puo’ aiutarci” - ha sottolineato Jaquemet.
Nell’ambito del partenariato tra Unhcr e Unmas, volto ad assicurare la rapida identificazione e la bonifica degli ordigni inesplosi, così come la sensibilizzazione della popolazione locale, le due Organizzazioni da ieri hanno iniziato a lavorare con i bambini dei villaggi intorno alla zona di Tiro, resa insicura dalla presenza di ordigni inesplosi, per metterli in guardia dai pericoli. “I leader locali ci hanno richiesto di fornire dei corsi di formazione rivolti ai bambini, circa i rischi derivanti dalle mine, poiché molti di loro entrano giornalmente in contatto con residui di bombe a grappolo ed esplosivi”, ha segnalato Dalia Farran, portavoce dell’Unmas.
Dal cessate il fuoco del 14 Agosto secondo l’esercito libanese, 11 persone sono state uccise e 50 ferite da ordigni inesplosi, per la maggior parte bombe a grappolo. Molti libanesi che hanno fatto ritorno alle proprie case dopo essere stati costretti a rifugiarsi altrove nel paese, vivono ora all’interno o nelle vicinanze delle proprie abitazioni distrutte, con attorno ordigni inesplosi. “Il conflitto in Libano ha generato una delle più gravi contaminazioni di ordigni inesplosi mai avvenuta, sia a sud del fiume Litani che nelle aree a nord e ad est del paese”, afferma Christopher Clark, direttore del programma Unmas di Tiro. Unhcr e Unmas hanno cooperato in altri progetti nei mesi scorsi, incluso nel sud Sudan. Questa è la prima volta che le due agenzie cooperano per arginare una più vasta contaminazione di ordigni inesplosi durante lo svolgimento di un’ emergenza umanitaria. [GB] http://unimondo.oneworld.net/article/view/138605/1/
http://unimondo.oneworld.net/article/view/140070/1/
http://www.peacelink.it/conflitti/a/17908.html
http://www.peacelink.it/conflitti/a/17907.html
http://www.peacereporter.net/dettagl...=26&idart=8367
ti bastano?
o devo ancora linkare delle notizie e PROVE?
le vittime israeliane nel 2007 erano soltanto 7 persone ma quelli palestinesi 10 volte di più!!!
ma vergognati vah...


Viva Israele!


viva israele.. ehi dale ho provato a contattarti pochi min fa.. vedi se riesci a darci una mano in difesa dei nostri valori.


Un po di storia da un altro punto di vista.
La Palestina fu sempre in mani straniere:
nel 70 d.C. venne conquistata Gerusalemme da Tito
nel 135 d.C. vennero soffocate nel sangue le ultime rivolte ebraiche
dal IV secolo al 636 fu nelle mani di Bisanzio
dal 636 al 1099 nelle mani degli arabi
dal 1099 al 1291 dei crociati
dal 1291 al 1517 dei mamelucchi
dal 1517 al 1917 nei turchi ottomani
dal 1917 al 1948 sotto mandato britannico.
Non fu mai in nessun momento della sua storia uno stato arabo vero e proprio, separato e distinto.
Allo stesso tempo nessuno può negare una costante presenza ebraica nei secoli ad Askelon, Haifa, Cesarea e Gerusalemme
Nel XIX sec. Gli ebrei erano 25 mila su 450 mila abitanti
In Europa per lo più vivono in realtà distinte e separate nei paesi che li ospitano
La rivoluzione francese porta 2 idee: uguaglianza dei cittadini e libertà delle nazioni.
Gli ebrei in Europa si chiedono “perché come gli altri popoli non abbiamo una terra? Non abbiamo una nazione completa?”
Da qui 2 tendenze: assimilazione al mondo circostante e nazionalismo ebraico.
Barnet Livtvinoff (“La lunga strada per Gerusalemme” – Il Saggiatore, Milano 1968 p. 13) scrive “Il sionismo come idea politica data dalla presa della Bastiglia”.
Nel 1862, un rabbino ortodosso di Posen Zevi Hirsh Kalisher (“Derishat Zion” _ La ricerca di Sion) diceva “erano maturi i tempi per insediarsi in Palestina, poiché gli ebrei dell’europa orientale avevano bisogno di un rifugio e quelli dell’Europa occidentale sufficienti ricchezze per attuare un progetto”
Solomon Grayzel (“Storia degli ebrei” – Fondazione della Gioventù ebraica. Roma 1064) scrive che Kalisher trovò appoggio al suo progetto in Cremieux - ebreo francese, prima ministro e poi oppositore di Napoleone III - nel filantropo Rotschild e in Sir Moses Montefiori –influente uomo politico ebreo inglese- e così venne fondata nel 1869 in Palestina con i fondi della “Alliance Israelite Universelle” la prima colonia agricola presionista: Mikveh Israel (Speranza di Israele)
L’Alliance Israelite Universelle era stata fondata (per iniziativa della comunità israelita di Francia) come espressione di solidarietà ebraica internazionale a seguito della sommossa antiebraica di Damasco del 1844.
Negli stessi anni Moses Hesse, un filosofo ebreo tedesco seguace di Hegel, nel suo libro Roma e Gerusalemme (1862) sostenne la necessità della fondazione di uno stato ebraico per eliminare la discriminazione sociale che colpiva gli ebrei in Europa.
Un medico ebreo russo Leo Pinsker dopo i sanguinosi pogrom russi del 1881-1882 nel saggio Autoemancipazione ebraica sostiene che gli ebrei devono guadagnarsi la libertà con i loro sforzi scegliendo non l’assimilazione ma l’emancipazione come popolo e come nazione
Lord Byron scriveva:
“the wild dove has its nest
the fox its cove
mankind their country
Israel but the grave”
(La colomba selvatica ha il suo nido/ la volpe la sua tana/ gli uomini hanno il loro paese/ ma Israele non ha che il sepolcro)
Tutte queste idee e sogni si sarebbero esaurite nel nulla se un giornalista ebreo ungherese Theodor Herzl non fosse rimasto scosso dalle manifestazioni di piazza antisemitiche avvenute a Parigi durante i giorni del processo Dreyfus e, sebbene fosse del tutto “assimilato” riscoprì l’ebraismo in “modo improvviso e incontenibile”.
Il sionismo nasce con una pubblicazione di Herzl del 1896 “Lo stato ebraico” e, come scrive Luciano Tas in Shalom nel 1975 “furono gli ebrei dell’Europa orientale ad accogliere lo scritto di Herzl come la voce dell’ultimo profeta di Israele” in quanto erano coloro che più soffrivano la loro “condizione di ebrei” : pogrom e leggi inique rendevano la vita per questi poveri ebrei un vero inferno.
Nel 1897, la Palestina era senza identità politica, amministrata dal corrotto impero turco, con un’agricoltura arretrata, scarsi commerci e nessuna industria, priva di strade di comunicazione: eppure è proprio verso questa terra che si dirigeranno i primi pionieri sionisti.
Chaim Weizmann diceva “per essere sionisti non occorre essere pazzi, ma giova…”
I pogrom del 1881 avevano spinto migliaia e migliaia di ebrei verso gli Strati Uniti e solo poche centinaia si diressero verso la Palestina. Herzl non pensò mai esclusivamente alla Palestina per dare rifugio e una nazione agli ebrei di tutta Europa: si pensò all’Argentina nelle proprietà di un barone francese, si pensò ad un territorio in Uganda offerto dalla Gran Bretagna, o al Mozambico… perfino a una parte di Africa italiana…
Ma ormai si è cominciata a formare una coscienza di popolo e di nazione che spinge a “tornare” in Palestina.
Nel 1902 nasce il Fondo Nazionale Ebraico (KKL Kere Kajameth Leisrael) che acquista acri di terreno incolto sia dai grandi proprietari (effendi) che vivevano al Cairo a Damasco e a Beirut, sia dai piccoli proprietari (fellahim): questi terreni acquistati a prezzi esorbitanti saranno la base dice Lea Sestieri ne “Gli Ebrei nella storia di tre millenni – Crucci , Roma 1980 p. 282) “per la ricostruzione della sede nazionale”.
Nel 1945 lo jishw (entità ebraica della terra d’Israele) possiede 1.750.000 dunam (10 dunam= 1 ettaro).
Le terre comprate dagli ebrei scrivono Derogy e Gurgand in “La morte in faccia” (Rizzoli, Milano 1975 p. 375) “erano soltanto dune e paludi; non è un caso se le terre fertili di Samaria non sono state loro vendute. Ma “gli effendi - dice il Koestler – hanno venduto ad alti prezzi terre grame (nel 1944 gli ebrei pagarono 1000/1100 dollari per acro terreni aridi e semi aridi quando nello stesso periodo i ricchi terreni dello Iowa per esempio venivano pagati 110 dollari per acro…. Fonti del Ministero dell’Agricoltura U.S.A.) eppure più tardi se ne pentono perché l’esempio delle coltivazioni ebraiche ha attirato contadini arabi, che si dedicano a nuove culture più redditizie e, cosa peggiore per gli effendi, acquistano una nuova coscienza di uomini. Saranno spesso i vecchi proprietari ad aizzarli contro le colonie ebraiche.
Nathan Weinstock (critico del sionismo) riconosce che i “pionieri ebrei hanno prosciugato paludi, dissodato terre ingrate, rinverdito colline” (Storia del sionismo” 2 voll. Samonà e Savelli, Roma 1970)
Nel 1914 i coltivatori erano 11 mila, nel 1941 diventeranno oltre 100 mila
Sull’esempio di Degania, nacquero nel paese un gran numero di Kibbutzim che plasmarono ebrei di nuovo stampo che volevano lavorare la terra con le loro mani, consideravano una bestemmia sfruttare il lavoro altrui. “Vivevano di un pane ebraico – scrive B. Litvinoff – cresciuto su terra ebraica protetto da fucili ebraici. Ad essi va il merito di aver impedito al sionismo di degenerare in un movimento di colonizzazione in senso convenzionale”
1917: Dichiarazione Balfour.
Essa diceva che la Gran Bretagna “vedeva con favore la fondazione in Palestina di un Focolare nazionale per il popolo ebraico…”
Incorporata nel trattato di pace alla Conferenza di San Remo del 25 aprile 1920, riceverà una prima interpretazione limitativa nel memorandum Churchill del 1922 che intendeva quella espressione solo come un impegno ad uno sviluppo crescente dell’insediamento ebraico. Si riconosce dunque lo jishw ma si respingeva, implicitamente, una ipoteca su un futuro stato
La dirigenza sionista in quel momento accettò l’interpretazione limitativa accantonando ma non rinunciando al progetto, vicino o lontano, di un vero e proprio stato o entità riconosciuta.
tratto da "ISRAELE, QUARANT'ANNI DI STORIA" di Fausto Coen.


i rifondaroli piemontesi vogliono boicottare la fiera del libro di Torino dedicata a Israele "perchè non si parla della Palestina"
Eh già, se si parla di Israele bisogna per forza parlare della Palestina.
Se si deve fare una guida turistica su Israele, bisogna affiancarci pure una sui territori Palestinesi (vedi quella di Repubblica di 2 anni fa)
Se si fa un convegno con studiosi israeliani bisogna invitare anche dei palestinesi....
Succedesse mai il contrario....
Se si invita un professore israeliano e non c'è un palestinese, il professore israeliano non può parlare perchè i sinistri lo impediscono....
Questo è l'anno di Israele!!!
chag sameach Eretz Israel




A Marzo andrò in Israele e girerò un po il paese.
Al di là delle cazzate scritte in questo thread chiaramente da un sionista razzista (ma va beh, il mondo è bello perchè è vario...), vedrò di lasciar scritto un mio pensiero sul muro tra Israele e la Palestina, così magari qualche israeliano legge cosa nel mondo tanta gente pensa di Israele e capisce in che cavolo di stato vive!


Cos'è cambiato? Contattaci Chi siamo
Israele: in Libano usate bombe al fosforo - ammette Governo
lunedì, 23 ottobre, 2006
Uno dei quartieri di Beirut bersaglio dei raid israeliani Le Forze armate israeliane hanno usato bombe al fosforo bianco nel corso dell'offensiva contro i guerriglieri Hezbollah in Libano dell'estate scorsa. Lo ha confermato per la prima volta lo stesso governo, nella risposta data a una interrogazione dal ministro per i rapporti col parlamento, Yaakov Edri, secondo il quale "l'impiego di questo genere di armi è compatibile con la legislazione internazionale". Le autorità libanesi avevano denunciato l'uso di ordigni al laser e a frammentazione e di altri che provocavano gravi ustioni sul corpo delle vittime, ipotizzando che in quest'ultimo caso potesse trattarsi di bombe al fosforo bianco. Il terzo protocollo della Convenzione di Ginevra sulle armi convenzionali, che prevede restrizioni nell'uso di speciali tipi di armi e proibisce l'impiego di munizioni simili nei centri abitati, non è stato siglato da Israele e Stati Uniti.
"Le Forze di Difesa hanno utilizzato munizioni al fosforo in diverse forme in diverse fasi" - ha affermato Edri. "Le Forze di Difesa hanno fatto uso delle bombe al fosforo durante la guerra contro Hezbollah in attacchi sferrati contro obiettivi militari in campo aperto". Edri ha sottolineato che la legge internazionale non vieta l´uso delle armi al fosforo e che le "Forze di Difesa hanno usato questo tipo di munizioni in conformità delle disposizioni del diritto internazionale". Il ministro non ha però specificato dove e contro quali tipi di obiettivi sono state utilizzate le bombe al fosforo. Dopo il lancio nel luglio scorso dell'operazione militare "Giusta retribuzione", il premier libanese Fuad Siniora aveva denunciato una violazione degli accordi di Ginevra da parte delle forze armate di Israele. "L'impiego di bombe al fosforo e al laser contro civili e bambini - si era chiesto il primo ministro - è consentito dalla Convenzione?".
Nel Libano meridionale, diversi medici avevano sostenuto che molti feriti ricoverati negli ospedali riportavano 'strane' ustioni, causate probabilmente dal fosforo bianco. L'esecutivo di Beirut aveva inoltre denunciato l'ampio ricorso di Tsahal al lancio di ordigni esplosivi a frammentazione nel sud del Libano. Militari e civili libanesi sono rimasti uccisi a causa della deflagrazione di ordigni rimasti inesplosi di questo tipo. Gli Stati Uniti ammisero lo scorso anno l'utilizzo nel novembre 2004 di bombe al fosforo in un'offensiva contro la roccaforte ribelle di Falluja, in Iraq. Dopo ripetute smentite e di fronte a risultanze di inchieste giornalistiche, Washington riconobbe il lancio di questo tipo di ordigni ma solo contro "combattenti nemici".
La notizia si aggiunge alla denuncia fatta dallo stesso Segretario generale dell’Onu Kofi Annan dell'uso di bombe a grappolo da parte di Israele durante la guerra contro Hezbollah in Libano: Annan aveva chiesto al governo israeliano di "fornire mappe e indicazioni sulle località dove le bombe a frammentazione sono state usate in modo che si possa localizzarle al fine di proteggere i civili". Secondo la denuncia fatta a Rainews24 da un militare israelano nel conflitto in Libano sarebbero state impiegate 1,2 milioni bombe cluster: la percentuale di ordigni inesplosi nelle bombe a grappolo, si aggira intorno al 10 percento, dunque in Libano del Sud vi sarebbero circa 100 mila bombe inesplose. [GB]
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