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    Predefinito Un nuovo Messia? Ma chi, Manin.....?

    Un gruppo di Consiglieri Nazionali del P..S.d'Az ha predisposto un documento indirizzato al Presidente del Partito Giacomo Sanna, per lamentare le recenti, inaspettate e strabilianti dichiarazioni di Paolo Maninchedda.
    Eccone una, non a caso ........
    .......... E' difficile creare le condizioni perché ci si opponga al nuovo pensiero unico che trasforma le dimensioni in ragioni, con un nuovo sardismo democratico, che partendo dal locale garantisca la filiera democratica che va dalla libertà individuale al diritto delle piccole comunità ad esercitare il grado di sovranità che è loro necessario e dovuto, all’equilibrio di poteri che deve caratterizzare il sistema di governo dei grandi territori e delle società complesse. Ed è difficile farlo senza scivolare nei ferri vecchi delle ideologie anticolonialiste, che pure hanno avuto un ruolo, ma che oggi appaiono tragicamente datate. Come pure è difficile, ma entusiasmante, trovare la piattaforma politica che mantenga vicine le tre anime del referendum: la sinistra democratica, il centro dell’Udc-Udeur (che oggi sta garantendo la rottura del monolitismo del Centrodestra e l’apertura alla riforma elettorale democratica) e i sardisti. .........
    Tali affermazioni, espresse il 7 dicembre 2007 all'interno di un intervento nell'organo del suo movimento, e ribadite e arricchite in diverse altre occasioni, stravolgono la natura più profonda e genuina delle idee e degli obbiettivi che hanno fatto grande e moderno il Sardismo, anticipatore di tempi e progetti divenuti poi patrimonio comune dei Sardi.
    Tutto ciò ha differenziato il Sardismo oltre che dai partiti romani anche dalle numerose imitazioni locali italianiste. rivelatesi nient'altro che parodie macchiettistiche, e come tali destinate all'oblio.
    E non è difficile prevedere una destino simile per il movimento dell'on. Maninchedda che forse, abbastanza intelligente da prevederlo, e abbastanza fortunato da trovare (per il momento) i polli adatti, ha voluto mettere il piede in due staffe pensando così di salire comunque su un cavallo (per le prossime elezioni regionali?).
    Ma chi conosce i cavalli mi ha detto che non funziona esattamente così...... se il cavallo non collabora. E credo che i Sardisti non collaboreranno alla liquidazione del Partito Sardo.
    In realtà, dell'on. Maninchedda ci importa poco. Gli è stata regalata la tessera, ma il Segretario non lo ha informato ancora della incompatibilità tra Partito e movimento (elettoralistico). Anche se, sempre sul suo organo di informazione, l'On. ;Maninchedda ( e non il nostro Segretario Nazionale..) ci ha informato che il Partito Sardo sta pensando ad una specifica disposizione statutaria.
    Disposizione ad personam?

    Perchè? Perchè questo trattamento particolare, questo tentativo di accreditare l'On. Maninchedda come una specie di uomo della provvidenza, come un novello Messia per il Partito? Forse perchè (a differenza di altri), scrive forbito e parla con eleganza?
    Ma ai Sardisti interessano i CONTENUTI, e quelli che passano nella testa dell'On. Maninchedda non ci paiono all'altezza. Anzi, non li vediamo proprio....
    E cos'è infine questo patto di consultazione controfirmato con l'UDC? Partito, non dimentichiamolo di cui è vicesegretario l'ex (da ieri) governatore della Sicilia, condannato in primo grado per certe contiguità a 5 anni di galera e alla prescrizione perpetua dai pubblici uffici, e costretto a son'è corru (come si dirà in siciliano?) a dare le dimissioni da una rivolta popolare.
    Mi sembra che come Novello Messia l'onorevole non funzioni molto... Ma se volete farvi ridere dietro un'altra volta, accomodatevi.......

  2. #2
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    Predefinito A meno che

    Il 23 di febbraio si terrà a Birori il Consiglio Nazionale del Partito Sardo.. Certe premesse (accordo con l'UDC, le dichiarazioni estemporanee di qualcuno che è stato tesserato domani e che pure ritiene di poter indicare la linea ) facevano pensare ai SALDI invernali, col PSd'AZ che attraverso i suoi dirigenti e certi amici dell'ultima ora lasciavano trasparire uno spostamento deciso verso destra...... avvalorato anche dal disagio dimostrato, si dice, dal Consigliere regionale cagliaritano e dai suoi amici in occasione dell'ultima riunione ufficiale della Federazione di Cagliari della scorsa settimana.
    Pare che non sia così, almeno a giudicare dalle riflessioni profonde di Maninchedda dell'8 di Febbraio. E ciò che dice Maninchedda conta, datosi che gli è stato affidato praticamente in mano il Partito Sardo, (anche se non se ne capisce il perchè...).
    Ecco il testo completo del suo intervento nell'organo on line del SUO movimento "Sardegna e libertà", che anticipa ( o entra in conflitto con?..) la relazione politica del Segretario del 23/02...... che non si conosce ancora, ma che ci pare di poter indovinare dove vada a parare..........

    Ancora sulle elezioni politiche

    8 Febbraio 2008

    di Paolo Maninchedda

    Il dibattito che si sta sviluppando ................ - dimostra che c’è bisogno di discutere anche in sedi non di partito. Proviamo allora ad individuare una data in cui trovarci e parlare a schema libero: dite voi dove e quando: io sostengo le spese - se ce ne saranno - e vengo.
    In secondo luogo: l’area sardista e democratica è competitiva sia con la Destra che con la Sinistra. È costretta dal meccanismo elettorale ad apparentarsi, ma lo deve fare mostrando in primo luogo un proprio modo di essere. La vera dipendenza culturale consiste nell’usare le stesse categorie culturali delle forze politiche con cui si compete. È questo il difetto di Veltroni rispetto a Berlusconi (Crozza lo ha colto in modo corrosivamente giusto).
    Il rapporto persona, comunità, universo visto da un democratico senza vocazioni egemoniche e da un sardista con un senso acuto delle radici della sovranità, è diverso da quello di un militante del Pd o di FI. Si deve vedere.
    In terzo luogo. Alle elezioni si partecipa e non si fugge. Bisogna farlo, però, in modo che la diversità si veda. Per cui la lista dei sardisti e dei democratici dovrà essere distinta ma apparentata per evitare di essere velleitaria.
    Non siamo soli. Dinanzi all’accordo tra il Pd e FI per trasformare l’Italia in un sistema globalizzato bipartitico, sono in tanti che rifiutano di vedere nascere le camere dalla decisione di due segreterie di partito. Lavoriamo, vediamoci, e poi, fatte le liste, combattiamo.

    Effettivamente non si capisce più nulla..... O meglio, si capisce che
    "... l’area sardista e democratica ........ È costretta dal meccanismo elettorale ad apparentarsi......"

    E chi l'ha detto?

    Si può benissimo andare da soli, sempre viste le premesse e il giramento di palle dei sardi e dei sardisti a proposito della politica itagliana....
    E poi il Maninchedda ci dice pure :
    " .... Per cui la lista dei sardisti e dei democratici dovrà essere distinta ma apparentata per evitare di essere velleitaria...."

    Io credo proprio che tra Maninchedda ed il vertice attuale del P.S.d'Az ci sia un deficit di comunicazione, a meno che....
    ...... A meno che.......





  3. #3
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    Questa è l'Aliga Autonomista di cui parla iRS!

    Ma quando noi indipendentisti di tutte le famiglie politiche,che siamo la vera è più genuina anima del Sardismo ci metteremo insieme per sbugiardare questi lestofanti e impostori ascari? quando troveremo la forza per risollevvare la bandiera nazionale dei quattro mori e rigettare a mare il tricolore degli invasori italiani?

    Indipendenza, chi non ci crede non a diritto di chiamarsi sardista.

  4. #4
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    difatti,dei sardisti non riesco a capirci niente...quando invece potrebbero dare un grosso contributo.

  5. #5
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    Io seguo il blog di Maninchedda ed ogni tanto ci scrivo, provocando quà e là ed appellandomi allo Statuto del PSDAZ, soprattutto all' art1. Da poco è entrato nelle discussioni un certo De Candia, indipendentista convinto e membro del Consiglio Natzionale.
    Guardate la bufera che si sta scatenando:

    http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1003

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Zarathustra Visualizza Messaggio
    Io seguo il blog di Maninchedda ed ogni tanto ci scrivo, provocando quà e là ed appellandomi allo Statuto del PSDAZ, soprattutto all' art1. Da poco è entrato nelle discussioni un certo De Candia, indipendentista convinto e membro del Consiglio Natzionale.
    Guardate la bufera che si sta scatenando:

    http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1003
    in cue pure ses?
    ..non b'atta una paraula in sardu!

  7. #7
    Dilli che tu sì a voce rivolta
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    Juà...dae pagu est bintradu unu tziu e nande chi cheriat a chistionare in sardu in cue puru:

    http://www.sardegnaeliberta.it/?p=1012

  8. #8
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    Ecco, a proposito del Manichededapensiero cosa ha risposto sul blog del suo movimento Sardegna e Libertà a chi gli domandava notizie sulle strategie elettorali sue e del P.S.d'Az........ Ma non mi sembra che abbia davvero chiarito la sua posizione.... Magari era in attesa di farsi spiegare da qualcuno cosa pensava davvero........

    “.......... La mia posizione sulle elezioni è la seguente: non mi piacciono le logiche bipartitiche. Sono convinto che la pretesa di voler rappresentare col 30% dei consensi il 51% della società provenga non dalla tradizione democratica ma da quella aziendale dell’azionista di riferimento. Nello specifico: credo che siano giorni difficili. Io non sono impegnato ufficialmente di tenere contatti con nessuno. Ho amicizie personali in entrambi gli schieramenti e molte amicizie nella Rosa bianca.

    Credo che ci siano sostanzialmente tre opzioni:

    o guidare una lista indipendente al senato, fatta con i democratici e i sardisti della Sardegna, con lo scopo di contarci e dire che c’è molta gente non disposta ad essere reclutata.
    Oppure ottenere da uno dei due grandi partiti un impegno programmatico molto marcato sul piano dell’autogoverno sardo (penso a trasporti, scuola, sanità, lingua ecc.) che consenta una candidatura nei posti sicuri e quindi faccia sentire in Parlamento la voce dei sardi. Infatti, la novità di queste elezioni è che sia Berlusconi che Veltroni interpretano posizioni politiche molto simili e entrambe neo-centriste, ossia entrambe distanti da un serio riformismo di cui la migliore tradizione sardista, laica, cattolico-democratica e socialista ha dato nel passato, remoto e recente, serie prove.

    Oppure, e infine, guidare una lista dei partiti autonomisti, collegata a uno dei due schieramenti, che negozia l’apparentamento su basi programmatiche e non ideologiche. La terza posizione avrebbe il merito di unire la rappresentazione ideologica e politica della propria storia alla possibilità concreta di eleggere propri rappresentanti a Roma. Io non sono interessato ad andare a Roma.....”

    E questo sarebbe il novello Messia?
    Come si vede, l'amico Maninchedda si tiene piuttosto largo e non prende neppure in considerazione una ulteriore opzione che credo la maggioranza dei sardisti., oggi più che nel passato, vorrebbero percorrere. Delusi da Soru, delusi dal centro-sinistra italiano e sardo, schifati dal un centro-destra interessato solo agli affari del maggior azionista, i Sardisti e credo con loro tantissimi altri Sardi, apprezzerebbero una posizione finalmente indipendente e dignitosa.

    Ma non basta catalizzare la delusione, l'antipolitica, la protesta.
    Bisogna proporre....

    E cosa propone il Parito Sardo d'Azione?
    Cosa propone il Segretario Trincas?
    Cosa propone il Presidente Giacomo Sanna?
    Cosa proporrà il Consiglio Nazionale?
    Cosa propone il Consigliere Regionale Atzeri?
    Cosa propone il Consigliere Regionale Maninchedda?

    E non si risponda che propongono di far fuori la Giunta Soru, che si è già fatta fuori per conto suo.
    Proposte vogliamo, non proteste!!!

  9. #9
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    Caro sa socca, non solo condivido totalmente i tuoi interventi ma, nelle esternazioni del Prof. Maninchedda sul sito-blog di Sardegna & Libertà, ci sono altri passaggi per me abbastanza inquietanti nel momento in cui, per esempio, dichiara la sua amicizia personale con Raffaele Lombardo (15 febbraio).
    Ribadendo (20 febbraio):
    Vorrei fare in Sardegna, l’ho sempre detto, ciò che Lombardo ha fatto in Sicilia e riuscirò a farlo: un’area del 10% che impone attenzione ad un modo diverso, dal basso, di vedere le cose. Sulle alleanze sono pragmatico: dinanzi a chi ci vuole uccidere è legittimo non avere preferenze per continuare ad esistere.

    Ora, ciascuno sceglie le amicizie che crede, ma queste non devono essere imposte ad altri se non gradite. Non è trascorso molto tempo dalle precedenti elezioni politiche per conoscere il curriculum di R. Lombardo e, da quanto riportarono gli amici indipendentisti siciliani, che il personaggio lo conoscono bene, ne esce fuori una figura alquanto discutibile.

    A tal fine riporto quanto scritto allora nel forum del MIS (purtroppo non avevo salvato il link):

    Lombardo è un democristiano, più volte inquisito ed incarcerato, risuscitato dopo "mani pulite". Uscito di carcere, riprende l'attività politica nel CCD, in forza al quale divente europarlamentare. Nel 2000 le elezioni comunali a Catania tributano alle sue due liste (CCD e "Catania viva") 19529 voti. Diventa vicesindaco, ma nei fatti a Catania è lui con la sua rete clientelare che comanda sul capoluogo etneo. Alle successive provinciali si candida come Presidente della Provincia di Catania e con facilità si impone su Claudio Fava, grazie soprattutto ai voti presi nel capoluogo e nel calatino, zona di cui è originario. Nell'estate del 2004 al sottoscritto giunge notizia di una insolita "razzia" da parte dell'Ufficio Stampa della Provincia dei testi base (soprattutto storici - e spesso introvabili - e non quelli ideologici, dimostrando così l'ignoranza di base di chi condusse quell'operazione) del sicilianismo e dell'indipendentismo siciliano. In prossimità delle comunali a Catania del 2005 Lombardo intensifica le voci di frizioni con l'UDC e annuncia la nascita dell'MPA, che ha per simbolo un'aquila azzurra che ghermisce una sagoma della Sicilia per andarsela a mangiare chissà dove. Le sue cinque liste prendono, grazie anche ai tanti voti di "amicizia" e di "clientela" procacciati dalle centinaia di candidati (alcuni dicono spesso "a forza" perché beneficiari di "favori") al consiglio comunale ed ai consigli circoscrizionali, 35612 voti. Non sono molti in più rispetto al 2000, considerata anche la più alta affluenza, ma bastana a far riconfermare Scapagnini e a far scoppiare il "caso MPA", che da pugnale puntato contro la gola dell'UDC è costretto a diventare partito a causa delle tante, troppe conversioni di deputati e consiglieri centristi, spesso non siciliani ma meridionali. Questo costringe Lombardo ad una sterzata "ideologica", ad organizzare, ed a Bari, un congresso costitutivo dell'MPA, ed a cambiare simbolo: adesso l'aquila è diventata più paffuta, e la Sicilia, ormai sbranata, è sostituita con un odioso nastrino tricolore. Poi, da bravo saltimbanco, Lombardo si unisce a Calderoli, che fa negare alla Lega di essere dichiaratamente contro il ponte, come dimostrano i titoli del "La Padania" e le trasmissioni rediofoniche di Radio Padania, ad una delle quali abbiamo telefonicamente partecipato alcuni dirigenti FNS.

    Vennero aggiunti nella discussione questi altri link, tanto per gradire:
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=228666

    http://www.politicaonline.net/forum/...02&postcount=3

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=269783

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=272846


    Anche in questi giorni, nello stesso forum del Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, se ne discute, per chi vuole farsene un’idea:
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=408136
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=407901


    E’ il caso di ricordare che alle ultime politiche, quando il Partito non si presentò con proprie liste alla camera, l’MPA di Lombardo sbarcò in Sardegna (chiamato da chi?) e sotto quel simbolo (ma potrei sbagliarmi) comparve il nome di Giancarlo Acciaro e ad Oristano, con capolista un democristiano come Angelo Atzori, quello di un giovane della sezione “Simon Mossa”, così ingenuo da farsi bruciare la credibilità, tant’è che non ne fa più parte.
    Non è difficile sapere chi, senza tanti scrupoli, sostenne questa miserevole lista, vorrei solo sapere per quale motivo.
    Ma davvero il Partito Sardo d’Azione ha bisogno di ambigui personaggi dai quali non abbiamo niente da imparare o qualcosa in comune?

    Spero che domani a Birori, qualche componente del Consiglio nazionale abbia un sussulto di orgoglio e prospetti l’ipotesi concreta lanciata a tempo debito nella discussione, in rilievo sul forum, “Il ruolo dell’ALE in Italia”.

  10. #10
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    non che avessi mai avuto grande stima di maninchedda...ma sinceramente non avrei MAI immaginato che esprimesse ammirazione per uno come Lombardo...se è quello il modello che ha deciso di seguire purtroppo credo trascinerà il psd'az ancora più in basso...(e ce ne vuole)

 

 
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