Riporto dal thread bibliografico vecchio (i titoli qui segnalati sono ora stati aggiunti alla lista):
LUPUS:
Perchè non creare una sezione dedicata ai libri che trattano delle religioni orientali?
Incomincio io dai... 
Titolo Induismo. Dizionario di storia, cultura, religione
Autore Dallapiccola Anna L.
Prezzo
€ 30,00
Dati XXVII-350 p., ill., brossura
Anno 2005
Editore Mondadori Bruno
Collana Dizionari
Questo libro è davvero fondamentale, forse il libro più completo sull'induismo in Italia...
Titolo Dizionario del buddhismo
Autore Cornu Philippe
Prezzo
€ 65,00
Dati 960 p.
Anno 2003
Editore Mondadori Bruno
Collana Dizionari
altro libro fondamentale, è della stessa collana del precedente..
STUART MILL:
ottima idea! invito tutti quanti a fare lo stesso. Se la discussione sarà produttiva, potremmo darle l'onore del rilievo.
allora, proseguo io:
1)bhagavad gità a cura di g. da todi: prelevabile da www.guruji.it
2)bhagavad gità a cura di bhaktivedanta prabuphada, prezzo 16 euro circa, ristampe continue.
3)101 storie zen: a cura di nyogen senzaki e paul reps, adelphi, 7,50€
4)diario zen, arena, edito da bur, 4,13 €
5)tecniche della meditazione taoista, contente il tao te ching, più 2 testi alchemici(il maestro dei segreti celesti, il trattato del sedersi sull'oblio), a cura di l. arena, bur, 4,99€
CORSAIR:
- La via del Buddhismo tibetano - Gyatso Tenzin (Dalai Lama); Mondadori, 8,00€
Ma il più semplice e pratico "manuale" buddhista per me resta sempre:
- Come diventare un buddha in 5 settimane - Giulio Cesare Giacobbe
STUART MILL:
addirittura? io dal titolo lo scartai, perchè pensai: "il solito libro fatto per gli scansa fatiche: siddharta impiegò anni, e uno secondo l'autore, può diventarlo in 5 settimane!".
però, visto che dici così, me lo procurerò
LUPUS:
infatti anch'io... :-)
MOSONGO:
http://spazioinwind.libero.it/colorato/raccontizen.htm
http://membres.lycos.fr/zenmontpellier/Gerarchia.html
CORSAIR:
Cita:
Scritto in origine da stuart mill
addirittura? io dal titolo lo scartai, perchè pensai: "il solito libro fatto per gli scansa fatiche: siddharta impiegò anni, e uno secondo l'autore, può diventarlo in 5 settimane!".
però, visto che dici così, me lo procurerò
Invece per me è un'efficiente base per un corretto studio ed interpretazione del pensiero di Siddharta: quando i dubbi cominciano ad assalirti, o la tua serenità sta per venire meno, mettere mano a quel libro è un vero e rapido toccasana..
(...)
Beh, è un po' il Bignami del buddhismo, ma aiuta molto, anche poichè è un quasi libro puramente di psicologia.
ALEXEIEVIC:
Le Religioni dell'Estremo Oriente - a cura di Puech.
Biblioteca Universale Laterza
....quasi 700 pagine... una guida utile e quasi completa.... consigliato
BALTIK:
Pio Filippani Ronconi
Ummu'l-Kitab. Ist. Universitario Orientale, 1966
Upanisad antiche e medie. Torino, 1968
Ismaeliti ed «Assassini». Arché, 1973
Introduzione al canone buddista. Torino, 1986
Vak. La parola primordiale. Quattro saggi sui tantra. Pungitopo, 1988
Miti e religioni dell'India. Newton & Compton, Roma, 1992
Storia del pensiero cinese. Bollati Boringhieri, 1992
L'induismo. Newton & Compton,1994
Il buddismo. Newton & Compton,1994
Le vie del buddismo. ECIG, Genova, 2003
saluti.
CORSAIR:
Christmas Humphreys - Il Buddhismo
Libro un po' vecchiotto ma sempre molto valido. 
STUART MILL:
testi sacri indù:
1) bhagavad gità, esistente in varie versioni, una gratuita è reperibile qui: www.guruji.it
2)srisopanishad, ed bhaktivedanta
3)upanishad: sono 108 e molte non esistono in italiano. Possono essere reperite qui (italiano) Vedanta; qui (italiano e inglese)ADVAITA. Uno senza secondo (qui troverete anche altri testi eccellenti); qui (inglese solo)Internet Sacred Text Archive Home(qui troverete moltissime opere, dal mahabharata alle alle varie gità)
http://www.harekrsna.it/libri_on_line/libri_on_line.asp
BALTIK:
dipende dalla condizione spirituale,ma alcuni libri di quel sito li reputo "pessimi"
molto vicini al neo induismo.
se ti fidi stuart ti consiglio il seguente. http://www.vidyananda.it/libri/Aghora.htm
saluti.
STUART MILL:
Cita:
dipende dalla condizione spirituale,ma alcuni libri di quel sito li reputo "pessimi"
beh pessimi non saprei. Magari pessimi per chinon è portato per il bhakti, che effettivamente, specie come lo praticano gli hare, è veramente la via dei sudra (con rispetto parlando).
Però io mi limito a segnalare i link che possono interessare anche a chi ha una visione differente dalla mia. Poi in ogni cosa c'è il bene e il male: in quel sito troverai anche opere più elevate: se non erro c'è pure il ramayana, la gità etc
STUART MILL:
Robert E. Svoboda
AGHORA
alla sinistra di Dio
Aghora è la forma più estrema ed affascinante di Tantra. Ghora è l’oscurità dell’ignoranza; Aghora significa Luce, assenza di oscurità. La conoscenza della Morte porta l’Aghori a trascendere le trappole dell’esistenza che imprigionano tutti gli esseri. Il fuoco della pira funeraria è la realtà finale che ci ricorda continuamente che tutti dobbiamo morire. Il libro è la testimonianza diretta dell’esperienza straordinaria, sconvolgente e sublime di un vero Aghori! Per lui Kundalini assume la forma della Madre Divina.
Il Tantra si divide nei sentieri della Mano Destra e della Mano Sinistra. In alcune circostanze particolari, nel Tantra si praticano dei rituali sessuali per accelerare il progresso spirituale, ma qualunque idea di licenziosità è totalmente estranea alla tradizione tantrica.
pagine 320 € 19,00
uhm, si, interessante. Del resto, ho letto alcuni brani tantrici interessanti, nei libri di introd. alla magia (gruppo di ur). Inoltre A. Avalon, amico del gruppo, ha scritto molti testi sul tema, che ho adocchiato...
Se però tu l'hai leto, e ce ne parli, sarebbe interessante.
Magari se ciò che hai da dire è lungo, meglio usare il thread bibliografia, di cui ora posterò il link
---
questo è il link a bibliografia (se intendi limitarti a parlare del libro)
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=257735
questo quello al tantrismo (se intendi parlare più in generale del tantrismo)
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=265116
VURDAK:
Tao Te Ching di J. Evola
BALTIK:

capolavoro !
saluti.
STUART MILL:
l'ho trovato su google: editore controcorrente
prezzo 16 euro
-URUZ-:
Mi permetto:
"Lo yoga della potenza" Julius Evola (prefazione Pio Filippani Ronconi, postfazione Marguerite Yourcenar)
"Metafisica del sesso" Julius Evola
Entrabi edizioni Mediterranee
Imprescindibili per un corretto approccio al tantrismo.
Saluti.
BALTIK:
stuart per renderti partecipe dell'aghora è stato molto chiarificante ciò che tu stesso hai postato, una via alquanto ostica anche se assolutamente affascinante.
http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=279116
saluti.
SENATORE:
Alain Danielou
I quattro sensi della vita
neri pozza, 2003 (€15)
Si tratta di un libro abbastanza agile e dal tono divulgativo (diciamo leggibile in due giorni), ma non superficiale. soprattutto perchè l'autore è un uomo che ha vissuto in India una buona parte della sua vita, e ne ha interiorizzato i valori al punto di riferirsi a essa come la propria vera patria.
I quattro sensi della vita sono le quattro direttrici secondo cui deve orientarsi la vita di ogni uomo: dharma (virtù), artha (ricchezza), kama (piacere), moksha (liberazione).
Se la liberazione è lo scopo supremo, gli altri tre non sono meno importanti, se è vero che secondo la tradizione indù può ricercare la liberazione solo chi li abbia realizzati tutti (p. 89). E proprio il fatto di considerare la vita indiana in tutti i suoi aspetti, anche i più concreti - non solo quindi, come avviene di solito, gli aspetti superiori e mistici - costituisce l'elemento forse più originale del libro.
I sensi della vita, ho detto, sono quattro, e il quaternario domina nella concezione indù tutto ciò che si riferisce all'uomo nella sua esistenza indiviuale e sociale (p. 9).
Oltre ai sensi della vita, 4 sono gli yuga, le età della vita e le caste, mentre le scienze e la arti negli elenchi classici dei testi della smrti sono rispettivamente 32 e 64, entrambi multipli di 4.
L'autore dedica un excursus abbastanza esteso al sistema delle caste (ashrama-varna). Le caste sono un ashrama (lett. rifugio di pace e armonia) perché e in esse che la vita trova la sua direzione e il suo alveo naturale (p.43). Le caste insomma, non che essere una griglia arbitraria sovrapposta alla natura umana, ne sono l'espressione più fedele e appropriata.
La ripartizione degli uomini nelle caste integra tre aspetti: razziale, professionale, di morale sociale.
Danielou riconosce dunque una notevole importanza all'elemento biologico, che fin dall'origine rappresenterebbe una delle ragioni d'essere delle caste. La società indù si è infatti formata in seguito a successive migrazioni. La convivenza di etnie diverse avrebbe potuto generare esiti distruttivi, senonché lo spirito indù ha ovviato a questo rischio riservando a ciascun elemento etnico il suo spazio proprio e scongiurandone la fusione. Proprio per questo, e per l'importanza vitale del mantenimento di un tale delicato equilibrio, è essenziale alla sopravvivenza della civiltà indù che non vi siano unioni esogamiche: "dare vita a bastardi è una responsabilità di inalcolabile gravità" (p. 11). Come mai tanta importanza all'elemento razziale? Le spiegazioni dell'autore muovono ancora una volta dai dati tradizionali. Come è noto il termine varna significa, fra l'altro, colore. Veri testi (in part. Danielou cita la manusmriti e il mahabharata) tramandano di 4 colori (4 raze) che hanno fatto la loro comparsa successivamente nel mondo. Ciascuno di questi colori ha piena dignità e deve essere ripettato dagli altri - l'autore insiste fortemente su tale punto. Tuttavia è innegabile che fra essi sussista un rapporto gerarchico: i "bianchi" (brahmani), collegati peraltro alla quarta età della vita, rappresentano l'umanità più antica e nobile. I neri shudra per contro sono i più giovani ed "esuberanti". In definitiva, e nonostante la contraria opinione di Danielou, mi pare che l'interpretazione biologica del sistema delle caste porti con sé un fattore razzista e suprematista, per quanto consenta la pacifica coesistenza dei diversi gruppi.
Altra questione: i bianche brahmana sono forse gli arii che hanno colonizzato il punjab e sottomesso la civiltà dravidica precedente? Benché non lo dica espressamente l'autore lo lascia intendere quando fa riferimento alla lotta fra deva e asura, che sarebbe un residuo mitico della lotta tra arii e dravidi (p. 20). A parte il fatto che vi sono, in India, brahmani non indoeuropei (ad esempio i brahamani tamil, del sud), tale interpretazione mi lascia perplesso sotto più aspetti.
Anzitutto gli invasori si presentano sulla scena della storia dell'India come il popolo giovane e rozzo (p. 20) che sottomette una civltà matura a cui si devono alcuni dei culti più sacri dell'India. Come si concilia ciò con l'idea che i "bianchi" sono la razza più vecchia e venerabile? Sembra una contraddizione logica prima ancora che storica.
In secondo luogo, in sanscrito arya ha il significato primario di persona nobile, e da quanto mi risulta sono pochi i pandit che ammeterebbero per questo termine la traduzione "indoeuropeo" e questo a prescindere dal fatto che in orgine essi fossero prorpio gli arii degli storici e degli etnologi.
In terzo luogo i varna sono quattro mentre la versione di cui mi sto occupando è essenzialemente dualista. Da questa impasse si potrebbe uscire tenendo conto che le popolazioni che si sono succedute in India sono più numerose. Ad esempio prima ancora dei dravidi vi erano altri gruppi (a quanto pare australoidi, p.???). Resta però ancora un problema: gli invasori indoeuropei erano guerrieri formidabili. E' certo che gli eradi di molti di essi siano Kshatriya. Ora, se tanto i bianchi brahmana quanto i rosi kshatriya sono indoeuropei, dunque se appartengono allo stesso ceppo etnico, diventa improponibile la lezione che vuole i 4 varna come altrettante razze. Il mito, cioè, cessa di essere riflesso fedele della storia. lo stesso potrebbe ripetersi per i vaishya.
Infine (ed ecco che anche io arrivo alla fine a proporre giusto 4 argomenti) resta l'elemento per me più importante. Se la società indù, strutturata in 4 caste, esaurisce le quattro età della vita, se cioè è simbolicamente un organismo completo, che dire delle "razze" che ne costituiscono le parti? Si dovrebbe concludere che esse, prima di incontrarsi, potessero dar vita solo a civiltà incomplete, frammenti dell'oganismo completo che la loro unione ha generato (a questo proposito, è noto il mito che paragona le caste alle membra di purusha). Se dal punto di vista indù, che guarda alla propria società come al modello archetipico, questa circostanza non è rilevante, lo è eccome agli occhi dell'osservatore esterno, che dovrebbe, a detta dell'autore, cogliere dall'India un insegnamento positivo, di valore normativo.
Lascio a voi il divertimento di trarre queste conclusioni limitandomi a uno spunto: ogni società relativamente omogenea dal punto di vista etnico dovrebbe essere, secondo il modello delle caste a là Danielou, un organismo incompleto.
CHAOS88:
Sempre di Danielou, ho trovato ottimo Shiva e Dionisio (un po' troppo intrepido forse, poco accademico, ma molto stimolante).
Di Evola, essenziale secondo me La Dottrina del Risveglio (studio del buddismo pali, scritto durante la fine della Seconda Guerra Mondiale...)