A voi la parola, compagni: qual'è l'importanza di Oliviero Diliberto nella storia della Sinistra Italiana e del movimento comunista internazionale ?


A voi la parola, compagni: qual'è l'importanza di Oliviero Diliberto nella storia della Sinistra Italiana e del movimento comunista internazionale ?


Nella storia della sinistra italiana: importanza discreta, maggiore nel futuro se davvero faranno sta piffero di scissione della SA.
Nel movimento comunista internazionale: è arrivato fuori tempo massimo.


Laureato in giurisprudenza, è professore ordinario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma. Pur avendo discusso una tesi sull'origine della giurisdizione ecclesiastica è particolarmente rinomato come romanista di fama nazionale. Diliberto esercita il suo incarico di docente universitario gratuitamente.
A 13 anni iniziò la militanza politica studentesca, avvicinandosi presto al PCI. Dell'esperienza giovanile ha detto "Non avevo nessuna passione per le esperienze cinesi. Assistevo allibito alle eterne discussioni sul Libretto Rosso di Mao. Non avevo nemmeno il mito del Che". Si iscrisse poi nel 1974 alla FGCI, il ramo giovanile del partito comunista.
Attività politica [modifica]
Nel 1991, allo scioglimento del PCI, confluì in Rifondazione. Ha diretto dal 1994 al 1995 il quotidiano del Prc Liberazione ed è autore di numerosi saggi. Ricopriva il ruolo di capogruppo alla Camera, quando ha lasciato il PRC nel 1998, nell'ambito della scissione che ha portato alla nascita del PdCI, in quanto contrario alla decisione bertinottiana di sfiduciare il governo Prodi.
È stato Ministro di Grazia e Giustizia nel governo guidato da D'Alema dall'ottobre del 1998 alla primavera del 2000, contribuendo (insieme a tutto il suo nuovo partito) a salvare la maggioranza di centrosinistra dopo che il PRC decise di non appoggiare anche gli altri esecutivi ulivisti. Dopo Togliatti e Gullo, quindi dal 1946, è stato il primo ministro comunista di Grazia e Giustizia.
Il caso Baraldini [modifica]
Nella veste di Ministro della Giustizia ha ottenuto il rimpatrio di Silvia Baraldini, residente negli Stati Uniti che aveva mantenuto la cittadinaza italiana, affinché potesse scontare in Italia il resto della pena carceraria comminatale negli USA. Il provvedimento era da tempo invocato da molti, soprattutto a sinistra, ma avversato da altri e foriero di critiche. Alcune di queste hanno riguardato le ingenti spese sostenute, viste anche le costose misure di sicurezza adottate per il suo trasferimento su richiesta degli Stati Uniti che ritenevano la Baraldini assai pericolosa. Non è accertato se lo Stato Italiano abbia pagato anche alcune multe.[1]
Nel caso fu utilizzata una convenzione internazionale preesistente ma poco nota[2]. Il caso è interessante sotto il profilo giuridico, perchè potrebbe sancire, per analogia, il principio del diritto del cittadino italiano, anche residente all'estero, a ottenere di scontare in Italia la pena comminata per reati commessi all'estero, venendo le spese di rientro sostenute dallo Stato Italiano. Esso costituisce quindi un precedente valido per i molti cittadini italiani detenuti all'estero. Alcuni cittadini italiani sono detenuti come la Baraldini negli Stati Uniti.
Attività successive all'esperienza ministeriale [modifica]
Concluso l'incarico ministeriale, è stato eletto segretario nazionale del suo partito.
Nel novembre 2004 in occasione di una sua visita in Libano, ha suscitato critiche l'incontro con il segretario degli Hezbollah, lo shaykh Ḥasan Naṣrallāh. Ferma la reazione di condanna delle autorità israeliane, che per voce dell'ambasciatore in Italia Ehud Gol, esprime «disgusto e ripugnanza» per l'episodio, per «il desiderio di Diliberto di intrattenere relazioni con quella organizzazione terroristica e assassina».
Si distingue per il suo impegno nel sostenere i movimenti pacifisti, attraverso dichiarazioni, organizzazione e partecipazione a manifestazioni ed, ovviamente, attività parlamentare, con lo scopo di ottenere il ritiro di alcune missioni militari italiane, ritenute funzionali alle mire espansionistiche degli USA, in particolare di quella in Iraq che ritiene violi la legalità internazionale, riconoscendole solo il merito di aver assicurato ad un tribunale il deposto dittatore Ṣaddām Ḥusayn. Ciononostante Diliberto ed il suo partito, assieme agli altri partiti della sinistra governativa, hanno votato più volte a favore del rifinanziamento della missione italiana in Afghanistan nel periodo 2006-2007 pur di non mettere in pericolo il Governo Prodi.
Al termine delle elezioni comunali del 2006 viene eletto consigliere comunale a Roma con 1476 voti, carica che lascia subito dopo per non accumulare incarichi istituzionali e lascare posto ad altre persone, al suo posto subentra Fabio Nobile, segretario dei Comunisti Italiani di Roma. Oggi l'unico leader della sinistra che si richiama alla storia politica del Partito Comunista Italiano e, in particolare, alla figura storica e politica di Enrico Berlinguer. Già dal 2001, si è fatto promotore della realizzazione di soggetto politico unitario della Sinistra, che, nella sua idea originale, avrebbe compreso il PdCI, PRC, Verdi, i fuoriusciti dai DS e l'SDI di Boselli. Questo progetto, anche grazie alla forte spinta in questo senso, venuta dal IV congresso del suo partito, è sfociato nella costituzione de La Sinistra-L'arcobaleno, che comprende PdCI, PRC, Verdi e Sinistra Democratica.
Rieletto alla Camera dei Deputati nel aprile del 2006, è componente della I Commissione della Camera, Affari Costituzionali. Dal dicembre 2007 guida il suo partito all'adesione alla confederazione della sinistra, "La Sinistra, l'Arcobaleno", con PRC, Verdi e Sinistra Democratica, movimento che tarda la sua nascita a causa della imminente crisi del governo Prodi. Nel corso di interviste ripropone, ad ogni modo, la riunificazione dei comunisti, Partito della Rifondazione Comunista con il Partito dei Comunisti Italiani. Inoltre aggiunge, che da anni propone a Fausto Bertinotti di guidare una coalizione dei partiti della sinistra, nonostante le diversità con Diliberto e i comunisti, in quanto unico leader in grado di tenere insieme le componenti socialiste, socialdemocratiche e comuniste.
Il 7 marzo 2008 ha rinunciato a ricandidarsi alla Camera per lasciare il posto di capolista in Piemonte a Ciro Argentino, operaio della Thyssen.


per mat kava...
Oliviero Diliberto è l'unico parlamentare italiano che, nel Novembre 2007, si è recato a Mosca, al mausoleo di Lenin, in onore del 90° anniversario della rivoluzione d'ottobre.
ciao bananao




nulla?


Caro ROSSO...tu invece di far guadagnare voti ad SA li fai perdere...
Calmati, non fare il motorino, che non serve.


Internazionaleoco o nulla.Il PdCI ha ancora buoni rapporti con i vari moviemnti comunisti del mondo,ma un partito che era arrivato quasi al 30% nel blocco occidentale e ora ritorvarsi al 2% di certo non aiuta a dare importanza.
Nella storia della sinistra italiana:Fu quello che cercò di salvare il primo governo Prodi facendo una scissione dal partito.



