
Originariamente Scritto da
czc81
Una proroga di tre mesi in favore di Casa Pound, l’accordo tra Provincia e Comune per l’acquisizione
La data dello sgombero di Casa Pound si allontana sempre più. Gli occupanti dell’immobile di proprietà dell’Enel servizi hanno infatti ricevuto ieri la notizia di una proroga di tre mesi. “La Questura – ha spiegato Enzo Savaresi di Casa Pound – ci ha informato che il 15 Gennaio non avverrà lo sgombero, perche il tutto è stato rimandato alla metà di Aprile”. La ragione del rinvio è da ricercare nell’accordo stretto tra la Provincia ed il Comune per l’acquisizione dell’immobile. “A dire la verità – ha poi dichiarato Savaresi – non ci è stata data alcuna comunicazione ufficiale circa la volontà delle due Amministrazioni di comprare l’edificio, tuttavia se così fosse si tratterebbe di una svolta. Non vogliamo illuderci, però, perche finora sono state tante le promesse dei politici e se anche questa volta ci trovassimo di fronte alla solita parola mancata continueremo comunque la nostra lotta e difenderemmo il palazzo perche Casa Pound è il simbolo dell’emergenza abitativa che le Amministrazioni sembrano voler ignorare”.
La notizia dell’acquisizione tuttavia non è una voce di corridoio né proviene da una fonte ufficiale. A confermare il progetto, l’assessore ai servizi sociali della Provincia di Latina, Fabio Bianchi. “Nei giorni scorsi – ha raccontato Bianchi – la Provincia ed il Comune hanno indirizzato una lettera all’Enel servizi in cui si chiede l’apertura di una trattativa al fine di acquisire lo stabile occupato. Nel frattempo il primo obbiettivo per mantenere in vita Casa Pound è stato centrato: il 15 Gennaio non ci sarà alcuno sgombero, poiché, in virtù della proposta di acquisto, è stata ottenuto una proroga del provvedimento”. Si attende adesso la replica dell’Enel. “L’auspicio è che la risposta dell’Enel servizi – ha chiosato l’assessore – arrivi a breve e che ci siano i margini economici per acquisire il palazzo”. Al di là delle intenzioni di Provincia e Comune, resta l’incognita circa il costo dell’operazione, che verrà stabilito dall’Enel. “Sebbene non si conoscano ancora le rivendicazioni economiche del bene, esiste comunque – ha continuato Bianchi – uno studio di fattibilità realizzato dall’Amministrazione provinciale per utilizzare l’immobile di Viale XVIII Dicembre a fini sociali. Non dimentichiamo infatti che si tratta di un edificio che sorge nel cuore della città, che occupa una posizione strategica e che per questo riceverà una destinazione in ambito sociale. D’altro canto i ragazzi di Casa Pound hanno fatto emergere un problema reale e stanno portando avanti numerose iniziative meritorie.
Il Tempo
Casa Pound, Provincia e Comune verso l'acquisto
Potrebbe avere un lieto fine la lunga storia di Casa Pound. Si affaccia all'orizzonte, infatti, l'ipotesi di acquisto da parte dell'amministrazione provinciale e di quella comunale. Tra gli altri enti interessati, ricordiamo, c'era anche l'Ater, ma l'impossibilità pratica di dare seguito all'operazione, ha scatenato Cusani e Zaccheo lanciandoli nella trattativa. E' di pochi giorni fa l'invio di una nota da parte di Comune e Provincia all'Enel Servizi per aprire una trattativa concreta. Esiste già, da parte dell'amministrazione provinciale, uno studio di fattibilità che permetterebbe allo stabile occupato di essere utilizzato ufficialmente a fini sociali. Gli incontri si sono intensificati, al pari dell'interessamento del Prefetto, poichè il 15 gennaio rimane una data preoccupante: ci sarà lo sgombero.
Per quel giorno, infatti, l'ufficiale giudiziario
avrà preallertato la forza pubblica richiedendone l'assistenza. Nel caso in cui gli attuali occupanti rifiutino di lasciare l'immobile di via XVIII
Dicembre ,si procederà allo sgombero forzato tramite l'intervento delle forze dell'ordine.
Ricordiamo che l'occupazione è avvenuta il 29 dicembre scorso per iniziativa di un gruppo di giovani legati al movimento di destra "Croce Maestrale". Poi, il 19 luglio il Giudice Minunni ha emesso l'ordinanza di sgombero della palazzina chiesta dalla "Dalmazia Trieste srl" (una società del gruppo Enel) che è stata notificata agli occupanti alla fine di settembre scorso.
L'occupazione dell'immobile è diventata un vero e proprio caso politico poiché ha portato alla ribalta una problematica delicata come l'accesso
alla casa per le fasce sociali meno abbienti.
I politici di vari schieramenti si sono espressi in vario modo su questa vicenda, che peraltro segna una sorta di primato in città. Infatti, gli occupanti hanno definito Casa Pound un "centro sociale", il primo della città e per giunta di destra. Con il
loro ingresso di fatto hanno dato una vera e propria ripulita alla palazzina he versava in stato di abbandono dopo la dismissione da parte dell'Enel
che in questa sede storica aveva una parte dei suoi uffici cittadini. E di vero centro sociale si è trattato, esportato dalla Capitale dove hanno operato in simili condizioni i seguaci del mutuo sociale ispiratisi ad Ezra Pound, fautore di un'economia libera dal profitto e di certezze minime per tutti.
In questi mesi gli animatori di Casa Pound si sono adoperati per offrire ospitalità a cittadini in difficoltà, garantendo un tetto e cibo. Molte le iniziative culturali e di sensibilizzazione, altrettante le polemiche nei confronti della politica interessata. Durante l'ultima campagna elettorale, infatti, l'esperienza dei ragazzi di destra aveva ottenuto unanime consenso. Dopo di che il vuoto. Non da ultimo la polemica nei confronti dell'amministrazione provinciale e del presidente Armando Cusani, reo di non aver mai espresso alcuna opinione sulla vicenda. Invece la sospresa.E' stata proprio la Provincia, per via dell'assessore Fabio Bianchi a guidare la cordata che dovrebbe portare all'acquisto.
La Provincia