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  1. #1
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    Predefinito Eccole le persone serie

    28 gennaio 2008



    Le ultime parole famose...




    Un tempo Giovannino Guareschi avrebbe parlato di tipica "doppiezza" della sinistra...
    Ma io che ho avuto la fortuna di non vivere quegli anni di contrapposizione quasi da guerra civile, ricordando una divertentissima rubrica satirica "LE ULTIME PAROLE FAMOSE", vi ho raccolto un pò di recenti dichiarazioni unioniste sul dopo - Prodi rese prima che Prodi stesso cadesse.
    Ebbene noterete come tutti i maggiorenti dell'Unione parlino in maniera netta di elezioni in caso di caduta del governo...
    Cosa dobbiamo pensare, che ci sia stato un repentino quanto immotivato cambio di opinione o che quelle dichiarazioni altro non erano che la clava agitata per tenere insieme una coalizione inesistente?

    - “Dopo il Professore? C'è una volontà precisa di andare al voto in caso di crisi perché il Pd non è nato per farlo cadere". Giuseppe FIORONI, 22 ottobre 2007



    - Prima del voto del 9 e 10 aprile 2006. "Se vinciamo e si fa il governo a quel punto non esiste una via di mezzo: se cado, si va al voto" dice Romano Prodi, alla vigilia delle elezioni. Una posizione ripetuta più volte dal presidente del Consiglio…



    - "Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettori è che si vada a votare: non vedo francamente maturare condizioni e larghe coalizioni politiche o governi tecnico-istituzionali. Mi paiono ipotesi di scuola senza alcun grado di realismo che possa far credere che siano scenari praticabili". Piero Fassino, 30 ottobre 2006.



    - "Se cade Prodi si va al voto, un altro governo non c’è». Piero Fassino, 23 settembre 2007.

    - "Larghe intese? Neanche per sogno. L’alternativa al governo Prodi è un rapido ritorno alle urne". Anna Finocchiaro, novembre 2006.



    - "Se dovessero accadere pasticci cade il governo. Non ci sono larghe intese che tengano, a quel punto si va ad elezioni». Giovanni Russo Spena.



    - "Dopo questo governo ci sono soltanto le elezioni". Enrico Boselli.



    - "Il governo Prodi è di legislatura: se dovesse cadere sarebbe la fine della legislatura e si andrebbe a nuove elezioni". Vannino Chiti.



    - "Senza maggioranza andiamo a casa". Massimo D’Alema, 19 febbraio 2007.



    - «A qualunque soluzione che snaturi la nostra coalizione: nessun governo istituzionale, tecnico, di larghe intese o di altra natura ma elezioni anticipate». Oliviero Diliberto



    - «Ci siamo impegnati tutti davanti agli elettori per un governo di legislatura: il che significa che la durata del governo è certa, incerta è solo la durata della legislatura. Ovvero se Prodi cade, si vota». Arturo Parisi e Rosy Bindi in una conferenza stampa congiunta.



    - «Un governo tecnico o istituzionale? Ma no, se Prodi dovesse cadere, dopo di lui ci sono soltanto le elezioni». Francesco Rutelli, 24 ottobre scorso 2007.

    http://avellinolibera.ilcannocchiale...logdoc=1763618

  2. #2
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    be'... c'e' poco da dire..

  3. #3
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    Quando la sinistra giurava: «Se cade Prodi si vota subito»


    di Fabrizio De Feo - domenica 27 gennaio 2008,



    Cambiano i tempi, cadono i governi. E improvvisamente, come per incanto, risuonano gli appelli alti e nobili per sedersi tutti insieme allo stesso tavolo e creare gioiosamente un governo istituzionale. È questo l’ultimo lembo di speranza a cui si aggrappa il centrosinistra, il percorso da cui non si può assolutamente prescindere, pena «la caduta nel caos» o addirittura nella «tragedia».

    I toni apocalittici, gli appelli accorati, le accuse infuocate rivolte al centrodestra - colpevole di affondare i denti nella carne del Paese con la richiesta di un governo legittimato dal voto degli elettori - rimbalzano da un partito all’altro. Le dichiarazioni a tinte fosche si rincorrono di segreteria in segreteria in una sorta di gara a chi prefigura lo scenario più allarmistico. Peccato che questi due anni siano stati costellati da un arcobaleno di parole e prese di posizione indirizzate esattamente nella direzione opposta. E siano stati segnati da una frase, ripetuta come un mantra o come una sorta di automatismo verbale: «Se il governo cade si torna alle urne». Senza se e senza ma.

    Il film dell’incoerenza dell’Unione scatta il suo primo ciak in tempi molto lontani, addirittura prima del voto del 9 e 10 aprile 2006. «Se vinciamo e si fa il governo a quel punto non esiste una via di mezzo: se cado, si va al voto» dice Romano Prodi, alla vigilia delle elezioni. Una posizione ripetuta più volte dal presidente del Consiglio nel corso dei suoi due anni a Palazzo Chigi. Ma il Professore non è certo l’unico ad assicurare che si farà ricorso alla volontà popolare in caso di deflagrazione della maggioranza. Piero Fassino, ad esempio, il 30 ottobre 2006 detta una lezione di bon-ton democratico-istituzionale. «Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettori è che si vada a votare: non vedo francamente maturare condizioni e larghe coalizioni politiche o governi tecnico-istituzionali. Mi paiono ipotesi di scuola senza alcun grado di realismo che possa far credere che siano scenari praticabili». Analoga convinzione l’ex segretario dei Ds torna ad esprimere undici mesi dopo, il 23 settembre 2007, quando avverte: «Se cade Prodi si va al voto, un altro governo non c’è». E per una volta sono tutti d’accordo con il segretario Ds.


    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=236894

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da *-RUDY-* Visualizza Messaggio
    be'... c'e' poco da dire..
    Quoto.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da *-RUDY-* Visualizza Messaggio
    be'... c'e' poco da dire..
    guardate che proporre di rifare la legge elettorale, togliendo di mezzo la porcata, serve a tutti.

    per entrare nel concreto, vediamo il problema delle municipalizzate.

    sono una struttura parassitaria, che si pone al riparo dalla concorrenza e approfitta di condizioni monopolistiche.
    quindi andrebbero smantellate per come sono.

    a destra e' contraria la parte statalista (AN /UDC), come a sinistra (Rifondazione / pdci).

    e' interesse di tutti che nessuno possa avere capacita' di veto e di interdizione, specie se rappresenta l' 1,5%.

    nella legislatura precedente il tema non e' stato nemmeno menzionato.

    in questa legislatura c'era la proposta lanzillotta, con l' ostilita' della sinistra statalista.

    che si fa?
    come si fa a aumentare la concorrenza in questi settori?

    perche' alla fine, destra o sinistra, questi sono i problemi da affrontare se vogliamo almeno restare a galla.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
    28 gennaio 2008



    Le ultime parole famose...




    Un tempo Giovannino Guareschi avrebbe parlato di tipica "doppiezza" della sinistra...
    Ma io che ho avuto la fortuna di non vivere quegli anni di contrapposizione quasi da guerra civile, ricordando una divertentissima rubrica satirica "LE ULTIME PAROLE FAMOSE", vi ho raccolto un pò di recenti dichiarazioni unioniste sul dopo - Prodi rese prima che Prodi stesso cadesse.
    Ebbene noterete come tutti i maggiorenti dell'Unione parlino in maniera netta di elezioni in caso di caduta del governo...
    Cosa dobbiamo pensare, che ci sia stato un repentino quanto immotivato cambio di opinione o che quelle dichiarazioni altro non erano che la clava agitata per tenere insieme una coalizione inesistente?

    - “Dopo il Professore? C'è una volontà precisa di andare al voto in caso di crisi perché il Pd non è nato per farlo cadere". Giuseppe FIORONI, 22 ottobre 2007



    - Prima del voto del 9 e 10 aprile 2006. "Se vinciamo e si fa il governo a quel punto non esiste una via di mezzo: se cado, si va al voto" dice Romano Prodi, alla vigilia delle elezioni. Una posizione ripetuta più volte dal presidente del Consiglio…



    - "Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettori è che si vada a votare: non vedo francamente maturare condizioni e larghe coalizioni politiche o governi tecnico-istituzionali. Mi paiono ipotesi di scuola senza alcun grado di realismo che possa far credere che siano scenari praticabili". Piero Fassino, 30 ottobre 2006.



    - "Se cade Prodi si va al voto, un altro governo non c’è». Piero Fassino, 23 settembre 2007.

    - "Larghe intese? Neanche per sogno. L’alternativa al governo Prodi è un rapido ritorno alle urne". Anna Finocchiaro, novembre 2006.



    - "Se dovessero accadere pasticci cade il governo. Non ci sono larghe intese che tengano, a quel punto si va ad elezioni». Giovanni Russo Spena.



    - "Dopo questo governo ci sono soltanto le elezioni". Enrico Boselli.



    - "Il governo Prodi è di legislatura: se dovesse cadere sarebbe la fine della legislatura e si andrebbe a nuove elezioni". Vannino Chiti.



    - "Senza maggioranza andiamo a casa". Massimo D’Alema, 19 febbraio 2007.



    - «A qualunque soluzione che snaturi la nostra coalizione: nessun governo istituzionale, tecnico, di larghe intese o di altra natura ma elezioni anticipate». Oliviero Diliberto



    - «Ci siamo impegnati tutti davanti agli elettori per un governo di legislatura: il che significa che la durata del governo è certa, incerta è solo la durata della legislatura. Ovvero se Prodi cade, si vota». Arturo Parisi e Rosy Bindi in una conferenza stampa congiunta.



    - «Un governo tecnico o istituzionale? Ma no, se Prodi dovesse cadere, dopo di lui ci sono soltanto le elezioni». Francesco Rutelli, 24 ottobre scorso 2007.

    http://avellinolibera.ilcannocchiale...logdoc=1763618
    queste dichiarazioni sono state lette da Piroso nella trasmissione de la 7 lunedì scorso Niente di personale. ma in quell'occasione sono state lette anche dichiarazioni dei leader dei partiti della cdl in cui si sputano addosso e giurano non faranno mai più governi insieme. Un vero florilegio. essendo fazioso hai omesso la seconda parte. la incompletezza dell'informazione che spesso sconfina nella disinformazione ha sempre fatto parte della vostra etica politica.
    mr

  7. #7
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  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da mariarita Visualizza Messaggio
    queste dichiarazioni sono state lette da Piroso nella trasmissione de la 7 lunedì scorso Niente di personale. ma in quell'occasione sono state lette anche dichiarazioni dei leader dei partiti della cdl in cui si sputano addosso e giurano non faranno mai più governi insieme. Un vero florilegio. essendo fazioso hai omesso la seconda parte. la incompletezza dell'informazione che spesso sconfina nella disinformazione ha sempre fatto parte della vostra etica politica.


    C'è un link . Puoi controllare.


    Buone elezioni e buona opposizione.

  9. #9
    VIENI AVANTI FASSINO!
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik Visualizza Messaggio
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    Le ultime parole famose...




    Un tempo Giovannino Guareschi avrebbe parlato di tipica "doppiezza" della sinistra...
    Ma io che ho avuto la fortuna di non vivere quegli anni di contrapposizione quasi da guerra civile, ricordando una divertentissima rubrica satirica "LE ULTIME PAROLE FAMOSE", vi ho raccolto un pò di recenti dichiarazioni unioniste sul dopo - Prodi rese prima che Prodi stesso cadesse.
    Ebbene noterete come tutti i maggiorenti dell'Unione parlino in maniera netta di elezioni in caso di caduta del governo...
    Cosa dobbiamo pensare, che ci sia stato un repentino quanto immotivato cambio di opinione o che quelle dichiarazioni altro non erano che la clava agitata per tenere insieme una coalizione inesistente?

    - “Dopo il Professore? C'è una volontà precisa di andare al voto in caso di crisi perché il Pd non è nato per farlo cadere". Giuseppe FIORONI, 22 ottobre 2007



    - Prima del voto del 9 e 10 aprile 2006. "Se vinciamo e si fa il governo a quel punto non esiste una via di mezzo: se cado, si va al voto" dice Romano Prodi, alla vigilia delle elezioni. Una posizione ripetuta più volte dal presidente del Consiglio…



    - "Se cade Prodi lo scenario più rispettoso della volontà degli elettori è che si vada a votare: non vedo francamente maturare condizioni e larghe coalizioni politiche o governi tecnico-istituzionali. Mi paiono ipotesi di scuola senza alcun grado di realismo che possa far credere che siano scenari praticabili". Piero Fassino, 30 ottobre 2006.



    - "Se cade Prodi si va al voto, un altro governo non c’è». Piero Fassino, 23 settembre 2007.

    - "Larghe intese? Neanche per sogno. L’alternativa al governo Prodi è un rapido ritorno alle urne". Anna Finocchiaro, novembre 2006.



    - "Se dovessero accadere pasticci cade il governo. Non ci sono larghe intese che tengano, a quel punto si va ad elezioni». Giovanni Russo Spena.



    - "Dopo questo governo ci sono soltanto le elezioni". Enrico Boselli.



    - "Il governo Prodi è di legislatura: se dovesse cadere sarebbe la fine della legislatura e si andrebbe a nuove elezioni". Vannino Chiti.



    - "Senza maggioranza andiamo a casa". Massimo D’Alema, 19 febbraio 2007.



    - «A qualunque soluzione che snaturi la nostra coalizione: nessun governo istituzionale, tecnico, di larghe intese o di altra natura ma elezioni anticipate». Oliviero Diliberto



    - «Ci siamo impegnati tutti davanti agli elettori per un governo di legislatura: il che significa che la durata del governo è certa, incerta è solo la durata della legislatura. Ovvero se Prodi cade, si vota». Arturo Parisi e Rosy Bindi in una conferenza stampa congiunta.



    - «Un governo tecnico o istituzionale? Ma no, se Prodi dovesse cadere, dopo di lui ci sono soltanto le elezioni». Francesco Rutelli, 24 ottobre scorso 2007.

    http://avellinolibera.ilcannocchiale...logdoc=1763618

    DAI SONO TERRORIZZATI BISOGNA COMPRENDERLI
    HANNO PERFINO LECCATO IL CULO A COSSIGA PER NON CADERE
    E' GENTE SENZA SPINA DORSALE .POI PARLANO MALE DI MASTELLA E LORO SONO PIU' MASTELLIANI DI CLEMENTE

  10. #10
    VIENI AVANTI FASSINO!
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Prodi ha risanato l'Italia.. ?
    VERO
    HA RIDOTTO L'ITALIA UN SANATORIO

 

 
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