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    Predefinito Un problema che non si vuole risolvere: la droga

    Repressione e proibizionismo

    Nel parlare del problema droga è veramente curioso notare come l’opinione pubblica si concentri sul dramma umano, sul problema sociale ed eventualmente penale legato al problema della sicurezza in senso lato e non sulle radici, sulle cause di questa situazione così eclatante e sui reali interessi che vi sono dietro, talmente enormi da non riuscire nemmeno a nascondersi dietro Giuliano Ferrara.
    In Italia, così come in molti altri paesi, la risposta al problema droga è la repressione ed il Proibizionismo, legislazione nata negli Stati Uniti degli anni ’30 e che ha prima interessato l’alcool ed in seguito la marijuana.
    Se la prima macchina della storia ad essere prodotta in serie, il modello T della Ford, andava ad olio di canapa, negli anni seguenti si è giunti, mediante una martellante campagna di propaganda, a dichiarare illegale il consumo e la produzione di canapa.
    Rockefeller, noto petroliere, disse “ Perché far fare ad una pianta quello che il petrolio fa già così bene?” Molteplici e famosi sono infatti gli usi dei deriavati della canapa in competizione con quelli del petrolio e di alcuni farmaci.
    Persino un bambino saprebbe rispondere a Rockefeller in un mondo sull’orlo del disastro ecologico, dove la Exxon, tanto per citare una compagnia a caso, segna record su record (mondiali!) in quanto ad utili per trimestre. (decine di miliardi di dollari).
    In Italia la legge Fini-Giovanardi è ben nota, così come sono note le sue finalità: dichiarare guerra senza quartiere alle droghe. Se prima era lasciato al giudice discriminare tra dose per uso personale e dose da spaccio, adesso si fissano con tabelle ministeriali le soglie. Chi detiene più di 10 grammi di hashish rischia dai 6 ai 20 anni di carcere più svariate pene accessorie (patente e passaporto ritirati sono tra le possibilità), mentre chi uccide un bambino al massimo finisce da Vespa e chi falsifica bilanci può rischiare una pena massima che va da Montecitorio a Palazzo Chigi passando per Palazzo Madama.
    Un altro aspetto curioso della legge è l’equiparazione delle droghe pesanti a quelle leggere con fissazione di una soglia molto alta per la detenzione di cocaina: come risultato un italiano su venti ne fa uso. Questo boom è figlio di una società sempre più veloce e cinica e di una legislazione assurda. Anche Zelig farà continui boom di ascolti ma non è dato sapere se c’è una relazione tra le due cose…
    In sostanza la legge italiana come molte altre parte dal presupposto di voler combattere la droga ma ottiene il semplice risultato di combattere i consumatori e favorire le organizzazioni criminali. Motivazioni etiche o sanitarie cadono subito davanti a qualsiasi libro di tossicologia che descrive gli effetti dell’ alcool, droga tra le più distruttive .
    La verità è che anche una proibizione per legge è un modo per regolamentare un mercato: in questo mercato lo Stato ha semplicemente scelto di favorire gli enormi introiti della criminalità organizzata. Chiunque abbia studiato economia dovrebbe aver familiare il concetto di extrareddito da rischio legale, riconducibile all’agente economico: ha interesse ad agire solo nei mercati che gli garantiscono un reddito proporzionato ai rischi che sostiene ed è logico che in corrispondenza di rischi elevati lo siano della stessa misura i profitti. In altre parole lo Stato si accolla i costi sociali delle tossicodipendenze, mentre la Mafia se ne accolla gli utili.
    Aggiungiamoci pure che il nostro esercito sta occupando uno stato straniero, maggiore produttore mondiale di oppio, il cui regime ne aveva sradicato la produzione ed il quadro diventa ancora più chiaro. In Afghanistan il regime dei talebani, in aderenza ai suoi forti principi religiosi aveva distrutto questo fiorente mercato costringendo gli agricoltori a riconvertire le produzioni. Con l’occupazione militare della Nato la produzione di oppio è cresciuta dal 2001 al 2006 del 4400%. Alla faccia di chi parla di crisi dell’economia mondiale.
    Non è un fatto nuovo nella storia: anche le navi inglesi avevano assediato Pechino con la minaccia di bombardarla se non avesse ripreso l’approvvigionamento di oppio ai porti occidentali: era il 19° secolo…
    Se lo Stato reprime il consumo e sanziona pesantemente consumatori o autocoltivatori (come per esempio per le piante di marijuana, grave offesa al mercato illegale), non è difficile capire perchè la Mafia sia la prima industria italiana con fatturati che si aggirano sulle centinaia di miliardi di euro. Nel suo bilancio, ovviamente, la voce più consistente è quella dello spaccio. In aggiunta, onde evitare crisi ad un’industria così fiorente, occupiamo militarmente uno dei principali paesi produttori, con enorme dispendio di denaro pubblico.
    Un problema tutt’ altro che secondario è poi quello della qualità delle sostanze stupefacenti che sono immesse sul mercato. Se per le sostanze legali quali ad esempio le sigarette, il monopolio statale garantisce la standardizzazione del prodotto, quelle che si trovano nelle strade sono un enorme incognita in tema di qualità: si vai dai tagli coi veleni a quelli con i medicinali passando per schifezze chimiche varie. Questo costituisce un ulteriore danno tranquillamente evitabile ai consumatori, allo Stato, alla Sanità Pubblica come il caso dell’eroina killer di Roma ha evidenziato tragicamente. Un consumatore abituale di sostanze vuole evitare questo pericolo auto coltivando, ad esempio la marijuana? Nessun problema: si farà il carcere. Se in Spagna si è autorizzata l’auto coltivazione delle piantine di marijuana, in Olanda, dove è legale il commercio anche dei cd “funghi allucinogeni”, capita di trovare davanti ai locali da ballo dei laboratori che analizzano le sostanze che il consumatore vorrebbe assumere onde evitargli gravi conseguenze e garantirlo almeno su questo lato da rischi ulteriori.
    Allora che fare? Sono particolarmente colpito dai danni e dalle conseguenze che il consumo delle sostanze provoca sull’organismo e sulla fedina penale, nonché sulle libertà personali. Ho visto saltare in aria Falcone, Borsellino e le loro scorte per mano della Mafia e mi sono sempre augurato che sparisse al più presto un cancro simile. Ma come può sparire se ha rappresentanza parlamentare e un tale potere economico?
    Legalizzare le droghe e accertare il fallimento storico del proibizionismo sarebbe un colpo decisamente duro all’organizzazione. Cosa si ricorda di Chicago? Al Capone e il proibizionismo che lo ha reso ricco. Lo stesso sia per Palermo e la Mafia.
    Il problema droga non esiste a livello sociale-repressivo. Nessuno ti obbliga ad assumere droga. Non la vuoi? Non la prendi, d’altronde con la domanda costante che c’è lo spacciatore che ti affianca non si cruccerà certo del tuo rifiuto. La droga non è né una scelta, né una libertà. Uno scrittore quale Philip K. Dick ben più adatto a me quanto a conoscenza dell’argomento e immaginazione diceva:
    ” L'abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma un errore di valutazione. Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po' di persone, allora diviene un errore sociale, uno stile di vita. E in questo particolare stile di vita il motto è: "Sii felice oggi perché domani morirai"; ma s'incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo”
    Assumere droga è una scelta della sfera personale di una persona libera e adulta. Mi sono posto alcune domande la cui risposta mi ha convinto della validità del ragionamento anti-proibizionista.


    - Il proibizionismo delle legislazioni ostacola il consumo di droga?
    No. Se così fosse l’Italia non sarebbe tra i primi tre paesi per consumo di droga in Europa, mentre la tollerante Olanda è fuori classifica. Il proibizionismo favorisce la Mafia e mette in pericolo i consumatori, aumenta il consumo di droga fuori da qualsiasi controllo

    - Se una legge rendesse legale il commercio delle sostanze stupefacenti inizieresti per questo ad usarle?
    Ovviamente no. Se così fosse tutti gli italiani sarebbero alcolisti e fumatori. In realtà sono convinto che assisteremmo allo stesso trend che si è avuto con l’aborto. La legge 194, dopo un fisiologico boom iniziale, ha ridotto del 60% gli aborti e gantito la salute delle donne che abortivano togliendo soldi e potere a tutto quel sottobosco di illegalità che vi girava intorno

    - Essere consumatori di sostanze è una colpa passibile di pena quale la morte per avvelenamento?
    Ogni risposta è superflua



    Recessione è la parola chiave

    Se la repressione favorisce interessi tutt’ altro che limpidi il monopolio fiscale svolge una molteplice funzione. Innanzitutto taglia la principale fonte di approvvigionamento della Mafia (perché ricorrere al mercato illegale quando puoi ricorrere a quello legale?), inoltre grazie ai proventi così incamerati lo Stato potrebbe coprire i costi sociali delle dipendenze, fare campagne informative adeguate sugli effetti degli stupefacenti (praticamente auto-prodotte) e creare meccanismi sociali che limitino il ricorso alle sostanze. Questo aspetto è, secondo me, fondamentale. Da quando si è arrivati alla produzione di massa, alla società industriale, non si è soltanto creato un mondo più frenetico e inquinato ma anche un mondo più alienante dove trovano terreno fertile le dipendenze di massa. Negare questa evidenza significa voltare la faccia dall’altra parte di fronte alle “esternalità negative” della società, significa immaginarsi questo come il migliore dei mondi possibili e solo un pazzo potrebbe pensarlo oggi. E’ il vero pericolo di un certo approccio ai problemi sociali e filosoficamente è una cosa che mi spaventa molto di più di qualsiasi allarme sociale. Se nell’Inghilterra vittoriana e vittoriosa i poveri e i senza tetto venivano condannati a morte e nell’Italia del secondo dopo guerra i poveri semplicemente sparivano dall’immaginario nazionale venendo costantemente eclissati dalle telecamere RAI, oggi sono i tossicodipendenti, assieme a prostitute e immigrati a pagare lo scotto maggiore. I telefilm con i poliziotti rappresentati come angeli vendicatori o semplici angeli custodi sono spaventosi: quelli sì che mi spaventano. Spingono a credere che il semplice indossare un’uniforme modifichi l’animo umano. Sappiamo che non è così, altrimenti avremmo tutti la divisa e saremmo tutti migliori. I ragazzi della Diaz lo sanno, Aldo Branzino, falegname di Capanne lo sa ancora meglio, se da qualche parte riposa il suo animo. Torturato a morte, probabilmente dalle guardie carcerarie, nella prima e unica notte in cella della sua vita. La sua colpa? Coltivava marijuana, ovvio. Motivo più che sufficiente per torturarlo con tecniche talmente raffinate da essere degne della polizia cilena. Non lo sapevate? Non siete smemorati, semplicemente i media sono troppo presi dai finti casi di Perugia, Garlasco ed Erba per raccontare questa storia spaventosa.
    Tornando al monopolio fiscale il motivo principale della sua utilità nella risoluzione del problema droga è il suo carattere recessivo: il monopolista agendo sul prezzo, infatti, riesce a gestire e limitare la quantità del bene che viene consumata. Un esempio calzante è quello del tabacco: i continui rincari che lo colpiscono ne fanno diminuire negli anni il consumo salvo l’intervento di altri fattori esterni.


    E le reazioni quali sarebbero?

    Non mi illudo, so benissimo che con un nuovo governo Berlusconi alle porte e con il Papa che entra a gamba tesa nella vita pubblica i problemi sociali saranno sempre più affrontati sotto il patetico ombrello della morale e del concetto di peccato, tanto lontani dalla sensibilità laica e razionalista che dovrebbe avere una democrazia.
    Ma immaginando una ipotetica deriva Zapaterista, ovvero uno scatto di orgoglio liberale e civile di questo paese, non è difficile prevedere quali sarebbero le reazioni dell’opinione pubblica e della politica. I moralisti veri o presunti o quelli di comodo lamenterebbero l’immoralità in cui è affondato il paese, seguiti a ruota dalla Chiesa, per non parlare della Mafia che farebbe di tutto per non perdere i lauti guadagni, sia appoggiando le lobby di cui sopra ma anche intervenendo sui parlamentari che la rappresentano a Roma. Non voglio immaginare la fine che farebbe il relatore di una legge simile qualora la piovra non riuscisse a fermare coi suoi molteplici tentacoli il disegno di legge.
    Anche le comunità di recupero, proibizioniste per definizione, si getterebbero a capo fitto in questa polemica. Queste organizzazioni svolgono per la quasi totalità dei casi un lavoro sinceramente teso a rivalutare la figura del tossico, ma nascondono anche non poche ambiguità di fondo. Talvolta appare che il gestore di una comunità sia più interessato a giochi di potere che a fare in modo che non ci sia più bisogno di lui nella comunità. Un lavoro onesto di volontariato salva migliaia di persone, una legge seria ne salverebbe milioni. Ad esempio, scoprire che la San Patrignano di Muccioli, finanziata anche dai Moratti (petrolieri, come i Rockefeller sponsor del proibizionismo degli albori), produce e commercializza vino mi lascia esterrefatto: una comunità di tossici che produce un veleno, una delle droghe più pericolose in circolazione.
    Oppure potrei citare il caso di Don Gemini, già in carcere negli anni ’60 per reati finanziari, quindi creatore e gestore della sua rete di comunità e dei relativi fondi dove si curavano i tossicodipendenti con l’amore di Cristo. Ma come dice Luttazzi se la risposta è Cristo è la domanda che è sbagliata e infatti pare che le sue somministrazioni di amore per Cristo fossero anche tutt’altro che ideali, intanto il suo potere sui politici (Berlusconi in testa) era tra i più incisivi in materia di politica sulla droga del governo di centro destra.
    Le sostanze capaci di influire sulla percezione sono infinite e saranno sempre ricercate dall’uomo: dalle più innocue come il cacao, fino alle più devastanti passando per infiniti gradi intermedi. Rimane il fatto che fino a che l’argomento non verrà affrontato razionalmente troveremo estremamente normale vedere ragazzini che si riempiono di bottiglie di super alcolici nei super market, mentre un falegname finisce i suoi giorni nel buio di una cella morto per mano forse destinata a rimanere ignota, sicuramente destinata a rimanere ignorata.

  2. #2
    Gran Divano di Azathoth
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    hai ragione, costa troppo

  3. #3
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    Sarei d'accordo per la legalizzazione delle droghe, come nei Paesi Bassi, in Svizzera e in alcune regioni della Germania.

    Ma qui in Italia il discorso è tabù per 2 motivi principali:

    1) Influenza della Chiesa e del Papa
    2) Interessi economici legati alla mafia e camorra che perderebbero un enorme giro d'affari con lo spaccio legalizzato

  4. #4
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    hai ragione, costa troppo

    Non per dire... ma vorrei che venisse alzato il prezzo e non abbassato...

  5. #5
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    Posso chiederti una cortesia? L'articolo che hai postato sarà sicuramente interessantissimo ma non posso prendermi 20 minuti di tempo per leggerlo.
    Visto che internet è per l'eccellenza il media votato all'immediatezza potresti cortesemente sintetizzarlo in 5 frasi? Grazie.

    Per quanto riguarda l'argomento droga personalmente ritengo sbagliata la liberalizzazione. Ritengo, piuttosto, giusto mantenerne depenalizzato l'uso e la detenzione per uso personale. Lo spaccio invece va perseguito e in questo concordo con l'impianto della legge Fini (che pure è migliorabile).

  6. #6
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    hai ragione, costa troppo
    Citazione Originariamente Scritto da paolor_it Visualizza Messaggio
    Posso chiederti una cortesia? L'articolo che hai postato sarà sicuramente interessantissimo ma non posso prendermi 20 minuti di tempo per leggerlo.
    Visto che internet è per l'eccellenza il media votato all'immediatezza potresti cortesemente sintetizzarlo in 5 frasi? Grazie.

    Per quanto riguarda l'argomento droga personalmente ritengo sbagliata la liberalizzazione. Ritengo, piuttosto, giusto mantenerne depenalizzato l'uso e la detenzione per uso personale. Lo spaccio invece va perseguito e in questo concordo con l'impianto della legge Fini (che pure è migliorabile).

    Questo articolo è mio. Capisco che sia lungo e me ne scuso, se vuoi una sintesi leggi le tre domande in grassetto, ma se ti interessa davvero l'argomento prenditi 20 minuti quando ne hai e pensaci. E' proprio la mancanza di approfondimento dell'argomento che giustifica la situazione esistente. Quando avrai letto sarò felice di leggere quello che ne pensi.

  7. #7
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    Il problema non è la droga ,ma la cultura dell'amore.
    L'uomo non ha una cultura dell'amore abbastanza forte da poter evitare gli eccessi delle droghe.
    Perchè il problema non sono le droghe,ma la distruzione che esse portano in alcuni casi.
    Quindi,perchè la mafia non inventa droghe migliori che fidelizzino il cliente senza dirottare la società ad un regime monoculturale/monomentale senza un'armoniosa ricerca del bello e una disciplinata capacità di responsabilità?

    Speriamo che i direttivi delle organizzazioni criminali cambino e che gli uomini di potere si rendano conto di certi bisogni

  8. #8
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    rendiamo illagali tutte le droghe, quini tutto ciò che crea dipendenza e che fa male alla salute

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Dantès Visualizza Messaggio
    rendiamo illagali tutte le droghe, quini tutto ciò che crea dipendenza e che fa male alla salute
    Quando poi hai stilato la lista completa ne riparliamo.Sempre se non sono gia morto di vecchiaia nel frattempo.

    Battuta a parte :
    Non si puo' controllare l'individuo , lo si puo' al limite informare e regolamentare ma tutto parte comunque dall'individuo.
    Nel frattempo mentre tu cerchi di mettere un limite c'e' qualcuno che ha capito benissimo questa regola cosi' semplice che sembra assurdo che non venga mai presa in considerazione.Se a un bambino (vedi i ragazzi che si avvicinano agli stupefacenti come bambini) proibisci categoricamente una cosa ,quella sara' la prima cosa che fara'.

  10. #10
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    rendiamo illagali tutte le droghe, quini tutto ciò che crea dipendenza e che fa male alla salute
    Infatti lo Stato Italiano con il solo fumo delle sigarette provoca 500.000 morti all'anno tra tumori, infarti e malattie cardio-vascolari. Una carneficina bella e buona. Per non parlare delle "lotte" che conduce contro le altre porcherie. Se siamo il paese più mafioso al mondo è perche è proprio lo stato il primo mafioso.

 

 
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