http://www.amandola.com/?p=2027
Vedete questa notizia. Pensate si possa applicare anche a Napoli?


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Non so se sia la stessa cosa, ma almeno i miei vecchi riciclano i rifiuti organici e li depongono in un cassonetto marroncino ogni giorno.
E' possibile che anche nel comune di Torino ci sia questo trattamento?
Per rispondere alla tua domanda: non vedo, in linea teorica, un motivo per non utilizzare questo trattamento ovunque. Bisogna solo avere l'accortezza di separare il cibo dall'altra pattumiera. Credo, onestamente, che questo sia un livello di coscienza civile ben superiore alla media. Immagino perciò che sia necessario partire da soluzioni ben più alla portata di tutte le teste d'uovo che frequentanto il suolo italiano, per poi passare a queste "sottigliezze".
Ho visto scene raccapriccianti (non solo in italia, ma anche in uk, dove il riciclaggio lascia il tempo che trova) vicino ai cassonetti della spazzatura differenziabile.


Anche i peggiori scarponi di questo mondo diventano teste d'uovo se gli si tocca il portafoglio. Una singola famiglia col compostaggio non produrrà molto fertilizzante, ma una cooperativa di un migliaio o passa di famiglie? Il comune potrebbe comprare il fertilizzante da una tale cooperativa e usarlo per il verde pubblico, rivendere eventuali rimanenze ad altri comuni più piccoli, e pagare i soci della coop mediante cash o detrazioni dalle tasse comunali.
Certo per un calcolo preciso bisognerebbe sapere quanto fertilizzante esce da una singola cassetta e in quanto tempo.
Tocchi un punto importante: come far venire l'acquolina in bocca ai testoni che non vogliono riciclare?
Il portafoglio mi sembra un bersaglio convincente. L'altro giorno discutevo con i miei, i quali da sempre riciclano anche le cose più assurde. Ho proposto loro un'alternativa fiscale, per vedere se possa far leva su chi, della loro età, bada più al denaro che all'ambiente.
In soldoni, questa è la proposta mia:Effetti collaterali: essendo noi italiani dei furbacchioni, potremmo anche pensare di fregare il sistema di controllo digitale, e buttare nel bidone della plastica, diciamo del vetro, facendo così aumentare peso e denaro a fine mese. Oltre a tanti altri magheggi tipici del paese dei più furbi del mondo.
- ogni famiglia riceve una carta magnetica dal proprio comune;
- i bidoni della spazzatura hanno un sistema simile a quello di un bancomat: ogni volta che butti la tua spazzatura, viene segnalato il peso, il materiale ed il giorno;
- ogni mese il comune ti risarcisce oppure ti defalca spese dalla tassa sui rifiuti;
- in questo modo, chi ricicla di più, riceve più detassazione (oppure altri incentivi da stabilire).
Come ovviare a questo problema strutturale dei nostri cervelli bacati? Un sensore chimico-fisico, una sorta di piccolo spettrometro, che individui il tipo di materiale. Se è diverso da quello richiesto, non puoi buttare dentro il tuo carico di spazzatura..
Cosa ne pensate? Il comune dovrebbe investire una certa quantità di euro per sostituire i cassonetti attuali, come quelli "intelligenti". Ma, ad occhio, credo che potrebbe risparmiare suill'uso di netturbini.


beh, si potrà fare quando si farà la raccolta differenziata
che in alcuni comuni del napoletano si fa, evidentemente c'è un problema di volontà


Hm, io parlavo di riciclo rifiuti umidi, perchè sono quelli che rendono più difficoltosa la separazione degli altri rifiuti "secchi" e perchè hanno quella capacità di generare un bene commercialmente spendibile su cui è più facile far leva.
Per i secchi: quanto costa uno di questi spettrometri? Ed è capace di distinguere i polimeri delle diverse plastiche? Perchè qui a parma c'è la raccolta differenziata di plastica vetro e barattolame, ho in cucina un contenitore giallo dove devo depositare separatamente questi materiali. Solo che alcuni tipi sono riciclabili, altri no, per cui sul coperchio c'è una lista di cose da mettere e da non mettere.
Esempio: bottiglia di vetro SI tubo neon NO, vaschetta di plastica SI, contenitore di cd NO.
Se io butto dentro il cassonetto intelligente della plastica rigida non riciclabile, tipo appunto custodie di cd rotte, il sensore se ne accorge?
la cosa è fattibile , ma non si dovrebbe dimenticare la difficoltà"logistica" ,ed i suoi costi nei grandi certi urbani;
in altre parole,raccogliere cona frequenza maggiore un certo tipo di umido altamente deperibile (idoeo alla preparazione di compost) in un centro cittadino a circa 20 km dall'area di trasformazione quanto costerebbe?
è sempre tutto qua


Si, se si fa tutto in un'area di trasformazione centralizzata. Ma se ogni famiglia, o condominio trasforma per conto proprio i rifiuti e poi si raccoglie il compost già fatto, che è molto meno ingombrante ?


Per fare del compost decente, ci vuole il terreno. La compostiera non è un semplice bidone, sotto è aperta, in modo tale che i vermi salgano dal terreno e decompongano i rifiuti organici.
Alcuni dei materiali elencati nell'articolo non vanno bene per il compost, come il cibo di origine animale. La carta (per esempio i fazzolettini o i tovaglioli) si può mettere solo quando il compost è troppo umido, altrimenti dà solo fastidio.
E' una possibilità che la legge dà da anni, ma le amministrazioni comunali devono deliberare in merito alla riduzione sulla tassa sui rifiuti.
Non è una soluzione applicabile nelle aree urbane, va bene per chi ha almeno un giardino, che poi è chi del compost ha bisogno come fertilizzante.
E' una bella iniziativa, ma decisamente non una soluzione per l'emergenza napoletana. Per quella ci vuole la raccolta porta a porta con sgravi fiscali per i cittadini virtuosi, niente di più, niente di meno. La compostiera serve solo in un ambito più ampio, di differenziazione sistematica dei rifiuti.