Que vajan todos!
È il titolo di due uscite (ce ne saranno altre?) pubblicitarie sul Manifesto che chiedono, firmandosi anarchici, e un amico Pino Bertelli,anarcosituazionista, di non andare a votare. Che gli anarchici abbiano, dall'Ottocento,un rifiuto al voto,si sa. Ma che Anarchici(secondo me anarchici della domenica,anime belle,parolai Simpatici fuori dal tempo) nnon si rendano conto che oggi,astenersi significa votare Berlusconi,mi pare proprio sciocco. Ma non conoscono la differenza tra tattica(che vuole un voto antiberlusconiano) e strategia(che significa lavorare ad una democrazia diretta che ora chiamano timidamente 'partecipata'?). E non conoscono le terribili astensioni storiche che hanno portato disastri,lasciando nelle mani una volta degli agrari,un'altra volta dei fascisti etc.quella finzione borghese che come vedete regge da molte
Generazioni,ed ancora reggerà,visto che se ne sente la mancanza e in Cina e in Russia,perché senza,è peggio? Certo,che sul Manifesto si parli di cose vere solo nella pubblicità,come quella di cui parliamo ora,come la nostra che avete spesso visto,e come quella,forte ed anche grande,dei Cobas che però dicono di non sponsorizzare nessuno,ma non dicono di non votare,è cosa tragicomica,che la dice lunga sul Manifesto stesso. Noi qui(ma continueremo a distanza il dialogo con i 'compagni che sbagliano') ci limitiamo a dire,con un proverbio maremmano che l'amico Bertelli,anarcosituazionista conoscerà,che spingere all'astensione,con Berlusconi alle porte,è come 'tagliarsi i coglioni per far dispetto alla moglie'. Meglio,non saprei dire.
Angelo Quattrocchi
http://www.malatempora.com/giornale/mag200_pag1.htm