Il nostro quasi ex ministro degli esteri (Massimo d'Alembollah) è un po' in disparte in questo periodo; infuria, si fa per dire, la campagna elettorale e lui è come quello in panchina, non vede l'ora che il titolare si faccia male per entrare al suo posto, segnare un bell'autogol e poi piangersi addosso. Inutile che protestiate. Lo ha già fatto altre volte e lo rifarà. Altro che rinnovamento.
Intanto rilascia un'altra delle sue dichiarazioni criminali, consigliando di non offendere i sentimenti religiosi, cioè praticando quell'autocensura che qualcuno paventava già qualche giorno fa. Insomma, si arruola tra i taglialingue, coloro che vorrebbero impedire l'uscita di un film di Geert Wilders critico sul Corano, per non disturbare i tagliagole assassini, da Hamas a Hezbollah, da AlQaeda a Amadinejad. La logica è quella nota come sindrome di Monaco '38. Anche in questo caso, lo aveva già fatto e lo rifarà. Intanto i suoi amici fanno strage tra i giovani di una scuola e poi inneggiano a Gaza.
Potesse pagherebbe un riscatto.
riccardoinnocenti




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