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Discussione: Dicono di noi

  1. #1
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    Predefinito Dicono di noi

    Su 'st' altro thread dedicato posteremo tutti i commenti benevoli o malevoli volenti o nolenti su Sinistra e Libertà da qui alla vigilia delle elezioni da parte di organi di stampa e di informazione in genere, nonchè cittadini e forumisti in transito.
    Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Dicono di noi

    Cominciamo quindi dal più neutro de' testi, di carattere descrittivo-informativo, quello di Wikipedia:

    Sinistra e Libertà (SL) è un cartello elettorale che si presenterà alle elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009. Originariamente formato da:

    Federazione dei Verdi (Grazia Francescato), 2 eurodeputati;
    Movimento per la Sinistra (Nichi Vendola), 1 eurodeputato;
    Partito Socialista (Riccardo Nencini), 4 eurodeputati;
    Sinistra Democratica (Claudio Fava), 4 eurodeputati;
    Unire la Sinistra (Umberto Guidoni), 1 eurodeputato;
    A SL sono vicini i liberali di sinistra di Spazio Lib-Lab e il Nuovo Partito d'Azione. I primi hanno aderito a SL il 21 marzo, mentre i secondi non hanno ancora sciolto ogni riserva.


    Storia
    Sinistra e Libertà nasce per dare una risposta a due esigenze politiche: da un lato il bisogno sentito da SD, MPS e ULS di dare forma elettorale alla lungamente invocata e mai realizzata costituente della sinistra; dall'altro lato la necessità di superare lo sbarramento elettorale del 4% dei voti validi introdotto dalla legge 20 febbraio 2009 n. 10.

    Dopo circa un mese di trattative su nome e simbolo, SL viene presentata in una conferenza stampa il 16 marzo 2009 alla presenza dei cinque leader alleati, ma Nencini, vittima di un incidente, è sostituito da Marco Di Lello, coordinatore nazionale della segreteria del PS. Prima di trovare l'accordo sull'attuale denominazione si era ipotizzato Sinistra delle libertà (12 febbraio), Sinistra per le libertà (2 marzo), Sinistra per la libertà (4 marzo).

    Dalla lista restano fuori [per ora- ndr] i Radicali italiani in seguito a un veto di Vendola e al mancato entusiasmo per il progetto da parte di Marco Pannella.

    Il nome, pur essendo frutto di un accordo fra le parti, è chiaramente ispirato da Vendola, il quale già il 27 settembre 2008 chiamava a raccolta l'allora sua corrente del PRC, Rifondazione per la Sinistra, sotto lo slogan «La Sinistra delle libertà contro la società della paura».

    Alla conferenza stampa di presentazione hanno presenziato, oltre ai leader di partito, personalità storiche della sinistra italiana, come Achille Occhetto, Giovanni Berlinguer, Dacia Valent e Gianni Mattioli. Significativo l'intervento di Occhetto che rivendica la continuità ideale fra la svolta della Bolognina che portò alla fondazione del PDS e l'attuale SL.

    Il 21 marzo si tiene la manifestazione di presentazione di SL, La Primavera della Sinistra, in piazza Farnese a Roma. Oltre ai leader dei 5 movimenti erano presenti Bobo Craxi, Franco Giordano, Paolo Cento, Moni Ovadia, il regista Mimmo Calopresti, la giornalista Giuliana Sgrena e l'attore Pippo Delbono.


    Simbolo e candidature
    Il contrassegno elettorale della lista, rosso e verde, con la scritta "Sinistra e Libertà", include i simboli delle tre anime europee che animano l'alleanza elettorale: quello dei Verdi italiani (necessario per evitare di dover raccogliere le sottoscrizioni), della Sinistra Unitaria Europea - Sinistra Verde Nordica (GUE-NGL) e quello del Partito del Socialismo Europeo (PSE). Gli eventuali eletti si collocheranno in base alla loro appartenenza di partito ai gruppi citati o a quello dei Verdi Europei - Alleanza Libera Europea (V-ALE).

    Fra i candidati possibili dovrebbero esserci i deputati europei uscenti Roberto Musacchio (MpS) e Monica Frassoni (Verdi), mentre sono stati contattati nomi celebri come Antonello Venditti (che ha rifiutato la candidatura), Beppino Englaro (che ha pure rifiutato), Margherita Hack (che ha invece accettato la candidatura nella lista europea di Prc e Pdci), Mimmo Calopresti e Andrea Camilleri, quest'ultimo su indicazione del PS, dopo che lo scrittore siciliano non ha trovato spazio nelle liste dell'Italia dei Valori.

    Tratto da www.wikipedia.it
    Exoriare aliquis nostris ex ossibus ultor

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Dicono di noi

    di Tommaso Ciuffoletti - giovedì 2 aprile 2009

    Premessa di metodo
    Il dibattito su Sinistra e Libertà ha già preso piede sulle pagine di Labouratorio. Lo ha fatto qua e da poche altre parti. Abbiamo, in altre parole, il monopolio del dibattito ed è un monopolio di cui faremmo volentieri a meno, ma visto che ci tocca cerchiamo di svolgere al meglio il nostro compito.
    Tra schifati ed esaltati di fronte alla nuova proposta elettorale, è fin troppo facile giocare il gioco delle parti, assai più difficile è tenere dritta la barra delle ragioni di ciascuno. Nelle poche righe che seguono useremo la ragion politica per difendere la ragion d’essere di Sinistra e Libertà, ma vi avvisiamo subito che nel prossimo editoriale saremo altrettanto rigorosi nel valutare se oltre alla ragion d’essere vi siano anche ragioni per dar fiducia (e voto) a Sinistra e Libertà.

    Vivano i cartelli elettorali!
    E’ un cartello elettorale”, con questo assunto si tende a liquidare pregiudizialmente la stessa idea che Sinistra e Libertà possa esistere. Ebbene, mai pregiudizio fu più idiota e, si badi bene, trattasi di assunto idiota non perché SeL non sia un cartello elettorale, ma proprio perché E’ un cartello elettorale. Sinistra e Libertà è infatti il cartello elettorale messo in piedi in fretta e furia dopo che una modifica alla legge elettorale per le europee ha imposto una soglia di sbarramento del 4%. Il problema però non è la soglia, il problema, o meglio l’infamia, è la scorrettezza antidemocratica di quella modifica. Essa è stata infatti approvata il 18 febbraio 2009, a meno di 4 mesi dalla data delle elezioni, a poche settimane dalla presentazione delle liste e dall’inizio della campagna elettorale. L’Unione Europea aveva chiesto che non si apportassero modifiche alla legge elettorale a meno di 6 mesi dalle elezioni, per garantire a partiti e cittadini la conoscibilità effettiva della legge. E invece il Parlamento italiano con unanime calcolo partitocratico (ad eccezione delle astensioni Radicali) ha votato la modifica; dall’Italia dei Valori, all’Udc, passando per la Lega e il Partito Democratico. Di fronte a tale scorrettezza il cittadino può accompagnare quel calcolo di dubbia legalità e d’indubbia scorrettezza partitocratica con il proprio menefreghismo. Può ritenere che questi siano problemi che non lo interessano, che sian questioni che riguardano l’infame casta dei politici, solo e soltanto essa. Può farlo, sì, ma a patto d’aver presente che un paese che ritiene degno di menefreghismo il dato delle regole del gioco democratico è paese che si mette a disposizione di derive le più pericolose.
    Se Sinistra e Libertà nasce prioritariamente per cercare una risposta di sopravvivenza a questa infamia, allora viva Sinistra e Libertà, vivano i cartelli elettorali, perché non sono loro a condannare il paese. A condannarlo è il menefreghismo che quello stesso paese mostra per le regole della sua vita democratica.

    LETTERA AI MIEI COMPAGNI -
    Mantenere la dignità, non “conservare la storia”
    Alle considerazioni generali di cui sopra voglio far seguire delle brevi riflessioni dedicate ai compagni socialisti. Ai miei compagni socialisti; e per capire a chi mi stia rivolgendo vi segnalo semplicemente questo link, senza bisogno di aggiungere altro.
    Ebbene, proprio a voi, compagni, voglio chiedere qual è il compito di un partito. Son certo che la gran parte di voi risponderà correttamente: fare politica, dare risposte a domande sociali di cambiamento, di giustizia, di libertà. E allora perché i socialisti organizzati in partito, qualsivoglia partito, dal 1992 in avanti tutto hanno fatto tranne che politica? Ve lo dico io perché. Perché erano impegnati a fare altro; erano impegnati a fare ciò che non è compito di un partito che si voglia chiamare socialista. La mission dei micro-partiti socialisti sopravvissuti dal 1992 in avanti è stata da un lato quella di conservare una storia e dall’altro quella di mantenere in vita una famiglia sempre più sterile e ridotta di ceto politico, arrivando al paradosso di con-fondere questi due obiettivi in uno solo e di giustificare la pochezza politica (per quanto legittima) del secondo, con la nobiltà morale del primo. Il mix di questo grandioso fraintendimento e del suo vuoto di politica è stata una marginalizzazione costante e progressiva. Un farsi etnia in via d’estinzione, mentre altrove socialisti senza più patria promuovevano politiche vincenti e riforme utili al paese (non ultimo il Brunetta di quella lotta ai fannulloni che con Lanfranco Turci, su ispirazione di Ichino, cercammo di promuovere ai tempi del primo governo Prodi).
    A voi, miei compagni, a voi chiedo di smettere di pensare ad un partito come strumento per conservare una storia, per quanto nobile ed ingiustamente infangata. La storia la conservi ciascuno, anzi, la tramandi. Allo stesso compito si dedichino associazioni, riviste, fondazioni, convegni. Ma le cicatrici che ciascuno si porta appresso non possono essere la ragione del nostro fissarci su esse. Sarebbe la nostra più grande sconfitta, la più sciocca resa alla violenza stupida e pecorona dei lanciatori di monetine.
    Torniamo a pensare ad un partito in termini politici, in termini di proposta politica. Con quella misuriamoci, tranquilli del fatto che la nostra dignità non ha bisogno di esserci riconosciuta da alcuno che non ne sia all’altezza. Cerchiamo però almeno d’essere noi all’altezza della dignità che richiede il dirsi ancora oggi socialisti (e liberali aggiungo io!).

    Se questa Sinistra e Libertà è da bocciare lo si deve stabilire usando la bilancia della politica. Noi di Labouratorio ci stiamo provando e ci torneremo con puntualità anche nel prossimo editoriale … certo una cosa vi e ci concediamo: se lo sponsor di Sinistra e Libertà continuerà ad essere Achille Occhetto, allora la gioiosa micromachine da guerra avrà ben poco da difendere e ancor meno per cui essere difesa!

    Tratto da www.labouratorio.it
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  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Dicono di noi

    Letta guarda con interesse

    Roma, 30 apr. (Adnkronos) - ''Il Pd deve essere il partito che tiene assieme sia l'anima progressista che quella moderata presenti nel nostro paese, per questo vanno valutate alleanze con L'Udc 'de-savoizzato' e con il progetto di Sinistra e Liberta', un'iniziativa da guardare con interesse''. Lo ha detto Enrico Letta, ospite di Red Tv.
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