



Bisognerebbe farlo a fascicoli, visto che andrebbe aggiornato settimanalmente...
io ho molto contro il metodo in cui (con progressive sanatorie indiscriminate e a ripetizione, la più corposa delle quali fatta da un governo sostenuto anche dalla lega) gli immigrati "irregolari" vengono periodicamente trasformati in massa con un colpo di penna in "regolari"...


Quello sull'immigrazione da tempo è diventato un discorso alternativo all'indipendentismo. che in tal modo è stato scalzato dal trono del dibattito politico. Se c'è un problema di sicurezza è per colpa dello Stato italiano che non vara le necessarie politiche di sicurezza, sia dal punto di vista legalitario che dell'integrazione. Inoltre si tratta di un tema che interessa tutto l'Occidente e che come tale esula dal padanismo in senso stretto. Negli anni 80 il problema era il legame tra immigrazione meridionale, spesa pubblica e potere politico, visto che la maggior parte degli ausonici lavoravano nello Stato o in imprese assistite da quest'ultimo. Oggi, per quanto attiene agli extra-comunitari, non è più così. In merito ognuno ha diritto di avere un proprio punto di vista, conservatore o progressista che sia.


La migrazione in casa d'altri non è un diritto. Prima di entrare in casa d'altri occorre:
1. Bussare;
2. Chiedere "Permesso?";
3. Attendere risposta;
4. Agire di conseguenza alla risposta ricevuta.
Anche l'immigrazione "regolare", se eccessiva, può essere letale.


A PROPOSITO DI IMMIGRAZIONE E GLOBALIZZAZIONE :
http://euro-holocaust.splinder.com
Come ricordato in precedenza,
http://www.liberationdelacroissance.fr/index.php?membres


Appunto. Non a caso ad esempio gli indipendentisti fiamminghi sono fortemente contrari all’immigrazione maghrebina.
Sennò tanto vale convivere in un Belgio unito assieme ai parassiti francofoni, piuttosto che in un’ipotetica nazione fiamminga indipendente ma invasa dagli ancor peggiori maghrebini.
Tutt’altro... anzi... sono sicuro che la questione dell’immigrazione è addirittura più importante o per lo meno più urgente di quella dell’assetto politico dello stato: per rivedere i confini, unirsi o separarsi (anche dopo qualche secolo - es. Cecoslovacchia, Belgio, ecc.) si è sempre in tempo, purché ci siano ancora i popoli... ma quando hai una popolazione immigrata che è arrivata a qualche decina di punti percentuali non puoi proprio fare più niente, e tutte le strade ti si chiudono, perché ormai comandano loro e hai voglia a cacciarli... puoi cacciare in modo più o meno pacifico una potenza politica invasore (es. decolonizzazione), ma non potrai mai cacciare in modo pacifico milioni di persone che stanno sul territorio...
Detto in altre parole: adesso noi ci troviamo più o meno in una “situazione belga”; cerchiamo di non renderci conto tra qualche decennio di essere precipitati in una “situazione iugoslava”.
Altrimenti poi è difficile uscirne in modo indolore, con un trattato o una dichiarazione di indipendenza o una radicale rinegoziazione dei termini politici... se poi gli allogeni sono qui in massa, voglio vedere che cosa bisogna fare e che cosa si può fare...



