Se il popolo votasse in massa per chi davvero difende gli interessi della gente comune, molte situazioni all’interno di un Paese potrebbero cambiare. Ma qualunquismo e demagogia impediscono ciò. I qualunquisti, tutti coloro che odiano la politica, che non si interessano alla vita pubblica e che non vanno a votare pensando in tal modo di “combattere” il potere, al contrario fanno esattamente quello che i politici più corrotti sperano. Molti politici trovano successo ed affermazione proprio grazie al disinteresse che la gente comune ha verso la politica stessa. Quando i discorsi semplicistici vengono a galla, quando iniziano ad essere intonati i famosi ritornelli: “i politici sono tutti uguali”, “i politici fanno solo i loro interessi”, “paghiamo troppe tasse”, “non andrò più a votare”, quando l’indifferenza cresce a livelli esponenziali, allora i politici peggiori riscuotono sempre maggiore successo. Se nessuno più scendesse in piazza, se nessuno facesse sentire la propria voce attraverso il voto, se nessuno più contestasse in modo costruttivo le scelte fatte dallo Stato, non limitandosi ad una banale critica generalizzata, allora la casta dei politici inizierebbe a crescere e prosperare nei palazzi dorati senza preoccupazioni.La democrazia si fonda sulla volontà della gente comune, sul potere nelle mani del popolo ed esso decide mediante votazioni chi deve governare. Quindi se i cittadini iniziano a non occuparsi più della “res publica” il sistema si trasformerà in aristocrazia, poi in oligarchia e in breve tempo non è da escludere che un piccolo uomo pelato tornerà a parlare dal balcone di piazza Venezia istigando folle deliranti con discorsi ignobili sulla razza e l’impero.La democrazia è partecipazione, ma spesso lo si dimentica. Indubbiamente deputati e senatori fanno di tutto per allontanare le persone dalla politica, ma è proprio in quei momenti che bisogna essere ancora più attenti ed impegnati. I politici devono “lavorare per noi” e quindi non dobbiamo smettere mai di controllare il loro operato.Una vecchia storia si ripete ormai da diversi secoli, ma sembra che pochi abbiano imparato la lezione, infatti da sempre molti governi cercano il consenso attraverso la facile formula del “panem et circensi”, in tal modo possono fare tutto ciò che vogliono mentre la gente rimane “indaffarata” da una miriade di leggerezze e divertimenti. Un tempo, appunto, per tener “quiete” le persone si distribuiva il pane, si organizzavano grandi spettacoli e feste; oggi invece ci pensano reality tv, quiz, programmi demenziali, proclami populisti sull’abolizione delle tasse ecc… a tener “occupata” la mente dei cittadini. Si pensa sempre meno con la propria testa. Inoltre molti telegiornali e giornali hanno come unico obiettivo quello di esasperare queste situazioni e di non comunicare nessuna notizia. La “cronaca nera” è un altro ottimo viatico per tener indaffarata l’opinione pubblica, alcune persone hanno un gusto perverso per i fatti di sangue,si divertono a giudicare, a immedesimarsi nei fatti, perdendo di vista il senso della misura. Molti cittadini si comportano come galline nel pollaio, riempiendosi la bocca di parole tutte uguali, di universali panegirici contro tutto e tutti ma poi per cambiare realmente le situazioni quotidiane non fanno mai nulla.La gente pensa sempre più di non poter affrontare le situazioni e le sfide che la vita collettiva di un Paese mette di fronte. Le persone si sentono sempre più sole, ma questo è quello che molti politici vogliono farci credere, quello che molti “potenti” vogliono creare all’interno della società. Una società totalmente privatizzata, senza più forme di aiuto e collaborazione sociale è ciò a cui puntano molti “nobili pensatori” di questo Paese. Si sente ripetere dal mondo “ultra-liberale” del centro-destra che in campo privato il modello da seguire è rappresentato dagli Stati Uniti, auspico molta attenzione affinché questa affermazione venga profondamente cambiata. Gli Stati Uniti hanno sempre e solo puntato sull’iniziativa privata escludendo lo Stato da moltissime attività, facendo ciò hanno creato gravi problemi alla società civile. La storia di quel Paese mette molto bene in luce le cause del malfunzionamento odierno di determinati settori sociali: una storia passata e presente fatta sempre e solo di interventi a favore del privato e delle lobby ignorando l’intervento statale; una politica presente e passata basata sul tenace combattimento di qualsiasi dottrina sociale, non parlo solo del temutissimo “comunismo a stelle e strisce” ma addirittura il socialismo è sempre stato contrastato tenacemente come il male peggiore del sistema. Tutto questo odio e oscurantismo non ha mai permesso di poter applicare nessuna dottrina sociale e i risultati per molti aspetti sono disastrosi. Infatti negli Stati Uniti chi ha difficoltà economiche o un basso salario non è considerato un cittadino, perché per esempio diritti come quello alla salute, pilastro di tutti i paesi definiti civili, è garantito solo a chi può permettersi assicurazioni e polizze milionarie. I risultati di questa “filosofia” sono sotto gli occhi di tutti e sono raccapriccianti: bambini che al pronto soccorso vengono ignorati perché i genitori non si possono permettere un assicurazione per le cure mediche, persone malate di cancro che non possono comprare le medicine perché non coperti da polizze, anziani abbandonati dagli ospedali in mezzo alla strada perché non posso permettersi di pagare il ricovero. Queste situazioni non accadono in villaggi sperduti dell’Africa ma nelle opulente cittadine degli Stati Uniti. Occorre riflettere molto su questo argomento.La storia può tornare utile anche nel mostrarci come all’interno dei due Paesi dove si sono sviluppati i due più importanti partiti comunisti europei (tanto temuti dagli Stati uniti), ovvero Francia e Italia, si siano sviluppati programmi sociali validissimi ed importantissimi per la vita di tutti i cittadini, ricchi e poveri. Questi Paesi sono rispettivamente al primo e secondo posto nella classifica mondiale per l’efficienza dei loro servizi pubblici. All’interno di questi due Stati, per tornare al discorso precedente, il servizio medico-sanitario è gratuito, i cittadini non pagano nemmeno un euro per le cure che ricevono, questo è un grande sintomo di civiltà e democrazia. In Italia e Francia dalla fine della seconda Guerra Mondiale sono stati portati avanti, grazie ai partiti di centro-sinistra, importantissime riforme che hanno garantito diritti a tutti i cittadini e sono venuti incontro alle esigenze delle persone più povere. Indubbiamente c’è tutt’ora molto da fare perchè non bisogna mai adagiarsi e ci sono ancora problemi irrisolti, ma dall’altra parte non dobbiamo dimenticare quello che è stato fatto grazie al sacrificio di molte persone. Attenzione, questo ragionamento non vuole “attaccare” in modo qualunquista e disfattista l’imprenditoria privata, che anzi risulta fondamentale in molti campi dell’attività economica e non solo. Tuttavia si vuole cercare di far capire come alcuni eccessi bisogna cercare di evitarli per il bene di tutti i cittadini, in particolare dei più poveri.L’esempio degli Stati Uniti serve anche per ricollegarsi con il tema sviluppato all’inizio dell’articolo, infatti il disinteresse per la politica da parte dei cittadini è un’altra causa del malessere sociale di quel Paese. A differenza di molti Paesi europei ( come Inghilterra, Italia, Spagna,Francia, Germania…) negli Stati Uniti il cittadino si fa ammagliare più che altrove dalla formula prima citata del “panem et circensi” e in tal modo lascia carta bianca ai politici. “L’americano medio”, non si interessa di politica, rimane spesso passivo in seguito alle decisioni dei politici, si sveglia solamente alcuni mesi prima della campagna elettorale per poi tornare, subito dopo le elezioni, nel suo lungo “letargo sociale”. Invece in Europa la situazione è totalmente diversa da questo punto di vista: infatti si segue con molta più passione la politica e da sempre se qualcosa non funziona le persone scioperano, scendono in piazza, fanno sentire la loro voce per difendere e migliorare la loro condizione. Questa differenza è fondamentale per definire una società realmente democratica, perché quello di esprimere le proprie idee è un diritto di ogni cittadino.Non preoccuparsi della vita sociale di un Paese vuol dire delegare a poche persone il diritto decisionale e quest’ultime non più controllate faranno sempre più i propri interessi.In Italia, Spagna, Francia dagli anni Cinquanta in avanti sono state condotte molte “battaglie” in piazza per difendere i diritti delle persone meno agiate e per migliorare determinate situazioni sociali, economiche e civili. Occorre continuare su questa strada di attenzione e partecipazione se si desidera cambiare veramente il nostro Paese e difenderlo da quel vento “qualunquista-conservatore” che vuole ingabbiare idee, persone e diritti.




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