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Discussione: Evviva il precariato.

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da _Ted_ Visualizza Messaggio
    per me salario minimo a 1000 euro e durata massima di 2 anni per contratti atipici sono già un'ottima azione contro il precariato, mantenendo una certa flessibilità

    a te l'unica cosa che andrebbe bene è eliminare i contratti a tempo determinato e tornare negli anni ottanta.

    per i vari caprotti, ci dovrebbe essere la galera... non l'eliminazione di alcuni tipi di contratti di lavoro.
    Per te basta e avanza, per me fa schifo perchè non posso permettermi nemmeno di vivere in affitto e mangiare con 1000 euromerde al mese.(ed io da precario privato, solitamente prendo solo contratti dove perlomeno mi pagano 1600 NETTI).

    Per me la flessibilità dovrebbe avere un limite anagrafico d'età ed essere propositivo solo per studenti che non sanno nemmeno cosa cazzo sia lavorare e di pratica ne hanno pochissima(e poi tocca a me tirarmeli dietro per 200 euro in più di stipendio perchè te li ficcano in "team" e ritardano i tempi finali diminuendo il bonus di produttività), al limite come inserimento iniziale e NON superiore ai 12 mesi.

    Per me andrebbero fatte le pulci a quei bastardi che fanno i co.co.pro e pretendono di non pagarti un cazzo e di farti lavorare per 48 ore a settimana(per 1000 euro)minimo, e con il "progetto"(a meno che per progetto non s'intenda infilartelo nel culo a prezzi stracciati) tali contratti non c'entrano nulla, dato che rinnovano a iosa(e sei parasubordinato, non hai ferie, malattia e permessi pagati se non per gentile concessione) e ti ci tengono precario fino a 50 anni, e se sforano, sono pronti a ricattarti con il lavoro nero se ti vuoi riprendere il posto dopo 3 mesi.
    Ed oltretutto, trovi anche chi ti propone 3 contratti parasubordinati a progetto per 18 mesi con vane promesse di tempo indeterminato se tutto va bene, e tacitamente pretende che tu stia li a garantire il progetto altrimenti ti sputtanano per tutta la regione anche se te ne vai perchè trovi un posto migliore.



    Per me i contratti a tempo determinato andrebbero bene.....ma non per 10 anni o 3 anni sega dove basta all'azienda chiudere, cambiare ragione sociale, fare 4 fugnate e cambiare un paio di nomi e ripartire alla grande come sopra(a nessuno in questi anni, è mai fregato dove ho lavorato, di VERIFICARE come si applicasse il precariato), ma sono sempre stati pronti a dare incentivi a fondo semiperduto a questi maiali schifosi(che frodano oltretutto).


    Per me tornare agli anni 80 significherebbe ritrovare un briciolo di dignità, dove se uno stronzo mi viene a dire tu non puoi pisciare, io prima lo sbatto per terra e poi gli piscio in bocca(e la ingioia TUTTA)....perchè io alla ine degli 80, non ero un paraculato di statale che andava in pensione a 20 anni o un politico che si faceva le leggettine per prendersi un'altra pensione...io lavoravo nell'amianto e facevo il turnista(ed ho inizato con il formazione e lavoro da 15 mesi, su 10 solo in 6 siamo passati a tempo indeterminato), poi dato che non ero il più cretino, sono passato in manutenzione e programmavo gli impianti.


    Invece, per te, dovremmo starcene buoni a 1000 eurozzi al mese per 3 anni a pisciarci addosso, farci insultare, fare 3000 ore, non arrivare nemmeno a fine mese e prendere un domani 60 euro di diferenza in più dalla "sociale"(sempre che ci si arrivi alla pensione in queste condizioni)....dopo i 3 anni, ci fanno firmare per altri 8 mesi e quindi se l'azienda è piccola, ti molla o ri ricicla con l'interinale o meglio, cosa che accade nel mio campo, rimbalzi da un'aziena all'altra a progetto senza continuatività per maturare il diritto all'indeterminato....sai che succede veramente così?
    Ed essendo un informatico, a me va bene perchè ho qualche speranza, ma per chi ha mansioni non esattamente specializzate, verrà cacciato a casa e prenderanno altri...e ci faccio su le balle, che nessuno dirà nulla o s'inventeranno qualche proroga speciale per le aziende.


    Naturalmente oltre alle mille ricche euro al mese, non si sono nemmeno lontanamente mossi a parlare di copertura welfare per i periodi di fermata e disincentivi per il precariato, ma solo incentivi per l'assunzione a tempo indeterminato(sempre e solo per le aziende).



    Avete ragione a dire che non siete di sinistra, a voi dei lavoratori, specie dei precari, non ve ne frega niente e non perdete occasione per dimostrarlo.

  2. #12
    Stabilimento di Broni
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    L'ALLARME
    Infortuni sul lavoro, tra i precari in aumento del 22%
    Alla luce dei dati, Cavicchioli ha avanzato la proposta "di destinare completamente le risorse del Fondo di formazione delle agenzie di lavoro interinale agli interventi in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro"


    Modena, 7 febbraio 2008 - Nella provincia di Modena, nel 2006, la quota degli infortuni sul lavoro tra i precari è aumentata del 22%. Il dato, emerso da un rapporto Inail, e in controtendenza rispetto all'andamento delle altre categorie, ha dato lo spunto all'assessore provinciale al Lavoro Gianni Cavicchioli per avanzare la proposta "di destinare completamente le risorse del Fondo di formazione delle agenzie di lavoro interinale agli interventi in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro".





    L'iniziativa, che sarà illustrata nei prossimi giorni alle parti interessate, nasce dalla constatazione che "le agenzie di lavoro interinale intercettano larga quota del precariato - spiega Cavicchioli - e sono tenute per legge a fare formazione ai propri lavoratori, spesso stranieri e giovani alla prima occupazione, cioè i soggetti più a rischio e a cui va dedicata maggiore attenzione".



    Secondo l'assessore, vista l'alta flessibilità di molte occupazioni, bisogna puntare alla "concentrazione della formazione per la sicurezza, in buona parte trasversale ai settori di attività, sulle società di somministrazione, lasciando alle imprese la formazione professionale nella quale si può comprendere anche l'informazione sul rischio specifico inerente al lavoro svolto".


    http://ilrestodelcarlino.quotidiano...._aumento.shtml


    -----------------------------------


    da notare che stranamente non si parla di riformare il precariato o segare l'interinale(almeno per determinate categorie, magari gli operai), ma di dare soldi alle stesse agenzie interinali.......ma prendono per il culo o cosa?

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da _Ted_ Visualizza Messaggio
    per me salario minimo a 1000 euro e durata massima di 2 anni per contratti atipici sono già un'ottima azione contro il precariato, mantenendo una certa flessibilità

    a te l'unica cosa che andrebbe bene è eliminare i contratti a tempo determinato e tornare negli anni ottanta.

    per i vari caprotti, ci dovrebbe essere la galera... non l'eliminazione di alcuni tipi di contratti di lavoro.
    Ma secondo te uno stato liberale e riformista può imporre uno stipendio minimo alle aziende private? e' una cosa che esiste?

    Voglio dire, contratti a progetto da 500€ al mese per i neolaureati, tipici in un'azienda prima dell'assunzione, all'improvviso dovrennao essere 1000? E pensate che qualcuno assuma ancora? Sì, in nero!!

    E poi dovrebbe spingere ad un aumento salariale tutti.

    Se lo stagista lo paghiamo 1000€ io che sono pagaro 1130€ dovrò avere un aumento, e così a catena. E' come raddoppiare le tasse alle imprese.
    Against all odds

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    Ma secondo te uno stato liberale e riformista può imporre uno stipendio minimo alle aziende private? e' una cosa che esiste?

    Voglio dire, contratti a progetto da 500€ al mese per i neolaureati, tipici in un'azienda prima dell'assunzione, all'improvviso dovrennao essere 1000? E pensate che qualcuno assuma ancora? Sì, in nero!!

    E poi dovrebbe spingere ad un aumento salariale tutti.

    Se lo stagista lo paghiamo 1000€ io che sono pagaro 1130€ dovrò avere un aumento, e così a catena. E' come raddoppiare le tasse alle imprese.
    in francia, regno unito, stati uniti è così e non se la passano malissimo...

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da _Ted_ Visualizza Messaggio
    in francia, regno unito, stati uniti è così e non se la passano malissimo...
    1000€ decisi dallo stato? Non mi risulta. Ci sono gli stage a molto meno, o forse Veltroni intendeva contratti che non fossero stage. Allora la gabola c'è, invece di fare contratti a progetto o a tempo determinato (dive si pagano anche i contributi) le aziende faranno stage per tutti.
    Against all odds

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da _Ted_ Visualizza Messaggio
    in francia, regno unito, stati uniti è così e non se la passano malissimo...
    UK, FRA e USA hanno un salario minimo orario per legge, non mensile come parrebbe voler fare il PD (parrebbe, perchè la scelta non è specificata o almeno non mi pare), che invece c'è per esempio in Brasile.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da iannis Visualizza Messaggio
    1000€ decisi dallo stato? Non mi risulta. Ci sono gli stage a molto meno, o forse Veltroni intendeva contratti che non fossero stage. Allora la gabola c'è, invece di fare contratti a progetto o a tempo determinato (dive si pagano anche i contributi) le aziende faranno stage per tutti.
    in questi paesi esiste il salario minimo garantito orario... cosa che in italia solo i contratti nazionali hanno.

  8. #18
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    o cristo,guarda se i comunisti debbano farci lezioni di flessibilità e di moralismo!

    ammiro la fiducia degli amici piddini in proposito,ma la flex-security di Veltroni NON è la stessa regolamentazione del lavoro flessibile adottata nel resto d'Europa e varata durante i governi socialisti!

    non basta prolungare la durata del contratto e garantire un salario minimo di 1000€.
    questo è un modello che garantisce lavoro al precario a breve termine e senza tutelarlo nel momento in cui è buttato in mezzo alla strada e soprattutto senza agevolazione per il reinserimento nel mercato del lavoro.
    è un modello che non tiene conto della qualificazione e della competitività del lavoratore e non agisce in modo da formare professionalmente l'individuo in via di un nuovo impiego,quindi con maggiori opportunità di passare dal lavoro precario al lavoro stabile.

    la flessibilità del PD è migliore rispetto a quella prevista dalla legge 30,ma non fa altro che prolungare la condizione di precarietà (anche se in modo più sostenibile) senza garantire un futuro di occupazione stabile e di formazione professionale...oppure senza tutelare il licenziato con determinati ammortizzatori sociali quali:
    - il doppio stipendio anticipato (indennità di disoccupazione)
    - il bonus formativo

    del tutto inutili i commenti dei comunisti che vedono la causa della precarietà nella flessibilità in sé.

    IN REALTA'
    la legge 30 disciplina malamente le norme riguardanti il lavoro flessibile,agevolando la posizione del datore che "abusa" dei contratti a termine,a discapito dei dipendenti che non hanno nessuna garanzia di inserimento stabile e nessuna indennità temporanea in caso di disoccupazione,con tutte le conseguenze sociali derivanti.
    NON E' LA FLESSIBILITA'.

    E' LA LEGGE!
    la legge dunque va riformata
    - in senso assistenzialistico mediante l'introduzione di ammortizzatori sociali,
    - in senso formativo mediante l'incentivazione di corsi di formazione,conseguentemente offrendo maggiori possibilità di reinserimento.
    naturalmente a ciò si aggiunge il prolungamento dei contratti a progetti e l'aumento del salario minimo.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Demi Romeo Visualizza Messaggio
    o cristo,guarda se i comunisti debbano farci lezioni di flessibilità e di moralismo!

    ammiro la fiducia degli amici piddini in proposito,ma la flex-security di Veltroni NON è la stessa regolamentazione del lavoro flessibile adottata nel resto d'Europa e varata durante i governi socialisti!

    la legge dunque va riformata
    - in senso assistenzialistico mediante l'introduzione di ammortizzatori sociali,
    - in senso formativo mediante l'incentivazione di corsi di formazione,conseguentemente offrendo maggiori possibilità di reinserimento.
    naturalmente a ciò si aggiunge il prolungamento dei contratti a progetti e l'aumento del salario minimo.
    Tutte emerite corbellerie...

    Oggi l'Italia, che ha un sistema industriale particolarmente debole (ma lo stesso vale per gli altri paesi a capitalismo avanzato) compete coi paesi cosiddetti emergenti solo ed esclusivamente sul costo del lavoro e sulle ore lavorate.

    I padroni -chiamiamoli col loro vero nome!- non pretendono altro che il lavoro costi meno e che i lavoratori lavorino di più. La legge in questi anni non ha fatto che recepire questo imperativo categorico, l'imperativo del MERCATO.

    E' dalla famigerata riforma Treu che sento parlare di formazione continua e nuovi ammortizzatori, ma chissà come mai i riformatori "illuminati" del mecato del lavoro hanno deregolamentato subito e rimandato a tempo indeterminato, cioè a MAI, i famosi ammortizzatori.

    Le varie riforme degli ultimi 15 anni, col benestare dei grandi sindacati, hanno dato mano libera ai padroni di aggirare il contratto collettivo nazionale e tenere sotto costante ricatto i nuovi occupati: praticamente si è cancellato con un colpo di spugna un secolo di lotte sindacali e operaie e tornati direttamente all'Ottocento.

    Si è legalizzato il lavoro a cottimo, chiamato con eufemismo tipico del riformismo postmoderno: lavoro "parasubordinato".

    Anche la becera scusa, secondo cui la flessiblità avrebbe favorito l'emergere del nero, si è infranta contro la dura realtà dei fatti: il lavoro irregolare avanza dovinque, soprattutto nel meridione, e principale vittima ne sono i giovani, le donne e gli immigrati.

    Le riforme di cui tanto ci si riempie la bocca altro non fanno che prendere atto dei mutati rapporti sociali: il padrone può tutto, il lavoratore niente.

    Inutile dire che ciò ha prodotto nel giro di 20 anni una concentrazione dei profitti spaventosa (il 10% della popolazione che detiene il 45% della ricchezza nazionale), la proletarizzazione della cosiddetta classe media e un costante aumento degli incidenti sul lavoro, o meglio delle morti bianche, direttamente ascrivibili tanto ai singoli padroni che ai riformatori di cui sopra.

    Quello proposto da Veltroni, Boselli e compagnia, altro non è che un riformismo senza riforme, che non intacca lo strapotere di padroni e padroncini, non redistrubuisce un singolo euro dalle tasche dei ricchi a quelle dei poveracci e grava soltanto sulla contribuzionme pubblica, ovvero ancora una volta sui redditi da lavoro dipendente.

    Il padronato italiano, straccione e parassitario oggi più che mai, è l'unico responsabile del dramma sociale che si sta producendo in Italia e deve essere COSTRETTO a pagare il costo della crisi.

    Il resto sono belle parole di chi ha i soldi, un futuro senza problemi e fa il "progressista" perchè fa figo...

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Tutte emerite corbellerie...

    Oggi l'Italia, che ha un sistema industriale particolarmente debole (ma lo stesso vale per gli altri paesi a capitalismo avanzato) compete coi paesi cosiddetti emergenti solo ed esclusivamente sul costo del lavoro e sulle ore lavorate.

    I padroni -chiamiamoli col loro vero nome!- non pretendono altro che il lavoro costi meno e che i lavoratori lavorino di più. La legge in questi anni non ha fatto che recepire questo imperativo categorico, l'imperativo del MERCATO.

    E' dalla famigerata riforma Treu che sento parlare di formazione continua e nuovi ammortizzatori, ma chissà come mai i riformatori "illuminati" del mecato del lavoro hanno deregolamentato subito e rimandato a tempo indeterminato, cioè a MAI, i famosi ammortizzatori.

    Le varie riforme degli ultimi 15 anni, col benestare dei grandi sindacati, hanno dato mano libera ai padroni di aggirare il contratto collettivo nazionale e tenere sotto costante ricatto i nuovi occupati: praticamente si è cancellato con un colpo di spugna un secolo di lotte sindacali e operaie e tornati direttamente all'Ottocento.

    Si è legalizzato il lavoro a cottimo, chiamato con eufemismo tipico del riformismo postmoderno: lavoro "parasubordinato".

    Anche la becera scusa, secondo cui la flessiblità avrebbe favorito l'emergere del nero, si è infranta contro la dura realtà dei fatti: il lavoro irregolare avanza dovinque, soprattutto nel meridione, e principale vittima ne sono i giovani, le donne e gli immigrati.

    Le riforme di cui tanto ci si riempie la bocca altro non fanno che prendere atto dei mutati rapporti sociali: il padrone può tutto, il lavoratore niente.

    Inutile dire che ciò ha prodotto nel giro di 20 anni una concentrazione dei profitti spaventosa (il 10% della popolazione che detiene il 45% della ricchezza nazionale), la proletarizzazione della cosiddetta classe media e un costante aumento degli incidenti sul lavoro, o meglio delle morti bianche, direttamente ascrivibili tanto ai singoli padroni che ai riformatori di cui sopra.

    Quello proposto da Veltroni, Boselli e compagnia, altro non è che un riformismo senza riforme, che non intacca lo strapotere di padroni e padroncini, non redistrubuisce un singolo euro dalle tasche dei ricchi a quelle dei poveracci e grava soltanto sulla contribuzionme pubblica, ovvero ancora una volta sui redditi da lavoro dipendente.

    Il padronato italiano, straccione e parassitario oggi più che mai, è l'unico responsabile del dramma sociale che si sta producendo in Italia e deve essere COSTRETTO a pagare il costo della crisi.

    Il resto sono belle parole di chi ha i soldi, un futuro senza problemi e fa il "progressista" perchè fa figo...
    mannaggia,se solo ci fosse un partito che avesse interesse nel socializzare i mezzi di produzione,ad abolire il libero mercato e a fucilare i "padroni",allora si che l'Italia uscirebbe dalla crisi economica e sociale!

    il discorso sulla flessibilità socialista è servito a poco...

    occhio: gli ammortizzatori non ci stanno,altrimenti mi sarei risparmiato la solfa sulla flex-security e sulla riforma della legge Biagi!

    tutto il resto che hai scritto è la solita critica demagogica che non giustifica l'uso della flessibilità ben regolamentata,che non cita i vantaggi del sistema flessibile e che,attenzione,non dice come risolvere il problema visto che si critica solamente!

 

 
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