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Discussione: Prodi Nel Bunker

  1. #31
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    Vengono al pettine le contraddizioni di una falsa partenza

    Con l'intervento di ieri alla Camera dei deputati il presidente del Consiglio ha annunciato nel suo discorso la ferma intenzione di rimanere al suo posto. O, più probabilmente, si è ancora candidato per il futuro, anche in caso di elezioni alla guida dell'Unione.



    Incurante della condizione disastrata nella quale si trovano il paese e la sua coalizione.

    Ma tali esibizioni muscolari, quando tutto pare sul punto di crollare, sembrano più utili ad un fine mediatico che politico. Perché politicamente, dopo che Mastella, lasciato il governo, è anche uscito dalla maggioranza, l'esperienza di Prodi è finita. E questa voglia di battersi del premier sembra un'agonia che non si interrompe, più che una reale prova di forza.

    Ammesso anche che Mastella abbia indirettamente aiutato il premier ad evitare un voto in Aula sulla Giustizia - tramite il quale si sarebbero evidenziate in maniera inconfutabile le divaricazioni fra Di Pietro, la sinistra radicale ed il testo dell'ex Guardasigilli - la crisi ha fatto ormai il suo corso. La frattura fra le parti si è esasperata ed è stata messa in piena luce.

    Mastella ha usato parole di non ritorno, il Partito democratico è stato messo nel mirino dagli alleati, Prodi e Veltroni appaiono definitivamente per quello che sono: due rivali che non ammettono spazi di equilibrio. Non c'è modo di riassorbire questo caos.

    E l'idea che lo si voglia addirittura prolungare preoccupa, viste anche le reazioni interne ed internazionali che ci piovono addosso.

    L'Eurispes ha anticipato un rapporto nel quale si legge come la credibilità ai minimi del governo si riversi sulle istituzioni nel loro complesso, alimentando un senso di sfiducia collettivo. Il quotidiano londinese "Financial Times" ha definito il nostro paese quello peggio governato di tutta l'Europa; in fondo pensiamo che colga nel segno.

    Il segretario del Pri, Francesco Nucara, dopo aver appreso dell'uscita dalla maggioranza di Mastella e del suo partito, aveva invitato Prodi a rinunciare al passaggio parlamentare e a salire al Colle.

    Prodi si è così assunto la responsabilità di voler restare al suo posto, convinto di potercela fare ancora una volta, come del resto ha dichiarato: nemmeno si trattasse del suo destino personale e non di quello dell'Italia.

    Sarebbe servito un comportamento responsabile da parte del premier. Prendere atto che ha sbagliato dal primo momento, convinto com'era di poter governare il paese con il 50, 01 dei consensi elettorali; invece appare convinto, ora, di poterlo governare con il 49,01 dei consensi.

    In questa maniera impedisce di ricercare una soluzione positiva ai molti problemi aperti, che paiono sempre più destinati ad aggravarsi. Fino a ieri l'esecutivo e la maggioranza erano per lo meno in grado di dare l'impressione, anche se poi non vi riuscivano comunque, di poter fronteggiare le difficoltà. Nell'attuale condizione è svanita anche l'impressione.

    Prodi non è disposto ad ammetterlo, deciso com'è che la cosa principale sia durare contro tutto e contro tutti. Ma forse nel centrosinistra esisterà qualcuno che si rende conto di come la ridotta nel bunker berlinese sia l'epilogo di una stagione infausta, ma non tale da meritare questa farsa. E forse vorrà evitare una simile inutile pantomima.

    Roma, 22 gennaio 2008

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4668

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa Visualizza Messaggio
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    Vengono al pettine le contraddizioni di una falsa partenza

    Con l'intervento di ieri alla Camera dei deputati il presidente del Consiglio ha annunciato nel suo discorso la ferma intenzione di rimanere al suo posto. O, più probabilmente, si è ancora candidato per il futuro, anche in caso di elezioni alla guida dell'Unione.



    Incurante della condizione disastrata nella quale si trovano il paese e la sua coalizione.

    Ma tali esibizioni muscolari, quando tutto pare sul punto di crollare, sembrano più utili ad un fine mediatico che politico. Perché politicamente, dopo che Mastella, lasciato il governo, è anche uscito dalla maggioranza, l'esperienza di Prodi è finita. E questa voglia di battersi del premier sembra un'agonia che non si interrompe, più che una reale prova di forza.

    Ammesso anche che Mastella abbia indirettamente aiutato il premier ad evitare un voto in Aula sulla Giustizia - tramite il quale si sarebbero evidenziate in maniera inconfutabile le divaricazioni fra Di Pietro, la sinistra radicale ed il testo dell'ex Guardasigilli - la crisi ha fatto ormai il suo corso. La frattura fra le parti si è esasperata ed è stata messa in piena luce.

    Mastella ha usato parole di non ritorno, il Partito democratico è stato messo nel mirino dagli alleati, Prodi e Veltroni appaiono definitivamente per quello che sono: due rivali che non ammettono spazi di equilibrio. Non c'è modo di riassorbire questo caos.

    E l'idea che lo si voglia addirittura prolungare preoccupa, viste anche le reazioni interne ed internazionali che ci piovono addosso.

    L'Eurispes ha anticipato un rapporto nel quale si legge come la credibilità ai minimi del governo si riversi sulle istituzioni nel loro complesso, alimentando un senso di sfiducia collettivo. Il quotidiano londinese "Financial Times" ha definito il nostro paese quello peggio governato di tutta l'Europa; in fondo pensiamo che colga nel segno.

    Il segretario del Pri, Francesco Nucara, dopo aver appreso dell'uscita dalla maggioranza di Mastella e del suo partito, aveva invitato Prodi a rinunciare al passaggio parlamentare e a salire al Colle.

    Prodi si è così assunto la responsabilità di voler restare al suo posto, convinto di potercela fare ancora una volta, come del resto ha dichiarato: nemmeno si trattasse del suo destino personale e non di quello dell'Italia.

    Sarebbe servito un comportamento responsabile da parte del premier. Prendere atto che ha sbagliato dal primo momento, convinto com'era di poter governare il paese con il 50, 01 dei consensi elettorali; invece appare convinto, ora, di poterlo governare con il 49,01 dei consensi.

    In questa maniera impedisce di ricercare una soluzione positiva ai molti problemi aperti, che paiono sempre più destinati ad aggravarsi. Fino a ieri l'esecutivo e la maggioranza erano per lo meno in grado di dare l'impressione, anche se poi non vi riuscivano comunque, di poter fronteggiare le difficoltà. Nell'attuale condizione è svanita anche l'impressione.

    Prodi non è disposto ad ammetterlo, deciso com'è che la cosa principale sia durare contro tutto e contro tutti. Ma forse nel centrosinistra esisterà qualcuno che si rende conto di come la ridotta nel bunker berlinese sia l'epilogo di una stagione infausta, ma non tale da meritare questa farsa. E forse vorrà evitare una simile inutile pantomima.

    Roma, 22 gennaio 2008

    tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=4668
    Sottoscrivo TUTTO salutando il Grande Nuvolarossa...

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da kanekorso Visualizza Messaggio
    il MAGO di OZ ha le ore contate non vorrete mika credere che NAPOLITANO gli permetta di proseguire con la sua armata di kazzari nullafacenti......però NAPOLITANO è....komunista
    più lui si impunta più i consensi scendono....dalle stelle alle stalle,dalle stalle alle cantine e dalle cantine alle discariche.....avanti miei PRODI.....ocio che non siete riciclabili.
    Guarda che ti becchi una Denuncia da parte della Magistratura...vai a gettare schifezze-radioattive nei Tombini che rischi di meno,soprattutto in Campania...

  4. #34
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    ...oppure in Basilicata...

  5. #35
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    11:24 Cossiga: "Al Senato epidemia nella Cdl aiuterà Prodi" "Non comprendo come gli organi d'informazione e i miei colleghi parlamentari non abbiano ancora compreso quale sia l'iter 'prodiano' in questa crisi: scontato voto di fiducia alla Camera, pressing su i senatori che mai avessero intenzione di votare contro (pressing che sono certo avrà successo ad esempio su Dini e sui liberaldemocratici e su una parte almeno dell'Udc di Casini)". Lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga. "E poi - prosegue - teniamo conto della dilagante epidemia nel centrodestra, della prostatite causata da un virus mutante, e quindi difficilmente aggredibile, detto 'walterveltronianum'".
    http://www.repubblica.it/2008/01/dir...gen/index.html


    Si vocifera anche che prodi stia facendo pressione sui senatori del mpa promettendo di fare il ponte sullo stretto....poi ha il ministero della giustizia vacante che sta offrendo a destra e a manca....e ad aprile ci sono le nomine dell'enel, eni,ecc.....

    Prodi è un caso disperato.....

  6. #36
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    La crisi che tarda

    Il bunker di Palazzo Chigi

    di Arturo Diaconale

    Ma fino a quando Romano Prodi continuerà ad abusare della pazienza degli italiani? Il Presidente del Consiglio guida un governo che ha paralizzato per un anno e mezzo il Paese, che ha aumentato la pressione fiscale di più di due punti, che non ha tagliato di un euro la spesa pubblica distinguendosi solo per sperperi e per lottizzazioni clientelari, che è il responsabile del disastro dei rifiuti campani che in termini d’immagine costa al paese più di una guerra perduta, che non è in grado di prendere una sola decisione per i veti incrociati dei propri alleati e che è riuscito anche nel miracolo di mettersi contro la Chiesa a causa della vicenda della “Sapienza”. Ebbene, cosa aspetta a gettare la spugna e a togliersi di mezzo il Presidente del Consiglio che nel frattempo non ha perso solo un partito della maggioranza come l’Udeur, ma si è visto abbandonare da una parte consistente di quei cittadini che alle ultime elezioni gli avevano attribuito la loro fiducia?

    Prodi, puntando sul risultato di quella legge elettorale a parole tanto aborrita che ha dato al centro sinistra un premio di seggi alla Camera, ha deciso di resistere ad oltranza. Con l’obbiettivo di prendere la fiducia a Montecitorio e tentare la sorte al Senato. Magari ovviando alla defezione dei tre voti determinanti dei senatori di Clemente Mastella (a cui potrebbero aggiungersi quelli dei seguaci di Lamberto Dini e di qualche altro dissidente) con i soliti senatori a vita. E, comunque, puntando sul fatto che la fiducia alla Camera e la sfiducia a Palazzo Madama aprirebbe uno scenario del tutto inedito dal punto di vista costituzionale che potrebbe addirittura comportare la tenuta del governo anche in presenza dello scioglimento della sola assemblea del Senato da parte del Capo dello Stato. Basta una ipotesi del genere per indicare il grado di disperata forsennatezza in cui è caduto Prodi. Pur di rimanere incollato alla poltrona è pronto a sfidare lo spirito e la prassi della Carta Costituzionale e a perseguire un obbiettivo dalle caratteristiche apertamente golpiste.

    Per evitare che dopo quelle dei rifiuti e del Papa si faccia una ennesima figura drammatica e grottesca, è auspicabile che i dirigenti del centro sinistra convincano Prodi a rinunciare al suo folle proposito. Se non lo vogliono fare per il Paese, lo facciano almeno per i rispettivi partiti. I golpe degli inchiodati alla poltrona passano, le forze politiche restano. E se continuano a seguire l’attuale Presidente del Consiglio rischiano di finire all’opposizione per i prossimi vent’anni.

    http://www.opinione.it/pages.php?dir...rt=568&aa=2008

  7. #37
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    CRONACHE MARZIANE

    articolo di Mario Giordano - mercoledì 23 gennaio 2008, 07:00

    La sai l’ultima? «Il governo Prodi ha rimesso in piedi il Paese». Sicuro, proprio così. L’ha detto il medesimo premier parlando alla Camera. Che l’abbia detto lui, del resto, è abbastanza scontato: altrimenti chi altro avrebbe osato tanto? Ormai persino i parenti stretti di Prodi hanno qualche titubanza: prima di fargli un complimento stanno attenti che nessuno li veda. È piuttosto sorprendente, invece che il premier abbia detto quella frase alla Camera dei Deputati: fino a prova contraria le barzellette hanno già una loro sede istituzionale. Ma è il Bagaglino, non il Parlamento.
    Quello che bisogna riconoscere assolutamente a Prodi è una dose di coraggio da far paura. Mentre l’Italia cade a pezzi, tutti gli istituti di ricerca mettono in evidenza lo sfascio avanzante, i sondaggi rivelano l’insoddisfazione generale, lui si presenta in aula a dire che «ha rimesso l’Italia in piedi». Ricorda quel ministro di Saddam Hussein che in tv giurava: «Le nostre truppe stanno combattendo eroicamente e hanno respinto l’assalto dei nemici». E intanto si vedevano i carri armati Usa che avanzavano dietro le sue spalle. Se non sbaglio fu soprannominato Alì il Comico.
    Ecco Prodi è una specie di Alì il Comico in salsa bolognese. Bankitalia ha appena certificato che le spese non sono state tagliate? Ebbene, lui se ne impipa e proclama, alla faccia dei numeri, che le spese sono state tagliate. In venti mesi non è riuscito nemmeno a farsi ricevere da Bush? Ebbene, lui se ne impipa e proclama, alla faccia della realtà, che l’Italia ha avuto «il posto che le spetta nello scenario internazionale». E avanti così: in quindici minuti alla grande in cui ha smentito in ordine sparso: i dati Istat, i dati Ocse, le ricerche Censis, i sondaggi di Repubblica, il Financial Times, il Wall Street Journal, il Papa, la Cei, il Fondo monetario internazionale e forse anche la lattaia sotto casa.
    Suvvia, siamo seri: non ci crede nemmeno lui. A un certo punto è riuscito persino a dire che questo governo «ha creduto e crede nell’ambiente e nella sua tutela». Eccome no. Si è visto, quanto crede nell’ambiente e nella sua tutela, l’ha potuto ammirare in mondovisione tutto il pianeta. Basta dare un’occhiata a Napoli e alla Campania. Questo governo crede nell’ambiente tanto quanto noi crediamo all’uomo nero e al babau. Anche se, dopo aver visto all’opera Prodi, al babau ci crediamo un po’ di più.
    Lo ripetiamo: ci vuole un grande coraggio, e una emerita faccia di tolla, per sostenere oggi che l’Italia è stata rimessa in piedi. Sarebbe come se mio figlio prendesse quattro in matematica e dicesse: «Papà, oggi ho preso un bel voto». Che fai? Lo prendi a sberle? Gli togli la playstation? Ecco: anche a Prodi bisognerebbe togliere il giocattolo. Quello che ha fatto alla Camera non è stato un discorso politico: è il manifesto degli impuniti, la magna charta dei senza vergogna, il documento programmatico di un partito surreale, iperuranico, alieno. Un partito che ha perso il contatto con la realtà.
    Ora mi dicono che Prodi ha messo in piedi un grande suk di parlamentari per cercare di restare a galla a tutti i costi. Il Supermercatone Romano è aperto. Ma come? Il centrosinistra non faceva lezioni di morale sull’argomento, solo poche settimane fa? Si cambia in fretta per non morire. O meglio, per resuscitare. Però quali siano le alchimie numeriche con cui il premier spera di realizzare il miracolo, poco importa: quello che importa è che il miracolo non riesca. Perché di barzellette ne abbiamo sentite abbastanza: non è con Alì il Comico che si può far vivere un governo. E, tanto meno, un Paese.

    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=235930&PRINT=S

 

 
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