In realtà l'origine è controversa. La versione più attendibile è la seguente:
Te la copio incollo da un post sul sito dell'Accademia della Crusca, trova conferma in quello che già sapevo e che avevo appreso da una collega americana.
Secondo l'Historical Corpus (quarantacinque milioni di parole) dell'Oxford English Dictionary, OK - scritto anche okay, sebbene meno frequentemente nello standard - deriva da orl korrect, forma scherzosa di all correct. Comparve la prima volta nel 1840 come slogan usato nella campagna presidenziale di Van Buren, uno dei fondatori del partito democratico americano. Si trattava d'un gioco di parole, dato che Martin Van Buren, nato a Kinderhook, era soprannominato Old Kinderhook, oltre che "volpone" e "piccolo mago" per la sua furbizia e abilità politica.
Più approfonditamente:
«Il 1840 fu negli Stati Uniti anno di elezioni presidenziali; candidati il signor Martin van Buren, democratico, e presidente in carica; e il generale Henry William Harrison, repubblicano. Si accese la solita lotta accanita e pittoresca, propria di queste elezioni americane. Il comitato che sosteneva la rielezione del Van Buren, dovendosi scegliere un nome com’è d’uso, pensò di adottare quello del paese nativo del candidato, Kinderhook, un villaggetto della valle dell’Hudson, nello stato di Nuova York; e si battezzò infatti Old Kinderhook Club; nome presto abbreviato in O.K. Club, e abbreviato ancora, per comodità di propaganda, in O.K. semplicemente. La prima riunione del comitato, tra quella gazzarra che è facile immaginare, si tenne il 24 marzo 1840, e in quel giorno, c’è da giurarlo, il cielo statunitense echeggiò di O.K. dall’uno all’altro oceano. Sigla facile, breve, martellante, divenne presto il simbolo e il grido di battaglia del comitato elettorale, e sonava, si capisce, come auspicio immancabile di vittoria. Divenuta insomma un felice motto augurale, questo significato ottimistico [si] mantenne perfino dopo la sconfitta del Van Buren, messo in minoranza come primo responsabile, almeno presso il popolo, di una grave crisi finanziaria che angustiava il paese. È la solita fortuna o sfortuna che si accompagna a certe parole: popolare come ormai era, questo O.K. dal linguaggio politico non tardò un minuto a passare in quello comune come formula di approvazione, di consenso; e divulgatosi presto in tutti i paesi di lingua inglese, invase durante la seconda guerra mondiale l’intera Europa, diffuso dalle truppe statunitensi, divenendo cosí d’uso internazionale. Del resto, già qualche anno prima, nel 1932, la conferenza delle telecomunicazioni di Madrid aveva adottato la sigla O.K. come segnale internazionale col significato di “sta bene”.»





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