
Originariamente Scritto da
Jan Hus
Da questa discussione emergono alcuni punti importanti.
1) Franceschini o Veltroni possono anche dire di essere per la difesa della legge 194 e del riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso, ma questo si scontra con comportamenti reali del PD. Nel caso della 194, il PD ha appoggiato la riduzione dei termini per l'aborto terapeutico promosso dal presidente della giunta regionale della Lombardia Formigoni, noto cattolico integralista. Rutelli disse che sarebbe voluto andare al Family Day, che era una manifestazione contro i Dico. La Bindi non invitò i rappresentanti delle coppie di fatto al Forum della famiglia nel maggio 2007. Quando un adolescente torinese si è suicidato perché i compagni lo dileggiavano a causa della sua presunta omosessualità, il ministro Fioroni neanche citò questa circostanza nel condannare l'episodio. Veltroni si è opposto all'istituzione del registro delle unioni civili a Roma, così come il PD di Roma. Inoltre il PD candida in posizione di spicco esponenti dichiaratamente contrari sia alla 194 sia al riconscimento delle coppie di fatto, soprattutto se dello stesso sesso; e mentre dichiara di non voler sottostare al ricatto dei "partitini", e soprattutto dell'estrema sinistra, non ha espulso la Binetti quando costei negò la fiducia al governo.
Infine, il PD ha tentato spesso di accattivarsi la fiducia ed il consenso della chiesa cattolica. Qualche esempio? Il manifesto dei DS in occasione della morte del papa (inaudito), la difesa dell'invito al papa ad intervenire all'università di Roma "La Sapienza" in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico (Cacciari, del PD, definì la protesta dei professori universitari una protesta di "imbecilli", ed il PD ha talvolta proposto persino mozioni di solidarietà al papa nei consigli comunali di città come Bologna e Piacenza).
Infine, la ricandidatura di Rutelli a sindaco di Roma ha esattamente è proprio quanto il Vaticano gradirebbe di più.
In altri termini, in queste materie il PD predica così così, ma razzola proprio male.
Non offre alcuna garanzia.
2) Nel Partito Democratico statunitense, così come nel Partito Repubblicano, c'è un ventaglio di posizioni su tante questioni, ma il grosso dei due partiti è, nell'un caso, favorevole all'aborto e al riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, nell'altro contrario ad entrambi. Le posizioni dei candidati democratici su questi punti sono sostanzialmente omogenee, così come le posizioni dei candidati repubblicani.
E non si parla di "libertà di coscienza": si parla di diritti individuali. Ad un parlamentare favorevole al divorzio non si chiede di divorziare, ma di permettere che altri lo facciano, se lo desiderano.
3) Negli Stati Uniti si giudicano i candidati principalmente da come hanno votato in passato. Per valutare se sono contrari o favorevoli all'aborto si va a vedere come hanno votato quando si è posta la questione.
In Italia si valutano i candidati principalmente da quel che dicono, non da come si sono comportati.
La politica statunitense verte su fatti e scelte, quella italiana sulle chiacchiere.
Gli elettori statunitensi vogliono sapere cosa faranno i candidati, quelli italiani vogliono sapere cosa diranno i candidati.