Per quello che mi riguarda.
Per quello mi riguarda c’è stato uno stupro e basta.
Per quello che mi riguarda il colore della pelle non determina la qualità degli uomini.
Giorgio Vale su tutti sia di esempio.
Per quello che mi riguarda gli stupri bianchi o negri sono stupri e basta.
Per quello che mi riguarda non mi intristisce il fatto che una donna bianca preferisca fare sesso con un negro piuttosto che con un bianco.
Sarebbe grottesco pretendere di insegnare ad una donna cosa debba preferire o non preferire sulla base del degrado esistente.
Probabilmente si sarà guardata intorno.
Per quello che mi riguarda mi intristisce solo che una donna -di qualunque colore- vada a cercare sesso e soddisfazione in un luogo squallido, alienante e occidentale come una discoteca.
C’è una sofferenza in uno stile di non- vita come questo: e ciò a prescindere dal negro o dal bianco.
Questa sofferenza è frutto di tutto quello che ci circonda e che ci inviene imposto come modello di vita.
Quella quarantenne in cerca di scopate esotiche per molti versi è preferibile nella sua patetica disperazione a tante bianche che si fanno scopare da “ariani” stracarichi di denaro per soldi o carriera senza nemmeno il rischio di venire stuprate.
Quella patetica quarantenne non è peggiore di tanti bianchi leghisti che fanno coincidere il loro razzismo da quattro soldi con il loro conto in banca pasciuto, che proclamano la superiorità della loro vile razza marrana per poi andare a stuprare in cambio di un tozzo di pane bambine in thailandia o -a pagamento- nigeriane e transessuali sotto casa.
Quella patetica quarantenne non è peggiore di tante donne e di tanti uomini nutriti inerzialmente da sub culture da rotocalco rosa da villaggio turistico per grassi borghesi rincoglioniti o da reality show berlusconiani.
A me fa schifo che i commenti censori sulla vicenda derivino nel nostro sistema marcio e corrotto da persone che pubblicamente e farisaicamente scagliano la prima pietra e sono poi i primi consumatori di pornografia col brivido interrazziale, pedofilo, bestiale.
In una donna di quarant’anni che nel suo immaginario erotico pone ingenuamente al centro lo straniero per la sua presunta carica di diversità e di selvaticità, di forza e di passionalità, c’è la patologia tragica di un sistema occidentale che dis-funziona non per via di scelte individuali ma per lo squallore immenso da cui è pervaso.
O forse l’istinto di quella donna -umiliata e violentata- di cercare emozioni banalmente e beceramente “trasgressive” è molto più sano e identitario- molto più femminile- che non quello di bestiale conservazione di tante donne che si trascinano in esistenze ancora più vili e insignificanti dietro a uomini pavidi e gelatinosi-bianchissimi e arianissimi- che gravano col loro peso immondo sul tutto il nostro decadentissimo mondo.
Riguardo agli stupratori li ritengo stupratori.
Non bianchi o negri.
Su questo c'è stata troppa ipocrisia.
Dunque riassumendo: da quello che le cronache raccontano una donna è stata stuprata.
E uno stupro è uno stupro.
Un vigliacco un vigliacco.
E-per quello che mi riguarda- un cappio intorno al collo non lo si nega a nessuno che ne sia meritevole. senza alcuna discriminaziona razziale.
Lei avrà il tempo di meditare se ne avrà voglia.




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