

Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


La mia autorità non sono le parole dei Saggi..che possono anche essere simboliche..ma l'uso della logica ...che se il pensiero è un riflettersi sul piano mentale dell'Infinito..non è che possa certificare il falso..Quote Antiokos
Testa questo è il tuo pensiero, rispettabilissimo, ma tu lo presenti come fosse l'unico logico, mentre in maniera logicissima moltissimi saggi hanno detto che l'Assoluto è Uno e Molteplice e non lo considerano come Nirguna, e che il suo "dispiegarsi" (mi piace il termine "dispiegamento", "irraggiamento", bellissima immagine resa da Plotino, tra l'altro è bene ricordarlo Plotino ci presenta l'Uno-Primo come la Sorgente al di là dell'Essere ma non è arrivato alle stesse conclusioni di Shankara, ovvero, tra le altre cose, la coincidenza "tuttificante" tra atman e brahman) ed il suo essere un Tutto "plurale" e non un Tutto omogeneo è l'unica maniera corretta di caratterizzarlo e che riconoscendolo nella pluralità degli aspetti che lo compongono che esso non viene limitato, gli "aspetti", "le parti" non limitano affatto l'Assoluto, e come potrebbero? se esso è il Tutto, se esso è l'Assoluto come potrebbe essere limitato dagli aspetti che compongono la sua natura? ogni "componente" è "Necessaria" (per Ananke), perchè l'Assoluto è "Necessariamente" (cioè per sua natura) Uno e Molteplice, se mancasse anche solo un componente l'Assoluto non sarebbe tale, non può essere un Tutto omogeneo.
Dire che il Brahman nirguna è uno e molteplice..non specifica a quale livello si situa l'uno e la molteplicità..
Il Brahman è uno perchè nulla esiste che a Lui si oppone..in questo senso è uno....non nel senso che è qualcosa di definito dal Suo essere un'unita..ed è molteplice nel Suo proiettarsi nel mondo..ma non nel senso che è composto di parti..perchè le parti..come dice la parola sono parti..sezioni..quantità di qualcosa che è definito..
se qualcosa è infinito..non posso prendere nessuna parte....
sembra un gioco di parole..ma è una verità che non viene osservata perchè sfugge..ma che determina poi gli sviluppi del rapporti tra il Brahman o l'Infinito..e la Sua manifestazione..tra cui le Divinità..
L'Infinito..non può avere parti che lo costituiscono...se fosse costituito da parti..sarebbe grandissimo..ma limitato..limitato appunto dal numero finito della parti da cui è composto..
un numero infinito di parti..invece..è una contraddizione nei termini..perchè una parte essendo qualificata..è pur sempre limitata dalla sua qualificazione..
e la somma di limitazioni non fa qualcosa di infinito..ma di indefinito..come la serie dei numeri..che si originano dal finito..
Quello che dico sono le basi su cui poi si fonda una metafisica accettata dal pensiero..che il sentimento ha un territorio diverso che non i Principi assoluti..
Come conciliare quindi l'Assoluto..l'Infinito...il Brahman nirguna..l'Inqualificato..con il molteplice..e in questo molteplice ci stanno pure le Divinità..?
Tu dici che il Brahman è qualificato..ed Infinito..e le parti e le Divinità sono aspetti o momenti in cui si dispiega..o emana..
Va bene..ma quello che bisogna tenere a mente..è che le parti in cui emana o si dispiega..non lo toccano..nel senso che non essendo parti dell'Infinito..il Brahman rimane sempre lo stesso e non diviene..e le parti..sono solo sogni..come tutto è sogno..tutto ciò che è qualificato e cioè limitato..che non è parte di Brahman..ma un suo prodotto illusorio..
Insomma ..il Brahman è un concetto non ben definibile..perchè le definizioni lo limiterebbero..e solo il termine Infinito rende l'idea...ma il rapporto tra l'Infinito e le sue parti..non è un rapporto di divisione ..o aritmetico..perchè niente può essere parte di una quantità illimitata....
Allora le parti..che pur esistono..non si rapportano all'Infinito..ma son una sua proiezione ..come il proiettore e la pellicola rimangono gli stessi anche se proiettano immagini sullo schermo..e l'immagine sullo schermo..se viene colpita..non distrugge la pellicola o il proiettore..
ma il sogno è l'esempio migliore..dove noi rimaniamo gli stessi mentre sogniamo le cose più disparate..che non sono parte di noi..ma solo immagini che proiettiamo nella mente..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


Concordo perfettamente con questa linea di pensiero, e sono davvero felice che in questo forum si capisca perfettamente questo punto.
Alla fine ciò ci permette di continuare a confrontare i nostri punti di vista e imparare, io, sto imparando molto dalle vostre esposizioni, ma per questo non serve essere eccessivamente rigidi.
Emulare i puri devoti Vaishnava nella loro esclusiva visione esclusiva non è per nulla salutare per la mia vita spirituale. Se io facessi come loro diverrei solo intollerante e fanatico!
Prabhupada stesso diceva che la fede senza conoscenza è fanatismo!
Spesso i puri devoti Vaishnava se la prendono con la filosofia Mayavada, ma noi praticanti (canista-adikari) chi siamo per farlo? Io spesso rifletto su un punto:se solo avessi realizzato il Brahman, manco quello, spesso molti di noi neanche arrivano a realizzare le "semplici" basi di karma e dharma, impastoiati come siamo in retaggi sensattottini o cristiano-bigotti.
Dandavat
Testa conosco perfettamente il tuo pensiero, il punto non è rifarsi all'ipse dixit per forza ("amicus Plato, sed magna amica Veritas"), però al di là di quello che io, tu od altri possono pensare, molti saggi hanno spiegato in maniera logica altri modi di intendere l'Assoluto, e tutto ha ugualmente perfettamente senso, anzì c'è chi come Ramanuja ha denunciato i paradossi della visione Nirguna, e lo stesso Uno neoplatonico ha perfettamente senso e non è certo il Nirguna, quindi quello che per te ha logicamente senso, per altri può non essere così. Quindi al di là di certe (più o meno grandi) incoerenze sempre presenti nei singoli sistemi (in tutti), il piano dialettico, il piano logico è meno oggettivo di quello che possa sembrare, perchè utilizzando la dialettica e la logica può essere vero (quasi) tutto ed il contrario di (quasi) tutto, soprattutto in argomenti metafici come questi, e questo non lo dice Antiokos (mera maschera virtuale ed emerito nessuno per molti) ma l'hanno dimostrato i filosofi antichi (che erano dei realizzati).
Il Brahman è Uno perchè è l'Unica Realtà, ed è allo stesso tempo l'Unica Sorgente da cui questa Realtà è emanata.
Detto questo come fa il Brahman ad essere indefinito? cosa c'è di più definito della Realtà? se non la Realtà stessa. E caratterizzarlo solo come indefinito non sarebbe darGli comunque una "qualificazione"? e qualificarlo solo come indefinito non è forse anch'essa una limitazione di Esso?
Molteplice. Molteplice solo nel suo proiettarsi nel mondo? quale mondo, il mondo di Hyle, il Cosmo fisico? o nella pluralità dei mondi?
La questione delle "parti", o se preferisci, "qualificazioni" o altro, se il Brahman non lo si intende come indefinito, ma definito, bè allora non c'è alcuna contraddizione. La Realtà ripeto come può essere indefinita? ed essere "limitata" dalla sua stessa natura? poi come è possibile che sia "limitata"? se la Realtà è Una è l'Unica Realtà possibile.
Infinito. Infinitezza, non è forse anch'essa una "qualificazione"? non è forse un attributo che necessariamente va associato a qualcosa di definito? cos'è infinito? come dice Plotino l'Uno è infinito nel senso che la sua potenza è infinita, che la sua luce è infinita, che la sua emanazione è inesauribile, non che esso sia un indefinito-infinito, Plotino, come altri ammette l'impossibilità per la mente umana di circoscriverlo e di riuscire ad enunciare correttamente e completamente tutto ciò che esso è, che la Realtà è, ma non dice che è infinitamente indefinito... equivarebbe dire che è niente. L'Infinitezza è un attributo (che cos'è se no?) di qualità specifiche che caratterizzano le qualificazioni, e su un punto ti dò ragione, pena il paradosso, le qualificazioni non possono essere infinite, un numero immenso anche, ma non infinite (ma l'hanno spiegato bene ben altri).
Non capisco perchè mai la pluralità delle sfumature della Realtà dovrebbero essere viste come limitazioni e non invece come la Pienezza del Reale... comunque mi sono sforzato, ma non ho compreso come sia possibile che: "la somma di limitazioni non fa qualcosa di infinito..ma di indefinito..come la serie dei numeri..che si originano dal finito.."
Prima parli di pensiero e poi di sentimento e già quì vedo una contraddizione e faccio fatica a seguirti e a capire cosa intendi, ma comunque quale pensiero? il tuo, il mio, quello di un altro? o di un altro ancora? metafisica accettata dal pensiero di chi? le percezioni del pensiero non sono forse relative? (lo dimostrano i fatti) tanto più quelle del sentimento! che è proprio la sfera che più attiene al nostro personale, e quindi relativo.
Come ho spiegato sopra, l'attributo Infinito va contestualizzato. Le Divinità, (come anche, più in piccolo, tu ed io etc.) sono aspetti, parti, qualificazioni etc. che compongono l'Assoluto che è Uno e Molteplice, altrimenti che Assoluto sarebbe? un "Tutto" omogeneo può forse essere l'Assoluto? o è invece solo una cosa sola? quindi non può essere l'Assoluto, perchè è solo una cosa, un indefinito ed infinito "Tutto"... ma "Tutto" cosa se è solo un qualcosa di indefinitamente ed infinitamente omogeneo?
La questione dell'Infinito, ricordo ancora, l'ho affrontata più sopra. I termini della questione sono stati affrontati in maniera diversa da altri. l'Assoluto rimane sempre lo stesso e non diviene NON perchè le parti in cui emana o si dispiega non lo toccano o sono sogni o illusioni (Maya, Illusione è ciò che ti fa sembrare il non essere parte del Tutto... [e non che tutti siano un "tutto" omogeneo... che "tutto" sarebbe?] questo "basso" mondo se non si è risvegliati dà questa illusione) ma perchè esse fanno da sempre e per sempre parte di esso, altrimenti si sosterebbe la creatio ex nihilo di qualcosa che prima non c'era (tipico e famoso paradosso, purtroppo propagandato da chi sappiamo), l'emanazione non toglie nulla ad esso, perchè "espandendosi" esso rimane sempre uguale, perchè tutto cio che è.. è esso da sempre, da notare poi che la stessa emanazione non va intesa come qualcosa avente avuto luogo in un tempo specifico (ce lo dice anche il buon Plotino), ma è eternamente presente, è per sua natura che l'Assoluto emana, le qualificazioni sono eternamente presenti, è la natura stessa dell'Assoluto, lo stesso ipotizzato (solo da Plotino, in Occidente, ed in maniera vaga) ritorno alla Sorgente del Manifesto, non è una "nullificazione" escatologica, è un semplice cambio di "stato", di "forma" di ciò che sempre è, e sono "momenti" di un eterno presente, come l'inspirare ed espirare dell'Assoluto.
Le definizioni umane lo limiterebbero sicuramente, ma ciò non significa che esso sia indefinito (sarebbe un paradosso).
Sul termine Infinito, mi sono già espresso, e infatti la quantità delle qualificazioni NON può essere illimitata, perchè l'Essere non può essere illimitato nella quantità (l'attributo: Infinito, Illimitato, in quanto attributo va contestualizzato) altrimenti sarebbe indefinito, e non può essere così ovviamente, sarebbe un paradosso (ne parlò tra gli altri anche Platone, mi pare). Ma l'Assoluto, in quanto tale va anche oltre l'Essere perchè è la Sorgente e il Sostrato che unisce il Tutto.
Saluti![]()
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Si, in accordo con le mie idee, il caratterizzare il Mondo di Hyle (il Mondo Materiale) come "Immagine" "sbiadita" "opaca" "imperfetta" dei Mondi Superiori, "Riflesso" delle Idee (gli Archetipi Divini di cui parla Platone) è desunto dal "gergo" Platonico/Neoplatonico ed anche dal pensiero orientale, ovviamente.Originariamente Scritto da Antiokos
In aggiunta, come giustamente ricordi, questa visione è espressa, in termini simili ma non coincidenti con quanto detto sopra, anche con la metafora degli "specchi", che mi pare (anche se con sue specificità) sia presente in Proclo, e la si ritrova nella scuola di Harran (uno degli ultimi baluardi neoplatonici in oriente dopo la chiusura dell'Accademia ateniese) e poi anche in alcuni esponenti del neoplatonismo arabo.
Namaskar!![]()
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ragazzacci: contenetevi!si parla del male, evitiamo l'eterno ricorrere delle diatribe fra advaita e visistha advaita, che si protraggono ormai da anni su questo forum, senza approdare a nulla se non ot.
Se proprio si deve disputare su quale delle due visioni sia più vera, aprite/apriamo un altro topic!
Stavo gironzolando, come al solito, in qualche forum hindu sia inglese che italiano ed ho trovato questo intervento interessante (e da me condiviso a grandi linee) di tal yasodanandana sul forum: http://www.isvara.org/forum/topic.asp?TOPIC_ID=814
I miei commenti sono in Verde.
Diciamo che comunque, a parte qualche affermazione non "stilisticamente" corretta ed opinabile, il succo del discorso è da me condiviso. Di interventi del genere su vari fora ne trovo sempre, ma questo ho voluto riportarlo, perchè probabilmente nato senza pretese è un intervento che condensa in maniera semplice, rude, direi "pragmatica" il punto di vista mio e di molti altri.
Originariamente Scritto da yasodanandana
“Quando i riti insegnati dai testi tradizionali e le istituzioni della legge staranno per
cessare e il termine dell’età oscura sarà vicino, una parte dell’essere divino esistente per la sua propria natura spirituale secondo il carattere di Brahman, che è il principio e la fine…scenderà sulla terra..Sulla terra, ristabilirà la giustizia: e le menti di coloro che saranno vivi alla fine dell’età oscura verranno destate e acquisteranno una trasparenza cristallina. Gli uomini così trasmutati in virtù di tale speciale epoca costituiranno quasi una semenza di esseri umani [nuovi] e daranno nascita ad una razza che seguirà le leggi dell’età primordiale (krta-yuga)”
Vishnu Purana (riguardo a Kalki)
Saluti


..
Ho fatto un thread appositohttp://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=402145 dove potremo approfondire con calma certi concetti..che secondo la mia teoria..le differenze concettuali sono solo accenti diversi dati alle stesse cose..e il pensiero se ben impostato..ci può far raggiungere i suoi confini..che mentalmente sono gli stessi ..anche se poi ognuno si sofferma sui punti a lui più congeniali..
Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
(la via diretta non è la più breve)


non ci posso credere! Antiokos, ma tu hai idea di chi sia quello yaso di cui approvi il discorso?
è un hare krishna, e il forum da te citato, beh...
per non parlare della visione fanciullesca dell'advaita da essi tracciata (la persona cioè lio individuale che è Dio???? ma quando mai? e cos'è Dio, nell'advaita?)
lasciamo stare va, che sennò oltre all'eterna polemica di prima, si riaprirebbe l'altrettanto (inutile) diatriba con la persona citata da Antiokos
meglio parlarne (al massimo) nel thread aperto da testa