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Discussione: meurreddus

  1. #51
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    Citazione Originariamente Scritto da akuardenti Visualizza Messaggio
    io complessato?
    ma chi è che dice sempre: voi maurreddi ce l'avete con me perchè sono gallurese?


    Non mi pare di aver perso i numi. Ma non ho piacere di vedere le discussioni infilarsi in direzioni che non vorrei.
    Quanto a te, cercavo, con molta pazienza, di farti capire un pensiero facendo attenzione a non essere frainteso, come è successo altre volte.. L'ok? ha quel significato.
    Ma dubito di esserci riuscito in pieno.. tra l'altro non esprimevo il mio modo di vedere personale ma era un tentativo di interpretare, su tua richiesta, una certa percezione della gente, non l'unica, come faceva anche Judike ieri in riferimento alla sua zona.

    E non vedo proprio di cosa dovrei essere complessato! Ma manco di striscio!

    se c'è una cosa che mi da fastidio sai cosa è? te lo spiego subito: è la stupidita e l'ignoranza in molteplici forme ed espressioni che spesso vedo nella mia gente. Anche perchè purtroppo ho spesso l'impressione e la preocuppazione che ignoranza e stupidità siano contagiose, non avendo probabilmente, mi tocca ammetterlo, particolare fiducia nel mio popolo che vedo fragile e immaturo.
    E' tutto qua.

    cmq chiudo qui la parentesi, nell'auspicio di poter discutere con te magari anche di altre cose ogni tanto, se non comparissi in questo forum soltanto nelle discussioni nelle quali si profila la possibilità di parlare di maurreddini, muntagnini, gadduresi, tataresus impica babbus e compagnia bella. E' un invito..


    immaturo è nn sapersi accettare, e mi riferisco alle consuetudini.

    Tu sei borghese, ma li saldi sò sempre stati rustici. E chindi primma di lu nommu andaia lu stivignu. Cussì sempri è statu e cussì sempri sarà a èsse, financu chi restemu saldi ..dapoi se ci femu 'taliani e ipocriti, tandu.. .. ..!

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da brancaleone Visualizza Messaggio
    po cussu chi sciu deu... per quello che conosco
    io ho sempre sentito dire gabillo alle persone dal modo di comportarsi poco rafinato di un tipo particolare di camminare e parlare, e per niente identificativo del luogo d'origine...
    i gabillusi lho sentivo riferito ai cagliaritani o dei paesi limitrofi che magari hanno un modo di fare rozzo...(usato soprattutto per i giovani)
    solo successivamente ho scoperto che gabillo era un modo di definire i cabasusesus...
    sono sicura che molti non sanno questo...
    e per tutti questi gabillo significa rozzo e non è identificativo di provenienza!!( l'aggettivo viene comunemente da questi usato anche per definire un modo di presentarsi e di apparire dei campidanesi stessi)
    forse questo non lo sapevate, questa è la mia esperienza
    E' vero! tra i giovani di quest'area c'è anche questo tipo di utilizzo. putroppo. Purtroppo perchè è l'ennesimo segnale di come la cultura giovanile metropolitana sia sempre più carente di riferimenti culturali appropriati.. e si essiste spesso ad aberrazioni allucinanti.

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Isandro Visualizza Messaggio
    immaturo è nn sapersi accettare, e mi riferisco alle consuetudini.

    Tu sei borghese, ma li saldi sò sempre stati rustici. E chindi primma di lu nommu andaia lu stivignu. Cussì sempri è statu e cussì sempri sarà a èsse, financu chi restemu saldi ..dapoi se ci femu 'taliani e ipocriti, tandu.. .. ..!
    Addirittura borghese! imoi mi parit ca ses esagerendi!!
    fai a bonu mì!

    ligidì custu toca, e affancùfia (comenti nant in sa bidda de Scrafìngiu) a custas chistionis



    Dalla Gallura i versi della campagna

    Il ricordo di cinque poeti dialettali «prodotti della loro terra»

    Come può essere stato che gli "stazzi" della Gallura abbiano espresso, intorno alla metà dell'Ottocento, dei grandi poeti dialettali i cui versi sopravvivono ancora per loro forza lirica e sentenziosa? Per Giulio Cossu, il grande poeta tempiese da poco scomparso, ciò è potuto accadere perché, quando lo stazzo (azienda agricola autosufficiente, padronale o gestita da mezzadri), raggiunta una sua più sicura autonomia, ha avuto modo di relazionarsi, e spesso opporsi, a quella di Tempio, raffinata e "cittadina". Ed ecco allora che Don Gavino Pes, più noto come Don Baignu (1624-1795) poeta dialettale insigne, diventa, oltre che maestro di una schiera di poeti tempiesi, maestro "a distanza" di quelli campagnoli, già predisposti all'impegno poetico da un certo modo di comunicare tra di loro verseggiando ironicamente. Ed ecco così fiorire, dopo qualche generazione di poeti di un certo valore, almeno cinque campioni che vale la pena di citare: Pietro Orecchioni, detto "Alluttu", santateresino, (1820-1888); Michele Andrea Tortu, sacerdote aggese, noto come Préti Migal'Andria (1834-1888); Matteo Pirina, detto "Cucchéddhu", di Telti (1843-1905); Giuseppe Scanu, di Aglientu, noto come "Ghjaseppa di Scanu" ( 1850-1940); e Pietro Fiasconi, di Luogosanto, noto come "Curruléddhu". Poeta raffinato e di grande talento, Pietro Orecchioni, visse da mezzadro al servizio dei ricchi "cavalieri" tempiesi. Elegante nel vestire, fu uno dei primi a usare in campagna la camicia con il colletto alto, la cravatta e il simbréli, il cappello a larghe tese usato dagli uomini di un certo ceto.

    Altrettanto eleganti erano i suoi voli lirichi dedicati alle belle donne e soprattutto a Idola la sua innamorata, figlia del capitano di un barcone che portava il carbone dalla Gallura in "Continente": Cantu s'è beddha candu ridi e cagli / chi t'ama ch'a d'amà no ha videa. / Da la to' cara mandi li spiragli / ch'abbàgliani sireni in fundu d'ea (Quanto sei bella quando ridi e non parli / che ti ama chi d'amare non ha intenzione. Dal tuo viso mandi dei riflessi di luce che abbagliano le sirene in fondo all'acqua).
    Non così raffinato, ma di grande vena satirica, Michele Andrea Tortu, sacerdote contestatario e gaudente, dotato di buona cultura umanistica. Sospeso a divinis, si recò da papa Pio IX dal quale ottenne lo sciogliemento da un interdetto vescovile. La sua spada, diceva, era la chitarra e il grido di guerra il suo canto armonioso. La dote preminente di Matteo Pirina era, invece, quella di infondere nei versi una forte carica di religiosità. È conosciuto, per questo, come "poeta cattolico". Cantò con alti accenti lirici la libera vita dei campi e la moglie Cassandra: Casandra, la mé' mèla,/ la dì chi da lu mundu mi ni spoddhu / un abito di téla / l'ùltimu 'istiri è lu chi voddhu; in calzi e isculzu / e in capu un cappéddhu di pilulzu (Cassandra, la mia mela, il giorno in cui mi spoglierò del mondo, una abito di tela è il vestito che voglio; in calze e scalzo e in testa un cappello di feltro). Due poeti fortemente dotati di rude improntitudine espressiva furono Giuseppe Scanu, non bello e mezzadro per tutta la vita, e Pietro Fiasconi, bello forse anche troppo e ricco di famiglia. Il primo dei due usò la sua arte affilata per "mettere in riga" la gente presuntuosa e disonesta. Bastiano Scanu, un suo nipote, lo definisce "un prodotto della terra": come un suono d'acqua, un colpo di vento o una pianta. Il secondo, la sua arte al vetriolo la usò per condannare con versi di eccezionale qualità poetica, ma taglienti come coltellate, quelli che lo avevano fatto condannare con la legge a trent'anni di carcere per un delitto non commesso. Ne scontò 18 a Pianosa e a Procida. Liberato andò ramingo per l'Algeria e la Tunisia. Morì a Santa Teresa Gallura nel tempo limite tra una partenza e un ritorno.
    FRANCO FRESI

    L'unione sarda 16/02/2008

  4. #54
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    Premesso che non ero a conoscenza del ripopolamento del Sulcis, va detto che si tratta di un'area stata a lungo tempo luogo di esilio. Prendendo per vera la storia dei Mauritani a quel punto non dovremmo dimenticarci delle popolazioni deportate dai Romani (Galli, stessi Romani avversari politici, barbari di tutte le etnie dell'impero) in quell'area. E la dominazione Romana è durata giusto "un pochettino" di più di quella Vandala.Allora più che discendenti dei Mauritani (da non confondersi con gli abitanti attuali della Mauritania) i Sulcitani dovrebbero discendere da un crogiolo infinito di popolazioni. Ma la genetica conferma questo? Noto che la maggior parte degli studi si è concentrata sulla Sardegna Centrale, quindi non è facile avere una risposta. Addirittura su Wikipedia (la cui attendibilità è da prendersi con le pinze) si parla di Alani e Sarmati usati dagli stessi Vandali come mercenari di stanza in Sardegna. Personalmente la leggenda dei Sardi del sud "africani" ha la stessa credibilità di quella dei Sassaresi "parricidi"

    Ad ogni modo non si tratta di essere complessati, ma è importante risalire a chi fossero i propri avi e scoprire quale sia stata la propria storia, senza mistificazioni e leggende popolari. Purtroppo c'è una grande confusione e sono moltissimi gli studi discordanti sul punto...

    Riporto un estratto di wikipedia (veritiero perchè basato su studi effettivamente svolti, lo riporto solo a titolo riassuntivo)

    I1b1b
    Haplogroup I1b1b (M359), which is found outside of Sardinia only at low frequencies in Southwest Europe, accounts for almost all of the Haplogroup I Y-chromosomes, which comprise more than 40% of all patrilines among the Sardinians.A distinct Western European Paleolithic population that bore Haplogroup I1b1b (M26) must have existed somewhere west of the Apennines in eastern Iberia, southern France, or western Italy, from which it succeeded in the first substantial colonization of the island of Sardinia approximately 9,000 years ago. Despite the fact that the predominantly Sardinian Haplogroup I1b1b-M359 is derived from the predominantly Balkan Haplogroup I1b1*-P37.2, the derived Haplogroup I1b1b is practically absent east of France and Italy, while it is found at low but significant frequencies outside of Sardinia in the Balearic Islands, Castile, the Basque Country, the Pyrenees, southern and western France, and parts of the Maghreb in North Africa, Great Britain, and Ireland. Thus, Haplogroup I1b1b appears to be strongly associated with Southwest Europeans of Paleolithic ancestry, and its carriers bear only a distant relictual relationship to the I1b1*-bearing populations of the Balkans. It is also interesting that, although the distributions of Haplogroup I1b1b and the predominantly Scandinavian Haplogroup I1a overlap in parts of western France and the British Isles, and both haplogroups appear to have a very long history in Southwest Europe (and particularly France), the populations bearing these two haplogroups appear to have differentiated at a very early date and have not extensively mixed since that time. Haplogroup I1b1b appears to be the only subclade of Haplogroup I found among the Basques, although subclades of Haplogroup R1b comprise the vast majority of that people's Y-chromosome diversity. It is notable that Haplogroup I1b1b appears to be found at somewhat higher frequencies among the general populations of Castile in Spain and Béarn in France than among the population of ethnic Basques. Lastly, the unique phylogeography of this clade has caused some scientists (Gatto, Michael) to posit that the clade should be associated with the spread of ChalcolithicMegalith culture in Western Europe. The M26 mutation is found in native males inhabiting every geographic region where megaliths may be found, including such far-flung and culturally disconnected regions like the Canary Islands, the Balearic Isles, Corsica, Ireland, and Sweden. As of 2007, no specific study has confirmed this hypothesis, although the data in several previous studies (Rootsi, et al., Flores, et al., etc.) support this hypothesis.

    E questo riguarda la formazione della popolazione sarda più antica, senza tenere conto degli apporti avutisi nel corso dei secoli che, a detta di alcuni, non sarebbero stati influenti vista la tipica tendenza all'isolazionismo dei Sardi.

    Detto in parole povere, non si capisce una mazza su quali siano le popolazioni più vicine ai Sardi (o su quali siano quelle da cui discendono) Altro che meurreddus

  5. #55
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    Citazione Originariamente Scritto da akuardenti Visualizza Messaggio
    E' vero! tra i giovani di quest'area c'è anche questo tipo di utilizzo. putroppo. Purtroppo perchè è l'ennesimo segnale di come la cultura giovanile metropolitana sia sempre più carente di riferimenti culturali appropriati.. e si essiste spesso ad aberrazioni allucinanti.
    Questa "curiosa" accezione del termine "gabillo" era in voga anche dalle mie parti una decina di anni fa. In realtà nessuno (o quasi) tra i giovani ne conosceva il reale significato, era un termine vuoto che venne riempito in quel modo, per probabile induzione dal Campidano via Macomer, legato con ogni probabilità al traffico di sostanze stupefacenti (i "gabilli" erano e sono il nemico numero 1 dei consumatori di droghe leggere). Solo dopo alcune indagini con persone più anziane venne fuori che era l' equivalente di "maurros" e che derivava da una zona montuosa dell' Algeria. Ha avuto fortuna per un po' tempo ma poi è scomparso dalla circolazione, per lasciare spazio al più diffuso "bronzetto".
    Comunque sia io, come tanti, percepisco in un modo talmente neutro questa definizione da non offendermi nè incazzarmi minimamente finchè non viene associata ad altre qualità negative.

  6. #56
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    [quote]
    Citazione Originariamente Scritto da Zarathustra Visualizza Messaggio
    Questa "curiosa" accezione del termine "gabillo" era in voga anche dalle mie parti una decina di anni fa. In realtà nessuno (o quasi) tra i giovani ne conosceva il reale significato, era un termine vuoto che venne riempito in quel modo, per probabile induzione dal Campidano via Macomer, legato con ogni probabilità al traffico di sostanze stupefacenti (i "gabilli" erano e sono il nemico numero 1 dei consumatori di droghe leggere).
    Puoi spiegarti meglio? non ho capito bene per chi lo si usava..
    come ha detto Brancaleone nella zona di cagliari in slang giovanile viene spesso usato come sinonimo di gaggio, grezzo, tamarro.. da ragazzi che spessissimo non sanno che il significato originario è quello di persone del centro sardegna, barbaricini in particolare, chamati così un po ironicamente. (da cui è facilmente intuibile il salto semantico che ha portato a questo nuovo uso)


    Solo dopo alcune indagini con persone più anziane venne fuori che era l' equivalente di "maurros" e che derivava da una zona montuosa dell' Algeria.
    ma io non credo che Cabillu derivi da quella regione dell'algeria... non ci vedo il nesso... a meno che non sia vero che quei Maurusi di cui parlava Procopio si fusero sul serio coi barbaricini, che da allora quindi i sardi meridionali accosterebbero ai Cabili dell'algeria.. speculare a maurros.. ma mi sembra inverosimile..


    Comunque sia io, come tanti, percepisco in un modo talmente neutro questa definizione da non offendermi nè incazzarmi minimamente finchè non viene associata ad altre qualità negative

    ma infatti anche questa parola può essere usata in senso un po dispegiativo, o con ironia bonaria o in maniera assolutamente neutra così come maurreddu credo.

  7. #57
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    Citazione Originariamente Scritto da akuardenti Visualizza Messaggio
    Addirittura borghese! imoi mi parit ca ses esagerendi!!
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    Dalla Gallura i versi della campagna

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    Come può essere stato che gli "stazzi" della Gallura abbiano espresso, intorno alla metà dell'Ottocento, dei grandi poeti dialettali i cui versi sopravvivono ancora per loro forza lirica e sentenziosa? Per Giulio Cossu, il grande poeta tempiese da poco scomparso, ciò è potuto accadere perché, quando lo stazzo (azienda agricola autosufficiente, padronale o gestita da mezzadri), raggiunta una sua più sicura autonomia, ha avuto modo di relazionarsi, e spesso opporsi, a quella di Tempio, raffinata e "cittadina". Ed ecco allora che Don Gavino Pes, più noto come Don Baignu (1624-1795) poeta dialettale insigne, diventa, oltre che maestro di una schiera di poeti tempiesi, maestro "a distanza" di quelli campagnoli, già predisposti all'impegno poetico da un certo modo di comunicare tra di loro verseggiando ironicamente. Ed ecco così fiorire, dopo qualche generazione di poeti di un certo valore, almeno cinque campioni che vale la pena di citare: Pietro Orecchioni, detto "Alluttu", santateresino, (1820-1888); Michele Andrea Tortu, sacerdote aggese, noto come Préti Migal'Andria (1834-1888); Matteo Pirina, detto "Cucchéddhu", di Telti (1843-1905); Giuseppe Scanu, di Aglientu, noto come "Ghjaseppa di Scanu" ( 1850-1940); e Pietro Fiasconi, di Luogosanto, noto come "Curruléddhu". Poeta raffinato e di grande talento, Pietro Orecchioni, visse da mezzadro al servizio dei ricchi "cavalieri" tempiesi. Elegante nel vestire, fu uno dei primi a usare in campagna la camicia con il colletto alto, la cravatta e il simbréli, il cappello a larghe tese usato dagli uomini di un certo ceto.

    Altrettanto eleganti erano i suoi voli lirichi dedicati alle belle donne e soprattutto a Idola la sua innamorata, figlia del capitano di un barcone che portava il carbone dalla Gallura in "Continente": Cantu s'è beddha candu ridi e cagli / chi t'ama ch'a d'amà no ha videa. / Da la to' cara mandi li spiragli / ch'abbàgliani sireni in fundu d'ea (Quanto sei bella quando ridi e non parli / che ti ama chi d'amare non ha intenzione. Dal tuo viso mandi dei riflessi di luce che abbagliano le sirene in fondo all'acqua).
    Non così raffinato, ma di grande vena satirica, Michele Andrea Tortu, sacerdote contestatario e gaudente, dotato di buona cultura umanistica. Sospeso a divinis, si recò da papa Pio IX dal quale ottenne lo sciogliemento da un interdetto vescovile. La sua spada, diceva, era la chitarra e il grido di guerra il suo canto armonioso. La dote preminente di Matteo Pirina era, invece, quella di infondere nei versi una forte carica di religiosità. È conosciuto, per questo, come "poeta cattolico". Cantò con alti accenti lirici la libera vita dei campi e la moglie Cassandra: Casandra, la mé' mèla,/ la dì chi da lu mundu mi ni spoddhu / un abito di téla / l'ùltimu 'istiri è lu chi voddhu; in calzi e isculzu / e in capu un cappéddhu di pilulzu (Cassandra, la mia mela, il giorno in cui mi spoglierò del mondo, una abito di tela è il vestito che voglio; in calze e scalzo e in testa un cappello di feltro). Due poeti fortemente dotati di rude improntitudine espressiva furono Giuseppe Scanu, non bello e mezzadro per tutta la vita, e Pietro Fiasconi, bello forse anche troppo e ricco di famiglia. Il primo dei due usò la sua arte affilata per "mettere in riga" la gente presuntuosa e disonesta. Bastiano Scanu, un suo nipote, lo definisce "un prodotto della terra": come un suono d'acqua, un colpo di vento o una pianta. Il secondo, la sua arte al vetriolo la usò per condannare con versi di eccezionale qualità poetica, ma taglienti come coltellate, quelli che lo avevano fatto condannare con la legge a trent'anni di carcere per un delitto non commesso. Ne scontò 18 a Pianosa e a Procida. Liberato andò ramingo per l'Algeria e la Tunisia. Morì a Santa Teresa Gallura nel tempo limite tra una partenza e un ritorno.
    FRANCO FRESI

    L'unione sarda 16/02/2008



    e chistu caula v'intra ..o saria com'a dì c'ancora 'i gadduresi, sò stati borghesi?

    Vigghjula ca lu stazzu ghjè la ghjusta sfarenza di borghesu ..

    comunca m'hai fattu una pulcata manna cantu n'a casa..
    ..Ghjaseppa di Scanu ERA D'ALZACHENA di sangu e di linga

    vigghjù http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=389370


    si dapoi t'anda di faeddà di li cantori nostri, sciurala tuni, MA NO CHICCI, palchi no è locu pa gadduresi chistu foru.

    Eu no vi stocu undi'a no soccu graditu.

    2 COSITTI A CALI LE SÀ:
    1- Candu si faccini li provocazioni, toca piddassi ancora li risposti (e candu sò rispitose medd'ancora)
    2- li capri, inda noi, v'è statu lu tempu undia si poniani pà chjudì li muri laccanagghi.

  8. #58
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    Citazione Originariamente Scritto da akuardenti Visualizza Messaggio
    Ed ecco allora che Don Gavino Pes, più noto come Don Baignu (1624-1795) poeta dialettale insigne

    FRANCO FRESI

    L'unione sarda 16/02/2008
    azz, longevo Don Baignu

  9. #59
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    Citazione Originariamente Scritto da Bidus Visualizza Messaggio
    azz, longevo Don Baignu
    e va bé, s'è fadditu lu colcchjareddu, ma ghjà la si cumprendi lu mantessi

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Isandro Visualizza Messaggio


    e chistu caula v'intra ..o saria com'a dì c'ancora 'i gadduresi, sò stati borghesi?

    Vigghjula ca lu stazzu ghjè la ghjusta sfarenza di borghesu ..

    Ohi, 'ta dannu! femu castiendi su giornali, apu lìgiu cussu articulu e nci dd'apu postu innoi po ddu fai ligi a tui e chini totu ddi podit interessai!!

    Nudda isandro, no nci ìntrat nudda!


    si dapoi t'anda di faeddà di li cantori nostri, sciurala tuni, MA NO CHICCI, palchi no è locu pa gadduresi chistu foru.

    Eu no vi stocu undi'a no soccu graditu.
    ...ah, no ddu sciemu..
    ma chi ddu naras tui nci creu!

    e ge ses pagu paranoicu, arrori!


 

 
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