Il vizietto staliniano di Veltroni: sterminare i socialisti
Scritto da Carlo Panella
Mentre i sondaggi danno il suo Pd fermo ad uno striminzito 28% (32% quelli più ottimisti), Veltroni conferma i vizietti di sempre della sua formazione comunista. Da una parte continuano a essere sempre più evidente la volontà di rinunciare (ma in modo ipocrita, nascosto, subdolo) all'orgoglioso ''correremo da soli'', tanto che la stessa Anna Finocchiaro parla oggi apertamente di ''desistenza'' al Senato con la Cosa Rossa. Dall'altra, si conferma una orrida concezione della tattica politica, sempre all'insegna del ''doppio binario''.
A oggi, infatti, Veltroni ha detto e ribadito un secco NO all'apparentamento dei socialisti e un altrettanto enfatico SI all'apparentamento con Di Pietro.
Dunque, il Pd rifiuta non già l'ingresso in lista -come ovvio- dei socialisti, ma addirittura che il Psi indichi Veltroni stesso come candidato premier, condannando così il partito di Boselli, Villetti, Bobo Craxi e De Michelis alla scomparsa.
Se infatti il Psi facesse parte della coalizione per Veltorni, dovrebbe superare uno sbarramento del 2%, target difficile, ma raggiungibile.
Rifiutato da Veltroni e costretto a presentarsi fuori dalla coalizione, il Psi avrà invece di fronte uno sbarramento del 4%, irragiungibile e il piccolo partito dei socialisti italiani scomparirebbe dalla scena politica, realizzando così il sogno e il progetto perseguito dal 1992 in poi dal Pci-Ds, con l'indispensabile supporto di un Di Pietro, che oggi passa all'incasso, portando per di più in dote i voti della antipolitica e dei seguaci di Beppe Grillo e Marco Travaglio, il peggio del giustizialismo cieco.
Il no nei confronti dei socialisti, va notato, è ben più grave e immotivato di quello nei confronti dei radicali. Pannella, infatti, si è presentato solo nel 2006 in coalizione con l'Unione, prima si era alleato con Berlusconi nel 1994, e poi aveva corso da solo in tutte le altre scadenze elettorali.
Boselli, invece, è stato fedele e continuo alleato dei Ds e delle componenti oggi nel PD, da allora a oggi.
Solo che non ha accettato di sciogliersi nel Pd.
Non ha accettato l'egemonia comunista.
Quindi, secondo la vecchia tradizione staliniana va eliminato dalla scena.
E così sarà a conferma delle eccellenti ragioni di tutti quei socialisti che dal 1994 in poi hanno deciso di aggregarsi a forza Italia, a partire da Stefania Craxi, per arrivare a Fabrizio Cicchitto, Maurizio Sacconi, Margherita Boniver e tanti altri..
Da:http://www.carlopanella.it/




. Dall'altra, si conferma una orrida concezione della tattica politica, sempre all'insegna del ''doppio binario''.
Rispondi Citando

