Dal Piccolo:
Cecilia Quaiat, in Australia dal ’54, ha insegnato al marito espressioni nel nostro dialetto
Triestina moglie di un capo tribù aborigeno
Corrado Barbacini
I loro sudditi sono sparsi su più isole. Insieme ai cibi esotici gnocchi con il ragù Una triestina è la moglie del capo di una tribù aborigena in una località sperduta nel Nord dell’Australia. Si chiama Cecilia Quaiat, 65 anni. Nel 1954, quando emigrò assieme alla madre Ester Bordin e padre Adolfo, non avrebbe mai immaginato che trent’anni dopo sarebbe diventata una regina degli aborigeni. Era l’aprile del 1954 e Cecilia aveva appena 12 anni. Per lei il mondo finiva a Barcola. Si era appena imbarcata sulla motonave Toscana diretta in Australia.
Cecilia poco tempo fa ha ricevuto una visita da Trieste: l’ha raggiunta dopo un viaggio lunghissimo Leonardo Gambo, uno dei responsabili dei Giuliani nel mondo. «È incredibile quella donna. Parla un dialetto perfetto. Lì sembra quasi di essere a Trieste», racconta Gambo. Che aggiunge: «Cecilia, che noi chiamiano Clely, mi ha invitato a pranzo e ha cucinato gli gnocchi conditi con il ragù, come dalle nostre parti. Per arrivare a casa loro ho dovuto noleggiare un bimotore. Era commossa quando mi ha visto e quando mi ha sentito parlare in dialetto è scoppiata a piangere».
A casa di Clely si parla inglese, aborigeno e anche triestino. Lei lo ha insegnato al marito capotribù. «Viviamo bene in questa terra - ha raccontato la regina triestina degli aborigeni all’ospite - Ma qui bisogna provvedere a tutto. Abbiamo il generatore che produce la corrente elettrica e l’acqua proviene da un pozzo e viene estratta per mezzo di una pompa alimentata con l’energia solare».
«Mio padre - ha raccontato ancora Clely - era molto noto negli ambienti sportivi cittadini. Correva in bici con i colori dell’Unione ciclisti Trieste. Ci eravamo subito stabiliti ad Adelaide». Nel 1959 Cecilia-Clely si è sposata con un emigrato triestino e ha avuto due figli Erika e Alessandro. Ma qualche anno dopo si è separata e quindi ha divorziato. Da Adelaide si è trasferita nella zona di Arnhemland che si trova nel nord dell’Australia. Ed è stato lì che, qualche anno dopo, ha conosciuto il capo degli aborigeni Terry Yumbulul. È stato - ha confessato a Leonardo Gambo - «un colpo di fulmine». Così per la triestina Cecilia Quaiat è iniziata una nuova vita. Quella di regina degli aborigeni.
Il marito è una vera e propria leggenda. «A volte ci parliamo in triestino, e fa un certo effetto». Non solo è il capo tribù, ma anche un artista molto noto anche negli Stati Uniti. Da lui dipendono i sudditi sparsi in una quindicina di isole del golfo di Carpentaria. Nella sua isola non ci sono strade ma solo una pista di atterraggio sulla sabbia. Cecilia abita nella casa più bella del villaggio ma da qualche giorno è dovuta andare da una nipote perchè a causa del maltempo la pista d’atterraggio è impraticabile. La casa lei e Terry l’hanno costruita recuperando un container della marina militare e poi hanno sistemato attorno altre piccole costruzioni in legno. Una «reggia» dove fanno bella mostra le foto di Trieste e lo stemma dell’alabarda integrato da una piovra, il simbolo della tribù.
«Presto verrà a Trieste. Ce lo ha promesso», rivela Gambo. «Mio marito ha tenuto molte conferenze in svariate università degli Stati Uniti sugli aborigeni. - racconta Cecilia Clely- Ha dei contatti con l’ateneo di Venezia ma se ricevesse un invito dalla mia città, sarebbe bellissimo». (19 marzo 2008)




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