Mmmm.... Non sono convinto che sia così.
Il tuo discorso sarebbe vero se si verificassero condizioni che ritengo improbabili:
1) Gli extracomunitari dovrebbero politicamente organizzarsi in movimenti di massa, ma non avverrà mai: sono frazionati in miriadi di etnie e quindi di sensibilità politiche e sono loro stessi a rischio di perdere la propria cultura d'appartenza.
2) La situazione belga è tale per cui, nonostante un'alta percentuale di stranieri, l'indipendenza delle Fiandre è a un passo e nessun movimento di migranti, ammesso che esista e ammesso che sia interessato al problema, sembra riuscire a mettersi di traverso. La maggior parte delle persone che giungono in Europa sono indifferenti alle questioni etno-nazionali locali e più in generale alla politica. Nemmeno pensano di rimanere per sempre nel paese ospitante. Sono convinto che siano i media a gettare benzina sul fuoco e a fornire una visione distorta del problema per proteggere i manovratori e per impedire che le masse prendano coscienza delle vere cause dei problemi che condizionano le loro vite. Si creano guerre tra poveri per non disturbare un sistema fondato sulla speculazione, lo sfruttamento, i privilegi e l'ingiustizia.
3) Mi sembra quindi che si voglia confondere un problema di sicurezza con un problema politico in senso stretto: se oggi, ad esempio, in pochi parlano le lingue locali non è per colpa dell'immigrazione, nemmeno di quella meridionale. E' perchè non c'è stata la volontà politica, e quindi statuale, di preservare culture particolari. Faccio un esempio: i primi immigrati meridionali, qui a Genova, si sforzavano di parlare genovese. Loro non riuscivano ovviamente a fare completamente propria la parlata, ma i loro figli si. Poi sono stati i genovesi, con l'innalzarsi del livello di scolarizzazione e l'avvento della televisione, a parlare quasi solo italiano. Gli immigrati si sono adeguati e tutt'oggi si adeguano all'ambiente e al contesto degli autoctoni . Conosco casi di immigrati che parlano un pò di genovese perchè sul posto di lavoro alcuni datori si rivolgono a loro in dialetto, ma sono eccezioni.
Ergo ritengo che il tema dell'indipendentismo non abbia nulla a che vedere con quello dell'immigrazione, e che la recente ondata di xenofobia, specialmente in Lega, abbia fatto il gioco di chi temeva che intere regioni potessero rivoltarsi contro chi effettivamente esercita il potere ai nostri danni.





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