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  1. #41
    Donna dei filosofi
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    Non possiamo parlare di perfezione divina nè mondana.
    All'interno della divinità esiste tutto, si compone ogni dualità e dunque non ha più alcun senso parlare di bene e male.
    Sostenere che Dio è bene assoluto è errato: al massimo si può dire che E' e basta. Ma in realtà non si può dire proprio nulla. Nulla. Magari dire ciò che NON E' (teologia apofatica)...ma questo non aiuta certo la religione, la quale ha bisogno di offrire certezze e chiarezze ai suoi fedeli.
    Nell'immanifesto originario sono contenute tutte le potenzialità, nessuna esclusa: nella manifestazione, regno del DUE, l'uno si fa molteplice e il DUE impera, divenendo categoria tanto illusoria quanto necessaria.
    Ecco perchè ogni teodicea ha ben poco senso.

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    Non possiamo parlare di perfezione divina nè mondana.
    All'interno della divinità esiste tutto, si compone ogni dualità e dunque non ha più alcun senso parlare di bene e male.
    Sostenere che Dio è bene assoluto è errato: al massimo si può dire che E' e basta. Ma in realtà non si può dire proprio nulla. Nulla. Magari dire ciò che NON E' (teologia apofatica)...ma questo non aiuta certo la religione, la quale ha bisogno di offrire certezze e chiarezze ai suoi fedeli.
    Nell'immanifesto originario sono contenute tutte le potenzialità, nessuna esclusa: nella manifestazione, regno del DUE, l'uno si fa molteplice e il DUE impera, divenendo categoria tanto illusoria quanto necessaria.
    Ecco perchè ogni teodicea ha ben poco senso.
    E cosa pensi delle Divinità..?
    Esistono..sono frutto di fantasia..sono trascendenti e personali..?
    Inevitabilmente in qualsiasi discussione si va a finire sempre qui..
    il Brahman..viene inteso come inqualificato..quindi senza Divinità che nè costituiscano l'Essenza..però..per qualche altro..il Brahman è personale..magari è una Divinità..Krishna o Vishnu sono il Brahman..
    Quale risposta dare..come conciliare le Divinità trascendenti e personali con Brahman inqualificato..?
    Secondo me il dato concettuale o teorico non può essere una fiera delle metafisiche..ma è ben preciso..e si identifica a livello Principiale col Brahman nirguna..l'Infinito inqualificato...
    Quest'Infinito..nel Suo aspetto creativo..per realizzare le possibilità che lo compongono..si qualifica in vari modi..ma sempre in modo non Principiale..
    le Divinità in relazione al Brahman nirguna non esistono..sono sogni..Essenze o Reggitori di particolari possibilità..Brahma è la volontà creatrice..che si lega a Iswara o all'Essere...Vishnu..è la forza che stabilizza gli esseri e Shiva la forza che li trasforma..e poi..tutte le altre indefinite Divinità a scendere ..
    L'Uomo..è una possibilità dell'Infinito..e ne conserva l'impronta..Così in alto..così in basso.....per questo nell'atto creativo l'uomo diventa ed è Brahma..come diventa Shiva nella trasformazione iniziatica..
    Cioè..le Divinità esistono a prescindere dall'uomo..come possibilità..ma è solo con l'uomo che diventano coscienti di se stesse..in quanto nel nostro mondo l'uomo riveste un ruolo centrale..è possessore di consapevolezza ..o Buddhi
    e la Divinità ha bisogno dei nostri occhi interiori per percepirsi..tranne l'Essere o Iswara che è pura Coscienza..o Esistenza..
    Ma naturalmente anche Vishnu è Iswara..e Brahman..in una forma manifestata o qualificata..
    Quindi le Divinità cosa sono..?
    Sono trascendenti e personali...o immanenti e impersonali..?
    Secondo me..una Divinità è essenzialmente tutto...nella misura in cui è Brahman..ma il livello di manifestazione in cui esiste..dipende da noi..
    da come la vediamo..che diamo vita ad una possibilità altrimenti inesistente anche se non un nulla..
    IL Dio trascendente e personale esiste nella misura in cui ci crediamo..ma per non esistere come dato fantastico..è necessario che dentro di noi percepiamo l'energia che lo qualifica..e ne diventiamo Testimoni..per così fissarla..e poi identificarci..per così rafforzarla..
    Sono le Divinità che hanno creato l'uomo..come gradino per avanzare anche Loro verso quel riassorbimento in Brahman..che è fine di tutti gli Esseri..
    nell'incantamento o identificazione rafforziamo la Divinità dandogli la nostra energia..e nella preghiera duale..rafforziamo l'immagine che la Divinità ha nel nostro mondo..come porta verso l'identificazione o esoterismo...
    Insomma..l'Infinito ancora una volta è tutte le cose..sia un'energia sotto forma di Divinità..che noi rafforziamo con la nostra preghiera..sia il Puro Essere..portone principale verso il Brahman..e sia poi..anche una nostra fantasia..che ..come tute le cose..ha diritto anche lei ad esistere..
    fantasia.. quando la Divinità è la proiezione dell'attaccamento a qualche oggetto..che vogliamo promuovere a nostro servitore..nel vincere alla lotteria..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  3. #43
    Dasanudas Das
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Ripeto che questa è la mia interpretazione di una Scuola che conosco pochissimo. Per fare un esempio a me più noto, si potrebbe parlare di un'altra tradizione vaishnava: quella gaudiya, che senza ombra di dubbio concepisce l'Assoluto come la Persona Suprema di Krishna (e qui forse Madhur può confermare). Oltre Krishna non c'è nulla e anche l'essere indefinito è una sua qualità.... qualità trascendentale che noi, con i nostri sensi limitati, possiamo capire solo per analogia con le qualità materiali (limitate: mentre le qualità di Krishna non conoscono limiti).
    Confermo l'appunto. I Vaishnava Gaudya, tendono ad essere esclusivisti ed alcuni (ahimè, alcuni occidentali con forti influenze abramitiche) sfociano in un monoteismo assoluto. Ma la visione Gaudya è pura bhakti, quindi devozionale. Per questo mi sento molto vicino a Testa nelle sue esposizioni intimo/personali, come diceva Shridara Maharaj, la Coscienza di Krishna è transizione di cuore tra maestro e discepolo, tra Sadhu, tra anime individuali...
    Tuttavia, perché appunto la scuola che seguo è Gaudya, quindi ha avuto nascita in Nawadvipa, villaggio che all'epoca di Mahaprabhu era considerato la capitale della cultura, la sede dei Pandit, sono oltremodo affascinato dalle esposizioni jnani di Antiokos (e dei suoi parallelismi con le filosofie elleniche, che sapete bene, Antiokos e Chaos, che seguo con fascinazione da purtroppo poco tempo, credo un po per gli stessi motivi di Antiokos in fondo). Quindi, in ultima analisi non posso quotare quanto l'amico Chaos scrive:
    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Il punto è che esistono moltissime teologie, spesso in competizione tra loro, che cercano di articolare l'Assoluto (Brahman) in termini filosofici. Razionalmente non penso sia possibile far trionfare una Scuola sull'altra, perchè altrimenti, dopo duemila e passa anni di dibattiti e confronti tra grandi panditah (gente che, come dire, la teologia la respirava...) ne esisterebbe una sola! Ognuno di noi segue la Scuola che trova più consona alla propria sensibilità - ma alla fine, l'Assoluto è un'esperienza trasformativa, non un concetto filosofico. E per quel che mi riguarda, a dirla tutta, sono perfettamente solipsista.

    Cmq, a meno di ulteriori scoperte/interventi, mi sa che sul vishishtavada ci siamo bloccati qua. Potrebbe essere interessante in futuro aprire dei thread appositi per sviluppare (anche solo con citazioni) il pensiero delle varie Scuole...

    Valete optime!
    Non mi dispiacerebbe, visto che a me karmicamente continua a saltare, fare un viaggio in India con voi... sarebbe davvero interessante!
    Dandavat

  4. #44
    Antiokos
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Tra queste Scuole ce ne sono alcune che concepiscono e definiscono Brahman nei tuoi stessi termini, come un Assoluto oltre ogni qualità (nirguna), che in qualche modo appare a noi sotto forma personale (di qui i deva); ma ce ne sono altre - e sono la maggioranza oggi - che concepiscono questo Brahman come 'personale'. Non per questo queste scuole 'personaliste' sono meno iniziatiche o meno profonde (o spesso anche meno 'advaita'!) nel loro approccio.

    Tornando al vishishtavada di Ramanuja (e qui rispondo all'amico Antiokos), mi pare d'intendere da quanto ho letto che rappresenti una scuola 'qualificata'. Ma, come fa notare Antiokos, è una questione di termini - e può benissimo essere che mi sbagli.
    No, non ti sbagli affatto il vishishtadvaita è una scuola "qualificata" il suo nome letteralmente significa "non-dualità qualificata" (o "con attributi" se preferisci).

    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Per ricapitolare: Il Brahman saguna di Ramanuja, oltre il quale non c'è nulla (perchè per Ramanuja nirgutva è solo uno dei tanti attributi del Brahman qualificato), questo Ishvara, a me appare 'personale' proprio perchè dotato di attributi ben precisi (descritti nei Veda), di un nome personale ben preciso (Vishnu) e di una serie di forme trascendentali anche quelle ben definite. E' certo molteplice, e da Lui scaturiscono gli Dei; tuttavia, Egli stesso, Vishnu, non dipende da alcuno. Ergo, per come mi è dato di capire, l'Assoluto del vishishtavada, in fondo è una persona: la Persona Suprema di Vishnu, che racchiude ogni cosa, compreso il nulla.
    Perfetto, analisi corretta da quì si noterà comunque l'enorme differenza col Dio abramitico, quì si stà parlando di Vishnu come Assoluto, qualificato, ma sempre Assoluto è!

    Chaos se riesco a ritrovare i testi di un tempo ti faccio sapere, magari te li scannerizzo (purtroppo non erano miei, la maggiorparte prestati, e altri pochi (presi a prestito da biblioteche universitarie, ma in Italia siamo indietro... se non fosse stato per conoscenze personali mi attaccavo... va bè... ) il punto è che molta gente che me li prestò non la vedo più da un bel pò di tempo, altri non ho modo di vederli spesso... )

    Namaskar!

  5. #45
    Donna dei filosofi
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    QUOTE E cosa pensi delle Divinità..?
    Esistono..sono frutto di fantasia..sono trascendenti e personali..?
    QUOTE



    Certamente esistono....come esiste tutto il resto. Tutto ciò che è universo ha esistenza che è concreta e illusoria al tempo stesso. Tutti i piani fisici e metafisici risiedono in questa dimensione, così come tutto ciò che è manifestazione.
    Illusorio, abbiamo detto, in ultima analisi, ma utile perchè ce ne serviamo allo scopo di orientarci dal samsara al nirvana.
    Ishvara esiste, per me, e può trascinarmi con sè, anche se dovrò lasciarlo, alla fine....
    Sono sostanzialmente d'accordo con la tua analisi, testadi prazzo.

  6. #46
    against the modern world
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    Fatalità proprio oggi parlavo con un mio amico (che segue anche lui Sahaj Marg) del discorso personalista/impersonalista, e anche con lui sono sorti dei problemi di comunicazione linguistica, che poi abbiamo risolto (come nel nostro caso).


    In linea di massima, mi pare che la maggior parte delle persone che conosco propendano verso una visione impersonalista. Tipo il mio amico, che ama la Bhagavad-Gita, ma concepisce la manifestazione ultima dell’Assoluto come nirguna (non saguna o nirguna-saguna), e ha difficoltà a comprendere che per moltissime persone questo stesso Assoluto invece è proprio... la Persona Suprema! Non un Brahman senza nome o attributi, ma Krishna, Vishnu (o Shiva, Devi...)

    I paradossi mi affascinano. In particolare mi affascina il fatto che l’esclusivismo religioso, connesso spesso all’intolleranza religiosa, non sia appannaggio solo di gretti buzzurri, ma anche di persone spiritualmente molto avanzate. B.S. Prabhupada, ad esempio. Ammiro il personaggio, e non ho dubbi che fosse ad un livello altissimo di realizzazione, perennemente immerso nella Vrindavan celeste, come un cigno che navigava le acque del mondo. Ma non ho nemmeno dubbi, onestamente, che Prabhupada fosse estremamente esclusivista, e molto, molto rigido nelle sue posizioni (basti vedere come descriveva altri ‘santi’ indiani: Shankara, Ramakrishna, etc. ; oppure i 'mayavadin'!) Lo stesso discorso si potrebbe fare nel caso dei grandi santi cristiani o musulmani: spiritualmente realizzati ma spesso venefici nei loro giudizi su qualsiasi cammino non fosse il proprio.

    Come conciliare queste contraddizioni? Simplicemente non si conciliano: la vita è un sogno assurdo (il mio sogno!)

    Ma per tornare coi piedi per terra, penso che sarebbe carino postare degli ‘studi’ sulle varie Scuole. Purtroppo io ho letto solo qualche libro in inglese, e non ho nulla sul computer (se non un interessante articolo di un professore che conosco, ma non posso postarlo perchè ancora inedito...). Quindi Antiokos: se trovi qualcosa da spedirmi, non esitare! Quando ho tempo vedrò anche di darmi alla ricerca in rete.

    P.S. viaggio in India: sarebbe fantastico! Bisognerà discuterne con calma...


  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Fatalità proprio oggi parlavo con un mio amico (che segue anche lui Sahaj Marg) del discorso personalista/impersonalista, e anche con lui sono sorti dei problemi di comunicazione linguistica, che poi abbiamo risolto (come nel nostro caso).


    In linea di massima, mi pare che la maggior parte delle persone che conosco propendano verso una visione impersonalista. Tipo il mio amico, che ama la Bhagavad-Gita, ma concepisce la manifestazione ultima dell’Assoluto come nirguna (non saguna o nirguna-saguna), e ha difficoltà a comprendere che per moltissime persone questo stesso Assoluto invece è proprio... la Persona Suprema! Non un Brahman senza nome o attributi, ma Krishna, Vishnu (o Shiva, Devi...)

    I paradossi mi affascinano. In particolare mi affascina il fatto che l’esclusivismo religioso, connesso spesso all’intolleranza religiosa, non sia appannaggio solo di gretti buzzurri, ma anche di persone spiritualmente molto avanzate. B.S. Prabhupada, ad esempio. Ammiro il personaggio, e non ho dubbi che fosse ad un livello altissimo di realizzazione, perennemente immerso nella Vrindavan celeste, come un cigno che navigava le acque del mondo. Ma non ho nemmeno dubbi, onestamente, che Prabhupada fosse estremamente esclusivista, e molto, molto rigido nelle sue posizioni (basti vedere come descriveva altri ‘santi’ indiani: Shankara, Ramakrishna, etc. ; oppure i 'mayavadin'!) Lo stesso discorso si potrebbe fare nel caso dei grandi santi cristiani o musulmani: spiritualmente realizzati ma spesso venefici nei loro giudizi su qualsiasi cammino non fosse il proprio.

    Come conciliare queste contraddizioni? Simplicemente non si conciliano: la vita è un sogno assurdo (il mio sogno!)

    Ma per tornare coi piedi per terra, penso che sarebbe carino postare degli ‘studi’ sulle varie Scuole. Purtroppo io ho letto solo qualche libro in inglese, e non ho nulla sul computer (se non un interessante articolo di un professore che conosco, ma non posso postarlo perchè ancora inedito...). Quindi Antiokos: se trovi qualcosa da spedirmi, non esitare! Quando ho tempo vedrò anche di darmi alla ricerca in rete.

    P.S. viaggio in India: sarebbe fantastico! Bisognerà discuterne con calma...

    Osho diceva..
    Mendicanti o Maestri..non c'è differenza..lottano tra loro..
    far rimanere nel mondo un pensiero..significa lottare ..non c'è niente da fare...
    e la propria Via..affinchè non si riempia di erbacce..va pulita e protetta..
    e in fin dei conti..tranne che nei forum di discussione...fare la propria Via..è l'equivalente iniziatico di fare i cazzacci nostri..senza troppo ficare il naso in vie che non ci riguardano..perchè sentiamo lontane..
    Qual'è meglio..?
    La propria è senz'altro la migliore..che le altre sono solo aiuti per sopravvivere..
    E' bello alla fine accettare il proprio esclusivismo..lasciando all'Universo il compito di armonizzarlo con tutti gli altri..che se cominciamo a farlo noi..la Via ci sparisce da sotto i piedi...
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    QUOTE E cosa pensi delle Divinità..?
    Esistono..sono frutto di fantasia..sono trascendenti e personali..?
    QUOTE



    Certamente esistono....come esiste tutto il resto. Tutto ciò che è universo ha esistenza che è concreta e illusoria al tempo stesso. Tutti i piani fisici e metafisici risiedono in questa dimensione, così come tutto ciò che è manifestazione.
    Illusorio, abbiamo detto, in ultima analisi, ma utile perchè ce ne serviamo allo scopo di orientarci dal samsara al nirvana.
    Ishvara esiste, per me, e può trascinarmi con sè, anche se dovrò lasciarlo, alla fine....
    Sono sostanzialmente d'accordo con la tua analisi, testadi prazzo.
    Mia cara Papessa..mi sa che pur avendo vite diverse..pensiamo allo stesso modo..
    è impressionante alle volte vedere come i tuoi post avrei potuto scriverli io..a parte lo stile..
    Bene..significa che ciò che vedo esiste..e non è solo una mia interpretazione..
    anche se già lo sapevo..ma una conferma..mi rende meno solo..che per ora..solo Osho pensava come me..anzi..io come Lui..ancora..pensavo come Lui aveva realizzato..che è come pensare 100 nilioni..o averli in saccoccia..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  9. #49
    against the modern world
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    ...fare la propria Via..è l'equivalente iniziatico di fare i cazzacci nostri..
    penso che questo riassuma perfettamente tutto il discorso

    Condivido quanto scrivi. Ti dirò che sono contento della strada che sto seguendo, ma non m'interessa convertire nessuno. Più che altro, col tempo ho iniziato ad apprezzare la differenza tra esclusivismo ed intolleranza: l'esclusivismo spesso porta all'intolleranza, ma non tutti gli esclusivisti sono intolleranti. Una questione di carattere, immagino...

  10. #50
    Antiokos
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    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    E cosa pensi delle Divinità..?
    Esistono..sono frutto di fantasia..sono trascendenti e personali..?
    Inevitabilmente in qualsiasi discussione si va a finire sempre qui..
    il Brahman..viene inteso come inqualificato..quindi senza Divinità che nè costituiscano l'Essenza..però..per qualche altro..il Brahman è personale..magari è una Divinità..Krishna o Vishnu sono il Brahman..
    Quale risposta dare..come conciliare le Divinità trascendenti e personali con Brahman inqualificato..?
    Secondo me il dato concettuale o teorico non può essere una fiera delle metafisiche..ma è ben preciso..e si identifica a livello Principiale col Brahman nirguna..l'Infinito inqualificato...
    Quest'Infinito..nel Suo aspetto creativo..per realizzare le possibilità che lo compongono..si qualifica in vari modi..ma sempre in modo non Principiale..
    le Divinità in relazione al Brahman nirguna non esistono..sono sogni..Essenze o Reggitori di particolari possibilità..Brahma è la volontà creatrice..che si lega a Iswara o all'Essere...Vishnu..è la forza che stabilizza gli esseri e Shiva la forza che li trasforma..e poi..tutte le altre indefinite Divinità a scendere ..
    L'Uomo..è una possibilità dell'Infinito..e ne conserva l'impronta..Così in alto..così in basso.....per questo nell'atto creativo l'uomo diventa ed è Brahma..come diventa Shiva nella trasformazione iniziatica..
    Cioè..le Divinità esistono a prescindere dall'uomo..come possibilità..ma è solo con l'uomo che diventano coscienti di se stesse..in quanto nel nostro mondo l'uomo riveste un ruolo centrale..è possessore di consapevolezza ..o Buddhi
    e la Divinità ha bisogno dei nostri occhi interiori per percepirsi..tranne l'Essere o Iswara che è pura Coscienza..o Esistenza..
    Ma naturalmente anche Vishnu è Iswara..e Brahman..in una forma manifestata o qualificata..
    Quindi le Divinità cosa sono..?
    Sono trascendenti e personali...o immanenti e impersonali..?
    Secondo me..una Divinità è essenzialmente tutto...nella misura in cui è Brahman..ma il livello di manifestazione in cui esiste..dipende da noi..
    da come la vediamo..che diamo vita ad una possibilità altrimenti inesistente anche se non un nulla..
    IL Dio trascendente e personale esiste nella misura in cui ci crediamo..ma per non esistere come dato fantastico..è necessario che dentro di noi percepiamo l'energia che lo qualifica..e ne diventiamo Testimoni..per così fissarla..e poi identificarci..per così rafforzarla..
    Sono le Divinità che hanno creato l'uomo..come gradino per avanzare anche Loro verso quel riassorbimento in Brahman..che è fine di tutti gli Esseri..
    nell'incantamento o identificazione rafforziamo la Divinità dandogli la nostra energia..e nella preghiera duale..rafforziamo l'immagine che la Divinità ha nel nostro mondo..come porta verso l'identificazione o esoterismo...
    Insomma..l'Infinito ancora una volta è tutte le cose..sia un'energia sotto forma di Divinità..che noi rafforziamo con la nostra preghiera..sia il Puro Essere..portone principale verso il Brahman..e sia poi..anche una nostra fantasia..che ..come tute le cose..ha diritto anche lei ad esistere..
    fantasia.. quando la Divinità è la proiezione dell'attaccamento a qualche oggetto..che vogliamo promuovere a nostro servitore..nel vincere alla lotteria..
    Testa questo è il tuo pensiero, rispettabilissimo, ma tu lo presenti come fosse l'unico logico, mentre in maniera logicissima moltissimi saggi hanno detto che l'Assoluto è Uno e Molteplice e non lo considerano come Nirguna, e che il suo "dispiegarsi" (mi piace il termine "dispiegamento", "irraggiamento", bellissima immagine resa da Plotino, tra l'altro è bene ricordarlo Plotino ci presenta l'Uno-Primo come la Sorgente al di là dell'Essere ma non è arrivato alle stesse conclusioni di Shankara, ovvero, tra le altre cose, la coincidenza "tuttificante" tra atman e brahman) ed il suo essere un Tutto "plurale" e non un Tutto omogeneo è l'unica maniera corretta di caratterizzarlo e che riconoscendolo nella pluralità degli aspetti che lo compongono che esso non viene limitato, gli "aspetti", "le parti" non limitano affatto l'Assoluto, e come potrebbero? se esso è il Tutto, se esso è l'Assoluto come potrebbe essere limitato dagli aspetti che compongono la sua natura? ogni "componente" è "Necessaria" (per Ananke), perchè l'Assoluto è "Necessariamente" (cioè per sua natura) Uno e Molteplice, se mancasse anche solo un componente l'Assoluto non sarebbe tale, non può essere un Tutto omogeneo.

    A proposito dell'esclusivismo senza fanatismo, la verità non è mai relativa, per sua natura certamente, ma anche per chi la osserva e si illude di averla afferrata nella sua interezza, essa è per lui LA verità, poi è ovvio la Vera verità non credo che alcuno, come singolo umano, anche se realizzato, possa conoscerla nella sua interezza, per millenni uomini realizzati hanno cercato di rendere partecipi altri della loro esperienza e di esporla "dialetticamente" "logicamente" secondo il proprio sentire, ma ogni punto di vista umano è per sua natura relativo. Non dubito che Shankara fosse un realizzato, nè altri grandi saggi,ma esso ci ha donato la sua percezione, la sua esperienza, che è sempre di chi dal mondo opaco in cui ci troviamo, dal fondo della bottiglia, guarda in sù pretendendo di conoscere la Realtà ultima ma come ci ricorda il buon Chaos chi l'ha detto che "l'impersonalità", il Brahman Nirguna sia la "Realtà Vera"? chi l'ha detto che l'impersonalità non sia solo uno dei tanti aspetti dell'Assoluto (come è infatti, secondo me ma soprattutto altri) invece della sua vera natura? e se il caratterizzare il Brahman come Nirguna non sia anch'essa Illusione? Lila degli Dèi. Per millenni saggi si sono "dati battaglia" si sono anche insultati, non saremo noi su un forum a scoprire la Verità... ma dallo scontro di idee diverse si possono guardare le varie angolazioni e sfumature della Realtà, ed è positivo perchè chi la pensa diversamente ti fa vedere le cose da un'altra prospettiva e ciò non può che essere positivo.

    Testa io non ho la tua dialettica e forse nemmeno la tua preparazione, quindi non credo di poter imbastire con te uno scontro (tra l'altro molto) sterile sul: "ho ragione o hai ragione tu" ... perchè non è una questione di avere ragione, è una questione delle nostre singole percezioni (diverse) su una Verità che nessuno ha mai posseduto per intero (fatto inconfutabile, altrimenti non si capirebbero le differenze tra varie scuole e religioni...), è questione che per milleni ben altri che noi (che conversiamo su di un forum) si sono scontrati ed hanno dibattuto, ed erano in buona parte dei realizzati, e allo stato attuale non c'è alcun "vincitore".

    Posso solo dire, ritornando al tema "esclusivismo" che io penso che tu abbia torto e tu che abbia torto io... ci si può anche beatamente mandare a fanculo, lo fanno pure i saggi... anche più degli altri! l'importante è non arrivare a negare all'altro la dignità, in parole povere finchè non mi vieni a bruciar casa, libri o altro nessun problema, questo non è relativismo è accettazione dell'altro pur mantenendo il proprio punto di vista, ed il saper guardare anche oltre e rintracciare nell'altrui pensiero punti di contatto, se ce ne sono, questo è il mio pensiero sul tema.

    Finisco col tema: DEI, gli Dèi, gli Dèi, mmm... da qualche millennio è una parola molto bistrattata in Occidente, diventata quasi esotica, spesso impronunciabile, pena il biasimo generalizzato... e a seconda delle filosofie anche in Oriente a volte è parola molto relativizzata...

    Cosa sono gli Dèi? chi può parlarne con piena cognizione di causa? (se non loro stessi) molti hanno scritto su di loro, molti ne hanno parlato cercando di descriverne la natura attraverso i miti o la filosofia, altri, molti di più credo, ne hanno "mistericamente" e rispettosamente taciuto.
    Posso averne un'idea secondo ciò che è stato scritto di loro dalle mie tradizioni di riferimento, posso parlarne secondo la mia percezione, ma qualsiasi cosa venga detta su di loro toglie o aggiunge loro qualcosa? modifica forse ciò che sono o non sono?

    Potrei dirti che secondo me (almeno per quanto riguarda gli Dèi Supremi, Maggiori, i Superi) sono le colonne stesse della Realtà, sono i Princìpi Supremi, Esseri che brillano come Stelle, come Soli in qualsiasi piano della Realtà essi si trovino, e che pervadono e reggono il Tutto con le loro essenze, un Sole non brilla forse per il semplice fatto che E' cio che E' e fa giungere la sua Luce a qualunque cosa ma non brilla specificamente per nessuno, ma per tutti per il semplice fatto di essere? è questa l'imperturbabilità e impassibilità degli Dèi di cui parlano i platonici.

    Gli Dèi sono "Persone"? e cosa significa persona? avere delle braccia, gambe, una testa? io vedo (ma più di me ben altri) il Tutto, l'Assoluto come un tutto Cosciente ma per esserlo devono essere Coscienti anche le sue parti, in base al principio dell'Assoluto Uno e Molteplice, quindi in base a questo principio come fa ad esistere qualcosa che non abbia in sè coscienza, consapevolezza? e lo dicono i testi sacri, come fanno gli Dèi le "colonne" stesse dell'Assoluto a non essere un Sè? possono forse esistere mere forze impersonali, forze incoscienti? ma se gli Avi, e molti lo stanno capendo anche ora, sapevano che Tutto ha un Ordine, un'Armonia cosciente. le essenze degli Dèi pervadono anche il nostro essere? certo che sì, ma possono essere ridotti a mere forze della nostra interiorità? certo che no.

    Gli Dèi possono assumere qualsiasi forma (anche quella umana)? gli Avi delle antiche tradizioni ci dicono di si, ma possono essere ridotti ad "angioletti" antropomorfi? certo che no.

    Io personalmente utilizzando un supporto necessario alla mente li immagino (quelli Maggiori in questo caso) come Globi immensi di energia presenti nei mondi superiori (visto che il cerchio è la forma perfetta, basta guardare i corpi celesti, che tendono al cerchio) ma l'Essenza di un Dio è presente dovunque, pervade tutta la Realtà, quindi un Dio è presente dovunque.
    Poi è ovvio ci sono varie classi di divinità, divinità maggiori, minori, trascendenti, cosmiche, della natura etc. quindi in effetti bisognerebbe contestualizzare e rintracciare cosa gli antichi ci hanno detto delle varie classi di Dèi.
    Comunque veedere gli Dèi come Esseri Coscienti non mi pare affatto infantile, nè immaginarseli anche in forma umana o animale etc. (visto che l'essenza può assumere qualsiasi forma), diverso sarebbe antropomorfizzarli prendendo alla lettera i Miti. Per non parlare del fatto che come ci ricordano gli antichi: gli animali e le piante o anche i minerali etc. sacri ad un Dio non lo sono solo per fattori simbolici, che alludono alla natura del Dio, ma essi sono partecipi, sono particolarmente permeati, pervasi dell'essenza del tal Dio.

    Ho concluso, ora torniamo pure al tema principale: il Male

    Valete!

 

 
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